Disco Elysium verrà tradotto gratis da mio cugino. Però non è vero – Speciale

Come da una comunicazione errata possano sorgere dubbi e il rischio di macchiare l'immagine di uno studio come ZA/UM, che ha firmato uno dei giochi più premiati del 2019: Disco Elysium.

SPECIALE
A cura di Daniele Spelta - 17 Maggio 2020 - 11:53

Disco Elysium è stato forse il miglior RPG del 2019 e, senza nemmeno andar troppo lontani, forse il miglior gioco in generale dell’anno passato. Il perché lo si può andare a rintracciare nei voti eccellenti raccolti presso critica e pubblico – giusto per aver un metro di paragone, il punteggio è di 91 su Metacritic –, un giudizio che rispecchia a pieno l’unicità dell’opera di ZA/UM. Questo collettivo di artisti, scrittori e attivisti è stato capace di rivoluzionare il genere andando a rimescolare le meccaniche ruolistiche, scrivendo una storia unica e giocando con una personalizzazione del proprio alter-ego spezzettata tra le tante componenti della psiche. Artwork affascinanti, tematiche uniche e un cinismo tanto crudele quando carico di umorismo.

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Status quo e novità in arrivo

Nel caso non l’abbiate ancora fatto, il nostro consiglio è quello di recuperare Disco Elysium, con un’unica avvertenza: il gioco è interamente in inglese, i testi scorrono come un fiume in piena e il livello di conoscenza della lingua richiesto è decisamente alto. Un aiuto fondamentale potrebbe però arrivare dal “The Great Internationale and Working Class Update”. Nomen Omen: questo aggiornamento promette di localizzare l’opera in altre lingue e, affidandosi alla loro numerosa schiera di fan, gli autori hanno aperto un sito apposito per permettere ai giocatori di votare in quale lingua verrà tradotto il gioco e di monitorare lo stato di avanzamento dei lavori.

Sarebbe da ipocriti fingersi indifferenti davanti a questa impresa biblica, Disco Elysium non è un titolo che permette una semplice traduzione letterale, buttando i testi su Google Translate e prendendo il risultato come buono. No, l’esatto contrario: ogni linea di dialogo va adattata, aggiustata e i molti modi di dire utilizzati devono trovare dei nuovi corrispettivi per non snaturare l’impronta autoriale. Ecco perché, scorrendo il nuovo sito aperto per l’occasione, appaiono alcune dichiarazioni piuttosto contraddittorie. «Disco Elysium is being translated and localized into new languages, hot and fresh off the tongue. Even better: it’s being done by you — our wonderful community».

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Working class hero

Disco Eysium verrà tradotto e localizzato in nuove lingue, ma da chi? Da voi, dalla magnifica comunità. Questa è solo una apertura, una frase che sottolinea il forte legame che nei mesi si è venuto a creare tra i fan e ZA/UM. Se si osserva meglio quanto detto, emerge però qualcosa di meno idilliaco: «Who’s handling these translations of Disco Elysium?». Risposta alla FAQ: «You, our brilliant fans, along with our help! We’re giving the teams the resources and other forms of support they need to make these the best translations they can for each language». Non possiamo fare altro che prendere atto di quanto scritto: saranno i fan, assieme a qualche aiuto non specificato da parte del team, a sobbarcarsi lo sforzo di traduzione e adattamento. A quale costo? Non viene specificato.

Queste poche righe lasciano ben pochi dubbi. Esattamente come molte altre software house – anche ben più importanti e solide dal punto di vista economico – anche ZA/UM sembra orientata verso una politica del lavoro con più ombre che luci. Anzi, paradossalmente la pratica è ancora più scorretta: l’opera di traduzione non sorge dal basso, per la volontà della community, ma viene sollecitata e richiesta in prima persona dagli stessi sviluppatori.

Affidarsi ad una traduzione amatoriale non è solo una pratica poco lungimirante dal punto di vista della qualità finale, ma svilisce chi questo lavoro lo fa di professione e, rullo di tamburi, ci campa. L’industria dei videogiochi, in tutte le sue numerose sfaccettature e componenti, da chi modella i poligoni a chi testa le varie build dei prodotti, purtroppo non brilla dal punto di vista delle garanzie e della stabilità, fra innumerevoli fasi di crunch fatte passare per la normalità e scarse tutele. Forse inconsapevolmente, anche ZA/UM rischia di aggiungersi alla lista di chi concorre nella spirale negativa fatta di salari bassi, precarizzazione e scarsa etica del lavoro, termini che stridono in modo ancora più evidente quando vengono accostati ad un team che ha ringraziato Karl Marx in persona durante le premiazioni dei Game Awards.

Tradurre un gioco, soprattutto di questa mole, richiede un’attenta analisi costi-benefici e, semplificando in modo brutale, occorre un preciso calcolo di quante copie in più verrebbero vendute ad esempio in Italia se venisse introdotta la nostra lingua. È un conto freddo e necessario per non bruciare quelle poche risorse a disposizione di un team comunque piccolo, ma ciò non giustifica la richiesta avanzata da parte di ZA/UM: il lavoro, soprattutto quello di qualità, va pagato.

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Storia di una incomprensione

Insomma, dopo i riconoscimenti e l’essere in prima linea su certe tematiche sociali, sembra che ZA/UM non abbia saputo resistere alla fredda mano del mercato. Ma è davvero così? A quanto pare no.

Sollecitata su Twitter e incalzata da voci preoccupate, la software house ha più volte precisato e ribadito che il compito svolto prevede una remunerazione – anche se non viene specificata la quantità o la tipologia – fino a mettere in evidenza sulla pagina Steam del gioco la collaborazione con Testronic Labs, azienda specializzata in traduzioni e che si occuperà delle versioni in francese e tedesco.

La preoccupazione iniziale è in gran parte rientrata e noi non possiamo far altro che fidarci delle dichiarazioni rilasciate da ZA/UM in prima persona, capace di rassicurare in modo tempestivo sulla qualità e ufficialità del lavoro che verrà svolto.

A questo punto ci sorge un secondo interrogativo: questa capacità comunicativa non poteva essere usata anche prima? Forse, assieme all’entusiasmo sbandierato davanti all’apertura verso nuove lingue – supportata a questo punto si spera da team di professionisti – nel 2020 occorrerebbe anche affidarsi ad una figura che si occupi della comunicazione in modo preciso e a scanso di equivoci, evitando di sollevare polveroni dove non ce n’è bisogno.

Disco Elysium è stato uno dei giochi di maggior successo e più premiati nel 2019 per PC – e, con l’arrivo delle versioni console previsto per quest’anno, l’RPG di ZA/UM avrà un nuovo bacino di pubblico da spiazzare con domande filosofiche e ubriacature che fanno dimenticare anche il proprio nome; oltretutto, va considerato che una nuova fetta di giocatori sarà attirata anche dalla localizzazione prevista in molte altre lingue.

Proprio quest’ultimo punto è stato al centro di una discussione negli ultimi giorni, per un lavoro richiesto dallo studio all’apparenza gratuito e fatto dalla community. Dopo numerose precisazioni, rettifiche e correzioni di tiro, ZA/UM ha affermato che il compito verrà pagato correttamente e saranno garantite numerose tutele a chi sarà incaricato. Insomma, anche questa volta ci siamo trovati davanti all’ennesima comunicazione errata, all’ennesima specificazione e all’ennesima corsa ai social per aggiustare le dichiarazioni: forse, nel 2020, più che affiancarsi a team di traduttori, gli studi dovrebbe iniziare a curare in modo più professionale la propria comunicazione.




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