Zombie Army 4: Dead War, l’alba dei morti nazisti – Recensione

Zombie Army 4: Dead War riesce a mantenere inalterato lo spirito della serie e apporta qualche miglioria alla formula. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 10 Febbraio 2020 - 10:53

Zombie Army 4: Dead War rinverdisce la saga nata come spin-off di Sniper Elite, dimostrando come Rebellion voglia mantenere ben saldi gli elementi chiave che hanno decretato il suo successo. Dopo un consistente numero di capitoli era tuttavia lecito aspettarsi dei miglioramenti alla formula, ma la di là di un poche novità che rendono più varie e appaganti le partite, gli sviluppatori hanno scelto un approccio estremamente conservativo, puntando sul sicuro e senza rischiare alcunché.

Nazi zombie on the road

Il canovaccio narrativo di Zombie Army 4: Dead War ricalca pedissequamente gli stilemi visti in diversi film horror a cavallo tra il trash e la commedia, mettendo in scena una reinterpretazione del secondo conflitto mondiale in cui il Führer, ormai braccato dagli Alleati, si gioca la carta della negromanzia per risvegliare orde di non-morti nazisti come truppe d’assalto. In un’ucronia cucita addosso al Reich che fa sorridere, dunque, la Germania nazista riesce a conquistare l’intera Europa a eccezione dell’Italia, che è il palcoscenico in cui si disputano le battaglie all’ultimo sangue di Zombie Army 4: Dead War.

Com’è facile intuire, la premessa narrativa diventa ben presto una scusa per lanciarsi nei teatri di guerra nostrani e affrontare ondate di zombi e mostruosità che bisogna eliminare una volta per tutte. La caratterizzazione degli ambienti fa però emergere tutta la difficoltà degli sviluppatori nel saper dipingere i tratti distintivi del Bel Paese, e tra Milano, Venezia e Napoli non c’è davvero nulla che possa identificare in maniera chiara degli scorci che sarebbero potuti appartenere a qualunque altra nazione. Ad esclusione, ovviamente, dei soliti cliché che abbondano.

Zombie Army 4: Dead War, l’alba dei morti nazisti – Recensione

La struttura di Zombie Army 4: Dead War non si allontana dagli altri episodi della serie e mantiene una progressione di gioco a compartimenti stagni, con zone franche a inframmezzare una continua – e troppo spesso ripetitiva – mattanza con armi da fuoco, trappole, esplosivi e qualche colpo melée ben assestato. Tra fucili da cecchino, fucili a pompa, mitragliatrici e pistole, avrete sempre un buon assortimento e diverse occasioni di migliorare le vostre bocche da fuoco tramite un tavolo da lavoro multiuso.

Giocano un ruolo chiave anche le abilità, attraverso cui è possibile sbilanciare il proprio stile verso le combo di uccisioni consecutive, la difesa o l’attacco, con sperimentazioni strategiche che potranno tornarvi utili nei momenti in cui sarete davvero con le spalle al muro. In Zombie Army 4: Dead War capiterà spesso, perché le ondate che sbucheranno letteralmente da tutte le parti non mancheranno di certo, soprattutto se siete pronti ad affrontare il gioco alla massima difficoltà e da soli, che com’è facile intuire è un’impresa più complicata rispetto alla coop in cui ci si può dare manforte e copertura reciproca. Va detto a tal proposito che Zombie Army 4: Dead War riesce a gestire bene gli equilibri di gioco sia in una che nell’altra modalità, offrendo una buona curva della difficoltà e un bilanciamento ottimale.

Zombie Army 4: Dead War, l’alba dei morti nazisti – Recensione

Non morti alla conquista del mondo

Il buon sistema di progressione, che consente di migliorare precisione, potenza, numero di proiettili trasportabili e gadget da montare alle armi, non cede mai il passo a facilitazioni spropositate, e anzi bisogna gestire bene le munizioni tutte le volte che è possibile. Nelle arene è infatti possibile sparare a barili esplosivi, a bandierine che attivano trappole elettrificate e sirene, che hanno l’indubbio vantaggio di farvi rifiatare e di smorzare la frenesia e gli sprechi inutili.

Le variazioni di gioco, in Zombie Army 4: Dead War, sono in verità poche. Al di là di alcune sessioni dove bisogna eliminare cecchini, affrontare delle boss fight e altre sorprese che non vi sveliamo, si tratta di un titolo estremamente lineare e dichiaratamente arcade, che non va troppo per il sottile. Sebbene siano stati risolti alcuni problemi che affliggevano i precedenti capitoli, come delle difficoltà a difendersi quando i nemici erano in prossimità del giocatore, si segnalano alcune balbuzie con l’interazione delle casse, che dovrebbe al contrario essere qualcosa di immediato e fluido, visto che la perdita di qualche secondo in più potrebbe causare qualche problema imprevisto.

Zombie Army 4: Dead War, l’alba dei morti nazisti – Recensione

Inoltre, Zombie Army 4: Dead War  non fa granché per nascondere il riciclo di alcuni asset, che ritornano per questioni pratiche e per far fronte a un budget non di certo elevato, ma senza dubbio adatto a una produzione che non ha obiettivi eclatanti, a parte divertire e intrattenere per una decine di ore durante la campagna e per altre in co-op e durante la modalità orda.

Quest’ultima non ha chiaramente le stesse qualità viste per esempio in Gears of War, ma si difende piuttosto bene, soprattutto quando diverse tipologie di nemici vi attaccheranno tutte assieme e dovrete pregare di avere in mano la soluzione giusta per contravvenire a situazioni che possono precipitare in pochi istanti.

+ Divertente e ben bilanciato sia in single player, sia in co-op
+ Diverse migliorie alla formula, risolte alcune problematiche note...
- ... Ma non tutte, come certe interazioni non proprio immediate
- Per gran parte del gioco, nonostante gli sforzi per variare le missioni, si incappa in fasi molto ripetitive
- Controlli un po' ingessati

7.3

Zombie Army 4: Dead War è il miglior capitolo della serie. Nonostante non apporti significativi cambiamenti alla formula, che per larghi tratti risulta un po’ stantia e ripetitiva, riesce a divertire sia in singolo, sia in cooperativa. Se dovesse avere successo anche questa quarta iterazione, è chiaro che la serie avrà bisogno di un’importante svecchiata, ma al momento Zombie Army 4: Dead War regala tutto ciò che ogni fan degli shooter viscerali si aspetta da un titolo del genere.




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