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Bayonetta 3 | Recensione – Apoteosi di stile e sostanza

Tre è il numero perfetto, ma lo sarà anche per Bayonetta 3? Ecco la recensione del ritorno della strega più famosa dei videogiochi.

Mi piace immaginare un mondo alternativo in cui PlatinumGames non abbia costruito l’intero franchise di Bayonetta intorno al concetto di eleganza, le corde vocali delle soprano, ma sulla potenza bruta, l’heavy metal e la violenza sfrenata.

Bayonetta 3

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
azione
Data di uscita:
28 Ottobre 2022
Sviluppatore:
PlatinumGames
Distributore:
Nintendo

Ma il videogioco action più sensuale e femminista del mondo dei videogiochi è sempre stato un’icona di stile, prima di tutto.

L’avevamo capito con il primo capitolo, esplosivo nei contenuti quanto inconsistente dal punto di vista commerciale, riscoperto con il secondo capitolo miracolato da parte di Nintendo, e Bayonetta 3 lo ricorda molto efficacemente ai giocatori più distratti o novizi.

Il titolo arriva su Nintendo Switch dopo una lunghissima attesa (era il 2017 quando fu annunciato), e in un momento in cui PlatinumGames ha bisogno di una grande hit per rilanciare la sua immagine.

Dopo il disastroso Babylon’s Fall, infatti, l’esclusiva Switch è la prima occasione reale di dimostrare che la produzione Square Enix è stata solamente uno scivolone che capita a tutti.

Ho già avuto l’occasione di raccontarvi le prime impressioni su Bayonetta 3 nella nostra anteprima, che vi consigliamo di recuperare prima di procedere con la lettura, che mi aveva lasciato con impressioni molto positive.

Dopo altre ore in compagnia di Bayonetta 3 non posso che iniziare la recensione con: let’s dance, boys!

 

Bayonetta 3, prima della recensione: dove eravamo rimasti?

Dunque, ricapitoliamo velocemente la turbolenta e caotica storia di Bayonetta – perché sì, tra una combo e l’altra c’è anche una narrazione surreale ed epica da seguire, prima di andare avanti.

La nostra strega ritorna in vita dopo centinaia e centinaia di anni, crede di essere la cattiva della situazione ma in realtà sono le creature del paradiso ad essere malvagie. Poi torna indietro nella linea temporale e fa un po’ di casini con la sé stessa nel passato e qui, dopo un po’ di tempo da allora, si ritrova a tentare di vivere una vita tranquilla a New York.

Ma ovviamente la vita delle streghe di Umbra non può essere semplice e, con un’apertura che ricorda molto quella di Bayonetta 2 (non a caso…), questa nuova Cereza con l’ennesimo cambio di look ci introduce rapidamente nel nuovo corso narrativo. Il tutto in situazioni molto sobrie come surfare uno tsunami con una nave da crociera ed evocare kaiju per combattere altri mostri giganteschi.

Nel caso i giocatori si siano dimenticati perché Bayonetta è uno stylish action e non un action qualunque, i primi trenta minuti di questo terzo capitolo della serie mettono subito in chiaro le cose.

Stavolta i nemici della situazione sono gli Homunculus, delle creature che non provengono né dall’Inferno, né dal Paradiso, ma dalla Terra. Per questo motivo i demoni evocati da Bayonetta rifiutano di cibarsi delle loro carni, e la strega è costretta a prendere il controllo completo delle creature con la cosiddetta tecnica del “demone succube”.

Questo espediente narrativo diventa il nucleo di tutto il gameplay di Bayonetta 3. Quella rivoluzione che in fase di anteprima avevo definito “strana” ma che, una volta esplorata nella sua totalità, si rivela probabilmente la prova più alta dal punto di vista di game design della carriera di PlatinumGames.

Una strega per domarli tutti

Con il demone succube è possibile evocare uno dei (tanti) demoni di Bayonetta, con tre slot alla volta per poterne inserire altrettanti nella scelta rapida. Durante uno stage potete però, in ogni momento, cambiare il trio di creature a vostra disposizione a piacimento.

Questi demoni entrano fisicamente nel campo di battaglia e, mentre la strega è impegnata a tenerli evocati ballando risultando indifesa, possono combattere per un periodo di tempo limitato.

Tempo che rappresenta anche l’energia delle creature in questione. Subendo danni le creature perdono energia magica e, una volta esaurita, andrà ricaricata combattendo nei panni di Bayonetta.

