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Pro
- Fisica eccellente.
- Possibilità di modding notevoli.
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Contro
- Graficamente lascia a desiderare.
- Riuscirà a convincere gli appassionati?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Entrare nel mercato dei simulatori di guida nel 2025 è un atto certamente di coraggio. Dopotutto si tratta di un mondo spietato, un luogo dove giochi come come Assetto Corsa e iRacing hanno costruito certezze difficilmente superabili, difese da community devote e modelli fisici affinati in un decennio. Per un nuovo contendente, insomma, non basta essere "buono". Bisogna essere diversi, ambiziosi e, soprattutto, tecnicamente inattaccabili.
In questo scenario nasce Project Motor Racing, un titolo che, fin dal suo annuncio, si è presentato come un titolo molto interessante.
A guidare il progetto c'è Straight4 Studios, ma il nome che tutti conoscono e che ha generato curiosità è certamente quello del publisher: GIANTS Software. Sì, i maestri indiscussi della simulazione agricola, il team che ha trasformato Farming Simulator in un fenomeno globale. Il motore grafico che ha reso giustizia a trattori e mietitrebbie viene ora spinto al limite per replicare l'asfalto scansionato di circuiti internazionali.
Il patto dei due motori
Partiamo dal vero protagonista della simulazione, ovvero il cuore pulsante che definisce l'intera esperienza, un motore fisico completamente nuovo e proprietario: l'Hadron Physics Engine.
Facendola breve, gli sviluppatori non si accontentano di simulare il comportamento di un'auto tramite scorciatoie e valori pre-calcolati; promettono di calcolarlo da zero in tempo reale, basandosi sui principi primi della fisica. Roba non da poco.
Ma come ci riesce? La simulazione, che gira a frequenze elevate, permette al sistema di cogliere sfumature impercettibili e di far emergere comportamenti realistici dall'interazione complessa tra i componenti: la torsione del telaio, la deformazione della spalla del pneumatico, la complessa fluidodinamica del motore e dell'aerodinamica.
Questo approccio si traduce in un'esperienza di guida che è, senza mezzi termini, spartana, seriosa e che non fa sconti. È un titolo che non vuole compiacere, ma sfidare.
Avendo avuto modo di testare il gioco in una postazione completa di volante e pedaliera, l'esperienza si è dimostrata immediatamente solida e, per chi ama il genere, incredibilmente divertente.
Il modello fisico è "punitivo" nel senso più corretto del termine: ogni input ha una conseguenza chiara e tangibile. Tenere l'auto stabile in uscita di curva, gestire il sovrasterzo di potenza o semplicemente non bloccare le ruote in frenata non è affatto semplice. Disattivando completamente gli aiuti, la difficoltà è tarata decisamente verso l'alto.
Questa è un'ottima notizia per gli appassionati che cercano una sfida impegnativa, un "soffitto" di abilità altissimo e un comportamento del veicolo che premi la costanza e la precisione.
Sorprendentemente, però, il titolo non chiude la porta in faccia a chi preferisce il controller. A patto di mantenere attivi i giusti aiuti (che agiscono in modo intelligente senza snaturare la fisica), l'esperienza si è rivelata piacevole e gestibile. Sia chiaro: tentare di guidare "tutto spento" con il pad resta un'impresa quasi impossibile, un esercizio di frustrazione.
Questo chiarisce la natura del progetto già dichiarata in apertura: siamo di fronte a un simulatore puro, che richiede un approccio serio e impegnato. Se pensate di giocare a un titolo sulla scia di Forza Motorsport o Gran Turismo, è meglio che lasciate stare. Quei titoli sono "sim-cade" eccellenti, progettati per essere accessibili e spettacolari. Qui, invece, il livello è molto più alto, la curva di apprendimento è ripida e la somiglianza con la guida "vera" è decisamente più palpabile.
Ma un simulatore, per quanto ottima sia la sua fisica, vive di contenuti. Al lancio, Project Motor Racing mette sul tavolo una base di partenza solida: 70+ veicoli e 28 layout scansionati in 18 località. La selezione delle classi è musica per le orecchie degli appassionati di endurance e corse storiche: si spazia dalle modernissime LMDh alle gloriose GT3 e GT1, fino alle leggendarie Gruppo C e alle brutali IMSA GTO. Una scelta curata che punta più alla qualità e alla pertinenza storica che al mero numero.
C'è però una nota dolente che stona con le ambizioni puriste del titolo: alcune piste non avranno licenze ufficiali. Questo significa che, accanto a circuiti reali scansionati al laser, ci troveremo a correre su tracciati "puramente ispirati" a controparti reali.
Il fulcro dell'esperienza single-player sarà una Carriera manageriale profonda. Non si tratterà solo di vincere gare, ma di gestire un'intera scuderia.
La scelta della base operativa (Europa, Nord America o Asia) influenzerà la logistica, i costi di trasporto e le sponsorizzazioni. Bisognerà gestire budget, negoziare con sponsor, investire in ricerca e sviluppo e ampliare le strutture, con ogni decisione che avrà un impatto finanziario tangibile sulla stagione.
Per chi vive di competizione, infine, c'è il multiplayer con tanto di cross-platform, una caratteristica fondamentale per unire le community di PC e console. A questo si aggiunge un sistema di classificazione dei piloti (presumibilmente basato su skill e correttezza, per garantire gare pulite), eventi di gara programmati e la possibilità di creare lobby personalizzate.
L'arma segreta di GIANTS
Fin qui, Project Motor Racing suona come un simulatore competente e ambizioso. Ma ha un asso nella manica che la concorrenza, specialmente su console, non possiede: l'eredità modding di GIANTS.
Farming Simulator prospera grazie a una community di modder sconfinata, supportata da un tool potente come il GIANTS Editor. PMR eredita questa infrastruttura. Il gioco supporterà pienamente i mod fin dal lancio, su tutte le piattaforme.
Questo è un punto di svolta perché consente la possibilità per la community di creare e condividere auto, piste e livree espande la longevità del titolo all'infinito, trasformandolo da un gioco a un vero e proprio "hub" per il sim-racing.