Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Anche Nintendo Switch si merita il suo viaggio nell’America piratesca e coloniale, con Assassin’s Creed The Rebel Collection che vive di complementarietà.

Recensione
A cura di Adriano Di Medio - 31 Dicembre 2019 - 12:08

Nintendo Switch è stata negli anni invasa da tutto ciò che Wii U non era riuscita a contenere. Un modo per capitalizzare, ma anche occasione per gli sviluppatori di esercitarsi sulla piattaforma e a volte giungere persino a veri e propri piccoli miracoli (come con The Witcher 3). A trarne maggiore vantaggio è stata però Ubisoft, che sta lentamente portando sull’ibrida Nintendo la sua saga di punta, Assassin’s Creed. Ecco quindi arrivare Assassin’s Creed The Rebel Collection, con gli ultimi due capitoli della saga ambientati nell’America Coloniale settecentesca. Preparatevi a tornare per mare, stavolta in maniera portatile.

Due ribelli, ciascuno a modo suo

Assassin’s Creed The Rebel Collection ha al suo interno Assassin’s Creed IV: Black Flag e Assassin’s Creed Rogue. Il primo è divenuto negli anni più che arcinoto, con il viaggio di Edward Kenway nei Caraibi del 1715, il secondo un po’ meno, in quanto uscito nel 2014 come una sorta di “contentino” per chi ai tempi non aveva ancora fatto il passaggio all’ottava generazione. In questo caso la storia era quella di Shay Patrick Cormac, Assassino attivo sulle coste dell’America Settentrionale negli anni Cinquanta del Settecento. Malgrado l’inizio abbastanza “tradizionale” per la serie, il punto di forza dell’intreccio (purtroppo prematuramente svelato per ragioni anche di marketing) era la decisione di Shay di “scavalcare la barricata”, divenendo un Templare. Due storie vicine ma lontane, che oltre a essere pensate per “tappare i buchi” di Assassin’s Creed III ne esplorano un contesto effettivamente non molto noto al grande pubblico (se non in rappresentazioni più allegramente fantasy).

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Tuttavia, malgrado quindi ciascuno dei due videogiochi abbia evidenti punti di forza quanto di debolezza, quando vengono messi vicino in questa Assassin’s Creed The Rebel Collection finiscono sorprendentemente col compensarsi a vicenda. Se Shay ha dalla sua una visione inedita dell’universo narrativo ottenuta attraverso il capovolgimento, Edward è decisamente più individualistico e carismatico, decisione che per forza di cose defila l’Ordine degli Assassini propriamente detto. Ancora una volta, però, Shay non riesce a reggere il confronto con altri suoi pari, sia passati che futuri. Per molti sarà più “sensato” pure di Connor, ma il suo costante obbedire agli ordini dei suoi nuovi capi Templari non ha partita nei confronti dell’individualismo ambizioso (pure se orribilmente impulsivo) di Edward Kenway. Infine, dove Black Flag ha una storia autoconclusiva o quasi, Rogue si ricollega direttamente ad Assassin’s Creed Unity, rendendo di fatto la fine della storia di Shay l’inizio di quella di Arno Dorian.

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Assassin’s Creed The Rebel Collection, due mari di opportunità

Alla radice, il gameplay di entrambi i titoli contenuti in Assassin’s Creed The Rebel Collection è il medesimo. Abbiamo sia mappe cittadine da esplorare a piedi che mappe marittime da scoprire al timone di un vascello (la Jackdaw e la Morrigan, rispettivamente). Oltre alla storia principale, ecco come anche qui su Switch si compie la sensazione di amorevole libertà che è stata caratterizzante (fin quasi all’abuso, specialmente con Rogue) degli Assassin’s Creed di tarda settima generazione.

Piccoli avamposti, villaggi di pescatori, cittadine coloniali, foreste e rovine mesoamericane saranno esplorabili senza soluzione di continuità, lasciando il timone in qualunque momento e facendo andare Edward o Shay in azione individuale. Entrambe le macro-mappe (i Caraibi per Black Flag e le due mappe dell’America settentrionale per Rogue) sono piene di cose da fare, dalla banale raccolta di collezionabili al reclutamento della ciurma, fino all’arrembaggio delle navi avversarie. Attraverso le azioni di pirateria ci procureremo risorse sia da vendere per ricavare denaro che per potenziare le navi. Dove Black Flag si concentra proprio sul brigantino del protagonista, Rogue punta con più decisione anche sull’urbano, riproponendo una versione raffinata del sistema di “ristrutturazione” (nell’unica grossa mappa cittadina presente, New York) ai tempi già visto nella trilogia di Ezio Auditore.

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

L’accostamento dei due videogiochi della Assassin’s Creed The Rebel Collection non può che far emergere nuovamente la tematica della complementarietà, in quanto la differenziazione tra Rogue e Black Flag non si limita alla sola narrazione. Dove Edward ancora vince sulla sensazione di “libertà assoluta”, Shay vanta attività secondarie meglio distribuite. Se Edward ha una visione se vogliamo più “esotica” e una trama più frizzante (pure coi suoi “buchi”), l’avventura di Shay ne lima molto le rigidità strutturali, incrociando la liberazione dei territori (bisogna scacciare le bande criminali) con le battaglie contro i forti, oltre che con un sistema economico e di rendita molto più chiaro. A livello strutturale, infatti, Assassin’s Creed IV: Black Flag è molto più dipendente dalla pirateria “pura”, mentre Shay ha la possibilità di instaurare quasi da subito delle fonti di guadagno passivo. Pure se maggiormente aperto, Black Flag ha dalla sua un prologo piuttosto lungo, mentre Rogue ottiene la nave praticamente appena iniziata una nuova partita.

