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Call of Duty: Modern Warfare 2 | Recensione – Senza rischi, ma senza guizzi

Modern Warfare torna in azione con un capitolo che fatica a convincere in tutto e per tutto – e che non si sforza di innovare.

Se ci seguite assiduamente su queste pagine, ormai avrete già preso confidenza con Call of Duty: Modern Warfare 2. Il nuovo titolo della popolarissima saga sparatutto, sviluppato da Infinity Ward, è già disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC.

Call of Duty: Modern Warfare II

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
28 Ottobre 2022
Sviluppatore:
Infinity Ward
Distributore:
Activision Blizzard

Noi ve ne abbiamo già parlato in occasione della prima beta multigiocatore e del rilascio anticipato della campagna per giocatore singolo, che abbiamo analizzato a fondo in uno speciale dedicato.

Adesso è giunto il momento di tirare le fila della discussione e di darvi il nostro parere definitivo su Modern Warfare 2: la saga sarà riuscita a tornare ai fasti di un tempo? Scopriamolo insieme.

Una campagna sottotono

Vi abbiamo già parlato a fondo della campagna di Modern Warfare 2 nel nostro speciale ad essa dedicato; pertanto, non approfondiremo anche la discussione in questa sede. Vogliamo però darvi comunque un sunto del nostro parere sulla campagna, perché la valutazione finale del gioco tiene conto, ovviamente, del pacchetto completo, di cui la componente per giocatore singolo è una parte.

La campagna di Modern Warfare 2, da un punto di vista del gameplay, gioca sicuro: non ci sono grandi rivoluzioni rispetto al primo capitolo, ed anzi, le novità scarseggiano in generale. C’è qualche accenno di cambiamento: in una missione, ad esempio, ci troviamo ad utilizzare un rudimentale sistema di crafting. In altre, ci troviamo di fronte a missioni simili a degli open map, che consentono una pluralità di approcci, che vanno dallo stealth allo scontro frontale.

Tutti questi cambiamenti, però, sono frammentati nel corso della campagna: nessuna novità è stata implementata a livello strutturale. L’impressione che si ha alla fine della storia, quindi, è quella di aver giocato al “solito” Call of Duty, con qualche livello che si è distinto grazie ad una gimmick particolare che però, appunto, solo una gimmick è rimasta.

La mancanza di novità strutturali è già un elemento piuttosto pesante, in negativo: se nel Modern Warfare del 2019 aveva senso tornare alle origini e ristabilire l’identità di Call of Duty, da questo secondo capitolo sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più in termini di gameplay. Le idee accennate in alcune missioni sono anche buone, ed è un peccato che gli sviluppatori non le abbiano sfruttate a fondo per arricchire l’esperienza complessiva di gioco.

E se questo non bastasse, abbiamo poi un altro, gravissimo problema: la storia del gioco. Call of Duty raramente ha brillato per il suo comparto narrativo (e quando lo ha fatto, è stato perlopiù grazie a Treyarch: potete ancora recuperare il discreto Black Ops Cold War su Amazon), ma mai ci saremmo aspettati di trovarci di fronte ad un titolo così banale e al contempo spregiudicato nell’affrontare certe tematiche.

La campagna del gioco è tranquillamente dimenticabile.

Abbiamo la classica storia con gli americani buoni e i russi cattivi: certo, magari non tutti gli americani sono buoni, ma rimane il fatto che le forze speciali vogliono il bene della nazione mentre i “nemici” no. Una narrazione banale e macchiettistica, ancora di più nella situazione geopolitica odierna.

Non solo: il gioco tratta molto superficialmente anche altre tematiche. Ad esempio, viene giustificato e quasi glorificato il puntare armi sui civili in caso di necessità: un altro tema che in America è molto discusso per ottimi motivi e che certamente non dovrebbe essere banalizzato in questo modo.

