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Diablo Immortal | Recensione in corso – L’inferno di Blizzard

Le microtransazioni hanno davvero condannato Diablo all'oblio? Scopritelo nella nostra recensione (in corso) del gioco Blizzard.

Attenzione: questa è una recensione in corso. Significa che include le prime impressioni sul gioco in analisi, ossia Diablo Immortal, ma non esprime ancora una valutazione definitiva. Sarà aggiornata più avanti con il verdetto finale.

Diablo Immortal

Piattaforma:
MOBILE, PC
Sviluppatore:
Blizzard Entertainment, NetEase
Distributore:
Activision Blizzard

Il lancio di Diablo Immortal non è stato dei migliori, vista la mole di polemiche che il gioco ha portato con sé. La saga fantasy di Blizzard non è tornata certo nel migliore dei modi per i fan, gli stessi che hanno già fatto sentire la loro voce con un review bombing che ha reso, di fatto, questo nuovo spin-off della serie destinato in primis alle piattaforme mobile uno dei giochi più odiati della compagnia.

Vero anche che – da che mondo è mondo – chi disprezza compra, tanto che già nei prime sette giorni Immortal ha totalizzato dei numeri davvero importanti, riuscendo infatti ad incassare oltre 24 milioni di dollari in spese da parte dei consumatori.

Partendo come titolo free-to-play, con annesso un sistema di microtransazioni piuttosto incisivo che è stato proprio al centro delle feroci discussioni tra gli appassionati, il gioco ha quindi lasciato il segno all’interno della community, sebbene ora sia arrivato il momento di tirare le somme: c’è del buono in Diablo Immortal, oppure davvero si tratta di un videogioco incapace di divertire, il cui unico scopo è spennare a più non posso la povera utenza?

Diciamo che, come spesso accade in questi casi, la verità si trova nel mezzo.

C’era una volta Diablo

Partiamo subito col dire che Immortal non è né il successore di Diablo 3 (di cui potete acquistare la Eternal Collection con consegna rapida su Amazon) né tantomeno un gioco che desidera fare il paio col ben più ambizioso Diablo 4 in uscita nei prossimi mesi.

A febbraio dello scorso anno, dopo avere avuto modo di provare il gioco e parlare direttamente con Blizzard (qui il nostro articolo originale), la sensazione di poter avere tra le mani un prodotto tutto sommato forte (sia commercialmente che ludicamente) era abbastanza marcata, al netto di qualche stortura. Ora, a gioco ormai disponibile, le cose non sono cambiate più di tanto.

Il free-to-play per smartphone e tablet – ma con la possibilità di giocarlo anche su PC in cross-play – si pone l’obiettivo di piacere e farsi piacere anche a tutta quell’utenza “casual” che con il franchise di Diablo ha sempre avuto poco a che fare, con la possibilità di divertirsi dove vuole, sia su un classico cellulare di ultima generazione o magari grazie a una postazione gaming più tradizionale.

Svolgendosi cinque anni dopo gli eventi del secondo episodio e prima di quelli del terzo, Immortal è quindi una sorta di prequel utile a incontrare nuovamente volti noti del franchise, come Deckard Cain e Charsi, oltre a King Leoric, Baal, The Butcher. Il tutto prende il via nel modo più classico di sempre, ossia con la possibilità di creare un personaggio scegliendo la classe e l’aspetto, prima di lanciarsi nell’avventura vera e propria. Potremo infatti scegliere se essere Barbaro, Monaco, Mago, Cacciatore di Demoni, Crociato e Negromante, prima di partire alla volta dell’oscuro universo di Sanctuarium.

Ogni classe ha dalla sua ben 12 abilità potenziabili automaticamente con il level up o tramite oggetti che saremo in grado di recuperare lungo il percorso, con la possibilità di modificare il tutto prima e durante gli scontri contro i nostri avversari. Mancando un vero e proprio albero delle abilità, il sistema non appare particolarmente complesso da gestire – e forse neppure così variegato come ci si aspetterebbe – visto che di base ogni personaggio sarà simile agli altri per quanto riguarda i poteri e le skill in dotazione (e ciò non è propriamente un aspetto positivo, a dirla tutta).

Diablo Immortal, inoltre, non tradisce né rinnega la sua provenienza da titolo mobile nudo e crudo: l’interfaccia è infatti espressamente pensata per i controlli touch, con le skill in basso a destra e un joystick virtuale disponibile al tocco e posizionato sul lato sinistro dello schermo (non manca in ogni caso la possibilità di usufruire di un pad compatibile).

