Dragon Ball Z Kakarot, back to Z a E3 2019

Dragon Ball Z Kakarot ci fa tornare ai tempi di Italia 1 e dell'anime che ha coltivato generazioni di videogiocatori

Provato
A cura di Matteo Bussani - 13 Giugno 2019 - 9:24

Ce lo avevano anticipato come Dragon Ball Project Z: un action-rpg interamente costruito nel mondo di gioco creato dal maestro Akira Toriyama, e lo abbiamo ritrovato in questo E3 come Dragon Ball Z Kakarot. Fin dal nome si intuisce che la storia sarà totalmente incentrata sul protagonista Goku che ripercorrerà per filo e per segno gli eventi storici di Dragon Ball Z. L’obiettivo di Bandai Namco è difatti quello di creare un’avventura che sia fedele in tutto e per tutto al manga, non solo nella resa dei combattimenti, ma anche nell’evoluzione del personaggio e nel suo continuo migliorarsi tipico della serie, e del genere shonen di cui fa parte.

Mai fino a oggi si è tentato un simile approccio a un titolo dedicato a Dragon Ball e crediamo che l’ambizione di questo progetto sia davvero grandissima. Trovare un punto d’incontro, difatti, tra tutti questi elementi in fase di sviluppo non crediamo sia stato semplice per i CyberConnect, che però hanno potuto arrivare alla soluzione con l’esperienza e le capacità che hanno dalla loro.
Questo risultato siamo riusciti a provarlo con una demo di 20 minuti ambientata proprio nel momento dei preparativi della battaglia contro Raditz, quando Goku e Piccolo si alleano per recuperare il figlio sequestrato dall’inatteso Saiyan.
Si torna alle origini di Dragon Ball Z, addirittura al primo villain della serie, e ad attenderci un Goku a livello 4 tutto da scoprire. Ecco le nostre impressioni su questa nuova avventura.

Dragon Ball Z Kakarot, back to Z a E3 2019

Appena avviata la demo ci si ritrova in una sezione di un’ampia mappa di gioco, realizzata secondo il più classico stile Dragon Ball Z. Non si tratta di un open world completo, ma di un insieme di mappe tutte dedicate ad ospitare determinate sezioni della storia. La scelta è stata fatta per impedire a Goku di compiere azioni o avventure incompatibili con l’avanzamento della missione principale. Sventato così il pericolo di incongruenze storiche, per quella che vuole essere un’avventura a’ la Dragon Ball in tutto e per tutto, o, ancora meglio, proprio Dragon Ball Z stesso in formato videoludico.

Per attraversare la mappa si può volare o con la nuvola speedy oppure con i poteri di Goku, e si svolge tutto con un paio di combinazione di tasti. Si sale e scende con i dorsali e si usano gli analogici per la direzione. C’è anche modo di effettuare dei boost con un ulteriore tasto in pieno stile Dragon Ball.

Come vi abbiamo anticipato, la demo inizia con Goku alle prese con il salvataggio del figlio, ma nel frattempo può intraprendere delle missioni secondarie. In pieno stile GDR queste ci chiedono di sconfiggere nemici oppure di portare a destinazione degli oggetti. Non c’è nulla di particolarmente innovativo, anzi, molte pratiche si rifanno proprio ai canoni classici del genere. In queste missioni a cui daremo il via parlando con gli NPC nella mappa faremo la conoscenza di nuovi personaggi e rincontreremo vecchie conoscenze, alcune recuperate addirittura dalla prima parte della serie, con richiami al Red Ribbon e ad altri incontri del Goku Bambino.

L’ampia mappa di gioco offre anche altre attività come incontri casuali con alcuni mob e altri minigiochi per ottenere una valuta Z che non sappiamo esattamente a cosa serva. Terminata la parte “openworld” ci siamo fiondati nella battaglia finale contro Raditz, suddivisa in diverse fasi tutte intervallate da cutscene che riproducono i momenti più iconici del combattimento.

dragon ball

Arriviamo così ad approfondire la parte che potrebbe essere la più critica di tutta la produzione: il combat-system. Dragon Ball Z Kakarot propone un combattimento immediato, con la combo di colpi base da cui origina tutto il resto. Il posizionamento è su base, e si tende a stare in volo soprattutto contro i nemici più piccoli. Con la pressione del dorsale e di uno fra i tasti azione possiamo effettuare le mosse speciali come la Kamehameha, a patto di avere abbastanza Ki. Il Ki si può ricaricare agilmente con un tasto e si può anche usare per lanciare dei piccoli colpi energetici. Accumulando danni ed effettuandone va a riempirsi una barra che sblocca una modalità potenziata, che a sua volta si può attivare mantenendo la pressione del tasto ki. Crediamo che tramite questa funzione si raggiungeranno anche le trasformazini più importanti della serie, dal Kaioken fino al leggendario Super Saiyan.
Va da sé che il gioco punta ad essere accessibile a chiunque, e a maggior ragione introducendo un poco democratico sistema di livelli che premia l’allenamento e il grinding, semplificando gli scontri, anche se non sappiamo in che modo tutta questa vena ruolistica possa articolarsi.

Dragon Ball Z Kakarot, back to Z a E3 2019

Sul fronte tecnico troviamo un moderno cel shading che imita l’anime e riesce particolarmente bene nell’intento durante le cutscene, nonostante non sia sempre curatissimo o dettagliato nelle scene di gioco. L’OST recupera i temi principali che hanno accompagnato l’infanzia di molti ragazzi e dà una forte mano allo sviluppo dell’immedesimazione.

+ Dragon Ball Z, l'originale
+ La progressione di Goku lascia intravedere una crescita inedita nella serie
+ Cutscenes
- Subquests che funzionano come i filler
- Meccaniche poco coraggiose

Dragon Ball Z Kakarot è Dragon Ball Z in videogioco con le subquests che fungono da puntate filler della serie. Il combat-system è immediato, c’è la progressione del personaggio e c’è una storia che impone i ritmi dell’avventura. La prima prova del gioco ci ha portato a queste considerazioni, che speriamo possano essere approfondite in una prova in vista dell’uscita fissata per inizio 2020.




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