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Xbox Series X, l’hardware sviscerato: estetica, rumorosità, temperatura

Abbiamo preso in analisi da vicino le scelte hardware operate da Microsoft: scopriamo Xbox Series X, la sua potenza, la sua silenziosità e le peculiarità del suo design

Nella nostra recensione ci siamo concentrati sull’inizio di una nuova generazione e su quello che rappresenta, nelle vite dei giocatori, un momento storico di questa portata. Ma, ovviamente, il discorso su Xbox Series X è molto più ricco di così, e da qui al lancio del prossimo 10 novembre vi accompagneremo per mano nell’esplorazione dei diversi aspetti interessanti della console monolitica di Microsoft.

Non potevamo in tal senso non cominciare dall’hardware in sé, con una serie di considerazioni che andranno a toccare le domande principali che vi state ponendo, e che ci avete posto lungo le molteplici dirette che abbiamo condotto sui nostri canali, nei giorni che precedono il lancio – quelli in cui l’hype lascia spazio ai quesiti più pratici che possono venire in mente ai giocatori intesi sia come utenti che quali consumatori.

Xbox Series X nei suoi dettagli

Xbox Series X: capienza, temperatura, rumorosità

In un interessante articolo della nostra Stefania Sperandio, abbiamo discusso del tema della capienza, molto caldo in approccio di next-gen – dal momento che i tagli dichiarati sia da Microsoft che da Sony sono in realtà ben lontani da quelli reali. Su Xbox Series X abbiamo avuto fin dall’inizio oltre 800 GB a disposizione, ed è un tema che immaginiamo vi tocchi da vicino capire quanto questo spazio possa rivelarsi sufficiente per i vostri bisogni di giocatori famelici.

Microsoft ha alzato parecchio l’asticella per quanto riguarda la rapidità della fruizione dei singoli giochi, con la complicità di Xbox Game Pass e Quick Resume, e questo vuol dire che ne vorrete avere sempre tanti a disposizione sull’SSD della console: ad ora, abbiamo installato sulla nostra console ben 45 titoli, tra cui spiccano Assassin’s Creed Valhalla, Watch Dogs Legion, Forza Horizon 4, Gears 5, Gears Tactics, Yakuza Like a Dragon e Dirt 5, quindi non esattamente i tipici indie.

Di contorno, certo, abbiamo una pletora di produzioni minori che, grazie alla velocità dell’accesso e soprattutto del passaggio da un gioco all’altro, fungono da gradevole accostamento alle portate principali, sia durante che dopo una vostra sessione regolare – pensiamo a Children of Morta, Carrion, The Touryst, Ori and the Will of the Wisps – e molti altri. Ciononostante, abbiamo ancora a disposizione oltre 100 GB, e questa quota vuol dire che saremo pronti non appena avremo un altro big da installare.

Il retro di Xbox Series X

Sotto il profilo della temperatura, lasciamo l’analisi dei freddi (o caldi, a seconda dei casi…) numeri ai nostri cugini di Game Division che hanno fatto un ottimo lavoro sull’hardware in sé, e ci abbandoniamo ai piaceri dell’empirismo per darvi l’idea di quella che sarà la vostra impressione una volta che avvierete Xbox Series X e ci passerete del tempo insieme.

La buona notizia è che gli allarmismi lanciati a ridosso della prima ondata di console inviate in giro per il mondo da Microsoft non fossero affatto fondati (e questo dà da pensare anche all’accuratezza della scelta dei portali e dei content creator a cui erano state spedite tali console), e che per larghi tratti delle nostre sessioni, specialmente quelle con soli titoli digitali, dalle aperture dell’hardware fuoriuscisse prevalentemente aria fredda.

