Yo-Kai Watch 3 Recensione | Due continenti, due eroi

Recensione
A cura di DottorKillex - 8 Dicembre 2018 - 10:37

Un vecchio adagio dice che “non c’è due senza tre” e, dato il successo planetario (e multimediale) del franchise Yo-Kai Watch, si trattava solamente di tempo affinché la versione occidentale del terzo capitolo (battezzato in patria Sushi/Tempura/Sukiyaki nella tripla versione) si materializzasse sugli schermi dei nostri, mai domi, 3DS.
Dopo aver passato tutta l’ultima settimana di nuovo alla caccia di spiritelli (stavolta non solo nipponici) siamo pronti a dirvi cosa ne pensiamo, soprattutto alla luce dell’accoglienza tiepidina riservata da critica e pubblico al recente spin-off Blasters.
Buona lettura!

Yo-Kai Watch 3 RecensioneDue storie, due protagonisti

Racchiuso in un capitolo unico, dopo l’esperimento triplo visto con il secondo episodio (sulla falsariga dei Pokemon di Game Freak), Yo-Kai Watch 3 in questa versione occidentale si candida a diventare il più corposo episodio del franchise fin qui, con un totale di oltre seicento spiriti da catturare e una doppia main quest, che alza l’asticella della longevità complessiva rispetto alla media della serie.
Eh sì, perché questa volta, oltre al già noto Nathan, il giocatore sarà chiamato a vestire i buffi panni di una detective sui generis, Hailey Anne Thomas, che, curiosamente, si scambierà di posto con il vecchio protagonista:dopo aver scorrazzato in lungo ed in largo per Valdoro nel corso dei primi due episodi, infatti, Nathan sarà costretto a trasferirsi negli Stati Uniti per seguire l’evoluzione della carriera del padre, laddove la nuova eroina tornerà invece nella ridente cittadina già teatro delle vicende raccontate nei primi due episodi del franchise.
Ovviamente il fulcro dell’esperienza è ancora rappresentato dalla cattura e dalla collezione di Yo-Kai che, inaspettatamente, hanno varcato i confini giapponesi per infestare anche la patria di George Washington: l’espediente narrativo utilizzato dal team di sviluppo è che il nuovo orologio Yo-Kai di fabbricazione americana non tiene conto dei progressi salvati in quello nipponico in possesso di Nathan, costringendolo così a ricominciare da zero una volta ancora.
Più che per l’intreccio in sé, che si rivela comunque il più interessante del trittico di giochi finora proposti, a stupire sono i valori produttivi e la cura riposti nella caratterizzazione dei personaggi, nel doppiaggio e nella localizzazione italiana, che si rivelano di primissimo livello nonostante le limitazioni imposte dal vetusto hardware della console ospite, a pochi mesi dal compimento dell’ottavo compleanno.
Un po’ come per i due precedenti capitoli, insomma, difficilmente chi giocherà Yo-Kai Watch 3 lo farà per la complessità della trama o per la profondità dei personaggi, ma è piacevole constatare come Level 5 e Nintendo ripongano cotanta cura in un prodotto destinato a fasce di pubblico più giovani.

Yo-Kai Watch 3 Recensione

Aggiunte e rifiniture

Da parte nostra, la migliore scelta di design di questo terzo capitolo è rappresentata dall’aver conservato il peculiare combat system della serie, senza uniformarsi (come faceva, invece, il recente spin-off Blasters) a tanti altri giochi di ruolo presenti sul mercato.
La conseguenza più diretta di questa scelta è che coloro i quali non avevano amato il sistema di combattimento proposto, bollandolo come troppo passivo, difficilmente cambieranno idea con questa iterazione; nel contempo, però, gli appassionati del brand troveranno che le piccole modifiche e le aggiunte portate in dote da Yo-Kai Watch 3 ne rendono i combattimenti i più divertenti della serie.
A fronte di Yo-kai che combattono ancora in totale autonomia, comportandosi a seconda della tribù di appartenenza (ce ne sono otto) e del carattere, l’introduzione di una griglia tattica 3×3 sullo schermo inferiore contribuisce ad arricchire le opzioni tattiche a disposizione del giocatore, che veste sempre più il ruolo di deus ex machina: spostare i propri combattenti al momento giusto diviene presto una necessità piuttosto che un diversivo tattico, perché molti mostri, soprattutto boss e mini boss, caricheranno attacchi ad area per uno o più turni.
Se, nella frenesia della battaglia, al giocatore dovesse sfuggire il momento propizio per spostare i propri Yo-Kai dal raggio d’azione di una di queste mosse, i risultati sarebbero catastrofici; peraltro, il posizionamento di due spiriti affini sblocca abilità passive ed attive uniche, che tornano molto utili nelle fasi finali dell’avventura, quando il livello di difficoltà, estremamente abbordabile lungo tutto il corso dell’avventura, propone un paio di scontri un pizzico più impegnativi.

