Dragon Ball Z Kakarot – Lo scontro finale Gohan contro Cell

Una Kamehameha padre-figlio vale molto di più

Provato
A cura di Matteo Bussani - 23 Agosto 2019 - 11:54

Dragon Ball per molti giovani del Belpaese è un caposaldo dell’adolescenza. La visione dell’anime dettava i tempi del pomeriggio, e l’inizio dello studio. Un appuntamento così improrogabile e costante, a distanza di anni, fa ancora sentire i suoi effetti, con il successo di Goku e compagnia che ha fatto il giro del mondo sotto tantissime forme e non accenna ad arrestarsi.
 Lo dimostrano le vendite dei giochi a lui dedicati, lo dimostra l’affluenza al cinema e la risonanza che ha avuto un progetto come Super e tutto ci che gravita in questo universo. In ambito videoludico, ciò che da sempre è mancato all’accanita fanbase era un gioco che ripercorresse le avventure di Goku, prima o dopo la sua adolescenza, che trasmettesse le stesse sensazioni dell’anime tra combattimenti, esplorazione e il progressivo perfezionamento della propria abilità combattiva.

I combattimenti non fanno un Saiyan

Dragon Ball Z: Kakarot è il progetto di Bandai Namco che punta a realizzare questo e a E3 2019 ne abbiamo avuto una chiara dimostrazione. Dopo la prova avevamo fatto le conoscenze di un sistema all’apparenza un po’ grezzo, soprattutto in fatto di esplorazione, che però cerca di interpretare l’anime nella sua maniera più fedele, tra cut-scene e spettacolarità, e fin da ora in questo l’obiettivo ci sembra già ora molto vicino. Non ci avevano convinto pienamente nemmeno i combattimenti, che evidentemente soffrivano di meccaniche ancora non amalgamate a dovere fra di loro, condite da continui e imprevedibili cali di frame-rate.

Dragon Ball Z Kakarot – Lo scontro finale Gohan contro Cell

Ora, arrivati a Gamescom 2019, è stato il momento degli annunci che hanno introdotto i personaggi di supporto in battaglia, come Krilin, Jiayozi, Yamcha e Tenshinhan. Gli amici di Goku sono caratterizzati dalle loro mosse tipiche e dagli stili di combattimento che li contraddistinguono. Il loro comportamento è automatico in battaglia e si adatta alle nostre azioni: collegano combo, si uniscono nella realizzazione delle mosse speciali e possono aiutarci con colpi d’aura dalla distanza.

Con loro sono stati annunciati quattro personaggi giocabili, e a Goku si aggiungeranno Vegeta, Piccolo e Gohan. Questo prevedibilmente per dissipare i dubbi di giocabilità intorno all’annuncio fresco di Gamescom della presenza della saga di Cell e degli androidi all’interno del progetto, che è stato accompagnato da una build apposta giocabile in fiera.

Kamehameha Padre-Figlio: pelle d’oca.

E arriviamo così alla demo di Gamescom 2019 che punta sulla potenza evocativa di uno dei momenti più importanti della storia di Dragon Ball Z, ovvero il combattimento finale tra Gohan e Cell in forma perfetta, ovvero dopo la morte di Goku. Fa sorridere che nelle descrizioni prima della partita ci sia stata la volontà da parte degli sviluppatori di spiegare in una serie di piccole descrizioni chi fossero i personaggi, come se un qualunque partecipante a un evento Bandai Namco non conoscesse le avventure dei nostri eroi di gioventù. Nella fattispecie si tratta di una sezione di solo combattimento che replica le ultimissime fasi dello scontro, e che mette in mostra un gameplay evidentemente fluidificato rispetto alla precedente build, seppur non ancora perfetto.

Dragon Ball Z Kakarot – Lo scontro finale Gohan contro Cell

Il sistema di gioco è molto semplice c’è un tasto dedicato all’aura e un tasto dedicato al combattimento melee. Con la pressione del dorsale L1 si attivano le mosse speciali che consumano la barra dell’aura, ricaricabile tramite un altro tasto. Il movimento sui tre assi è molto rapido con la possibilità di fare schivate fulminee e scattare per evitare colpi o avvicinarsi al nemico, esattamente come la controparte del fumetto ci insegno. Come se ne può dedurre non siamo di fronte a una grande profondità, ma la concentrazione è tutta sulla spettacolarità. Di tanto in tanto ci sono animazioni predefinite che servono ad aumentare l’enfasi di alcune mosse, oppure rallenty che accentuano il pathos derivante da uno scontro fra colpi simultanei. Ogni tanto abbiamo assistito a qualche rallentamento fuori contesto o poco sincronizzato con il resto dell’azione, con una telecamera non sempre precisissima, ma sicuramente la colpa è di uno stato dei lavori ancora poco avanzato.

Volendo definire il combattimento contro Cell come un combattimento contro un boss, possiamo dire che ci sono alcune fasi particolari dello scontro, esattamente come è successo nella demo dell’E3 con Raditz. Tra una scazzottata e l’altra, Cell libera bolle energetiche mentre cerca di colpirci con altri colpi dell’aura. Per evitarli la telecamera cambia angolazione ponendosi lateralmente al nemico. Non si tratta di uno scontro troppo articolato, ma sufficientemente completo da rievocare la corrispettiva battaglia, che culmina in una delle scene più iconiche ed evocative dell’anime

+ Immediato
+ Incarna perfettamente la filosofia dell'anime
- Sistema di combattimento molto semplice

Dragon Ball Z Kakarot a questa Gamescom non aggiunge tantissimi contenuti, ma va dritto al cuore del discorso con il combattimento tra Gohan e Cell, riproponendo uno dei momenti più entusiasmanti della serie.
L’idea di replicare in forma videoludica l’anime diventa ancora più forte in questa maniera e giustifica ampiamente la presenza di altri tre personaggi giocabili, oltre che di quattro support gestiti dall’intelligenza artificiale. I dubbi sulla fase esplorativa ricordati visti a E3 2019 permangono e dovranno essere dissolti, ma le rifiniture al gameplay, sebbene la sua semplicità di fondo, lasciano ben sperare. Con Dragon Ball Z Kakarot l’appuntamento è a una futura prova, mentre aspettiamo novità sulla data d’uscita per il momento fissata a un non meglio precisato 2020, su PC, PS4 e Xbox One.




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