Alcuni nemici, i più importanti, hanno degli scudi o difese particolari che richiedono l’intervento dei demoni, per la loro potenza bruta o abilità particolari. Quelli più imponenti, inoltre, hanno dalla loro parte delle mosse che possono uccidere istantaneamente (a meno che non siate molto veloci ad evitarlo) il demone succube.

Questo significa che non si può abusare di questa tecnica anche perché, come detto, la protagonista è inerme mentre il demone succube viene attivato, e se viene colpita da un nemico l’evocazione viene interrotta.

La cosa più incredibile di questo elemento di gameplay è che i demoni da evocare sono tanti, perché nel corso dell’avventura avrete la possibilità di sbloccarne molti, di cui alcuni anche opzionali o nascosti. Non pensiate che siano una carrellata di mostri generici o già visti perché, senza voler fare troppi spoiler, tra le creature che incontrerete c’è anche un treno indemoniato… e non è neanche quella più strana che troverete.

Ogni creatura ha un suo moveset elaborato che è possibile ampliare sbloccando le mosse nello skill tree di avanzamento. Sono mosse assimilabili a quelle di Bayonetta perché ci sono anche comandi circolari o direzionali, quindi in grado di creare delle normali combo.

In più, ogni demone che incontrerete è collegato ad un’arma specifica che racchiude la sua essenza. Anche in questo caso vale lo stesso discorso di libertà ed estro fatto per i demoni poco sopra. In Bayonetta 3 la lista delle armi che potrete trovare è impressionante, con dei moveset completamente differenti e degli effetti specifici unici che comprendono anche i tipi di proiettili sparati.

Cereza può combattere con un gigantesco portone-mitra, una bombetta da prestigiatore, fruste, yo-yo a forma di motosega, e altre cose che scoprirete con i vostri occhi che, ve lo assicuro, vi lasceranno spesso di stucco.

Potete avere liberamente armi che siano diverse dal trio di demoni a disposizione, ma se manterrete le assonanze intatte le combo finisher saranno differenti e più potenti.

Questo perché se non bastasse già tutto quello che potete fare nel gioco, nelle combo finisher potete evocare rapidamente per un attimo uno dei demoni, che chiuderà la sequenza con un intervento spettacolare. Il quale è diverso per ogni combo, per ogni arma specifica, e che cambia ulteriormente se usate la stessa arma che racchiude l’essenza del demone che state evocando.

PlatinumGames ci aveva già mostrato l’abilità nel rinvigorire gli stilemi degli action con titoli come Nier Automata e soprattutto Astral Chain (recuperate questa piccola perla su Amazon), ma Bayonetta 3 è senza dubbio la prova di chi è, al momento, lo studio di sviluppo in cima alla catena alimentare di questo specifico genere di videogiochi.

E non è finita qui: Bayonetta può utilizzare la mimesi demoniaca, una nuova tecnica da impiegare fuori e dentro il combattimento.

Con la mimesi, Bayonetta si fonde ai demoni che sono racchiusi nelle sue armi. In fase di esplorazione può trasformarsi in una versione umanoide del demone che porta con sé potendo arrampicarsi, svolazzare in forma di ragno come fosse Spider-Man, correre nei panni di un treno (sì, esatto), fare scatti esplosivi e tanto altro.

In alcune occasioni sarete costretti a fare affidamento su specifiche abilità, mentre in altri potrete esplorare gli ambienti nel modo che preferite perché sì, tra le novità di Bayonetta 3 c’è anche un’apertura maggiore degli ambienti.

Le dimensioni contano

Tra un combattimento e l’altro, Bayonetta 3 vi offre la possibilità di trovare tanti collezionabili di ogni tipo, accumulare ben tre valute (dedicate a oggetti speciali, inventario ed amuleti), ed affrontare delle sfide extra per potenziare il personaggio.

Gli ambienti non sono più lineari come in passato e l’esplorazione vi consentirà anche, tra le altre cose, di sbloccare dei livelli segreti in cui affrontare sfide speciali in quegli stessi stage, per ottenere a loro volta degli oggetti unici.

Viaggiando per i mondi e gli universi, Bayonetta 3 mette in scena una varietà di ambienti molto più particolare che in passato. Tra passaggi nel mondo reale e quello infernale/paradisiaco, il viaggio di Cereza è eclettico ed intrigante. Nonché un assist per mettere in scena situazioni sempre sorprendenti, in cui è evidente che PlatinumGames abbia voluto sfogare tutta la creatività rimasta nei cassetti delle idee per la saga.

