Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Call of Duty è tornato

VIDEO RECENSIONE
A cura di Nicolò Bicego - 5 Novembre 2019 - 10:31

Siamo finalmente giunti al momento di darvi il nostro parere definitivo su Call of Duty: Modern Warfare. In realtà, potreste già esservi fatti un’idea della nostra opinione sulla nuova creatura di Infinity Ward attraverso i nostri speciali, dedicati rispettivamente all’analisi della campagna e del comparto multiplayer. Oggi, intendiamo fornirvi una sintesi delle nostre analisi, per dare ai più pigri di voi (!) un riferimento per decidere se acquistare o meno questa nuova iterazione del brand, disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Se volete un parere approfondito sulle singole componenti del gioco, dunque, vi rimandiamo agli articoli comparsi negli scorsi giorni su queste stesse pagine. Per la recensione globale dell’esperienza, siete nella pagina giusta.

Call of Duty torna alle origini

La campagna era forse la componente più attesa di questo Call of Duty: Modern Warfare: in parte perché c’era una tangibile curiosità di vedere come la serie sarebbe stata in grado di reinventare la sua componente single-player dopo la clamorosa assenza in Black Ops 4; in parte, perché scomodare un nome come quello di Modern Warfare crea certamente delle aspettative. Aspettative che sono state mantenute da Infinity Ward, grazie innanzitutto ad uno storytelling molto più maturo, soprattutto se comparato a quello degli episodi più recenti.

Il gioco tenta di approcciare tematiche molto forti e sentite dal panorama contemporaneo, come il terrorismo e il nuovo modo di concepire la guerra che esso ha comportato. Sul frangente narrativo, la campagna si classifica sicuramente tra le migliori offerte sinora dalla serie, grazie anche alla presenza di un cast di comprimari ben scritti, che ci fanno capire perché, persino per Call of Duty, sia importante avere dei personaggi che non siano soltanto dei volti senza una storia sulle loro spalle.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Come avevano promesso gli sviluppatori, nel gioco sono presenti momenti “difficili” da digerire e scelte tutt’altro che semplici da compiere. Entrare in un covo di terroristi non è come gettarsi in una guerra di trincea (per quanto non esista una guerra in cui sia piacevole essere, se non in un gioco); significa entrare in case di persone che hanno una famiglia, una vita che va al di là delle loro azioni militari. Per questo, alcune missioni lasciano una sensazione straniante, che ci ha portati a chiederci quanto fosse davvero nel giusto ciò che stavamo facendo – tema che percorre un po’ tutta la narrativa del gioco.

Purtroppo, però, ci sono anche alcune cose che non ci hanno convinti del tutto: le scelte presenti sono poco influenti e, in generale, il gioco non sembra voler dare peso alle nostre azioni. Sarebbe bastata anche qualche battuta in più tra i personaggi per dimostrarci che le decisioni hanno delle conseguenze, ma così non avviene.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

L’altro contro che abbiamo riscontrato durante la campagna è la sua brevità: le missioni ci accompagnano per 6 ore, uno standard per la serie che però ha portato, in questo caso, ad un finale piuttosto affrettato e poco soddisfacente. Ciò nonostante, quest’anno la campagna ci ha convinti e la sua intensità compensa anche la scarsa durata. Chi ha già giocato i primi tre Modern Warfare, inoltre, scoprirà poi che non è il Capitano Price l’unica vecchia conoscenza a fare capolino nel gioco.

Siamo invece pienamente soddisfatti del comparto tecnico: le ambientazioni e i personaggi sono realizzati con una cura inedita per la serie. In particolare, le animazioni facciali durante i filmati sono talmente realistiche da rendere quasi incredibile pensare che stiamo parlando “solo” di un videogioco. Abbiamo apprezzato molto anche gli effetti particellari, soprattutto in alcuni livelli specifici. Ottimo anche il comparto audio, che peraltro vanta un doppiaggio italiano di tutto rispetto, degno di una produzione cinematografica.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Ci sembra anche doveroso menzionare quanto scoperto pochi giorni fa da alcuni giocatori: nel gioco viene fatto riferimento all’ “autostrada della morte”, soprannome che è stato dato ad una reale autostrada tra il Kuwait e l’Iraq, teatro di un tragico bombardamento da parte delle forze militari occidentali (guidate dagli USA). Nella fiction del titolo, questo bombardamento, in altro contesto, è avvenuto ad opera dei russi. Sebbene non pensiamo di ravvisare un tentativo di revisionismo in questa scelta, si tratta comunque di una decisione infelice, che avrebbe potuto tranquillamente essere evitata, fosse solo nel rispetto di quanto realmente accaduto.

