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Pro
- Tecnicamente ineccepibile, senza inciampi evidenti.
- Il path tracing cambia radicalmente la qualità dell'opera...
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Contro
- ... ma è davvero per pochi, vista la pesantezza.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PS5, XSX, PC, SWITCH2
Informazioni sul prodotto
Con Capcom tornata di prepotenza in stato di grazia già da diversi anni, con un progettualità invidiabile e con una qualità dei progetti su cui c'è davvero poco di cui lamentarsi, anche le nuove IP fiorenti riescono in breve tempo a conquistare la fiducia dei giocatori.
D'altra parte, quando persino i nuovi franchise riescono ad appaiarsi alla qualità delle serie di punta, non c'è nemmeno da restare troppo meravigliati, a dimostrazione del fatto che ormai farebbe notizia solo un eventuale gioco sbagliato dalla casa di Osaka.
Pragmata è riuscito a coniugare con grande efficacia la sua natura ibrida tra action e puzzle-game in tempo reale, dimostrando che anche il coraggio per la sperimentazione non manca affatto. vediamo insieme se anche su PC (con la potenza di NVIDIA) la nuova creatura di Capcom è riuscita a tenere il passo o se abbiamo notato qualche sbavatura di troppo.
Bello, ma come gira su PC?
Pragmata si presenta su PC come un progetto tecnologicamente ambizioso, chiaramente costruito per fungere sia da vetrina per le capacità più avanzate del RE Engine sia da banco di prova per soluzioni di rendering moderne, specie su hardware NVIDIA.
Dal punto di vista strettamente grafico, il titolo adotta un approccio ibrido tra fotorealismo e stilizzazione cinematografica, con una forte enfasi su materiali complessi, illuminazione dinamica e gestione avanzata delle superfici riflettenti, elementi che su PC emergono con maggiore evidenza grazie alla scalabilità delle impostazioni e al supporto senza compromessi per hardware di fascia alta.
Il RE Engine, già noto per l’ottima ottimizzazione e la resa pulita delle immagini, qui viene spinto verso un uso più massiccio di tecniche di illuminazione globale. E proprio la resa delle luci è uno degli aspetti più convincenti della versione PC: le fonti luminose artificiali interagiscono con le superfici metalliche e sintetiche degli ambienti lunari creando riflessi morbidi ma fisicamente plausibili, mentre la diffusione della luce indiretta contribuisce a dare profondità agli spazi chiusi, evitando l’effetto un po' piatto che è tipico di molti titoli che si affidano a tecniche di illuminazione pre-computata.
Sul fronte delle texture, Pragmata utilizza asset ad altissima risoluzione, con un uso evidente di texture streaming intelligente che consente di mantenere elevata la qualità anche in presenza di movimenti rapidi della telecamera.
I modelli poligonali dei personaggi risultano estremamente dettagliati, con una densità geometrica che permette animazioni facciali credibili e una gestione accurata delle micro-espressioni, anche se il vero salto qualitativo è rappresentato dagli shader della pelle e dei materiali compositi, che sfruttano subsurface scattering e riflessi multilivello per restituire un aspetto tangibile e realistico.
Le superfici metalliche e i materiali sintetici, elementi centrali nell’estetica del gioco e letteralmente piazzati ovunque lungo gli scenari, beneficiano di un sistema di shading basato su PBR molto raffinato. Dal punto di vista del ray tracing, Pragmata su PC offre diverse opzioni configurabili, includendo riflessi, ombre migliorate e una forma di illuminazione globale avanzata con un impatto prestazionale significativo ma scalabile.
Path Tracing da urlo
Su GPU di fascia alta, l’abilitazione completa di queste tecnologie porta a un salto qualitativo evidente, soprattutto nella gestione delle superfici riflettenti e nella coerenza dell’illuminazione indiretta, mentre su hardware medio è possibile bilanciare qualità e performance grazie a preset ben calibrati.
Un ruolo fondamentale è giocato anche dalle tecniche di upscaling: il titolo supporta soluzioni come DLSS, FSR o equivalenti proprietari, permettendo di mantenere frame rate elevati senza sacrificare eccessivamente la nitidezza dell’immagine, con risultati particolarmente efficaci nelle modalità di qualità superiore, dove l’immagine ricostruita si avvicina molto alla risoluzione nativa.
