Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

La lotta al possente Orochi continua, tra reami mistici e pantheon occidentali, nella versione definitiva del crossover Koei: Warriors Orochi 4 Ultimate

Recensione
A cura di Adriano Di Medio - 14 Febbraio 2020 - 10:00

Parlare ogni tanto di un mosou sta diventando paradossalmente rigenerante. Non tanto per le solite controversie sulla sua insistita rozzezza o il suo perseguire un’alchimia che pare vedere solo lui, ma piuttosto come mezzo per “spegnere il cervello” e godersi quella che prima di tutto è una bella storia. Pur se non memorabile, Warriors Orochi 4 è stato tutto questo e soprattutto lo è stato anche al netto di difetti evidenti dentro e fuori il proprio genere. Come da tradizione, oggi Koei ci propone la versione Ultimate del suo quarto crossover: com’è andata? Bene ma non benissimo.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

Warriors Orochi 4 Ultimate, la storia continua

Detta in termini semplificati, Warriors Orochi 4 Ultimate è la versione completa del gioco originale: al suo interno non solo troveremo le parti “extra”, ma anche tutti i contenuti originariamente pubblicati un anno fa nella versione “standard”. Lo Story Mode dello Ultimate si configura come una vera e propria continuazione dell’originale, aggiungendo tre capitoli (di cui uno segreto e sbloccabile portando a termine una ben precisa missione) ai cinque già presenti nel gioco base. Ambientati dopo la fine di quest’ultimo, vedranno gli eroi della Cina dei Tre Regni e del Giappone Feudale allearsi con il Reame Mistico e gli dèi dell’Olimpo. In teoria si tratterebbe dell’ennesimo trucco di Odino (già nemico principale del gioco base), che stavolta ha ordito un complesso piano che coinvolge l’albero di Yggdrasil e lo sfruttamento del demone Orochi. Ma, questa volta il patriarca, norreno potrebbe avere molte meno colpe di quelle che gli vengono attribuite.

In generale, la trama di Warriors Orochi 4 Ultimate non si discosta troppo dalle radici dell’originale, configurandosi come un ulteriore sviluppo del già familiare tema della “grande alleanza”. La differenza più autentica con il gioco base sta appunto in un diverso “tono” della narrativa, che pur coinvolgendo mitologie anche lontane tra di loro tenta di riportarsi a livelli più umani, spalleggiata da un Loki ormai redento e anzi affezionato. Proprio tale personaggio, pur ricoprendo un ruolo meno prominente che in passato, è il più empatico nell’aver sviluppato un’inattesa amicizia con Yukimura Sanada e Perseo. È quindi un po’ un peccato vedere come molti di questi temi, sulla carta validi, vengano compressi da una narrativa per forza di cose legata all’impostazione originale, che alternava dialoghi recitati su immagini fisse a filmati (sia CG che procedurali) solo per i momenti davvero indispensabili.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

Ma siamo sicuri che entrino tutti in un solo disco?

Warriors Orochi 4 Ultimate non si discosta dall’originale neanche per il suo gameplay: di nuovo, si scelgono tre personaggi (intercambiabili in qualunque momento con i grilletti del pad) e si va in battaglia a completare obiettivi e spazzare via gli eserciti avversari. Koei ha nuovamente approfittato di questa edizione Ultimate per ampliare la già smodata rosa dell’originale di oltre 170 guerrieri (che si meritò anche un posto sul Guinness dei Primati) arricchendola sia di personaggi “lasciati indietro” che di veri e propri inediti.

Chiaramente, sono presenti sia tutti i personaggi dei Dynasty Warriors (fino all’ottavo capitolo) che dei Samurai Warriors, ma vi sono anche i personaggi esclusivi dei Warriors Orochi come i residenti del Reame Mistico (con anche un inedito, Yiang Jian) e persino le solite ospitate stravaganti ma piacevoli, come Ryu Hayabusa (da Ninja Gaiden e Dead or Alive), Giovanna d’Arco (da Bladestorm) e Achille (dal dimenticato Warriors Legends of Troy), tutti comparsi in Warriors Orochi 3. Personaggi totalmente inediti sono poi l’eroe Perseo (già comparso nel gioco base ma non sbloccabile) e la titanessa Gaia; quest’ultima, oltre ad avere un ruolo prominente nello Story Mode, diverrà utilizzabile una volta che avrà riacquisito un corpo fisico.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