Yo-Kai Watch 3 Recensione

Il gran numero di mostri collezionabili e la presenza di due storie da portare a termine riesce a mascherare la totale assenza delle missioni secondarie viste nei primi due titoli, e, come se non bastasse, l’introduzione di inediti e spassosi eventi opzionali riesce a divertire anche nelle fasi di stanca delle main quest, dalla Notte con gli Zombi, in cui il buio cala all’improvviso e al giocatore tocca martellare improbabili non-morti, al ritorno del mini gioco elevato a titolo completo nel già citato spin-off Blasters.
Su una console che ha dato il meglio e si avvicina a grandi passi alla pensione, ci sembra davvero difficile chiedere di più, e il gameplay loop al cuore di Yo-Kai Watch 3 funziona ancora egregiamente, tra la cattura degli spiritelli, i combattimenti, i dialoghi fuori di testa e il micromanagement mai troppo esigente delle proprie truppe.
Cionondimeno, dal nuovo episodio in sviluppo per Switch, presumibilmente in arrivo durante l’anno venturo, è lecito aspettarsi un rinnovamento di certe meccaniche (le modalità con cui catturare nuovi spiriti su tutte) ed un ulteriore, consistente ampliamento di tutti gli aspetti che già funzionano, dal combat system all’estrema cura per dettagli solo apparentemente insignificanti.

Yo-Kai Watch 3 Recensione | Due continenti, due eroi

Canto del cigno

Yo-Kai Watch 3 porta a compimento il percorso artistico e tecnico iniziato diversi anni fa in Giappone e solo più recentemente in Europa con l’uscita del primogenito: tutto, dai modelli alle strutture poligonali, passando per il comparto animazioni, si pone al vertice delle produzioni per Nintendo 3DS, spremuto dai grafici di Level 5 come un limone.
La palette cromatica ricchissima, una colonna sonora strabiliante nel riproporre remix di motivetti storici e melodie inedite e il già citato, eccellente lavoro di localizzazione giovano enormemente al confezionamento del prodotto, inattaccabile sotto tutti i punti di vista.
Il nostro voto finale intende anche premiare la scelta di proporre una versione unica in luogo delle tre del secondo capitolo, perché, nel tentativo di farsi perdonare dai giocatori occidentali la lunga attesa con un plus valore notevole, Level 5 e Nintendo hanno dato vita ad un prodotto vastissimo, capace di tenere impegnati per una buona trentina di ore, ulteriormente allungabili da quanti volessero completare il proprio Medaglium.

+ Il titolo più grande ed ambizioso della serie
+ Combat system rifinito
+ Valori produttivi ottimi per 3DS
+ Longevità estesa
- Conservativo
- Ancora un po' troppo facile

8.1

Senza sforzi titanici, puntando tutto sulla quantità di contenuti e sull’eccellente lavoro di localizzazione e confezionamento, Level 5 e Nintendo propongono ai fan della serie il miglior episodio che abbia toccato i lidi occidentali, forti di una struttura di gioco invecchiata bene nell’ultimo lustro.

Nonostante Yo-Kai Watch 3 rappresenti quindi la bibbia che ogni appassionato del franchise non dovrebbe farsi sfuggire, ci aspettiamo di vedere svecchiati e migliorati certi aspetti del gameplay nelle prossime iterazioni, a partire dall’episodio per Switch già annunciato ma ancora avvolto nel mistero.

Fino a quella fatidica data, comunque, avrete di che giocare, tra oltre seicento Yo-Kai, due campagne e diversi minigiochi da portare a termine.




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