Capcom tra remake e sequel: cosa aspettarci dal prossimo futuro – Speciale

La software house giapponese ha di recente fatto sapere di voler rispolverare alcune sue vecchie IP dopo il successo di Devil May Cry 5 e del remake di Resident Evil 2. Ipotizziamo quali titoli sarebbero più adatti per un grande ritorno

SPECIALE
A cura di Silvio Mazzitelli - 28 Novembre 2019 - 11:57

Ormai è passato quasi un anno dall’arrivo del remake di Resident Evil 2 di Capcom – un titolo che andrebbe annoverato come l’esempio perfetto da seguire per qualunque software house che decida di creare a sua volta un remake. Non era facile riproporre una pietra miliare nel campo dei survival horror come lo è stato RE2, riuscendo a lasciare intatte le atmosfere e le sensazioni che molti giocatori hanno vissuto nel lontano 1998, anno in cui uscì l’originale.

Eppure Capcom ce l’ha fatta, anzi ha superato ogni aspettativa in uno degli anni migliori per la software house di Osaka, che ha piazzato ben tre titoli che hanno avuto alcuni tra i punteggi più alti nella media Metacritic nel 2019: Resident Evil 2, Devil May Cry 5 e l’espansione Monster Hunter World: Iceborne.

Capcom tra remake e sequel: cosa aspettarci dal prossimo futuro – Speciale

Capcom è riuscita nell’impresa mantenendo una fedeltà maniacale al capitolo originale, catturando le atmosfere di oltre vent’anni fa, dovute soprattutto alla telecamera fissa e a un gameplay volutamente ingessato, grazie allo studio di nuove formule che trasmettessero quelle stesse emozioni senza essere considerate sorpassate. Oltre a questo, c’è stato anche un tocco di classe fatto di lievi aggiunte e una narrazione più moderna e cinematografica, che ha reso attuale il titolo senza snaturarlo, ma anzi dando un valore aggiunto all’esperienza complessiva, cosa che nel 1998 non era stato possibile fare per gli ovvi limiti tecnici. Non a caso il remake di Resident Evil 2 ha ricevuto la nomination come miglior gioco ai Game Awards 2019.

Nel frattempo si susseguono con sempre maggior insistenza voci che vogliono l’arrivo anche di un remake di Resident Evil 3: Nemesis, cosa piuttosto prevedibile dopo i quasi 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo da RE2, se si considera inoltre che molti asset sono già pronti, facilitando di molto i lavori per gli sviluppatori.

resident evil 3

Ma la questione remake non si conclude con la sola saga horror a tema zombie: infatti, Capcom ha più volte ribadito che la sua intenzione è quella di dare nuovo lustro a molte sue IP dimenticate da lungo tempo, proponendo nuovi capitoli e probabili remake. La software house giapponese ha in mano delle IP che hanno fatto la storia dei videogiochi e molte sono sopite da tanto, forse troppo tempo. Dunque facciamo un po’ il punto della situazione su cosa Capcom potrebbe tirare fuori dal cilindro magico nel prossimo futuro.

I titoli più probabili

Durante lo scorso E3 molti rumor davano quasi per certo l’arrivo di un remake di Dino Crisis, una sorta di Resident Evil con i dinosauri uscito nel 1999 sulla prima PlayStation. Il titolo ebbe un discreto successo ai tempi (anche se non come il cugino con gli zombie), portando alla realizzazione di un secondo capitolo un po’ più action, sempre sulla prima console Sony, e poi a un terzo episodio sulla prima Xbox – cancellato dalla memoria da molti fan. Il motivo è che gli sviluppatori avevano voluto inserire dei dinosauri mutanti a bordo di una navicella spaziale, idea non molto brillante, dato che quelli erano dei semplici mostri e il fascino dei rettili preistorici si era così totalmente perso. Da allora la saga è scomparsa dai radar.

Capcom tra remake e sequel: cosa aspettarci dal prossimo futuro – Speciale

Un remake di Dino Crisis fatto con gli stessi criteri di RE2 sarebbe davvero un sogno. La qualità c’era tutta e manca da tempo nel mercato un buon titolo action/horror a tema sauri preistorici. Secondo noi Dino Crisis non avrebbe nemmeno bisogno di essere troppo fedele all’originale, ma anzi in questo caso le aggiunte sarebbe molto gradite – dato che, ad esempio, l’originale aveva davvero poche specie di dinosauri nel suo bestiario e anche poche armi. Incrociamo le dita e speriamo che il sogno diventi realtà.