Modern Warfare 2 si comporta come un film d’azione hollywoodiano senza troppe pretese, ma in certi momenti si prende la briga di trattare temi più delicati e lo fa con un piglio quasi reazionario, senza troppo spirito critico verso quanto presentato su schermo. Per tutti questi motivi, nel complesso, la campagna non ci ha convinti. Non è una delle peggiori della serie, ma siamo ben lontani dagli episodi migliori.

L’unico profilo sotto cui Modern Warfare 2 costituisce un’evoluzione è quello tecnico: il gioco, nella versione PlayStation 5 da noi testata, è davvero bello da vedere, nulla da dire su questo. Abbiamo notato qualche saltuario pop-in in alcune missioni, ma per il resto il gioco scorre a meraviglia e, soprattutto sulle animazioni dei personaggi e dei loro volti, è stato svolto un lavoro magistrale.

Fanno il loro ritorno anche le spec ops.

Squadra che vince…

La mancanza di novità si estende al comparto multigiocatore. Il gameplay di base è solitamente lo stesso del Modern Warfare del 2019, con qualche rifinitura apportata sulla base dei feedback ricevuti sia dallo scorso titolo, sia dalla beta di settembre di questo Modern Warfare 2.

In generale, però, poco è cambiato a livello di gameplay. E sarebbe stato difficile aspettarsi diversamente: dopotutto, l’episodio del 2019 funzionava, e non c’era motivo di aspettarsi rivoluzioni per il comparto multiplayer. La nuova gestione dei perk è interessante, ma il cambiamento che apporta a livello tattico non incide poi così tanto sull’esperienza.

Il problema è che mancano novità anche per tutto il contorno. Le uniche modalità aggiunte, Knockout e Soccorso prigionieri, sono molto simili tra loro e, in generale, sono simili ad altre che già erano presenti nelle vecchie playlist.

Sia chiaro, non vogliamo sottovalutare la difficoltà insita nell’innovare il comparto multiplayer di uno sparatutto: non è facile concepire nuove modalità che siano in grado di funzionare e di divertire quanto quelle storiche. In questo Modern Warfare 2, però, il tentativo è soltanto abbozzato, perché il gioco riposa quasi interamente su quanto di buono fatto dal primo capitolo.

Per fortuna, il gameplay di base è ancora divertente, dunque se apprezzate lo stile Infinity Word (TTK breve, gameplay dinamico ma al contempo tattico) troverete qui pane per i vostri denti. Oltretutto, una nota positiva vogliamo segnarla per il map design, che possiamo tranquillamente definire superiore anche a quello del capitolo 2019. Ci sono anche alcune mappe che ci hanno sorpreso per la loro struttura, riuscendo a portare una ventata d’aria fresca per la serie.

Se e quanto vi piaceranno le mappe dipenderà molto dal vostro gusto personale (c’è chi preferisce lo stile Treyarch, che ruota intorno ad un altro approccio a livello di gameplay), ma possiamo assicurarvi che la nostra esperienza con quelle finora disponibili è stata molto positiva.

Un altro aspetto positivo sono sicuramente le modifiche apportate al Gunsmith. In Modern Warfare 2 non dovrete più sbloccare e livellare gli accessori per ogni singola arma: per esempio, vi basterà livellare un solo fucile d’assalto per sbloccare le stesse cose anche per gli altri.

Ci sono però anche dei fattori negativi, a tal proposito: innanzitutto, l’interfaccia che non è propriamente intuitiva; in secondo luogo, c’è il fatto che alcuni sbloccabili per un’arma sono legati a sfide da fare con un’altra arma. Questo significa che potremo trovarci a dover necessariamente utilizzare una categoria di armi che non prediligiamo soltanto per poter sbloccare tutte le componenti per le nostre bocche da fuoco preferite. Un fastidio minore, certo, ma che poteva tranquillamente essere evitato.

A fianco del multiplayer tradizionale, tornano anche le spec ops. Questa nuova iterazione delle missioni cooperative è un po’ a metà strada tra quelle della trilogia originale e quelle viste nell’ultimo Modern Warfare. Si tratta di missioni piuttosto lunghe da affrontare con amici, per le quali è previsto un punteggio finale da migliorare ad ogni tentativo.