La grossa missione secondaria introdotta da Warriors Orochi 4 Ultimate riguarda proprio il buon Perseo. A un certo punto della trama, Gaia si renderà conto che effettivamente c’è un modo per riportare indietro il povero eroe: recuperare i frammenti della sua anima. Questi ventuno frammenti (corrispondenti ad altrettante stelle della sua costellazione) andranno trovati riaffrontando alcune specifiche battaglie dei capitoli del gioco originale. Decidendo di rigiocarle in modalità “ricerca” verrà aggiunto un obiettivo extra (recarsi in una data zona della mappa, sconfiggere un certo numero di nemici e ufficiali) da completare entro un tempo limite. Una volta fatto, il fantasma di Perseo comparirà sulla mappa, e tramite la sua sconfitta recupereremo il frammento corrispondente. Il mancato svolgimento di questa missione non permetterà di sbloccare la fase finale della storia, che quindi si fermerà al capitolo 7. Il fatto che l’ultimo frammento si trovi nell’ultimo scenario di tale capitolo nei fatti comunque “costringe” il giocatore a visualizzare il finale “normale” prima di accedere a quello “completo”.

È da segnalare poi la presenza di ulteriori battaglie facoltative nello Story Mode, in buona parte collocate nei capitoli dall’uno al cinque, che approfondiscono maggiormente i legami tra tutti i guerrieri del roster; chiaramente, molte di queste sono concentrate sulle nuove aggiunte, come una in cui Zeus mette alla prova Achille. L’insieme di tutto ciò va a comporre una longevità davvero notevole: la campagna è molto lunga e invita a rigiocare per sbloccare tutto lo sbloccabile e approfondire i legami tra i personaggi.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

Un ipertrofico dessert con potenzialità verso l’infinito

Le novità di Warriors Orochi 4 Ultimate comunque non si fermano alla modalità storia: le possibilità di potenziamento e personalizzazione dei personaggi sono state ugualmente espanse. È stata infatti aggiunta la possibilità di “promuovere” quelli più forti in modo da far loro superare il livello 100, e la possibilità di intervenire sui parametri a livello numerico, ridistribuendone i valori tramite un particolare tipo di oggetto. Per il resto, il combattimento e la progressione sono rimasti i medesimi, si affrontano migliaia di nemici (purtroppo ebeti) accompagnati da ufficiali e mostri, questi ultimi utili a “spezzare” un’azione altrimenti fin troppo omogenea. La novità principale di Warriors Orochi 4 (mantenuta anche in questo Ultimate) rispetto al resto dei mosou era l’introduzione della componente magica, a cui si è costretti a un utilizzo un minimo oculato visto che la barra in questione è condivisa dal team e vi sono nemici (i Chaos Origin) che sono immuni agli attacchi normali e possono estendere tale privilegio anche ai loro sottoposti.

Pure se in sé la parte più polposa rimane lo Story Mode, Warriors Orochi 4 Ultimate vanta alcune modalità aggiuntive. Dove alcune sono abbastanza classiche (come la Challenge Mode, che invita a completare alcune sfide sfruttando anche alcuni potenziatori bonus) la vera aggiunta di rilievo è la Infinity Mode. La premessa è la creazione da parte di Zeus di dodici torri (corrispondenti alle costellazioni dello Zodiaco, forse una citazione a Saint Seiya) e chi riuscirà a superarle diverrà lui stesso successore al trono dell’Olimpo. Ciascun piano della torre è costituito da un diverso campo di battaglia, dove entro un certo tempo limite andranno completati degli obiettivi e raggiunto un punto di fuga. In questa modalità, i personaggi del team sono tutti presenti sul campo di battaglia, e oltre a poter passare dall’uno all’altro come al solito, sarà possibile anche impartir loro semplici ordini. Saltuariamente, Zeus manifesterà la sua “presenza” consentendoci di scegliere tra alcuni bonus.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

Le componenti principe di questa modalità sono due: gli elementi casuali e lo sblocco dei personaggi. In ogni battaglia, infatti, bottino e ufficiali sono per somma parte randomizzati, così come la posizione del punto di fuga. Inoltre, costituendo salvataggio a parte rispetto allo Story Mode, una volta scelto il team di inizio sarà necessario sbloccare di nuovo tutti gli ufficiali di Warriors Orochi 4 Ultimate.

