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FIFA 21 | Anteprima – Perché FUT 21 è il più social di sempre

EA Sports ha messo tutte le carte in tavola per la nuova edizione di FIFA Ultimate Team: ecco le novità e quello che dovete sapere su FUT 21

La lunga strada che ci porta a FIFA 21 è lastricata di approfondimenti dedicati al prossimo sportivo di Electronic Arts, che abbiamo avuto la chance di provare con una speciale demo riservata alla stampa poche settimane fa e del quale poco a poco possiamo raccontarvi nuovi, succosi aspetti. Nel corso della settimana avremo molto di cui parlare, ma per oggi ci concentriamo su FIFA Ultimate Team, FUT 21 per gli amici, in una nuova iterazione che promette di essere la più “social” di sempre.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, STADIA, XONE, XSX
Sviluppatore:
EA Sports
Distributore:
Electronic Arts

Le informazioni di cui discuteremo in questo speciale non sono basate sul nostro provato, dal momento che questo non includeva la modalità, ma tratteranno materiale fornitoci in una presentazione a porte chiuse e in una visione anticipata di alcuni giorni del trailer pubblicato oggi per celebrare il nuovo FUT di FIFA 21.

Gioco di squadra

Con FUT 21, EA Sports ha pensato di colmare una delle più grandi lacune dell’esperienza di FIFA Ultimate Team dal lancio originale ad oggi, fornendo un gioco che sia veramente cooperativo e calzi a pennello sulla voglia di progressione dei propri utenti. FUT diventa co-op, senza troppi giri di parole, per un massimo di due giocatori e lo fa rispettando le esigenze di tutti come vedremo da qui a poche righe. Le modalità coperte dal gioco saranno 2v2 o 2vIA, e si tratta della prima volta in cui il multiplayer online mette piede nell’acclamata modalità a base di carte. Nel caso in cui gli appassionati dovessero optare per un 2v2 online, il matchmaking sarebbe basato sulla squadra dal livello più alto registrato tra l’host e il suo amico nella lobby, naturalmente, e questo dovrebbe evitare l’insorgere di eventuali squilibri nelle abilità dei partecipanti.

Lo sviluppatore ha lavorato ad un nuovo hub appositamente per la modalità cooperativa, con uno strumento che consentirà di vedere gli amici online e invitarli in una partita al volo. Da questo menu si accede alla lobby in cui sarà possibile discutere le tattiche nella partita che dovremo affrontare insieme ad un partner e scegliere la modalità, tra Squad Battles, Division Rivals e amichevoli, in cui cimentarci. Quando parlavamo di calzare a pennello sulla voglia di progressione dei propri utenti, intendevamo che entrambi i giocatori riceveranno premi e progressi, non soltanto l’host e non soltanto per questa specifica modalità: i due potranno regolarmente continuare a sommare punti per gli obiettivi settimanali del proprio club, cosicché nessuno debba sacrificare i propri progressi soltanto per giocare con un amico.

L’host deciderà con quale delle due squadre giocare, per cui potrete giocare con la vostra squadra o con quella di un amico se la riterrete più forte oppure più divertente e attinente all’alchimia del duo. Oltre a questo, potrà vedere dalla propria schermata la qualità della connessione di entrambi prima di lanciarsi in una partita. Quest’anno, inoltre alcuni obiettivi nel “battle pass” ovviamente gratuito di FUT saranno conseguibili esclusivamente con la co-op, per cui è consigliato trovare un amico disponibile o magari farsene uno nuovo nel gioco; altri obiettivi permetteranno liberamente di decidere se completarli da soli o con un amico.

Una chicca che rivela la cura riporta dalla software house nordamericana sulla nuova modalità è l’estensione del trainer: per migliorare la connessione con il proprio compagno di squadra, oltre alla chat vocale, è possibile utilizzarlo per vedere quali mosse sta per compiere il partner, in modo da leggere con il giusto anticipo e posizionarsi in maniera ricettiva nei loro confronti. Ovviamente, qualora non aveste una conoscenza di lungo corso col compagno, è consigliabile passare per qualche amichevole così da oliare i meccanismi e migliorare l’alchimia di squadra in vista di sfide più probanti.