Perché se all’inizio le atmosfere possono sembrare un po’ anonime, confrontandole in particolare con quelle dei capitoli precedenti, le cose prendono rapidamente una piega sempre più interessante ed epica con l’avanzare dell’avventura.

Gli ambienti sono più ampi e vari anche per accogliere i demoni da evocare, nonché per creare dei palcoscenici ed arene ideali per mettere in scena degli scontri su una scala che gli altri episodi non potevano offrire nella maggior parte dei casi.

È importante sottolineare che non c’è quel tipo di apertura paragonabile a quella di un open world, ma se vorrete fregiarvi di aver sbloccato tutto quello che Bayonetta 3 ha da offrire il titolo vi metterà alla prova.

Il sortilegio di Nintendo Switch

Parlando di ambienti, rispetto all’anteprima di qualche settimana fa mi sento più soddisfatto e sereno nel dire che Bayonetta 3, dal punto di vista tecnico, è un altro mezzo miracolo su Nintendo Switch.

Sebbene i 60fps non siano sempre fissi, Platinum Games ha fatto in modo che lo siano quando necessario. Gli scontri, le sequenze di gameplay più frenetico, e in generale nei momenti in cui serve, la fluidità non è mai un ostacolo. Anzi, ci sono momenti di gioco reale in cui a schermo succedono un quantitativo di cose impensabili per un hardware come Switch.

Tutto questo a discapito di qualche texture peggiore delle altre, pop-in di elementi secondari a schermo soprattutto negli ambienti più ampi, e una pulizia dell’immagine che viene meno nelle occasioni più concitate proprio per riuscire a non sacrificare la fluidità.

In generale, Bayonetta 3 è comunque uno spettacolo per ciò che PlatinumGames riesce a mettere a schermo, sfruttando lo stile e l’eleganza per piegare le caratteristiche tecniche della console. Le cutscene, ad esempio, sono spesso inferiori a 60fps, ma la bellezza dei contenuti e della regia di alcuni filmati vi farà dimenticare presto i frame persi per strada.

It’s f*****g Viola

Un viaggio spettacolare, quello di Bayonetta, che è accompagnato anche da un nuovo personaggio: Viola.

La misteriosa ragazza entra in scena fin da subito, e i giocatori più attenti ed appassionati del franchise potrebbero aver già fatto uno più uno riguardo il suo ruolo nella trama. Tuttavia anche gli aficionados avranno delle sorprese da parte di Viola, che è un personaggio complementare anche dal punto di vista di gameplay.

Con il punk nel cuore, le sue parti ricordano più da vicino “l’altro” videogioco stylish action. A partire dalla colonna sonora che accompagna i suoi scontri, fino alle mosse che può utilizzare, Viola vi farà venire in mente in più di un’occasione Dante, Nero, e alcuni protagonisti di Devil May Cry.

In primis Viola non può fare affidamento sul Witch Time di Bayonetta ma ha una parata che, se eseguita perfettamente, le consente di rallentare il tempo. Tuttavia con lo stesso tasto, il dorsale destro, è possibile attivare lo stesso inseguimento verso i nemici che possiede la Strega di Umbra. Quindi non è possibile spammare il tasto della parata nella speranza di eseguirla perfetta, ci vuole il tempismo giusto.

Uno stile di combattimento più a terra, che viene impreziosito anche dalla presenza di Cheshire, un peluche (sì, proprio quel peluche) di un gatto attaccato alla spada di Viola che può diventare un mostro gigantesco se evocato.

In maniera similare ai demoni evocati di Bayonetta, Viola può lanciare la sua spada sul terreno ed evocare Cheshire. Essendo collegato alla spada la ragazza rimane disarmata ma, a differenza della sua co-protagonista, può continuare a combattere usando calci e pugni.

C’è anche un altro elemento a rendere ancora più interessanti le sue fasi di combattimento, ovvero che Cheshire rimane sempre legato al punto in cui la spada viene lanciata e può muoversi in maniera limitata nei paraggi.

Quindi sebbene il combattimento nei panni di Viola è più limitato perché possiede solo un’arma e Cheshire, la sua struttura trasforma completamente l’approccio che il giocatore deve avere. È meno frenetico e più orientato alla strategia, dovendo scegliere se lanciare Cheshire o attaccare con la spada, essere aggressivi o sfruttare le parate perfette. Un modo molto elegante di rielaborare lo stile del gameplay di Bayonetta che, devo ammettere, avrei voluto giocare per più tempo.

I frangenti in cui si vestono i panni di Viola sono limitati e, anche per motivi di trama, sarebbe stato interessante un focus maggiore su questo personaggio. Ma bisogna fare una considerazione: Bayonetta 3 vi metterà di fronte a delle novità anche fino a poche ore (e minuti) prima dei titoli di coda.