Con giochi più pesanti come Assassin’s Creed Valhalla, mossi al doppio del frame rate nella sua nuova casa, il flusso d’aria calda si intensifica palpabilmente ma soltanto nella parte superiore – l’aria esce appunto dal telaio bucherellato posto sopra il pulsante e logo Xbox – e in quella a destra, dove sono presenti i gommini; non parliamo di temperature tali da “scottarsi” come suggerito nei report originali e soprattutto l’impronta di calore è limitata alla metà superiore, la porzione della console adibita alla dissipazione, mentre il resto del corpo rimane freddo per tutto il tempo. L’importante sarà quindi, a prescindere dalla “postura” che adotterete, tenere la retina ben arieggiata per far sì che quel flusso possa fuoriuscire libero e tenere l’hardware alla temperatura ritenuta congrua dal produttore.

Le soluzioni per la ventilazione di Xbox Series X nella parte inferiore

Un segno che la soluzione con una camera di vapore adottata dalla casa di Redmond, opposta a quella con un grande dissipatore, una consistente ventola e il metallo liquido come TIM, sta dando in questo momento i risultati sperati – come per il resto delle nostre considerazioni, ci sarà da riparlarne quando avremo per le mani giochi next-gen capaci di mettere seriamente sotto stress la piattaforma.

Quel che è certo è che Xbox Series X adotta tutte le precauzioni del caso per assicurarsi che la macchina sotto la scocca sia areata a dovere: il design, di cui pure discuteremo tra poco, fa di necessità virtù e punta su un’impronta tutta bucherellata laddove possibile (sulla retina in alto, sul retro in prossimità delle porte e persino nella parte inferiore, dove uno spessore di gomma si assicura di tenere la console separata dal piano d’alloggiamento), presentando anche una fessura nella porzione superiore sul retro per garantire una via d’uscita lineare e senza troppi fronzoli all’aria calda.

Un sistema tanto elaborato è stato escogitato anche per prevenire, oltre a malfunzionamenti, un’eccessiva rumorosità, un topic che è diventato portante specie in casa PlayStation nella scorsa generazione ma che Xbox 360 aveva vissuto pressoché di pari grado. La console è pertanto silenziosissima in qualunque fase del suo funzionamento con un contenuto digitale installato sull’SSD, anche se nella nostra prova su strada non sono state tutte rose e fiori.

Il lettore Blu-Ray è spesso l'unica fonte di rumore percepibile da Xbox Series X

Il lettore Blu-ray è infatti l’unico segno (fastidioso) di vita della nuova Xbox durante la fruizione, essendo sottilmente percettibile a televisore spento; con televisore acceso e gioco in corsa, va precisato, non abbiamo avuto distrazioni di sorta neanche su giochi particolarmente silenziosi, per cui non preoccupatevi di rivivere casi simili a quelli di The Last of Us Parte II su PS4 Pro, per intenderci.

Il rumore che arriva dalla console, che abbiamo rilevato tenendola appoggiata sulla nostra scrivania e dunque non ad una distanza cui probabilmente ricorrerà gran parte dell’utenza (adagiandola in un mobiletto o un ripiano sotto il TV), risulta comunque “ovattato”, a riprova che – come Sony con PS5 – Microsoft si è accertata di non esporre il lettore direttamente alla scocca.

Tuttavia, questo rumore viene avvertito anche quando il lettore ottico ha un disco Blu-ray inserito al suo interno senza che lo stia operando, per cui il nostro consiglio è sempre di rimuoverlo nel momento in cui non ne aveste bisogno per godervi l’operatività di una console altrimenti ultra-silenziosa (un altro assist, se vogliamo, a Xbox Game Pass).

Sì, ma la potenza?

Nel corso del nostro hands-on abbiamo messo sotto stress la console con titoli aggiornati ad hoc per trarne il massimo vantaggio possibile, e come abbiamo sottolineato in fase di recensione a colpire sono quelle situazioni che su Xbox One X venivano gestite mezze e mezze per via del collo di bottiglia della CPU.