L’idea dietro l’esperienza social di FUT 21 non è limitarsi ad un’esperienza social che metta i giocatori squadra contro squadra ma anche creare un senso di community che remi nella stessa direzione per raggiungere degli obiettivi tutti insieme. È una visione nuova nel mondo di FIFA, e una che nel corso dell’anno potrebbe riservare delle piacevoli sorprese considerando che il calcio è uno sport di squadra dentro e fuori dal campo. Per questo motivo, EA Sports ha introdotto nella nuova versione di FIFA Ultimate Team i Team events e i Community events. Partiamo dai Team events: nel gioco, al primo avvio della modalità, sarà possibile scegliere tra un massimo di cinque team diversi con cui allinearsi e impostare il proprio supporto per quella squadra selezionata lungo la stagione. Non è un concetto nuovo nella serie, come ricorderanno i fan di vecchia data, ma è la prima volta che viene applicato a questa modalità.

Durante la presentazione, ci è stato mostrato un evento basato sulla Premier League in cui è stato scelto il Chelsea, ma chiaramente «tutti i tipi di squadra» cambieranno e ruoteranno col tempo per fornire nuove sfide e ricompense. Nel trailer odierno abbiamo invece visto una sfida tra #TeamJoaoFelix e #TeamHaaland, in cui è stata scelta una squadra tra Atletico Madrid e Borussia Dortmund per ottenere elementi di personalizzazione esclusivi dedicati proprio ai due club.

Una volta scelta la squadra, si sblocca un gruppo di obiettivi, una sorta di mini battle pass che premia in punti esperienza extra per il completamento di compiti specifici, come schierare Joao Felix dall’inizio (conoscendolo, siamo disposti a questo sacrificio…), farlo segnare o fargli siglare una tripletta; ogni obiettivo sbloccato garantisce punti esperienza per il giocatore e per il team scelto, e permette di ottenere ricompense addizionali di tanto in tanto.

Il risultato dell’evento determina quale team ottiene ricompense e di quali ricompense si tratti, a seconda delle prestazioni del team/community in campo. I giocatori possono sbloccare e utilizzare elementi di personalizzazione estetica per le proprie partite in modo da mostrare l’appartenenza ad un determinato team e farne il tifo di fronte agli altri utenti.

I community events si articolano intorno ad un concetto simile: gli eventi della community consistono nello sbloccare obiettivi comuni – ad esempio, tot giocatori raggiungono lo stesso obiettivo di vincere quattro partite su FUT 21 – per ottenere ricompense condivise. Ci sarà una grande barra dell’esperienza condivisa tra tutti i membri della community e delle milestone che, una volta raggiunte, sbloccheranno ricompense speciali per quanti abbiano partecipato agli eventi.

Ma i top player servono sempre

FUT 21 non rinuncia alla sua vocazione competitiva più “solitaria”, naturalmente, in coerenza con il calcio che è sì uno sport di squadra ma anche uno in cui i singoli possono fare la differenza (e ve lo dice qualcuno la cui squadra è stata appena eliminata dalla Champions League dal 10 del Barcellona).

È così che le componenti principali dell’esperienza competitiva di FUT sono rimaste in piedi ma hanno subito alcuni ritocchi e sfinamenti per fornire esperienze di gioco più compatte, basate sul feedback degli utenti che ne hanno fruito per un lungo anno. Adesso, le prime 20-40 partite in Squad Battles determineranno una divisione in Division Rivals di riferimento e la assegneranno al giocatore, utilizzando un sistema automatico che valuta la difficoltà scelta per le partite e i risultati conseguiti.

Questa svolta è stata voluta perché i nuovi giocatori venissero accolti in un ambiente sano e proporzionato al proprio livello di abilità, e i giocatori già esperti si sentissero a casa ma allo stesso tempo stuzzicati fin da subito da una competizione all’altezza delle loro aspettative maturate su FIFA 20 e negli anni precedenti.

