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eFootball | Provato – Primo contatto non proprio soddisfacente

Potenzialità e molti, troppi difetti

Non è affatto facile parlare di eFootball. Da una parte si corre il rischio di cedere alla nostalgia, al sentimentalismo, persino alla riconoscenza verso una saga, ed un publisher, che per anni ci hanno fatto divertire ed appassionare. Dall’altra, la sequela di meme che si rincorrono sul web già da un paio di giorni, rischia di essere pericolosamente contagiosa, influenzando il giudizio su un gioco, o per meglio dire un progetto, che sta muovendo i suoi primi ed insicuri passi in un mercato che, non senza un po’ di presunzione forse, ha tutte le intenzioni di rivoluzionare.

Piattaforma:
MOBILE, PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
sportivo
Data di uscita:
30 Settembre 2021
Sviluppatore:
Konami
Distributore:
Konami

Era da un po’ di tempo, del resto, che non si sentiva parlare della Blue Ocean Strategy, citata in ogni dove ed innumerevoli volte ai tempi di Nintendo Wii, ma è proprio il tipo di approccio che Konami sta tentando non solo a livello globale, anche nel suo pur doloroso e progressivo abbandono al mondo dei videogiochi, ma soprattutto con uno dei suoi brand di punta, con quel PES che, a ben vedere, non esiste più.

Rivoluzione, quindi. Drastica, totale, ovviamente dolorosa, se si è fan di lungo corso e sarcasticamente, ma con un velo di tristezza ad oscurare vagamente il volto, si ride dei volti deformati di Cristiano Ronaldo e Messi a cui in questi giorni si dedicano decine e decine di post nei social network di tutto il mondo.

eFootball, inutile nasconderlo, non è certamente partito con il piede giusto. Chi ha la sensazione di avere a che fare con una beta sotto mentite spoglie è tutt’altro che fuoristrada. Parliamo di una piattaforma gratuita, evidentemente mandata al fronte senza addestramento e malamente equipaggiata. Questa campagna di Russia in salsa videoludica sta già sortendo i primi evidenti effetti non solo sui principali social network, dove si ironizza, a volte con tremenda efficacia, dei tanti bug del gioco, ma anche su Metacritic dove la media dei voti degli utenti, ad oggi, è compreso in un range che oscilla tra lo 0.7 e l’1.2.

 

Falsa partenza

Se il buongiorno si vede dal mattino, eFootball sta già sperimentando cosa significhi muoversi nel buio più oscuro, un territorio pericoloso che ha inghiottito titoli come Anthem, a cui è bastata una falsa partenza per giocarsi qualsiasi chance.

Ad oggi è certamente difficile scovare qualcosa per cui essere realmente felici nella simulazione calcistica del publisher nipponico, non ci piove, ma vale la pena abbandonare sentimentalismi e cinismo, come anticipato poco sopra, per concentrarsi non solo su cosa abbia da offrire eFootball, ma anche in cosa si potrà tramutare un domani.

Come già detto qualche giorno addietro nella nostra anteprima, persino i menù sembrano sbagliati, probabilmente realizzati da grafici alle prime armi. La schermata principale, tra le altre cose, mostra diversi riquadri attualmente inaccessibili. La sensazione è di trovarsi di fronte ad una vetrina in allestimento, potenzialmente attraente, ma attualmente vuota.

Oltre alla possibilità di imbastire partite rapide contro la CPU o in multiplayer utilizzando solo nove squadre (ovvero Arsenal, Barcellona, Bayern Monaco, Corinthians Paulista, Flamengo, Juventus, Manchester United, River Plate, San Paolo), c’è la possibilità di partecipare al Worldwide Clubs, primo evento della piattaforma, che dimostra che il gigantesco database di squadre e rose presente in eFootball PES 2021 non è stato cancellato.

Scegliendo il vostro team a partire da un elenco ben più ampio di quello disponibile nell’altra modalità, dovrete sfidare utenti di tutto il mondo a caccia di vittorie che vi permetteranno di accumulare GP, valuta virtuale al momento inutile, ma che poco a sorpresa costituirà il credito con cui sbloccherete in seguito collezionabili e quant’altro.

Palla al piede

Se eFootball lascia alquanto a desiderare per le modalità proposte, solo due e prive di qualsiasi tipo di progressione, le cose non vanno più di tanto meglio sul campo di gioco. Il gameplay sorge su intuizioni di design intriganti e dalle indiscutibili potenzialità, ma attualmente queste ambizioni si scontrano con limiti mortificanti e contro i già sopracitati bug che pesano anche sull’estetica dell’esperienza.

Il cambio di motore grafico, dal Fox Engine si è deciso di virare sull’Unreal Engine 4, non ha certamente facilitato la vita degli sviluppatori che in molti frangenti devono essere evidentemente ripartiti da zero, ma si resta comunque piuttosto basiti di fronte a certe défaillance, soprattutto per quanto concerne l’IA di compagni e avversari.

Alla base del gameplay c’è l’ottima intuizione di restituire fisicità in primis alla sfera ed in seconda battuta ai movimenti degli atleti. Se il primo obiettivo può già dirsi in buona parte raggiunto, è sul secondo punto che si concentrano le principali perplessità sull’aspetto ludico.