Un dettaglio dalla scocca di Xbox Series X

Dove c’era un frame rate sbloccato, questo adesso punta ai 60fps senza intoppi (Hitman, ad esempio, o Grounded), dove i 60fps erano raggiungibili solo a 1080p, ecco l’upgrade della risoluzione a 4K (vedasi Forza Horizon 4), e dove invece le performance erano già state stabilizzate ecco che si è tentato di fare un ulteriore step e si è alzata l’asticella ai 120fps (Gears 5 e Ori and the Will of the Wisps, tra gli altri) – avremo modo di esprimerci sull’argomento dei 120fps in un’altra sede, per rendere l’idea di come si possa fruirne e dello stacco ottenuto.

È chiaro però come manchi quel grande gioco esclusivo che nella visione comune dovrebbe trainare una console appena arrivata nei negozi, e in tal senso mancherà sempre se consideriamo l’idea di ecosistema firmata Microsoft in cui la killer app è un servizio, o più comprensibilmente quel titolo che dovrebbe far pensare “ok, questa è vera next-gen”.

Per come la vediamo noi, quella appena iniziata sarà la generazione delle performance: una generazione in cui, grazie tra gli altri agli SSD e alle CPU finalmente all’altezza della situazione, non ci sarà più bisogno di compromessi in termini di frame rate e corridoi posizionati abilmente solo per nascondere un caricamento agli occhi del pubblico; nei prossimi cinque-dieci anni, insomma, saranno le prestazioni a rappresentare l’effetto wow, perché un grado di estrema gradevolezza era già stato raggiunto con PS4 e Xbox One – vi dobbiamo ricordare di un The Last of Us Parte II uscito soltanto pochi mesi fa? –, e possibilmente quest’asticella verrà alzata ancora di più, ma lo stato della tecnologia ci dice che oggi non ci sono ruote da reinventare.

Xbox Series X punta tanto sui miglioramenti alla quality of life del giocatore

In tal senso, aspettando quei giochi che nativamente esprimeranno questa concezione (e magari altri assaggi di quei 120fps che, se mai lo saranno, diventeranno uno standard soltanto tra svariati anni – ma adesso possono infine affacciarsi al mondo fuori dalla master race), il primo impatto è stato per certi versi come mettere mano ad un PC di fascia alta, capace di piegare alla sua forza bruta le caratteristiche storicamente bloccate dei giochi console, per altri ad un Mac di Apple, grazie a feature ingegnerizzate ad hoc per proporre una piacevolissima fusione tra macchina e sistema operativo.

Ovviamente, quando tutti questi miglioramenti alla qualità della vita dei giocatori – come i caricamenti super veloci e i frame rate più elevati – saranno stati digeriti, in uno o due anni, ci sarà da portare il discorso su altri lidi e sarà allora che avere una libreria di esclusive di livello diventerà davvero importante sia per ripagare la fiducia di chi avrà investito in Xbox Series X, sia per convincere altri a saltare a bordo con un modello high-end.

Xbox Series X, gioiello di estetica (ma con un paio di imperfezioni)

Xbox Series X è un autentico gioiellino, sotto il profilo del design, e ne abbiamo parlato così tanto che tornare a farlo – così come su PS5 – ci sembrerebbe ormai ridondante. Tuttavia, abbiamo alcune indicazioni da darvi che potrebbero tornarvi utili nel momento tanto agognato in cui ci metterete sopra le mani, e che dietro lo schermo di un computer difficilmente riescono a filtrare.

Il dettaglio superiore di Xbox Series X

Abbiamo visto una macchina fascinosa dal reveal di The Game Awards 2019 ad oggi e questa promessa è stata in gran parte mantenuta. Abbiamo rilevato soltanto un paio di imperfezioni che “sporcano” la trovata di Microsoft di proporre un parallelepipedo posizionabile sia in orizzontale che in verticale a proprio piacimento, senza ricorrere a stand o soluzioni macchinose e soprattutto senza rinunciare alla componente estetica in alcuna delle due forme.

In primis, quella che gergalmente chiamiamo “retina”, la superficie bucherellata posizionata in cima alla console, che rappresenta un tocco di carattere, una sorta di graffio o firma, su quello che altrimenti sarebbe un quadro troppo perfetto. Ricorderete che Microsoft l’ha mostrata finora con un curioso effetto verdeggiante che sembrava salire dal basso dell’hardware fino alla sua testa – si parlava addirittura di un fascio di luce proveniente dai meandri della piattaforma.