Adesso, ogni prima volta in cui si verrà promossi di una divisione si otterrà una ricompensa – nella presentazione che ci è stata mostrata si parla di 10.000 crediti FUT ma non sappiamo se ce ne saranno altre o la reward sarà davvero così consistente. Le Division Rivals avranno un limite di partite settimanali che potranno contribuire al punteggio nella divisione per qualificarsi alla weekend league di FUT Champions (sarà 40) ma, una volta raggiunto il tetto, i giocatori continueranno a fare progressi per gli obiettivi. Le Weekend League di FUT Champions saranno ancora articolate in un massimo di 30 partite e, com’è da un po’ di anni a questa parte, sul lungo termine andrà valutato se il pacchetto competitivo risulterà abbastanza bilanciato tra impegno e ricompense, tasto quest’ultimo che vale in realtà per l’intera struttura battle pass-like della modalità.

Non bastasse il concetto stesso di battle pass introdotto lo scorso anno, FIFA 21 continua ad avvicinarsi alla progressione dei battle royale con le Live FUT Friendlies, eventi dinamici a tempo limitato, come sono stati definiti durante la presentazione cui abbiamo partecipato. Si tratta di partite ad obiettivi che vengono inserite nel gioco dal team di sviluppo all’interno di una rotazione ciclica; un esempio che ci è stato mostrato è quello di un torneo in cui si possono schierare soltanto carte d’argento.

Nel tentativo di gratificare un numero quanto più ampio di giocatori, infine, EA Sports ha progettato un ampliamento della top 100 su FUT Champions e Squad Battles, che ora diventerà una classifica per i migliori 200. Questo perché gli sviluppatori hanno notato come giocatori molto forti finivano, lo scorso e gli scorsi anni, fuori dalla graduatoria dei migliori per un soffio e non avevano la visibilità che meritavano.

Una nuova progressione

Dopo aver introdotto un simil battle pass la passata edizione, FIFA 21 ha pensato nuovi modi per intrattenere lungo un periodo di tempo sostenuto i propri utenti nella modalità FUT, la più redditizia e longeva per definizione del pacchetto. Questo aspetto ci è stato mostrato sotto tre pilastri che sono chiamati a sostenere l’offerta ludica per l’intera stagione di FIFA Ultimate Team rispetto alle scorse release. Quest’anno, i giocatori potranno godere di un FUT Stadium, un vero e proprio stadio che potranno costruirsi con le proprie mani da zero. Addio dunque agli stadi reali, ricchi di atmosfera ma poveri quando si parla di trasmettere l’anima del club cui appartiene nella fiction della modalità, e benvenute arene personalizzabili in ogni minimo particolare.

I giocatori partiranno da un nucleo base, un impianto dalle dimensioni estremamente contenute, per poi apportare aggiornamenti con più posti, strutture, colori, curve, striscioni, coperture, e altro ancora, come autentici architetti del pallone. Si potranno aggiungere esultanze speciali per i gol, installare oggetti speciali come i trofei ottenuti sul campo (abbiamo visto busti e altre coppe a bordocampo), e coreografie sugli spalti o musiche d’ingresso per le partite casalinghe. Man mano che si faranno progressi si procederà in nuovi tier di personalizzazione con c ui sblocare sempre più oggetti da installare e aumentare sempre di più la capienza, secondo la forma che si sarà scelta per lo stadio. Per il momento, la possibilità di costruirsi un impianto con le proprie mani è riservata soltanto a FIFA Ultimate Team ma si sta valutando l’opportunità di estenderla al gioco completo, licenze permettendo.