La palla, difatti, è realmente libera di muoversi nello spazio, per nulla (o poco) incollata agli avatar che in quel momento ne detengono il controllo. Lo si nota sia nei contrasti, dove i rimpalli sono spesso imprevedibili, sia nei primi tocchi dei giocatori stessi, che possono più o meno involontariamente allungarla troppo, concedendo alla difesa di recuperarla facilmente.

Banalmente, questa rinnovata libertà di movimento della sfera la si legge bene anche in fase di rinvio dal fondo, quando il portiere, nel posizionarla a poca distanza dal limite dell’area piccola, non la rilascerà mai due volte nella stessa zolla d’erba.

La componente che di fatto sabota l’ottima fisica che gestisce la palla, riguarda invece il controllo dei giocatori, ancorati, come un tempo, a sentieri predeterminati e in certe situazioni immodificabili, che creano un’evidente frizione tra ciò che accade in campo e ciò che vuole (e può) fare il videogiocatore.

Le fondamenta del controllo degli atleti sono costituite dal rinnovato sistema che gestisce lo scatto e il controllo del corpo sia in fase di difesa della palla, che di contrasto. L’accelerazione in fase di non possesso funziona come sempre, ma non appena si entra nel raggio d’azione della sfera, premere il trigger significa gestire più che altro la forza impressa nei piedi del calciatore. Laddove FIFA sceglie di utilizzare una combinazione di tasti per sfoderare trick di ogni tipo, eFootball adibisce allo scatto e all’inclinazione dello stick analogico il compito di gestire il dribbling e l’allungo del pallone.

Similmente, in fase difensiva si può scegliere se affidarsi alla scivolata e alla rubata utilizzando i classici pulsanti frontali o se agire con un contrasto duro e fisico con il trigger sinistro, azione che può essere sanzionata con un fallo, ma che allo stesso tempo si rivela estremamente efficace nell’ostacolare l’avanzata del centravanti verso la porta.

Il sistema, in entrambe le fasi di gioco, è estremamente godurioso, regalando alla partita un retrogusto enormemente diverso rispetto a quello esperito giocando a FIFA 22. Eppure, come dicevamo in precedenza, è limitato da inspiegabili titubanze degli atleti in certi frangenti, oltre che dalla difficoltà di muovere la squadra lungo tutto il campo a causa di una certa ottusità dell’IA in fase di costruzione del gioco.

Soprattutto quando la palla vaga per il campo si fatica e non poco, in molte situazioni, a riappropriarsi del controllo, costretti come si è a contrastare i movimenti automatici dei giocatori che seguono traiettorie pre-impostate e che si adeguano in ritardo all’effettivo movimento (libero, lo ricordiamo) della sfera.

Dal canto suo, la CPU avversaria in più di un’occasione ci è sembrata ancorata attorno a idee di gioco tutt’altro che efficienti. Più di una volta abbiamo segnato gol facili, solo perché la difesa avversaria si era incaponita in un pericoloso tiki taka a pochi centimetri dall’area piccola, ulteriore sintomo che eFootball avrebbe beneficiato di qualche settimana in più ai box, nel tentativo di affinarne alcuni dettagli.

Questo discorso, come già anticipato, vale tanto più se si considera l’aspetto grafico. Se il colpo d’occhio può dirsi soddisfacente, anche grazie ad una regia digitale che introduce le partite in modo sufficientemente scenografico, a mano a mano che la telecamera si avvicina ai modelli poligonali ci si accorge effettivamente di volti più o meno deformi e tutt’altro che rassomiglianti alle controparti reali.

Inoltre, tra arbitri che affondano nell’erba e corpi che si contorcono in pose innaturali, manco fossimo in un remake di Silent Hill, c’è davvero molto da sistemare e riparare quanto prima.

Versione testata: PlayStation 5 e Xbox Series X

Se proprio non riuscite a lasciar andare il caro, vecchio PES, perché non recuperate eFootball PES 2021 ad un prezzo vantaggioso?

Piattaforme: mobile, pc, ps4, ps5, xone, xsx
Il primo contatto con eFootball non può che dirsi deludente sotto molteplici punti di vista. Dalla pochezza di modalità presenti, per quanto fossimo stati avvisati con largo anticipo sulla cosa, ad una grafica tutt’altro che next-gen, nell’esatto mezzo c’è da fare i conti con un gameplay sulla carta promettente, ma ad oggi tutt’altro che efficiente. In attesa che con la prima grande espansione, eFootball 2022, la stagione calcistica di Konami entri nel vivo, è impossibile non pensare che questa piattaforma nel frattempo vivrà solo in virtù del fatto che è totalmente gratis, oltre che grazie alla curiosità degli affezionati al brand. Il grande calcio, attualmente, lo si può giocare solo su altri lidi. eFootball, allo stato attuale è un’interessante beta in vista di un futuro certo intrigante, ma che, come Anthem insegna, non è detto che avrà il tempo di sbocciare effettivamente. In ogni caso, noi di SpazioGames terremo attentamente sotto osservazione la piattaforma di Konami, pronti a rivedere il nostro momentaneo e sconfortato giudizio delle prime ore.

Pro

  • É gratis
  • Gameplay dalle immense potenzialità

Contro

  • Pochissime modalità e nessuna progressione
  • I.A. di compagni e avversari poco raffinata
  • Tanti bug e glitch grafici