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Biomutant, tutto quello che sappiamo sulla “fiaba post-apocalittica di kung-fu”

Vi ricordate di Biomutant? Facciamo un ripasso dell’ultimo, grande progetto di THQ Nordic.

La curiosa definizione di Biomutant, che finalmente ha una data di uscita fissata per il 25 maggio 2021, riportata nel titolo viene da una primissima pubblicità del videogioco di THQ Nordic dell’agosto del 2017, apparsa sulla rivista tedesca GamesMarkt. Lo stesso anno in cui, per la prima volta ad una Gamescom, Biomutant fu finalmente giocabile.

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Genere:
azione
Data di uscita:
25 Maggio 2021
Sviluppatore:
Experiment 101
Distributore:
THQ Nordic

Da allora il titolo sì è barcamenato per tutti questi anni, doveva uscire nel 2019 e considerato il lungo silenzio sul progetto si è fatto strada il dubbio che, alla fine, potesse essere del tutto cancellato. Nonostante non abbia fatto parlare troppo di sé, Biomutant ha lasciato comunque delle aspettative interessanti. Le premesse, infatti, sono di quelle affascinanti: Un mondo aperto basato sulla sopravvivenza, sul crafting, con protagonista un micione che può modificarsi geneticamente per ottenere nuove abilità, il tutto mentre prende a calci (con tanto di stili di arti marziali diversi) e spadate nemici e mostri di ogni tipo.

Come detto, Biomutant è finalmente in dirittura d’arrivo su PlayStation 4, PC ed Xbox One. In attesa dell’uscita facciamo il punto su tutto quello che sappiamo della fiaba post-apocalittica di kung-fu di THQ Nordic. Abbiamo raccolto tutte le informazioni emerse finora da trailer, anteprime, prove a porte chiuse e comunicati stampa di questo misterioso (in parte) ma affascinante gioco di ruolo open world con protagonisti dei gatti mutanti che praticano il kung fu. Non bastasse quest’ultima frase a convincervi, ecco quello che dovete sapere su Biomutant.

Avremo a che fare con mostri giganti, senz'altro.

Biomutant: cos’è?

Biomutant è un gioco di ruolo open world, fortemente basato su combattimento, azione ed esplorazione. Il protagonista potrà avvalersi di una serie di stili di arti marziali, tutti incentrati sul dare la massima liberà al giocatore di approccio agli scontri. Il felino mutante può usare armi, picchiare corpo a corpo, utilizzare vari strumenti e poteri dati dalle mutazioni, il tutto senza soluzione di continuità.

Il Wung-Fu, così si chiama lo stile di combattimento, è pensato per garantire sempre una certa freschezza durante il corso dell’avventura, ed è studiato per avere sempre nuove opzioni ed alternative, cosicché il giocatore possa essere stimolato a provare una nuova mossa e combinarla con quello che ha già scoperto ed ottenuto. Un’idea affascinante, che ai giocatori più attempati non potrà che ricordare il mai troppo celebrato God Hand di Capcom.

Non sappiamo molto di come esattamente si potrà costruire il proprio arsenale offensivo, ma la speranza è quella di poter approcciare l’avventura in modi interamente diversi. La possibilità di poter solo avvalersi del corpo a corpo per esempio, costruendo una build tutta incentrata su quello, o al contrario puntare tutto sulle bocche da fuoco e puntare a far esplodere qualsiasi cosa ci si pari davanti.

Trattandosi di un mondo post-apocalittico, ovviamente Biomutant punterà moltissimo anche sugli elementi survival. Il protagonista potrà dotarsi di equipaggiamento di ogni tipo come armi, armature, ma anche maschere anti-gas e bombole di ossigeno per attraversare le zone del pianeta devastate dalle nubi tossiche – che sia saccheggiato, ma soprattutto creato attraverso un sistema di crafting che permette sia di creare oggetti da zero, ma anche di modificare e potenziare l’equipaggiamento già posseduto.

Ogni oggetto potrà essere utilizzato come arma, o come ammennicolo da aggiungere ad un proprio strumento. Un esempio? Si potrà costruire un’arma con una banana, uno spazzolino e delle matite. Ovviamente va capito quanto e come il sistema di crafting sia guidato, e quanto invece ci sia libertà di potersi divertire ad inventare gli oggetti più strampalati e/o utili al di fuori delle linee guida delle “ricette” di creazione.

Il tutto in un mondo che promette di essere molto grande, ed esplorabile non solo a piedi ma anche attraverso una serie di mezzi come mech, jet-ski, palloni aerostatici e cavalcature di ogni tipo. Non solo ci sono molti tipi di veicoli ma, anche in questo caso, Biomutant sarà molto estroso e punterà a creare anche momenti grotteschi e divertenti. Tra le varie anteprime a porte chiuse ed i pochissimi gameplay mostrati, abbiamo potuto vedere mani robotiche giganti e un sottomarino a forma di piovra, ad esempio, tra i tanti veicoli stravaganti che potremo pilotare.