La gestione dell’anti-aliasing è altrettanto curata, con un TAA stabile che riduce shimmering e artefatti senza introdurre eccessiva sfocatura, anche se in alcune condizioni di movimento rapido si può percepire una leggera perdita di dettaglio, tipica di questa tecnologia.
Dal punto di vista delle prestazioni, Pragmata dimostra una buona scalabilità su PC, con un utilizzo efficiente della CPU grazie a una distribuzione equilibrata dei carichi tra i core, mentre la GPU rimane il principale collo di bottiglia nelle configurazioni più spinte, soprattutto con il ray tracing attivo.
La gestione della memoria appare ottimizzata grazie a un uso intelligente della VRAM che evita saturazioni improvvise, anche se temiamo che configurazioni con minore generosità potrebbero incontrare limitazioni non da poco nelle impostazioni ultra.
L’engine mostra inoltre un buon comportamento in termini di frame pacing, con una fluidità generalmente stabile e poche oscillazioni evidenti, segno di un lavoro accurato sull’ottimizzazione lato PC, storicamente uno dei punti di forza di Capcom (a parte rari casi).
Sul piano artistico, il comparto grafico riesce a distinguersi non solo per la qualità tecnica ma anche per la direzione estetica, che combina ambienti futuristici con una certa sensibilità cinematografica, enfatizzata da un uso sapiente della profondità di campo, del motion blur e del color grading, tutti elementi configurabili su PC per adattarsi alle preferenze dell’utente.
Ottime anche le animazioni, supportate da un sistema di motion capture avanzato, che si integrano bene con il rendering, evitando dissonanze tra modelli e movimento. Gli effetti particellari, come polvere, detriti e fenomeni atmosferici, contribuiscono a dare vita agli ambienti senza incidere in modo eccessivo sulle prestazioni grazie a tecniche di ottimizzazione come il culling dinamico e la riduzione del dettaglio a distanza.
Provato su una NVIDIA RTX 5080, Pragmata è davvero uno spettacolo con pochissimi punti deboli; il RE Engine, già ampiamente consolidato, viene qui portato verso una trasformazione più radicale rispetto ai giochi precedenti. Il path tracing è realmente analizzabile come soluzione di riferimento per la qualità visiva assoluta.
In modalità raster tradizionale con ray tracing selettivo attivo, Pragmata mostra già una solidità notevole nella gestione della luce globale e dei riflessi, ma è quando si passa al vero livello successivo che il gioco si rivela come uno showcase tecnologico: le superfici lunari, gli interni metallici e gli ambienti industriali diventano completamente coerenti dal punto di vista fotometrico, con una gestione della luce indiretta che elimina quasi del tutto la necessità di artifizi tecnici, sostituiti da un sistema dinamico che ricalcola il comportamento della luce in tempo reale.
Sulla nostra scheda grafica NVIDIA, pur avendo un impatto sul carico prestazionale piuttosto ingente, Pragmata diventa visivamente impressionante. Col salto qualitativo rappresentato dal path tracing, gli scenari acquisiscono una profondità che non è più ottenuta tramite approssimazioni ma tramite accumulo reale di informazioni luminose.
Dal punto di vista prestazionale, su una configurazione di fascia alta come la nostra, il vero limite non è più la potenza computazionale pura della GPU ma la capacità del motore di mantenere stabilità nel denoising e nella ricostruzione temporale del segnale luminoso, perché il path tracing introduce inevitabilmente rumore intrinseco che deve essere filtrato in tempo reale.
Qui il RE Engine mostra una maturità interessante, utilizzando probabilmente una combinazione di denoiser spaziali e temporali assistiti da machine learning, che permettono di ridurre il flickering e mantenere la stabilità dell’immagine anche in scene ad alta complessità volumetrica.
In termini di scalabilità, Pragmata su PC con NVIDIA mostra un comportamento interessante perché non degrada in modo lineare ma per soglie: sotto un certo livello di complessità, il gioco resta relativamente accessibile anche su hardware meno recente, mentre sopra una certa soglia l’esperienza cambia qualitativamente in modo netto, soprattutto con path tracing attivo.
Se volete saperne di più sul gioco recuperate la recensione della versione PS5 e quella della versione Switch 2.