Tutto ciò anticipa un gameplay che non tradisce lo spirito classico della serie, andando ad accostarsi a quanto visto con Diablo III ma con le dovute differenze: la schivata è infatti del tutto latitante, così come i movimenti appaiono sempre e comunque più lenti e ragionati rispetto ai furiosi e frenetici combattimenti visti nel terzo episodio del franchise.

Ciò si traduce in un sistema di gioco che è puro Diablo, ma che in ogni caso cerca di farsi piacere anche a tutti coloro che si avvicinano alla serie per la prima volta.

Anche il livello di difficoltà non è per nulla proibitivo, visto che i mostri cadranno facilmente sotto i nostri colpi senza darci particolari pensieri. Vero infatti che le uniche situazioni di reale pericolo sono quelle dettate da attacchi in massa da parte degli avversari, visto che neanche i boss di fine dungeon risultano particolarmente ostici da abbattere.

In soldoni, Diablo Immortal è accessibile anche e soprattutto ai neofiti, con una curva di apprendimento che risalta un’esperienza “casual” pensata per dispositivi mobile. Inoltre, non parliamo di un titolo open world come ad esempio promette di essere il prossimo Diablo IV: le varie aree che compongono l’universo di gioco sono interconnesse tra loro e separate da brevi caricamenti, con la possibilità di spostarsi più rapidamente grazie all’ausilio dei viaggi veloci, sbloccabili di volta in volta.

Diablo di nome e di fatto

Per il resto, Diablo Immortal è pieno zeppo di missioni da affrontare, primarie o secondarie che siano: la piazza del villaggio iniziale sarà utile a interagire con un gran numero di PNG pronti ad affidarci missioni di vario tipo, siano queste incentrate sullo sterminare creature infermali oppure salvare qualche autoctono disperso in qualche angusto luogo da raggiungere nel minor tempo possibile.

Il gioco, quindi, viene anzitutto incontro agli amanti dei titoli single player, sebbene Sanctuarium sia popolato anche da altri giocatori collegati online ai server, pronti a collaborare con noi: nulla vieta, infatti, di unirci in gruppo con un altro utente presente nel nostro stesso server, al fine di affrontare magari la stessa missione in cui siamo impegnati in quel determinato momento.

Importante sottolineare come partecipando in gruppi di quattro giocatori, le ricompense saranno sensibilmente migliori, con una maggiore probabilità di trovare gemme leggendarie e non.

Per quanto riguarda lo stile grafico e artistico, Diablo Immortal si avvicina a Diablo II, inclusa la visuale isometrica fissa che ci accompagnerà durante le nostre scorribande all’interno dell’oscuro universo di gioco. Non servirà inoltre chissà quale device di ultima generazione, visto che il gioco Blizzard riesce a girare egregiamente anche su smartphone e tablet relativamente modesti e senza chissà quanta RAM dalla loro (qui la lista dei requisiti per Android e iOS).

Discorso simile nel caso in cui decideste di giocare su PC, considerando che non serviranno chissà quali requisiti raccomandati per poter godere del gioco al massimo delle possibilità.

Il “neo” di Diablo Immortal (se così possiamo chiamarlo) è quello relativo alle microtransazioni: recuperare oggetti rari è molto difficile nel caso in cui decidessimo di giocare senza spendere denaro reale.

Spendendo soldi veri si possono infatti ottenere valute e oggetti preziosi in grandi quantità, ragion per cui è ovvio che il gioco spinga a spendere soldi con la promessa di ottenere più velocemente equipaggiamenti rari, leggendari o altri ancora.

Vero anche che Diablo Immortal è godibile anche da chi deciderà di non spendere denaro reale, magari avendo maggiore fortuna nel loot o decidendo di godersi il gioco più lentamente, con tutti i pro e i contro del caso.

Diablo Immortal

Piattaforme: mobile, pc
Dopo poche settimane dal lancio, è ancora difficile tirare le somme su Diablo Immortal: il gioco riprende in toto lo spirito della serie, risultando accessibile anche a chi si avvicina alla saga per la prima volta. Vero anche che del titolo abbiamo solo scalfito la scorza, avendo infatti visto ancora molto poco di quello che l'opera Blizzard offrirà in futuro alla sua utenza. Le critiche mosse al sistema delle microtransazioni (loot box incluse) sono a nostro avviso esagerate e trascurabili senza troppi problemi, visto che si può godere dell'avventura a Sanctuarium senza spendere un singolo centesimo. Staremo a vedere se Blizzard deciderà in ogni caso di oliare un meccanismo che può - e deve - farsi piacere al più grande numero di giocatori possibili.

Pro

  • Ottimo comparto tecnico ed estetico.
  • Decisamente accessibile a chiunque.

Contro

  • Le microtransazioni sono croce e delizia.
  • Tasso di sfida rivolto verso il basso.