Operazioni Speciali (ma non tanto)

Al posto della modalità zombie, quest’anno tornano le Spec Ops, in ben tre varianti (almeno su PlayStation 4). Abbiamo innanzitutto le nuove “Operazioni”, missioni che continuano la narrativa della campagna e che si strutturano come livelli di durata medio-lunga con obiettivi che vengono svelati mano a mano che si completano quelli disponibili. Non ci hanno convinti del tutto a causa di una difficoltà piuttosto elevata, dovuta perlopiù alla gestione delle orde di nemici, che sembrano arrivare davvero da ogni direzione. Questo fattore, unito alla lunga durata delle missioni, le rende più frustranti che divertenti. Speriamo che Infinity Ward riveda il tiro con le prossime, che verranno aggiunte tramite update. C’è anche un grande bisogno di una patch che corregga i numerosi bug da cui sono afflitte.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Ci sono poi le Spec Ops “classiche”, ispirate a quelle di Modern Warfare 2 e 3: parliamo di missioni brevi con premiazione finale da una a tre stelle, che purtroppo, attualmente, non sono ancora disponibili.

Esclusivamente su PlayStation 4 (fino a Ottobre 2020) c’è poi la modalità Sopravvivenza. Si tratta di una variante della classica modalità “orda”, divertente ma che non riesce a colpire davvero. Al momento della scrittura di questo articolo, il comparto cooperativo del gioco è sicuramente il meno riuscito, ma le premesse perché migliori ci sono, e considerando che nuove Operazioni e Spec Ops classiche verranno aggiunte gratuitamente, il futuro fa ben sperare.

Lo scettro di re del multiplayer va a…

Call of Duty torna alle origini anche per quanto riguarda il multiplayer. La creazione delle classi viene mutuata dai vecchi Modern Warfare, lasciando da parte le innovazioni introdotte dagli episodi successivi. Tornano anche le killstreaks, che prendono il posto delle più recenti pointstreaks. In generale, se apprezzavate il feeling dei Modern Warfare, vi ritroverete immediatamente a casa. Il gioco, infatti, si gioca proprio come la trilogia di Infinity Ward, adottando un approccio “boots on the ground” che vuole dimenticare tutte le sperimentazioni avvenute negli scorsi anni.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

L’innovazione più grande è sicuramente la possibilità di sporgersi dalle pareti per sparare, che va ad aggiungere un altro grado di tattica alle battaglie. Per quanto riguarda le modalità, invece, ritroviamo tutte le classiche (deathmatch a squadre, tutti contro tutti, dominio, quartier generale, cerca e distruggi…), con l’aggiunta di nuove modalità come Attacco Informatico, Guerra Terrestre e Scontro.  Queste ultime due sono interessanti variazioni sul tema: la prima propone battaglie di proporzioni gargantuesche che ospiteranno fino a cento giocatori, mentre la seconda punta sul tatticismo estremo di battaglie tra due squadre di due sole unità.

In definitiva, il multiplayer ci ha convinti: innanzitutto, per il gradito ritorno alle origini, che dimostra come la serie di Modern Warfare abbia ancora molto da dire e dare a livello di sparatutto competitivo. Inoltre, anche il design delle mappe ci ha soddisfatti: ne sono presenti diciassette, al momento, con alcune che vantano anche varianti notturne. In generale, tutte le mappe ci sono parse ben congegnate e non vanno a favorire eccessivamente un singolo stile di gioco, grazie anche ad un buono sviluppo tanto orizzontale quanto verticale.

- Campagna avvincente
- Multiplayer ben strutturato
- Gradito ritorno alla "Modern Warfare"
- Le scelte nella campagna hanno poche conseguenze
- Finale affrettato
- Cooperativa da rivedere

8.5

Call of Duty è finalmente tornato. Dopo una sequenza di capitoli che sembravano aver perso la capacità di convincere appieno critica e pubblico, Infinity Ward è riuscita a confezionare un ritorno in piena forma, che riprende le meccaniche e le caratteristiche dei vecchi Modern Warfare per raccontarci una nuova storia. Tanto la campagna quanto il multiplayer ci hanno lasciati soddisfatti e, sebbene rimanga qualche lacuna, questo episodio getta le basi per il futuro del franchise, che potrebbe finalmente aspirare a superare lo storico Call of Duty 4. Se siete appassionati della serie, ma anche solo di FPS, vi consigliamo di dare una possibilità a Call of Duty, quest’anno: potreste ritrovare la scintilla che la serie sembrava avere perso.




TAG: activision, Call of Duty: Modern Warfare, infinity ward

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