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Portatilità a tutti i costi, anche se contenuti

La vera sfida di Assassin’s Creed The Rebel Collection ovviamente era un’altra, ovvero riuscire a riportare anche su Nintendo Switch l’ardimentosa tecnica grafica delle console “maggiori”. Possiamo dire che per stavolta il risultato è più che riuscito, seppure non in maniera pedissequa. Graficamente, entrambi i titoli sono alla base delle conversioni da precedente generazione. Iniziamo però col dire che in tal senso c’è da riconoscere a Ubisoft la giusta “furbizia” tecnica, specialmente per Black Flag, meno dettagliato rispetto a quanto visto su PS4 e One nel 2014 (si trattò infatti di un titolo cross-gen) ma dalla palette decisamente più sgargiante e pastello, perfetta per mascherare gli artifici scenografici.

Ciò comunque non toglie che i compromessi grafici di Assassin’s Creed The Rebel Collection si notino, a volte persino non poco. Entrambi i videogiochi infatti girano a una risoluzione sensibilmente minore rispetto alle origini, e se la resa dell’acqua marina rimane godibilissima, è palese come si sia dovuto “stringere” sulla resa delle onde e sulla resa generale di città e foreste. Non c’è bisogno di insistere troppo per rendersi conto del basso livello di dettaglio della vegetazione o qualche glitch nelle routine dei passanti o delle guardie.

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Chiaramente Rogue, essendo il più recente a esser stato portato su attuale generazione (con una remaster pubblicata circa un anno fa, ne parlammo qui) riesce a reggere un po’ meglio, specialmente in ambito di espressioni e dettagli facciali. Anche lui tuttavia ha piccoli difetti, come qualche “scatto” di troppo durante i caricamenti o una resa non eccellente della neve, problema che ai tempi (poi corretto dopo l’uscita) affliggeva anche la remaster di Assassin’s Creed III.

A parte queste cose, però, è piacevole e sorprendente come entrambi i videogiochi in situazioni normali non perdano mai i 30 fps, né quando agganciati al dock né tantomeno in modalità portatile. L’unica differenza che abbiano notato è un’equalizzazione delle voci in Rogue non molto ottimizzata: specialmente in modalità portatile si nota come la colonna audio di Shay sia palesemente troppo alta rispetto a quella di tutti gli altri.

Assassin’s Creed The Rebel Collection – Recensione Switch

Ancora una volta, però, Assassin’s Creed The Rebel Collection si ritrova ad affrontare sempre lo stesso nemico, ovvero la questione dei contenuti. Tecnicamente non sarebbero un problema, dato che stiamo pur sempre parlando delle due edizioni complete con inclusi anche i contenuti scaricabili ai tempi pubblicati a parte (come Grido di Libertà, che racconta la storia di Adewalé, ex quartiermastro di Edward, e le brevi missioni con Adeline de Grandpré) ma rispetto alle edizioni coeve non c’è nei fatti nessun vero extra, a parte qualche costume aggiuntivo. Per motivi di “pesantezza”, poi, sia Rogue stesso che la traccia audio italiana per entrambi i videogiochi vanno scaricati a parte, scelta non così inconsueta ma comunque che lascia intendere come l’avventura di Shay tra le due potrebbe essere quasi la più “sacrificabile”.

Infine, entrambi i giochi qui presenti difettano del multigiocatore. Chiaramente non pensiamo che tale assenza sia un discriminante così pesante, ma il fatto di non averlo incluso neanche stavolta (pure ACIII e la Ezio Collection l’avevano accantonato) conferma ancora una volta come fosse stata una caratteristica che ha lasciato il tempo che ha trovato.

+ Un doppio simulatore piratesco portatile
+ Ben adattato a entrambe le modalità della Switch
+ Un’amorevole libertà, tanti contenuti e ben due avventure complementari
- Tecnicamente poco più di un porting da settima generazione
- Nessun extra che non sia già stato visto
- Qualche incertezza nell’audio

7.9

Assassin’s Creed The Rebel Collection in realtà non porta niente di veramente nuovo, ma c’è anche da dire che era una cosa assolutamente da aspettarsi. La conversione a Nintendo Switch è stata per fortuna abbastanza indolore, pure se per entrambi i giochi sono evidenti alcuni compromessi – soprattutto grafici e tecnici. Parliamo di due edizioni complete di due titoli di qualità, seppure per molti solo Black Flag varrà il prezzo del biglietto. In ogni caso, a parte dei costumi extra e l’inclusione di tutti i contenuti, non c’è niente di veramente “in più” rispetto a quanto visto nelle altre uscite, cosa che rende questa Assassin’s Creed The Rebel Collection appetibile solo per chi dell’attuale generazione possiede solo Nintendo Switch.




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