L’ultimo aspetto del gameplay più puro, ancora poco esplorato, purtroppo, riguarda le mutazioni genetiche. Il personaggio potrà letteralmente ricodificare il proprio patrimonio genetico, andando a modificare l’aspetto ma soprattutto le nuove capacità fisiche e mentali. L’esposizione alle contaminazioni biologiche, così come degli interventi più mirati diciamo, daranno la possibilità di mutare fisicamente il proprio corpo con conseguenti nuove possibilità di gameplay per l’esplorazione o il combattimento per esempio. Allo stesso modo, sempre alterando la genetica, il personaggio potrà ottenere delle capacità psichiche come la telecinesi, il controllo mentale, la levitazione o tanto altro.

Capacità che, speriamo, possano dare varietà di gioco non solo nei momenti di azione, ma che magari possano permette di accedere ad aree della mappa difficilmente raggiungibili – per esempio. Pensiamo ad un luogo lontano che possiamo raggiungere levitando, oppure ad una scalata più agevole con un terzo braccio, magari, o cose del genere.

L'esplorazione sarà importante, ed attraverseremo vari biomi.

Biomutant, il “Karate Kitten” dei gdr?

Biomutant è un gioco di ruolo a tutti gli effetti, e in quanto tale gli sviluppatori hanno promesso che il giocatore avrà la possibilità di plasmare direttamente la propria avventura e non solo, perché le scelte intraprese andranno a modificare la storia, compreso il finale.

Nel corso del gioco si incontreranno ad esempio diversi capi tribù, con i quali potremmo decidere che tipo di rapporto intraprendere a seconda delle scelte che faremo nei dialoghi. Ogni tribù ha i suoi usi e costumi, ma soprattutto si comporterà in modi molto diversi tra loro, più o meno discutibili. A seconda delle azioni del giocatore, oltre che dei dialoghi che abbiamo citato, queste tribù reagiranno in maniera consona, ma potrebbero anche cambiare il loro comportamento in alcuni casi.

I combattimenti promettono tanta dinamicità.

Oltre a questo, anche la trama avrà degli snodi la cui natura sarà in mano al giocatore. In alcuni momenti si dovranno compiere delle scelte, decidere se e come affrontare una tale missione, e tutto questo porterà ad un finale diverso a seconda di cosa si è fatto in precedenza. Lo stesso destino del pianeta è in discussione, perché si potrà decidere cosa fare delle tante creature che lo abitano, dallo sterminio totale ad un comportamento più pacifista che non andrà quindi ad impattare troppo sull’ecosistema.

Infine la creazione del personaggio che, sebbene i dettagli non siano ancora noti, sembra essere quella di un classico gioco di ruolo. Il protagonista potrà essere creato attraverso la selezione di sei differenti specie tra cui scegliere, le quali hanno delle caratteristiche estetiche e pratiche molto diverse. Oltre all’aspetto, infatti, le specie avranno delle differenze in termini di statistiche di gioco a seconda della conformazione fisica. Ci aspettiamo che alcune specie siano più adatte all’esplorazione perché più agili, magari, mentre altre più portate al combattimento perché massicce e, perché no, alcune che influiranno in maniera molto diversa sul discorso della mutazione genetica, con risultati diversi a seconda della specie scelta.

Chissà quanto saranno vari, e divertenti, i mezzi di trasporto.

Un progetto ambizioso alla fine di una generazione che non vuole andarsene

Biomutant arriva sicuramente in un periodo strano. Il fatto che non siano previsti, almeno per ora, aggiornamenti per le console di attuale generazione rende questa uscita ancora più surreale. Il titolo di THQ Nordic ha il palcoscenico più libero di quanto avrebbe potuto in un periodo storico normale, ma al contempo ha la sfortuna di ritrovarsi addosso il peso di dover intrattenere dei giocatori che stanno vedendo sempre più videogiochi rimandati all’anno prossimo.

Un progetto che, dichiarava la stessa azienda tre anni fa per voce di Philipp Brock (marketing director di THQ), potrebbe rappresentare la proverbiale rinascita di una compagnia che negli ultimi anni ha subito degli scossoni abbastanza imponenti. Sicuramente l’azienda sta seguendo un lancio abbastanza classico in pompa magna, con tanto di plurime edizioni limitate, ovvero la Collector’s Limited (qui i dettagli) e la Atomic Limited (qui i dettagli).

Come detto all’inizio, Biomutant parte da premesse molto intriganti, nonché ambiziose. Speriamo che possa rappresentare un ottimo multipiattaforma per chiudere la prima metà di un anno che si presenta piuttosto povero di uscite.

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Piattaforme: pc, ps4, xone
Biomutant è un progetto che ha fatto parlare di sé fin dal primo momento perché si propone sotto una luce di unicità: la peculiarità del suo protagonista e la commistione di meccaniche che THQ ha snocciolato come cuore pulsante del progetto lasciano intuire che potremmo trovarci di fronte a un'esperienza capace di proporre qualcosa di fresco ai giocatori. Scopriremo se sarà effettivamente così il prossimo mese di maggio, quando i micioni esperti di kung-fu faranno il loro debutto su PC e console di vecchia generazione.

Pro

  • Promette ibridazioni che potrebbero dare vita a un risultato di grande personalità
  • Il combat system promette varietà
  • Gli sviluppatori anticipano possibilità di scelta e diramazioni

Contro

  • Sappiamo ancora molto poco delle meccaniche di modifica genetica
  • Riuscirà a imporsi essendo su vecchia generazione?