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Immagine di The Division 2: armi ed equipaggiamento, tra moda e build

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The Division 2: armi ed equipaggiamento, tra moda e build

Guardiamo come funzionano armi ed equipaggiamento in The Division 2

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Avatar di Valentino Cinefra

a cura di Valentino Cinefra

Ex Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 14/03/2019 alle 10:25
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Il Verdetto di SpazioGames

I ferri del mestiere di The Division 2 sono ancora più divertenti da utilizzare. Il sistema di loot è generoso, e grazie ad alcune interessanti idee di Ubisoft Massive non si ha quasi mai l’impressione di aver collezionato cianfrusaglia inutile. Buona l’intuizione di utilizzare fin da subito il sistema dei set per quanto riguarda l’equipaggiamento, così da vivacizzare ulteriormente il processo di livellamento ed evitare la banale sostituzione di oggetti poco performanti con i nuovi. Peccato per gli abiti affidati quasi totalmente al negozio interno, un dettaglio sicuramente poco importante in termini di gameplay, ma che fa sicuramente la sua (pur minuscola) parte nel mosaico ludico di The Division 2.

Disponibile su: PC, PS4, XONE

Informazioni sul prodotto

Continuiamo il percorso che ci condurrà alla recensione di The Division 2, parlando dei ferri del mestiere che vi ritroverete tra le mani giocando allo shooter di Ubisoft Massive. Da buon titolo a base di loot, The Division 2 vi porrà di fronte fin da subito ad un buon quantitativo di oggetti da raccogliere, catalogare, equipaggiare, smantellare e vendere eventualmente.

Il drop è quindi generoso fin dalle prime fasi di gioco, non vi costringerà a farmare o girare per la mappa così, tanto per, visto che semplicemente giocando avrete sempre tantissime possibilità per equipaggiare il vostro Agente. Allo stesso modo, avrete tante possibilità per investire, o riciclare ciò che troverete durante le operazioni della Divisione.

L’altra buona notizia è che, contrariamente a quanto succedeva nelle fasi iniziali del precedente capitoli, in The Division 2 l’equipaggiamento non è solo questione di sostituire il nuovo al vecchio, ma è necessario riuscire a trovare la quadra tra tutte le caratteristiche che un oggetto ha a disposizione, in modo da creare la build perfetta per il proprio stile di gioco. Vediamo quindi come funziona il tutto.

The Division 2

Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio

Cominciamo inevitabilmente dalle armi. Pistole, fucili d’assalto, mitragliatori, mitra leggeri, shotgun e fucili di precisione, sono queste le categorie di armi presenti in The Division 2, che ancora una volta sono divise in categorie di rarità crescente in base al colore bianco, verde, blu, viola, giallo.

Fin da subito, però, le armi non mostrano solo i classici punteggi di danno, colpi per minuto e caricatore, ma è necessario cominciare a considerare altri fattori. C’è la balistica ad esempio, ovvero la capacità che il proiettile ha di rimanere in traiettoria sulle lunghe distanze, ma soprattutto i perk passivi che possono essere una maggior stabilità, un rateo di fuoco aumentato, oppure un bonus ai danni contro particolari tipi di nemici. Quindi, due banali fucili d’assalto “bianchi”, di quelli che si trovano fin da subito, possono presentare delle caratteristiche diverse che, a seconda del vostro stile di gioco, potrete più o meno preferire.

Stazione

Stesso discorso per l’equipaggiamento: fondina, guanti, giubbotto antiproiettile, ginocchiere, zaino e maschere antigas hanno lo stesso sistema di rarità delle armi. Per questo tipo di oggetti, però, bisogna anche tenere conto le marche dei produttori. The Division 2 riprende infatti il sistema che arrivava solo alla fine del capitolo precedente, per cui gli equipaggiamenti di alta gamma donavano bonus ulteriori nel caso si riuscisse a completare l’intero set da sei. Aggiungendo questo elemento nell’economia del gioco fin da subito, la ricerca e la collezione del loot diventa incredibilmente più stimolante, nonché più importante diventa la banale scelta di quale equipaggiamento rimpiazzare.