Altra IP molto probabile è Onimusha. L’indizio più interessante è stato dato dal rilascio della remastered del primo capitolo a gennaio di quest’anno. Onimusha era stato realizzato in origine come un Resident Evil ambientato nel Giappone Feudale, ma durante lo sviluppo la parte action prese il sopravvento facendolo diventare il titolo che tutti conosciamo.

Capcom tra remake e sequel: cosa aspettarci dal prossimo futuro – Speciale

Furono realizzati in totale quattro capitoli e due spin-off. Il terzo episodio è rimasto impresso in molti per la partecipazione straordinaria dell’attore Jean Reno, presente come personaggio giocabile. L’ultima apparizione della serie avvenne nel 2006 con il quarto capitolo, Onimusha: Dawn of Dreams. L’arrivo della remastered potrebbe essere visto come un tentativo di tastare il terreno per la popolarità di questo franchise e dunque speriamo che in futuro possa arrivare una nuova versione di quest’interessante saga.

Non un remake in questo caso, ma sono alte le probabilità di vedere un sequel di Dragon’s Dogma. Dopo Devil May Cry 5, il director Hideaki Itsuno ha subito dato inizio allo sviluppo di un nuovo titolo. Sappiamo inoltre che, prima dell’inizio dello sviluppo del quinto capitolo della saga dedicata a Dante, Itsuno in una discussione con il fondatore di Capcom, Kenzo Tsujimoto, aveva detto di voler realizzare Devil May Cry 5 e Dragon’s Dogma 2. Il presidente gli diede carta bianca, dicendogli di scegliere quale fare per primo e tutti sappiamo come poi sia andata. Che dunque entro pochi anni si possa giocare al sequel dell’interessante action RPG fantasy?

dragon's dogma

Capcom e le botte

Quando si pensa a Capcom il primo nome che viene in mente è sicuramente Street Fighter, il picchiaduro che in pratica ha creato questo genere. Ma Ryu, Ken e tutti gli altri personaggi della serie non sono gli unici combattenti creati dalla software house nipponica.

Altra famosissima saga è quella di Darkstalkers, conosciuta in Giappone con il titolo di Vampire: ne furono realizzati tre capitoli, inizialmente rilasciati su piattaforma arcade a metà degli anni ’90. Il gioco presenta personaggi ispirati alle varie leggende e storie horror, tra vampiri, licantropi, zombie e molto altro. Ancora oggi esiste una nutrita schiera di appassionati legati a questo ottimo picchiaduro e l’ultima apparizione del gioco risale al 2013, con la raccolta Darkstalkers Resurrection, che aveva all’interno tutti e 3 i capitoli rimasterizzati in HD.

Da allora non si è più saputo nulla, ma dato l’amore dei fan e la vena di riscoperta delle proprie IP di Capcom, sicuramente è uno dei titoli da tenere d’occhio per un nuovo capitolo o un reboot totale della saga horror/picchiaduro.

Altro picchiaduro meno famoso, ma molto apprezzato ai tempi, fu Rival Schools, uno dei primi di Capcom nati direttamente in 3D. Uscito nel 1997 per le sale giochi, è poi approdato nel 1998 su PlayStation. Il gioco si ispirava molto all’animazione giapponese, con personaggi che rappresentavano i classici tipi da scuole superiori nipponiche.

Nel 2000 uscì anche un seguito, sempre nelle sale giochi, arrivato poi su Dreamcast nel 2001. Uno dei designer a capo di questo progetto era sempre il già citato in precedenza Hideaki Itsuno. In diverse interviste, tra cui una dell’anno scorso, il game designer ha detto di voler assolutamente realizzare prima o poi un terzo episodio della serie Rival Schools, e chissà che dopo il successo di DMC 5 e il probabile Dragon’s Dogma 2 Capcom non gli dia carta bianca anche per questo picchiaduro.

 

Dante

Altra serie famosa e molto varia è rappresentata dai Versus, non limitati solo ai vari Marvel VS Capcom, ma ricordiamo fra gli esponenti maggiori del passato anche Capcom VS SNK e Tatsunoko VS Capcom. Purtroppo l’ultimo esponente, Marvel VS Capcom Infinite, non è stato all’altezza delle aspettative, ma questo non vuol dire che non ci saranno più serie Versus in futuro.

Data la crescente popolarità dei personaggi Marvel siamo sicuri che prima o poi un nuovo picchiaduro farà capolino, ma quello che ci piacerebbe vedere è un nuovo crossover con qualche franchise inedito. Il sogno più grande di chi scrive è vedere, prima o poi, un Capcom VS Arc System Works.