Tale processo la maggior parte delle volte comporterà lo sconfiggerli in battaglia, mentre al completamento di ogni livello la difficoltà aumenterà in maniera proporzionale alle potenziali ricompense. Si capisce quindi che la Infinity Mode è fatta apposta per i veterani dei mosou, che potranno lanciarsi letteralmente “verso l’infinito e oltre”, trovando sfide avanzate per i propri team sviluppati a dovere.

Warriors Orochi 4 Ultimate, il tuo nemico più grande si chiama texture?

Tutte le caratteristiche in più di Warriors Orochi 4 Ultimate vanno a sommarsi a quelle già presenti nel gioco base, dalla profonda personalizzazione delle armi (affinità, bonus passivi, danni elementali) fino alla crescita per livelli degli eroi, ancora diversificati in categorie di combattimento con rispettivi bonus e malus. Quindi, per quanto sia innegabile come l’alta scelta sia di personaggi che di personalizzazione lo renda a modo suo profondo, c’è anche la triste constatazione che, pure con tutto ciò, Koei non è riuscita a risollevare un livello di sfida davvero troppo basso, dove bastano le solite due o tre combo (alternandole agli attacchi mosou e alla magia) per avere ragione di qualunque situazione.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

L’unico momento in cui si risolleva sono le ultime battaglie del capitolo finale, che per quanto non insormontabili sono di fatto un’impennata della curva di difficoltà rispetto a tutto il resto. Lo stesso vale per il comparto grafico, che a fronte di personaggi tutti piuttosto unici e curati (e non sarà mai uno sforzo da poco, soprattutto considerando quanti sono) lascia troppo andare le ambientazioni, con texture abbastanza tristi (specialmente su alcune mappe innevate) e il solito pop-in dei nemici dal nulla – tutte cose veramente fuori tempo massimo su PlayStation 4.

Chiaramente, trattandosi di un’espansione era irrealistico aspettarsi chissà quale miglioramento grafico, ma a volte sembra che serva solo un minimo sforzo per rendere il tutto più piacevole. Tanto più che gli scenari realizzati appositamente per Warriors Orochi 4 Ultimate, come quello a tema classico (già comparso nel gioco base) e quello dedicato a Yggdrasil vantano invece una cura ben al di sopra di tutti gli altri, con colori accesi e una vegetazione rigogliosa (pure se sofferente pure lei di un po’ di pop-up). Ancora una volta, una delle poche cose di cui davvero non ci si può lamentare è il comparto audio, dal gran lavoro degli attori vocali (solo in giapponese, come in tutti gli spin-off Koei dal 2011 in poi) alle musiche di sottofondo. Le nuove tracce sono molto orecchiabili, ma in ogni caso c’è sempre un gradevole “ripescaggio” e remix di partiture dal repertorio dei Warriors, diventato praticamente sterminato dopo vent’anni di videogiochi a tema.

Warriors Orochi 4 Ultimate: Abbuffata Extra – Recensione

+ Una quantità smodata di contenuti, modalità e personaggi
+ Narrativa più “umana”…
+ A modo suo profondo e molto personalizzabile…
- Tecnicamente vetusto
- … ma rimasta a risparmio
- … davvero tanto, troppo facile

7.0

Warriors Orochi 4 Ultimate è senza dubbio la miglior edizione del quarto capitolo del crossover più famoso di Koei. Pur ereditando e mantenendo alcuni difetti dell’originale, come una narrativa “radiofonica” e un comparto grafico vetusto, ha dalla sua non solo una notevole quantità di aggiunte, ma anche l’offerta (finalmente) di una buona parte di contenuti che si erano avvertiti come mancanti nella release originale.

Le aggiunte non sono riuscite a farlo diventare il miglior mosou sul mercato e neppure il miglior Warriors Orochi in assoluto, ma gli hanno quantomeno permesso di difendersi bene nel suo contesto e di divenire potenzialmente un buon punto di partenza, a patto di saper passare sopra ai difetti congeniti del genere.




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