Yoshi’s Crafted World Provato

Da sviluppatori a maestri del bricolage in Yoshi's Crafted World.

Provato
A cura di Matteo Bussani - 18 Febbraio 2019 - 15:00

Immaginate gli sviluppatori Nintendo come dei gran maestri del bricolage, e di vivere un’avventura di Yoshi totalmente immersi in un gigantesco modo colorato creato da loro. Bene, questa è esattamente la sensazione che vivrete non appena entrerete in Yoshi’s Crafted World.
Un meraviglioso mondo di cartone e di scatole di latta colorate: marchingegni, percorsi e salti, si alternano per mettere alla prova il nostro piccolo draghetto verde.
In realtà, “mettere alla prova” è proprio impossibile, perché nel gioco non ci sono difficoltà insormontabili, anzi, il tutto è realizzato escludendo ogni tipo di difficoltà legata al platforming. Sarà la sete di collezionabili e del completamento al 100% a portare il giocatore a vivere ogni occasione mancata come una sconfitta. Aspetto che, titolo dopo titolo, si sta confermando come il mantra prediletto delle avventure di Yoshi.

Anche in questo caso, infatti, come per molti altri titoli Nintendo, ci si ritrova a che fare con una certa stratificazione  del gameplay che scala a seconda della consapevolezza del giocatore, e va a stuzzicare l’interesse di generazioni di giocatori completamente diverse.

Yoshi's Crafted World

 

Master of Bricolage

In Yoshi’s Crafted World avremo a che fare con un mondo di gioco, come scrivevamo sopra, completamente realizzato a suon di bricolage. Questo punto di partenza è stato usato dai ragazzi di Nintendo per volare con la fantasia e costruire un sacco di nuove meccaniche intorno al core del gameplay di Yoshi. Il draghetto salta, mangia, produce uova e le lancia. E fin qui nulla di nuovo. Ma il modo in cui,  con queste meccaniche, interagisce con il mondo di gioco dà il vero valore aggiunto al titolo.

Prima di tutto un mondo di cartone e di lattine non è completamente fisso. Molti elementi sono appoggiati o appesi e se colpiti possono rivelare quello che c’è dietro. All’interno del livello gli elementi della “scenografia” possono essere disposti su un piano parallelo a quello di Yoshi, sul fondo o sulla parete frontale. Non possono essere raggiunti dal nostro, ma possono essere raggiunti dalle sue uova. Il cursore, una volta passati sopra all’oggetto da colpire, cambia colore e dimensione, lasciandoci intuire che il colpo non andrebbe a vuoto.

Ci vuole un attimo prima di entrare in questo meccanismo di ricerca su più livelli, perché tra l’altro c’è un leggero effetto ottico di sfocatura del primo piano e dello sfondo, come sarebbe nella realtà, e molti elementi a un primo sguardo si perdono facilmente. I principali oggetti della ricerca sono i fiori, in numero limitato nel livello, le monete rosse e le monete normali. Si cerca sempreun modo per svelare tutti i segreti dei livelli e trovare tutti i collezionabili.

Flipside

 

The Dark Side of Cartone

La seconda considerazione che è nata nell’immaginare un mondo realizzato a suon di cartoni riciclati e confezioni di plastica, è che la parte frontale è l’unica veramente curata per la composizione dell’immagine. Il retro talvolta non viene colorato completamente o coperto come il davanti. Si vedono i pezzi non colorati, i dettagli strutturali delle costruzioni, addirittura le marche delle lattine. Ed è esattamente quello che vedremo quando affronteremo i livelli “reversed” dell’avventura di Yoshi’s Crafted World, ripercorrendoli al contrario, probabilmente con altri obiettivi rispetto a quelli iniziali.
I livelli “standard”,  non sono gli unici dell’avventura, ma tra i “reversed”, quelli a tempo e altri che non abbiamo visto, è stata promessa una certa varietà al giocatore. C’è anche da dire che, dei tre che abbiamo visto, quelli classici ci sono sembrati i più promettenti: in grado di mettere in mostra davvero la teoria della stratificazione di Nintendo, proponendo un livello di sfida appagante.

Coop Yoshi's Crafted World

In ogni momento un secondo giocatore, con un joy-con collegato può entrare in partita e unirsi. In questo caso cambiano un po’ le carte in tavola. I giocatori possono salire l’uno sopra l’altro e fare salti combinati per arrivare più in alto, chi sta in groppa può lanciare infinite uova e ci si può mangiare a vicenda per lanciarsi. C’è tutta una serie di aiuti, che rende ancora più facile il gioco e semplifica di molto la scoperta degli oggetti. Anche perché con uova infinite e due lanciatori, si dimezza il tempo per la ricerca, e si riduce a zero la possibilità di perderne qualcuno.

Yoshi’s Crafted World, quasi a non volere tradire la serie a cui appartiene, mantiene un solidissimo valore stilistico. L’idea del cartone e la realizzazione sono encomiabili, dimostrando come al solito che basta poco per trovare la giusta chiave di lettura per un nuovo titolo di un personaggio che ritorna da anni sulle console Nintendo. Dove non siamo pienamente convinti, però, è sulla resa tecnica, forse un po’ grezza (intesa proprio come pulizia dell’immagine) rispetto a quello a cui siamo abituati. C’è anche da dire che stavamo provando una versione demo che sicuramente non apparteneva al gioco completo.

Yoshi’s Crafted World è un’opera di bricolage che ci ha incuriosito più delle aspettative. Giocare sui piani di un’immagine alla ricerca di collezionabili ha impreziosito il platforming di Yoshi che, per target, finisce sempre con l’avere un tasso di sfida troppo basso. Le idee che si celano dietro ai puzzle, intrinseche nella natura dei livelli “fatti in casa”, danno quella frizzantezza al gameplay di cui c’era bisogno. Ovviamente è solo un assaggio, e bisogna capire se le idee si fermano o qui la fantasia di Nintendo nel ruolo di maestri del bricolage è lungi dall’essere esaurita, ma solo una prova più approfondita potrà portarci a queste conclusioni. In ogni caso la prima impressione è buona, il che è già un ottimo inizio, e se volete potete confermarla da voi con la demo gratuita che è disponibile sul Nintendo Shop.




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