In realtà, e passandoci del tempo insieme si nota abbastanza palesemente, questo effetto è dato semplicemente da un secondo strato della superficie bucherellata di colore verde posta sotto quella esterna, invece di colore nero, in modo che in determinate prospettive salti fuori questo sfizioso gioco di luci che rende omaggio alle origini di Xbox. Niente di male in questo, solo che guardando la console da vicino (e dunque rompendo la “barriera” della prospettiva da cui ci è stata mostrata la console finora) l’effetto che traspare – complice anche il colore abbastanza chiaro della plastica verde – è abbastanza cheap, in contrasto con l’eleganza viscerale della soluzione adottata dalla casa americana.

La console disposta in orizzontale

Un altro contro, il secondo e ultimo, è rappresentato dalla forma circolare con le estremità in gomma posizionata sotto Xbox Series X: come abbiamo suggerito prima, questa serve a tenerla separata di appena qualche centimetro dal piano d’alloggiamento, in modo da far passare l’aria anche dal piano inferiore (dove pure sono presenti dei buchi). A Redmond hanno voluto essere super sicuri che non ci fossero intoppi sull’areazione, e quindi in quest’ottica va letto l’inserimento che parrebbe last minute di quest’oggetto.

Se è vero che apprezziamo la prudenza, non ci esalta visivamente questo particolare che viene rilevato specialmente quando si posiziona la console in orizzontale, con un lato che dovrebbe essere nascosto, o così sembra, liberamente esposto alla visione del pubblico. I bordi in gomma dello spessore tendono anche a sporcarsi molto facilmente, e questo non conferisce certo un elemento di piacevolezza ad una soluzione già sacrificata.

Per il resto, solo buone notizie: la console ha una superficie opaca e ruvida che la rende scurissima – di sera si fatica a notarne i lineamenti e abbiamo fatto una gran fatica per mostrarvela sia in video che in fotografia –, e ha una tendenza ad assorbire ditate abbastanza inaspettata, anche se fortunatamente vanno via velocemente senza lasciare alcun segno del loro passaggio; lo stesso dicasi della polvere che, complici materiali e colore, non pare aver attecchito molto in queste prime settimane di soggiorno in casa nostra.

Xbox Series X è pensata per essere disposta in verticale

La nostra posizione preferita per Xbox Series X è indubbiamente verticale, dove si trasforma in un autentico oggetto di design, anche se ci siamo resi conto di come sia abbastanza complicato trovarle uno spazio in questa veste nel nostro setup; disponendo di uno schermo curvo, abbiamo giocato un po’ con le prospettive, sedendoci non di fronte allo schermo ma leggermente di lato, perché specie in queste fasi l’occhio vuole la sua parte e ci sarebbe spiaciuto non godere della nuova arrivata in bella vista almeno per qualche giorno.

Il posizionamento orizzontale non sembra naturale ma neanche di ripiego, dal momento che Microsoft si è accertata di posizionare un logo laddove risulterà esserci il lato superiore (quindi in alto a sinistra) e dei gommini che, se in verticale potrebbero sembrare ridondanti, garantiscono che la console non tocchi mai la superficie su cui è appoggiata ed eviti così graffi. In continuità con Xbox One X, infine, il pulsante Xbox – con la “X” in rilievo – è sia una chicca che estremamente funzionale, visto che va a pressione e non più a sfioramento come sulla prima Xbox One.

In conclusione

Con questo speciale abbiamo dato un’occhiata più da vicino a come funziona, fattivamente, Xbox Series X e ai suoi aspetti più concreti, dopo una recensione in cui tenevamo a mostrare una chiave di lettura della visione di Microsoft per i suoi prossimi dieci anni di gaming. In vista del lancio della console, in programma per il 10 novembre, avremo ancora altro da raccontarvi, per cui rimanete su SpazioGames anche, e soprattutto, in queste battute finali dell’avvicinamento alla next-gen.

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