Onestamente, avremmo preferito un ritorno alla formula classica: quella introdotta nel 2019 non ci aveva convinti fino in fondo già all’epoca e questo secondo tentativo, seppur superiore grazie ad una maggiore cura nella realizzazione delle missioni, ci ha comunque fatto rimpiangere le spec ops originali, che erano più compatte, dinamiche e rigiocabili.

Il nuovo Gunsmith 2.0

Ha ancora senso un Call of Duty annuale?

Eccoci quindi a tirare le somme di questo Modern Warfare 2 (se intanto volete assicurarvi la vostra copia, potete già ordinarlo su Amazon). Come avrete notato, nella recensione abbiamo sottolineato più volte la mancanza di novità. Avremmo potuto recensire questo nuovo capitolo semplicemente rinviandovi all’articolo dedicato al Modern Warfare del 2019, tanto scarse sono le differenze.

Ed il punto è proprio questo. Modern Warfare 2, nel complesso, non è affatto un brutto gioco, ma è un episodio completamente dimenticabile, che vive nell’ombra del capitolo che lo ha preceduto. Tanto la campagna (con tutti i difetti sottolineati) quanto il multiplayer sembrano più delle aggiunte che non un vero e proprio sequel.

Ecco, allora torna ancora una volta la domanda: nel 2022, ha ancora senso un Call of Duty annuale? Ha ancora senso chiedere ai giocatori di spendere 80€ per un gioco che poteva tranquillamente essere un semplice aggiornamento dell’edizione precedente?

Modern Warfare 2 fatica a giustificare la sua esistenza come sequel e come episodio a sé stante; al di là di quello che sarà il verdetto delle vendite (già molto positivo), vero giudice ultimo per Activision e il suo operato, il gioco è tranquillamente dimenticabile e sfigura se paragonato al Modern Warfare 2 che uscì invece nel 2009.

Certo, c’è ancora molto da scrivere: voci di corridoio insistenti indicano che il gioco potrebbe ricevere contenuti aggiuntivi sia per la campagna che per il multigiocatore, e la (possibile) assenza di un Call of Duty nel 2023 potrebbe regalare una vita prolungata a questo Modern Warfare II.

Qualsiasi cosa succeda, però, niente potrà cambiare il fatto che Modern Warfare 2 si presenta al lancio con una campagna sottotono, eccessivamente superficiale nel trattare certe tematiche, e con un multiplayer che non propone sostanzialmente nulla di nuovo.

È un Call of Duty che ha puntato sul sicuro, non prendendosi dei rischi. Questo, però, pure in tutti i suoi rodati pregi lo fa risultare dimenticabile. Ed essere dimenticabile, forse, è la cosa peggiore che possa capitare a un videogioco.

Versione recensita: PS5

7,2

Call of Duty: Modern Warfare II

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Call of Duty: Modern Warfare 2 è un episodio trascurabile della saga, principalmente a causa della mancanza di novità che pervade ogni aspetto del titolo targato Infinity Ward. La campagna, inoltre, non eccelle a livello narrativo, e anzi tratta alcune tematiche in modo superficiale e banale. Nel multigiocatore, a fronte di un ottimo map design, mancano novità di rilievo, soprattutto in termini di nuove modalità di gioco. È un episodio che farà felici coloro che da molti anni mancano l'appuntamento con Call of Duty, ma che non riesce davvero ad alzare l'asticella per chi si sta tenendo al passo con tutte le novità in termini di shooter in prima persona e multiplayer, che qui non compiono significativi passi in avanti, accontentandosi senza sforzi né inventiva di rimanere nel solco di una formula già ampiamente rodata.

Pro

  • Tecnicamente superbo
  • Alcune trovate nella campagna non sono male...
  • Ottimo map design

Contro

  • ... ma sono poco sfruttate
  • Mancanza assoluta di novità
  • Storia non eccelsa, spesso superficiale
7,2