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Bayonetta 3 | Provato – Il lato strano della Luna

Ecco il resoconto delle prime ore nei letali panni della strega più famosa dei videogiochi: dopo anni di attesa è il momento di Bayonetta 3.

Si è fatta attendere parecchio, ma Bayonetta 3 segna finalmente il ritorno della strega più famosa dei videogiochi. Su Nintendo Switch, per altro, dove la serie sta tornando per intero con delle versioni ad hoc fisiche ristampate per l’occasione (che potete recuperare su Amazon per la vostra collezione).

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
azione
Data di uscita:
28 Ottobre 2022
Sviluppatore:
PlatinumGames
Distributore:
Nintendo

Un ritorno a lungo atteso perché la saga è una di quelle che ha ridefinito i canoni del filone di videogiochi action e, da appassionati, non possiamo che essere curiosi di provare cosa ha escogitato PlatinumGames per sorprendere ancora una volta.

Perché se c’è una cosa a cui siamo abituati, per quanto riguarda i titoli del talentuoso studio nipponico, è il rimanere sorpresi – da un’idea, un’estetica, una dinamica di gameplay, sezioni di giochi, eroi e antagonisti: i titoli PlatinumGames sono da sempre stile allo stato puro.

Il franchise di Bayonetta, tra tutti quelli prodotti dal team di sviluppo, è senz’altro il biglietto da visita più dirompente, in questo senso.

A partire dalla protagonista, passando per il gameplay e l’estetica in generale, anche Bayonetta 3 non è assolutamente da meno. Nonostante il terzo capitolo della trilogia, avendolo anche provato possiamo già dirlo con certezza, sia quello più diverso in assoluto.

Bayonetta 3 è un ritorno a casa

L’esordio di Bayonetta 3 ci fa sentire subito a casa, perché surfare sui palazzi di una New York che sta collassando nei panni di un kaiju colossale è esattamente ciò che ci aspettiamo da PlatinumGames.

Nonostante Cereza sia diversa, con un look molto particolare che ci ha fatto venire subito strani pensieri, questo terzo capitolo mette fin da subito in chiaro le cose dal punto di vista stilistico.

Mentre la nostra Bayonetta si rifugia nella Grande Mela con la speranza di vivere una vita tutto sommato tranquilla, con tanto di look casual inedito per l’occasione, il mondo viene invaso dagli homonculus, delle strane creature provenienti né dall’Inferno o dal Paradiso, una volta tanto, ma dal mondo reale.

Questo twist narrativo porta, contestualmente, a quello che è il più grande cambiamento con cui vi ritroverete a che fare in Bayonetta 3: il combattimento.

Visto che gli homonculus non possiedono il “succo paradisiaco” che stimola la voracità dei demoni evocati dalla strega, quest’ultima sarà costretta a prenderne il controllo per usarli come marionette.

Gomorrah, Madama Butterfly, Phantasmaraneae e tutti i demoni che abbiamo visto evocare nei precedenti episodi di Bayonetta durante le Apoteosi diventano quindi elementi cardine del combo system, quasi dei personaggi a sé stanti.

Grazie alla tecnica del demone succube è possibile evocare in qualsiasi momento (a patto di avere energia magica a sufficienza) uno dei demoni in uno slot a scelta rapida di tre elementi. Questi appaiono sul campo di battaglia mentre Bayonetta li controlla tramite una danza elegante e sensuale che, per forza di cose, la rende vulnerabile.

Bisognerà quindi stare molto attenti in questi frangenti, perché se la strega viene colpita dagli attacchi degli avversari perderà immediatamente l’evocazione. Inoltre i demoni hanno una loro resistenza e, se subiscono sufficienti danni, saranno ko per un breve periodo. Alcuni avversari, tra l’altro, hanno attacchi che mettono direttamente fuori gioco il demone evocato.

Non si tratta quindi di un meccanismo di gameplay di cui abusare ma, anzi, da utilizzare nei momenti giusti.

I nemici più imponenti possono avere scudi o resistenze particolari che necessitano l’intervento dei demoni, mentre i nemici normali saranno anche difficili da colpire dalle massicce creature infernali.

Tra le altre possibilità c’è anche quella di evocare velocemente i demoni durante una combo (ricordate la meccanica simile in Astral Chain?). Alla fine di una sequenza di attacchi, quando Bayonetta si illumina è possibile premere il grilletto sinistro per consentire al demone attivo nella selezione rapida di fare una comparsata, colpire, e tornare all’Inferno.