Non è più una questione, quindi, di controllare il valore più alto di corazza e scegliere quello migliore, ma di riuscire a creare un’armonia tra tutti gli equipaggiamenti e creare la “combo” migliore. Questo assicura una maggiore dinamicità nel classico meccanismo del loot, che stimola il giocatore sin dalle fasi iniziali di The Division 2. Inoltre, è possibile anche creare delle dotazioni pronte all’uso, in base alla build o al tipo di scontro che state per affrontare. Durante la nostra prova (siamo al livello 16, circa, mentre schiviamo) la necessità di crearle non è mai stata forte, visto che di fatto la build non è ancora completa e le differenze in termini di efficacia sarebbero talmente poche da rendere più immediato il cambio di arma al momento giusto. Nell’endgame, invece, immaginiamo sarà ben più utile poter contare su build anche molto diverse tra loro.

Armi Equipaggiamento

Bocche da fuoco personalizzate

L’altra novità di The Division 2 è che le mod influenzano stavolta più tipi di equipaggiamento. Non solo le armi, per i quali ritornano mirini, silenziatori, caricatori, accessori per la canna e quant’altro, ma anche l’equipaggiamento tattico e soprattutto le abilità (banalmente, i gadget). Anche in questo caso vari livelli di rarità e bonus passivi che, a volte, richiedono dei punteggi di statistiche minime.

Tutto ciò è coadiuvato anche dal fatto che, le mod delle armi sono condivise, quindi una volta trovate o sbloccate possono essere equipaggiate su qualsiasi arma. Discorso diverso per l’equipaggiamento, dove invece la singola mod deve essere tolta dall’oggetto precedente nel caso voglia essere impiegata di nuovo. Questo aggiunge un ulteriore strato a tutto il discorso fatto poc’anzi sul “gioco” della build. Le mod infatti possono andare a compensare i perk che non si ottengono con un set a metà, o più semplicemente compensare i malus di un equipaggiamento.

Loadout the division 2

Infine parliamo del “riciclo” degli oggetti, che rende la ricerca e l’ottenimento degli stessi un’attività molto più appagante. Oltre a smantellarli per ottenere materiali per il crafting, e venderli per ottenere crediti, in The Division 2 riceverete degli incarichi dagli Insediamenti che libererete, potenzierete, e quelli a cui farete visita. Queste assegnazioni consentono di ottenere dei progetti per potenziare gli Insediamenti stessi, ma anche per il crafting, e per completarle sarà necessario adoperarsi in incarichi in giro per Washington, ma anche consegnare materiali e pezzi di equipaggiamento. In questo modo ogni strumento raccolto in The Division 2 diventa utile in qualche modo, e non c’è mai l’impressione di avere della cianfrusaglia nel proprio inventario.

Una nota parzialmente negativa riguarda gli abiti per il nostro Agente. Premesso che si tratta di oggetti assolutamente estetici e senza nessun effetto sul gameplay, in The Division 2 se ne trovano pochissimi durante il corso del gioco rispetto al passato, perché sono ottenibili anche attraverso delle microtransazioni. Se, come il sottoscritto, avete un feticismo per i cambi d’abito ed i collezionabili di questo motivo, la scelta di Ubisoft Massive in questo senso potrebbe infastidirvi.

I ferri del mestiere di The Division 2 sono ancora più divertenti da utilizzare. Il sistema di loot è generoso, e grazie ad alcune interessanti idee di Ubisoft Massive non si ha quasi mai l’impressione di aver collezionato cianfrusaglia inutile. Buona l’intuizione di utilizzare fin da subito il sistema dei set per quanto riguarda l’equipaggiamento, così da vivacizzare ulteriormente il processo di livellamento ed evitare la banale sostituzione di oggetti poco performanti con i nuovi. Peccato per gli abiti affidati quasi totalmente al negozio interno, un dettaglio sicuramente poco importante in termini di gameplay, ma che fa sicuramente la sua (pur minuscola) parte nel mosaico ludico di The Division 2.

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