Aggiungere questa caratteristica non è stata una sfida semplice, dal momento che EA Sports ha dovuto costruire a sua volta uno stadio modulare appositamente con ben in mente la possibilità di potervi aggiungere pezzi mano a mano che si progredisce nel gioco e fosse altamente personalizzabile. Naturalmente, il layout di base è quello degli stadi moderni, per cui sarà abbastanza difficile replicare gli obbrobri che, ahinoi, siamo costretti a guardare ogni domenica nella nostra Serie A (e forse va bene così). Il team di sviluppo ha preso alcuni accorgimenti per evitare che questa funzionalità complicasse la vita dei giocatori una volta scesi in campo, e questo si è tradotto ad esempio a nuovi effetti di illuminazione che non proiettano ombre sul campo, spesso fastidiose nelle ore diurne – un problema storico di FIFA, con il caso limite di San Siro che per anni è risultato ingiocabile di giorno (e, per qualche ragione, nella nostra demo abbiamo assistito a qualcosa di simile con l’Olimpico di Roma, ma dovrebbe venire sistemato per tempo).

L’ingresso in campo è stato anch’esso ritoccato in modo da rispecchiare di più la progressione apportata allo stadio, dove gli elementi già esistenti come loghi e coreografie sono stati estesi in partenza, e quello che i giocatori vedono prima di scendere in campo, come lo schieramento della propria squadra fino al minimo dettaglio, compresi i particolari sull’Intesa tra i giocatori; con gli indugi sul realismo rotti, questo è un altro piccolo step nell’evoluzione che segna uno stacco netto tra calcio reale e FUT, se vogliamo interpretarlo come un’indicazione visiva di quello che per anni è successo al franchise.

Non si può discutere di progressione su FIFA Ultimate Team senza menzionare le Icone, le leggende del calcio immortalate in una o più carte, il cui roster verrà come prevedibilmente ampliato con l’innesto di altri monumenti dello sport. Tra new entry e ospiti già entrati nei precedenti capitoli, la rosa – non a casa rinominata FUT 100 – potrà contare su un totale di cento elementi.

Non abbiamo al momento l’intera lista dei calciatori che ne faranno parte, dal momento che molti saranno rivelati strada facendo, ma abbiamo ricevuto un gustoso antipasto, scoprendo che ci saranno Xavi, play del Barcellona di Pep Guardiola e della Spagna campione d’Europa e del Mondo; Philippe Lahm, terzino campione d’Europa e del Mondo con Bayern Monaco e Germania; Samuel Eto’o, attaccante ex Barcellona ed eroe del triplete dell’Inter; Fernando Torres, prolifica punta del Liverpool e del Chelsea, ritiratasi da poco con la casacca dell’Atletico Madrid; Nemanja Vidic, statuario centrale difensivo del Manchester United (con una sfortunata parentesi nerazzurra); Petr Cech, portiere del primo Chelsea di José Mourinho e vincitore di diverse Premier League prima di chiudere la carriera nell’Arsenal; Bastian Schweinsteiger, centrocampista tuttofare campione del mondo con la Germania e simbolo del Bayern Monaco; Ferenc Puskas, storico attaccante dell’Ungheria a cui non a caso è stato intitolato il premio UEFA per i gol più belli dell’anno; infine, Eric Cantona, genio e sregolatezza, ala francese del Manchester United che presterà anche il suo volto alla campagna promozionale del gioco.

Se queste sono le new entry che abbiamo scoperto finora, la rosa ha comunque una selezione fenomenale a disposizione, in cui rientrano Zidane, Cruijff, Pelè, Ronaldo, Ashley Cole, Lampard, Pirlo, Maradona, Gerrard, Gattuso, Giggs, Cannavaro, Raul, Rui Costa, Gullit, Inzaghi, Figo, Deco, Desailly, Seedorf, Drogba, e tanti altri.

Un’ultima novità da questo punto di vista riguarda i cosiddetti “meaningful moments”, un cambiamento piccolo ma sensibile nel modo in cui il live team lavora nel corso della stagione al supporto per FIFA. Fino a FIFA 20, il team di sviluppo era limitato a migliorare o peggiorare soltanto i parametri che compaiono sulla carta, quando lanciava nuove versioni delle carte in base all’andamento della stagione o della carriera di un calciatore. Con questo ritocco, invece, EA Sports può utilizzare la funzionalità dei meaningful moments per modificare anche i singoli parametri che non compaiono sulle carte e renderle migliori o peggiori di piccole sfumature basate su come i calciatori si comportano settimana dopo settimana sul campo reale.