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Infine, ricordiamo che nelle sale giochi anni ’90 i picchiaduro a scorrimento dell’azienda di Osaka spopolavano in tutto il mondo. Chi le frequentava ai tempi ha sicuramente giocato a capolavori come Final Fight, The King of Dragons, Cadillacs & Dinosaurs e tantissimi altri. Sarebbe interessante poter vedere un remake in chiave moderna di queste pietre miliari. D’altronde questo genere considerato dimenticato per lungo tempo ultimamente sta ritornando pian piano in auge, soprattutto con diverse raccolte di grandi classici come ad esempio il Capcom Beat’em Up Bundle e sequel di titoli storici come Street of Rage 4.

I titoli per cui la speranza è l’ultima a morire

Tra le tante IP che Capcom ha realizzato negli anni ce ne sono alcune che sono state messe in secondo piano rispetto ad altre e di cui probabilmente non vedremo mai un sequel o un remake. Tra queste c’è una delle poche serie di JRPG realizzate da Capcom, che ha visto il suo apice negli anni ’90 tra Super Nintendo e la prima PlayStation. Stiamo ovviamente parlando di Breath of Fire, gioco di ruolo classico ambientato in un mondo fantasy. Ogni capitolo aveva una storia a sé, come i Final Fantasy o i Dragon Quest, ma come questi ultimi, c’erano sempre dei punti in comune in tutti gli episodi. Ad esempio il nome del protagonista e della comprimaria principale erano sempre Ryu e Nina, così come la capacità di Ryu di potersi trasformare in diversi tipi di drago, cosa che rendeva il gameplay più esaltante per i giocatori dell’epoca, che potevano persino personalizzare il tipo di trasformazione.

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Di Breath of Fire sono stati realizzati ben sei capitoli: i primi quattro erano dei JRPG classici in 2D, di cui i primi due per SNES e il terzo e il quarto per PSX. Il quinto uscì per PS2, ma presentava molte differenze rispetto ai titoli classici e infatti fu una delusione per molti fan. Nel 2016 è uscito un sesto capitolo, solo in Giappone, ma si trattava soltanto di un gioco per smartphone esclusivamente online, che è stato inoltre chiuso nel 2017. Un remake in chiave moderna di questo JRPG sarebbe un sogno per chi, come chi scrive, ha adorato i primi capitoli ai tempi in cui uscirono.

Altro titolo che meriterebbe un seguito è Okami, il gioco che fonde mitologia e lo stile artistico giapponese, uscito in origine per PS2. Per anni non si è saputo più nulla su questo titolo visionario, ma di recente qualcosa ha iniziato a muoversi. Dopo che Capcom ha rivelato di voler riscoprire alcuni dei suoi titoli storici, è arrivato un tweet con un video di Hideki Kamiya, direttore del capitolo originale (e creatore di Devil May Cry e Bayonetta, tra i suoi tanti lavori), insieme a Ikumi Nakamura (diventata famosa di recente per aver annunciato all’E3 di quest’anno GhostWire Tokyo). Nel breve filmato i due annunciano che Okami ritornerà; che sia dunque un’anticipazione del ritorno della Dea Amaterasu? Non vediamo l’ora di scoprirlo.

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Chiudiamo questa carrellata di papabili titoli con un gioco della scorsa generazione: Asura’s Wrath. Il titolo è stato prodotto da Capcom e sviluppato da Cyberconnect2, famosi per la serie Naruto: Ultimate Ninja Storm e attualmente al lavoro su Dragon Ball Z: Kakarot.

Il gioco era un anime interattivo più che un action e se non fosse stato per la pessima trovata di vendere come DLC i capitoli finali della storia, probabilmente sarebbe stato ricordato come un interessante esperimento con del potenziale migliorabile. Solitamente sono gli anime che diventano videogiochi, ma creare un videogioco in stile anime senza che una controparte animata esistesse era un’idea brillante, che meriterebbe un’altra chance in futuro, soprattutto con la Capcom attuale, che non oserebbe mai fare una cosa abominevole come vendere il finale tramite un DLC.

Capcom ha avuto un periodo di decadimento all’inizio di questo decennio, ma dopo aver creato titoli incredibili come quelli usciti negli ultimi due anni, ormai possiamo dire che il pericolo di un crollo è passato. Data l’elevata qualità dimostrata di recente, non vediamo l’ora di vedere quali remake o sequel di IP storiche ci riserva il futuro della software house nipponica.

Voi quale titolo o serie vorreste vedere rifatto dalla Capcom di oggi?




TAG: capcom software house