Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

Kiryu and friends

Recensione
A cura di DottorKillex - 9 Dicembre 2019 - 11:18

Dopo l’uscita, a fine agosto, di Yakuza 3 Remastered e la nostra conseguente recensione, eccoci arrivati al quarto episodio della saga di Kazuma Kiryu, rilasciato qualche settimana fa per coloro i quali avessero acquistato tutto il pacchetto della Yakuza Remastered Collection. Yakuza 4 Remastered riporta sull’ammiraglia Sony l’opera corale di Ryu Ga Gotoku Studio, che debuttò nel 2010 in Giappone per poi giungere un anno dopo sul suolo europeo, in esclusiva per PS3.
Varrà la pena tornare, ancora una volta, a Kamurocho?

Quattro personaggi in cerca d’autore

Quattro storie, che apparentemente condividono solamente l’ambientazione, la lurida Kamurocho, e il sangue, minimo comune denominatore di ognuna di esse, finiscono con l’incrociarsi, intrecciando i destini di quattro uomini assai diversi tra loro ma con qualcosa in comune – il senso della giustizia.

Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

Shun Akiyama, dietro la faccia da belloccio e i vestiti firmati, nasconde la voracità e la pericolosità dello strozzino, tanto sorridente quanto implacabile: ma che succede quando a proporgli un affare apparentemente molto svantaggioso è una donna estremamente affascinante, che su di lui sembra avere un certo ascendente?

Masayoshi Tanimura, dal canto suo, è un poliziotto che, un po’ come Kazuma, passeggia sempre sulla sottile linea che divide il bene, che egli sarebbe chiamato a rappresentare, ed il male, che prende la forma della comunità di immigrati irregolari che affollano le strade di Kamurocho.
Oltre al Dragone di Dojima, chiude il cerchio un altro personaggio dotato di grande carisma, Taiga Saejima, fratello di sangue di Goro Majima, appena evaso da un carcere di massima sicurezza per aver sterminato diciotto persone.

Nei panni di queste personalità così differenti, il giocatore dovrà farsi strada lungo una campagna articolata e complessa, suddivisa in ben diciassette capitoli (gran finale compreso) che ha l’unica colpa di non culminare in una boss fight finale memorabile quanto quella di altri episodi del franchise, a partire dal recente Yakuza Kiwami 2.

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Nondimeno, Yakuza 4 Remastered conserva tutti gli ingredienti che hanno reso la saga una delle più amate e longeve di casa Sega, dai tradimenti ai doppi giochi, passando per una miriade di figure grigie e di situazioni in cui si fatica a distinguere chiaramente tra i buoni e i cattivi. Rispetto alle ultime uscite, arricchite soprattutto dal punto di vista delle quest secondarie e dei dialoghi aggiuntivi, la trama non sfigura, sfoggiando con naturalezza un intreccio abbastanza complesso e un buon numero di colpi di scena difficilmente prevedibili, accanto ad altri che, invece, risultano piuttosto telefonati per quanti abbiano seguito la serie sin dagli esordi su PS2.

Chi ha acquistato il pacchetto di questa Collection probabilmente ne sarà consapevole, ma per apprezzare al massimo questa serie bisogna calarsi completamente nella mentalità e nelle tradizioni giapponesi – pena non comprendere fino in fondo le motivazioni dei personaggi e molte delle loro scelte: chi sarà disposto a farlo, tuttavia, troverà un plot avvincente e una scrittura di ottimo livello ad attenderlo.

Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

Ben invecchiato

I puristi della serie, o quantomeno coloro che avessero già avuto modo di cimentarsi con l’originale su PS3, si accorgeranno subito del nuovo look di uno dei quattro protagonisti: l’agente Masayoshi Tanimura, impersonato nella versione del 2010 dall’attore Hiroki Narimiya, è stato sostituito in questa remaster da Toshiki Masuda, in seguito allo scandalo che coinvolse il primo legato all’utilizzo di cocaina, in seguito al quale fu costretto a lasciare le scene nel 2016.

La somiglianza tra questo episodio e quanto accaduto solo pochi mesi fa in occasione della pubblicazione della versione occidentale di Judgment non fa altro che aumentare, in un certo senso, l’alone di mistero e di reali implicazioni tra gli attori che prestano il loro volto ai personaggi del videogioco e il mondo della malavita giapponese.

Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

Al di là di questo cambiamento, dovuto a fattori ambientali esterni al processo di sviluppo, molto poco della classica struttura di gioco della serie è stato modificato in questo quarto episodio: la maggiore varietà che deriva dalla presenza di protagonisti multipli si manifesta perlopiù in termini narrativi e nella differenza tra gli stili di combattimento dei vari personaggi.
A espandere l’unica location disponibile, l’iconica Kamurocho, il team di sviluppo pensò di aggiungere anche una rete di cunicoli sotterranei attraverso cui spostarsi e una serie di scorciatoie sui tetti, utili a passare inosservati e ad evitare combattimenti tra i vicoli del quartiere soprattutto durante le sequenze in cui si controlla il fuggitivo Saejima.

Questo capitolo, un po’ come quello che lo ha seguito, ha diviso la fanbase in maniera abbastanza netta, tra coloro che esaltavano l’idea di poter controllare protagonisti multipli, sostenendo che questi portassero una ventata di aria fresca alla serie, e chi, invece, si lamentava del minor minutaggio a disposizione di Kazuma Kyriu, indiscusso protagonista del franchise.

Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

A noi Yakuza 4 Remastered è piaciuto, sebbene meno di quanto ci sia piaciuto il quinto episodio, che ne riprende le idee e le approfondisce ed amplia: parliamo comunque di un capitolo di rottura nell’ambito di una serie molto tradizionalista, a cui va riconosciuto il coraggio di essersi preso dei rischi non necessari, visto il buon successo riscosso (soprattutto in patria) dal terzo capitolo della saga. Se proprio dovessimo trovare un difetto, come già accennato nel paragrafo precedente, abbiamo trovato che il climax finale non trovi pieno sfogo nella boss fight conclusiva, abbastanza piatta rispetto ad altre che hanno segnato la serie. Questione di gusti, certo, ma stiamo comunque parlando di un particolare all’interno di un quadro che, per il resto, rimane molto apprezzabile anche ad un decennio dalla prima pubblicazione.

Rimaneggiamenti vari

A livello tecnico il lavoro svolto su questo quarto episodio è assai simile a quanto visto due mesi fa con la rimasterizzazione del terzo capitolo: la risoluzione è stata portata a 1080p e il frame rate è sempre ancorato ai 60 fps, anche nelle situazioni in cui su PS3 arrancava.
Certo, mancano dei piccoli miglioramenti che avrebbero reso più facile la vita del giocatore moderno, dalla possibilità di salvare ovunque come negli ultimi capitoli (invece che nelle cabine telefoniche preposte) o quella di mettere in pausa le lunghissime cutscene che caratterizzano l’incedere della trama principale.

Yakuza 4 Remastered, la mafia uccide anche a natale – Recensione

Come già scritto in occasione della recensione di Yakuza 3 Remastered, insomma, siamo ai minimi sindacali per le remastered viste in questa generazione di console, eppure il rapporto qualità/prezzo è salvaguardato dal fatto che questo titolo, facendo una banale divisione matematica, costa ai potenziali acquirenti una ventina scarsa di euro, un prezzo più che ragionevole tanto in funzione della quantità di contenuti quanto dei valori produttivi complessivi.
Rispetto al terzo capitolo, la linea dell’orizzonte è un po’ più ampia, le strade maggiormente popolate e i modelli dei personaggi più dettagliati, ma questi sono meriti che già la produzione originale poteva vantare rispetto a quella che l’aveva preceduta, essendo uscita nel pieno della maturità dell’hardware di PS3, che, come molti ricorderanno, non ebbe un inizio facile sul mercato.

+ Il primo a introdurre personaggi giocabili differenti
+ Scrittura sempre sopra le righe
+ 1080p e 60 fps granitici...
+ Venti euro sono pochi per un gioco così
- Non tutti gradiranno il minutaggio ridotto di Kyriu
- ...ma poco altro in aggiunta

7.9

Nonostante la sovraesposizione a cui i fan occidentali sono stati sottoposti negli ultimi anni, il franchise Yakuza non stanca mai: le storie, i personaggi, la bizzarria del Giappone rappresentato bastano ed avanzano per catturare l’attenzione dei giocatori sufficientemente a lungo per consigliarne l’acquisto. Coloro i quali avranno sborsato i sessanta euro della Yakuza Remastered Collection quattro mesi or sono non rimarranno delusi da questo Yakuza 4 Remastered, che rimane un valido esponente della serie ed il primo ad aver proposto protagonisti giocabili differenti da Kazuma Kyriu. Avremmo gradito qualche miglioramento all’interfaccia in più e, magari, un maggior numero di contenuti inediti, ma anche così com’è, questo capitolo merita l’attenzione dei fan della serie (e non solo).




TAG: yakuza 4

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