Dare ulteriore tempo a Viola avrebbe significato toglierne alla protagonista principale, e quindi al prendere confidenza con l’ennesima nuova arma, demone e meccanica di gioco. Un equilibrio non facile da ottenere che, nonostante tutto, PlatinumGames è riuscito a trovare.

Nella speranza, chissà, che Viola possa essere un personaggio da recuperare in qualche modo.

Bayonetta 3 e il Multiverso dello Stile

Anche se potrà sembrare superfluo considerata la natura del titolo, è necessario parlare anche dell’aspetto narrativo di Bayonetta 3 – perché PlatinumGames sa di avere avuto tra le mani una delle protagoniste più iconiche del mondo dei videogiochi, e le ha saggiamente costruito intorno un atto finale galvanizzante.

Il team nipponico deve essere molto fan Marvel, o almeno del concetto del multiverso come utilizzato dalla Casa delle Idee, perché Bayonetta 3 esagera in maniera stilosa anche da questo punto di vista.

L’esercito degli homunculus guidato dal misterioso Singularity sta infatti attaccando l’intero multiverso, e le relative varianti di Bayonetta presenti in ognuno degli universi.

Già dal prologo Bayonetta 3 sorprende con delle scelte narrative inaspettate, e durante tutto il corso dell’avventura Platinum Games mette in scena delle situazioni sempre più esplosive con un’escalation che non si arresta se non al termine dei titoli di coda.

A brillare sono le boss fight, occasioni in cui il team nipponico ha davvero dato il meglio di sé. Non c’è uno di questi scontri che sia anche vagamente identico all’altro, e anche quando potreste pensare di aver capito il modo di ragionare di Platinum… ci sarà un’altra idea geniale a prendervi alla sprovvista.

La sola Jeanne, ad esempio, è protagonista di una serie di stage complementari, strutturati come dei metroidvania stealth in 2D. A metà tra Metal Gear e Metroid, in cui la strega diventa una sorta di spia alla Solid Snake con tanto di trasformazione bonus alla Sailor Moon.

In questo modo l’avventura di questo terzo atto del franchise è lineare negli intenti, ma elaborata nelle svolte che prende ad ogni occasione utile.

Cosa sarebbe successo se Bayonetta fosse stata una prestigiatrice o una supereroina di Tokyo? Chi è Viola e cosa c’entra con tutta questa storia di angeli, demoni e costrutti? I cambi di look della protagonista da un capitolo all’altro sono solamente un esercizio di stile o c’è dell’altro?

Non so, né ve lo direi in questa fase se lo sapessi, se ci sarà mai un Bayonetta 4 o se il franchise continuerà in qualche modo, ma PlatinumGames ha trovato una risposta a tutte queste domande ed altre ancora, chiuso l’epopea di Cereza in modo epico, e consegnato agli annali una trilogia di videogiochi monumentali.

Ad impreziosire l’offerta ci sono dei personaggi, vecchi e nuovi, ancora più carismatici e potenti, insieme ad una colonna sonora allo stato dell’arte che gioca con le tracce classiche inserendole nei momenti migliori, e arrangiandole quando serve.

Bayonetta 3 poteva essere un pallido more of the same, un videogioco stanco dopo anni ed anni di sviluppo, o solo un terzo capitolo di una trilogia. Invece è una serenata al chiaro di luna per una protagonista cementata nell’immaginario collettivo, un’esposizione rara di creatività al servizio dello stile e del gameplay, e l’ennesimo videogioco da non perdere per Nintendo Switch.

9,5

Bayonetta 3

Piattaforme: switch
Bayonetta 3 è il miglior titolo di PlatinumGames per creatività e messa in pratica di idee uniche lato gameplay. Una summa di ciò che di grandioso può fare lo studio nipponico, e questa saga, dal lato estetico e narrativo. Un'esibizione sontuosa di stile e sostanza, un terzo capitolo esplosivo di una serie che si mette elegantemente nel gradino più alto degli stylish action: un'Apoteosi perfetta.

Pro

  • Gameplay unico e all'apice del suo genere
  • Meccaniche ed idee che non finiscono mai
  • Piena padronanza ed espressione di estetica, personaggi, stile
  • Un piccolo miracolo dal punto di vista tecnico

Contro

  • Viola avrebbe meritato più spazio
  • Nintendo Switch regge la pressione, ma a volte la molla
  • E ora come facciamo senza Bayonetta?
9,5