I parametri delle carte saranno cambiati individualmente in base a quello che fanno i relativi calciatori: gol di testa aumenteranno il parametro del colpo di testa di un attaccante, così come i salvataggi in scivolata faranno sì che gli sviluppatori possano mettere mano a quello specifico valore. Abbiamo assistito all’esempio di Alexander-Arnold, terzino del Liverpool che, segnando una punizione, si potrà vedere assegnato un +8 nel parametro della precisione sui calci piazzati.

La gestione del club

Nel corso di evoluzione della modalità, gli specialisti degli sport di Electronic Arts hanno apportato numerosi cambiamenti a FUT, ma da un paio di anni a questa parte è evidente come il team di sviluppo abbia preso a cuore uno snellimento dell’interfaccia e delle sovrastrutture che complicavano il gameplay, sì, ma in una maniera noiosa o persino fastidiosa sul lungo termine.

Su FIFA Ultimate Team 21 i menu sono ancora più asciutti, dopo quanto di buono era stato fatto in FIFA 20. Quest’anno avremo una voce che permetterà, in qualunque punto ci troveremo, di accedere alla gestione del club; i giocatori di FUT sapranno che, sino a FIFA 19, occorreva incamminarsi in un vero e proprio labirinto per arrivarci, per qualche ragione, mentre adesso è stato applicato un altro piccolo tocco per rendere ancora più veloce la navigazione e dare un senso al club inteso come hub e centro nevralgico del proprio gioco – un obbligo, ora che il pacchetto di funzionalità è stato, lo abbiamo visto poche righe in alto, notevolmente ampliato.

Un cambiamento al funzionamento della gestione del club, e pure piuttosto sensibile, è la rimozione degli oggetti legati alla forma e all’allenamento dei calciatori. In FUT 21 non dovremo preoccuparci, prima di cominciare una partita, delle condizioni dei giocatori, dal momento che il parametro della forma è stato completamente cancellato.

Di conseguenza, gli oggetti relativi a forma e allenamento sono stati eliminati, per evitare che si scatenasse ogni volta la caccia a questi item per via del timore degli utenti di non avere i propri migliori elementi in rosa nelle sfide importanti. Per quanto ci riguarda, non ne abbiamo mai fatto un uso estensivo (ci preoccupa di più la questione dei contratti, che invece non hanno revisioni all’orizzonte), per cui siamo portati a pensare si sia trattata di una complessiva asciugatura – come per i menu – volta a liberarsi di elementi dell’esperienza superflui.

Questa decisione è stata presa sulla base del feedback raccolto dai giocatori di FUT nel corso degli anni, e sarà interessante valutare come la community reagirà lungo tutta la stagione e soprattutto quale sarà la risposta del mercato interno delle carte. Ciò detto, la barra della resistenza durante le partite si consumerà regolarmente, ma alla fine di ogni partita sarà riportata al massimo della capienza, in modo che i calciatori ripartano tutti dallo stesso livello di forma.

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+ Il focus sulla cooperazione apre nuovi scenari per FUT
+ La progressione è estremamente stratificata
+ La rifinitura ha portato alla rimozione di elementi superflui
– Da valutare, come e più degli altri anni, il bilanciamento tra impegno e ricompense

FUT 21, la versione di FIFA Ultimate Team per FIFA 21, si presenta all’appuntamento con l’uscita indossando un abito nuovo, completo di focus sulla cooperazione, con gli amici e con la community, e una serie di ritocchi sulle sfumature di un’esperienza plasmata sempre di più sulle esigenze dei giocatori. Anche per questo motivo, ad oggi, EA Sports non si impegna a portare tutti i cambiamenti al gameplay introdotti nel nuovo capitolo prima di averli sottoposti a fondo ai tester con un po’ di anticipo rispetto al lancio, mentre porterà i progressi ottenuti sulla modalità (come su Volta) pure su PS5 e Xbox Series X dalle rispettive famiglie current-gen quando saranno disponibili.