Tolte le location più piccole in cui è proprio impossibile evocarli, il demone succube è un elemento di gameplay complementare al classico combattimento a cui siamo abituati. Il quale, ve lo dobbiamo dire, è costretto ad una rinuncia importante: il doppio set di armi.

La caratteristica che ha reso da sempre unica e spettacolare la saga, ovvero la possibilità di equipaggiare due set di armi su mani e tacchi a spillo, qui è stata rimossa. Una rinuncia pesante ma del tutto comprensibile, con l’obiettivo di non andare ad appesantire ulteriormente il gameplay.

Immaginate di dover pensare a quale set di demoni tenere a portata di mano, imparare le combo delle armi, dei demoni, le combinazioni tra questi e poi aggiungere anche l’apprendimento di due armi contemporaneamente per set (quindi quattro). Questo scenario avrebbe reso Bayonetta 3 solo inutilmente macchinoso ma, dobbiamo ammetterlo, da fan della saga questo cambiamento ci è andato inizialmente di traverso.

Soprattutto nelle fasi iniziali, quando i demoni sono pochi, Bayonetta 3 fa uno strano effetto perché sembra un videogioco con il freno a mano tirato. Mentre la trama si dipana, e il titolo espone ai giocatori i rudimenti del gameplay, c’è la sensazione che manchi qualcosa.

Una sensazione che non dura molto, va detto. Dopo le prime due ore, e alcuni capitoli della storia macinati, si incominciano a intravedere la complessità e la bellezza del gameplay fatte di una quantità di armi e relativi moveset non indifferenti.

Ma, anche per una trama che non decolla veramente se non dopo i primi capitoli, Bayonetta 3 si apre subito in maniera spettacolare per poi rallentare vertiginosamente, dal punto di vista del gameplay e da quello narrativo.

Superato questo impasse iniziale, però, l’ultima produzione di PlatinumGames sfodera una notevole grinta, di cui parleremo approfonditamente in fase di recensione.

Una strega troppo potente per Switch

Chiudiamo la nostra anteprima di Bayonetta 3 soffermandoci per un attimo sull’aspetto tecnico, che mostra ancora una volta quanto Nintendo Switch sia una macchina che ormai soffre molto dal punto di vista hardware.

Toglietevi subito dalla testa i 60fps fissi che vengono raggiunti solamente nei momenti più calmi, dove PlatinumGames non riempie lo schermo di mostri, esplosioni, effetti scenici e altri deliri visivi che potete immaginare.

La fluidità singhiozzante non è mai invalidante per il flusso di gioco, ma è evidente e dimostra quanto il team abbia dovuto faticare per trovare il bilanciamento adatto. Impresa non semplice anche perché gli ambienti sono molto più ampi e complessi in passato, con caricamenti inesistenti in ogni area.

Una bellezza che si paga con qualche evidente rinuncia, a cui aggiungiamo anche evidenti pop-up di alcuni elementi dello scenario.

Discorso simile anche per la pulizia dell’immagine che, anche in qualche cutscene, viene meno per consentire all’impatto estetico generale di essere esplosivo, adrenalinico e sempre ad alto tasso di stile come ci ha sempre abituato PlatinumGames.

Alcuni di questi difetti, in particolare la fluidità, potrebbero essere limati con le classiche patch del day one che al momento non abbiamo potuto installare.

Bayonetta 3 ci è parso comunque un’esperienza di altissimo livello in queste prime ore. Spiazzante dal punto di vista del gameplay e con una trama tutta da scoprire (con evidenti richiami al multiverso in stile Marvel).

L’appuntamento è tra qualche settimana, per capire se la trilogia di Bayonetta si chiuderà con un’Apoteosi oppure no.

Piattaforme: switch
Bayonetta 3 è spiazzante dal punto di vista del gameplay, tra aggiunte e piccole rinunce – alle quali non si è ricorso per quanto riguarda lo stile e l’azione imbastiti da PlatinumGames. Dopo un primo impatto un po’ strano, il titolo ci ha fatto sentire subito a casa, con la voglia di scoprire sempre di più un gameplay potenzialmente vulcanico e una trama tra l’epica e il surreale. Il lato scuro della luna di Bayonetta 3 è l’aspetto tecnico, con una Nintendo Switch che fatica a contenere tutto il bello che il titolo mette in scena: avremo modo di parlare più approfonditamente di tutto quando verrà il momento della recensione.

Pro

  • I demoni evocati ampliano un gameplay già molto profondo
  • Trama potenzialmente epica e surreale
  • Estetica, colonna sonora e personaggi pazzeschi

Contro

  • Le prime ore sono inevitabilmente spiazzanti
  • Nintendo Switch viene portata al limite