Dopo Control, Remedy rimarrà concentrata sui single-player

Remedy non ha intenzione di abbandonare i giochi in single-player, neanche dopo Control

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A cura di Stefania Tahva Sperandio - 4 Aprile 2019 - 12:48

Remedy Entertainment non si allontanerà dai videogiochi in single-player. La notizia arriva direttamente dalla software house finlandese, che attraverso le parole del direttore per le comunicazioni Thomas Puha ha spiegato a chiari lettere quali sono i piani della compagnia.

Qualche tempo fa, sembrava che il destino di Sam Lake e compagni fosse quello di dire addio alle esperienze in singolo come le aveva sempre concepite, in virtù di alcuni nuovi progetti in cantiere con cui voleva sperimentare in ambiti differenti. Poi, arrivò l’annuncio di Control, gioco in uscita ad agosto, e sembra legittimo domandarsi se non potrebbe essere l’ultimo appuntamento con il single-player per un po’ di tempo.

control

Come spiegato da Puha, comunque, le idee sono chiare:

Non abbiamo intenzione di allontanarci dai videogiochi in single-player. Una cosa che vorrei precisare, è che molti di noi di Remedy sono nell’industria da tantissimo tempo. Non è che vogliamo nemmeno sempre occuparci della stessa identica cosa. Molti di noi amano i videogiochi multiplayer, e anche altri tipi di videogiochi. È un po’ come se ci guardassimo e ci dicessimo “sarebbe divertente fare qualcosa in quell’ambito e trovare una nostra via anche lì”.

Puha, intervistato dai colleghi statunitensi della testata VG247.com, ha anche aggiunto:

Siamo in questo business dal 1995, parliamo di un’industria molto instabile e vogliamo assicurarci di rimanerci Con Vanguard, ci siamo detti “ok, proviamo a sperimentare. Abbiamo il nostro tipo di sandbox e vediamo cosa viene fuori.” Oltretutto, come compagnia, vogliamo mantenere con noi tutte le grandi persone che abbiamo, quindi uno dei nostri motti è “diamo allo staff l’opportunità di lavorare con tipologie di cose differenti”. Anche questo è molto importante.

Nessun cambio di direzione, insomma: solo la voglia di sperimentare in ambiti diversi, sia per far andare avanti il giro d’affari in base a quello che richiede il mercato, sia per fare in modo che anche gli sviluppatori stessi che fanno parte del team non si sentano costretti a guardarsi intorno per lavorare su qualcosa di diverso dal tradizionale videogioco firmato Remedy — già autrice di Alan WakeQuantum Break e, originariamente, di Max Payne.

Fonte: VG24/7.com




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