Warriors Orochi 4 Recensione | La grande abbuffata

By |29/10/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

Sta diventando sempre più difficile valutare i mosou. Questo genere tipicamente giapponese dove guerrieri potentissimi spazzano via centinaia di nemici vive un successo ancora in parte inspiegato. Un genere che vive di difetti congeniti, ma che in loro pieno spregio insiste in un’alchimia che pare vedere solo lui. Una ricerca che, malgrado il parere di molti, ha dato inaspettate soddisfazioni specialmente nelle ultime due generazioni. Dopo la buonissima prova di Samurai Warriors 4 e il cambiamento a metà del controverso Dynasty Warriors 9, Koei ancora una volta riunisce queste due serie riesumando il suo crossover supremo. Ecco che nasce Warriors Orochi 4.

WARRIORS OROCHI 4 Recensione

Siete fortunati che Kratos è in ferie

La storia riprende tempo dopo la fine di Warriors Orochi 3, i cui avvenimenti erano stati leggermente modificati nelle edizioni Ultimate: dopo la sconfitta di Orochi e dei suoi servitori, gli eroi della Cina dei Tre Regni e del Giappone Feudale sono tornati alle loro rispettive epoche. Effetto collaterale della loro salvezza è stato privarli di ogni memoria riguardante la guerra contro il demone. Su questo principio si inserisce un nuovo burattinaio: Zeus. Il Re dell’Olimpo utilizza il potere di nove mistici bracciali ricavati dai capelli di Medusa per riportare ancora una volta i personaggi di Dynasty e Samurai Warriors in un’unica dimensione e farli scontrare tra di loro. I primi ad accorgersi della cosa sono Naomasa Ii, sua madre Naotora Ii e il possente Honda Tadakatsu, cosa che li poterà a riunire tutti gli eroi per chiarire la minaccia. In loro aiuto verrà poi Perseo: l’eroe greco si è infatti pentito di aver ucciso Medusa, e ha rubato parte dei bracciali prima che Zeus li usasse per il suo piano. Sfortunatamente molti di questi manufatti divini sono finiti nelle mani sbagliate: i terribili Nobunaga e Lu Bu ne stanno utilizzando i poteri sovrumani, l’uno per conquistare tutto e tutti, l’altro per l’egoismo di guerriero onnipotente.

WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONE

In sé, la trama di Warriors Orochi 4 non è niente di eccezionale. È appena più seguibile rispetto ai viaggi nel tempo del precedente capitolo (dove si sfiorava il nonsense) ma l’entusiasmo si spegnerà quando scopriremo come quasi tutto sarà raccontato attraverso statiche schermate di dialogo, intervallate da sequenze in CG per i momenti indispensabili. L’aura seriosa di cui lo Story Mode (modalità principe del pacchetto) insiste e si ammanta finisce paradossalmente col perdere di efficacia, faticando a far venir fuori la dimensione epica del tutto. Ciò che sembra mancare di più è l’autentico sentimento di rivalsa epica dell’umanità e il suo salvarsi (da sola o quasi) da un’estinzione decisa a priori. Avendo già giocato questa carta col precedente capitolo Warriors Orochi 4 ripiega su una soluzione più immediata, quella degli esseri umani capitati in mezzo a un perverso gioco tra dèi. Un peccato, perché ogni tanto la trama riesce anche ad imbastire qualche bel momento. Rimane però apprezzabile la scelta di inserire pantheon più riconoscibili agli occidentali, la cui estetica esagerata in stile giapponese è anche piacevole.

WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONE

Potenza dei numeri

Come da tradizione per la saga, prima di andare in battaglia il giocatore deve formare una squadra di tre eroi. Tale scrematura andrà fatta da una rosa fin dall’inizio realmente gigantesca: 170 guerrieri, un numero talmente alto da essersi recentemente meritato anche un post nel Guinness World Records. Se la presenza di tutti i personaggi sia da Dynasty che Samurai Warriors (differenziati a quando sono apparsi per la prima volta) era quasi scontata, Warriors Orochi 4 non presenta camei provenienti da altre IP Koei o Tecmo. Di quest’ultimo compito si era infatti occupato Warriors All-Stars, uscito l’anno precedente ma sviluppato quasi in sincronia (si capisce dal fatto che gli eroi di Dynasty Warriors qui hanno i costumi dell’ottavo capitolo e non del nono). Vi sono però cinque personaggi inediti: Atena, Zeus e altri tre che non vi sveliamo per amor di sorpresa. Di fondo comunque la struttura di Warriors Orochi 4 è abbastanza semplice: a fare da collegamento alle varie battaglie c’è il campo base dove selezionare le missioni, organizzare il gruppo di eroi da comandare e gestire gli equipaggiamenti. Ugualmente da qui saranno accessibili le varie scenette bonus sbloccate con il rafforzamento dei legami tra i personaggi, anche qui fatte a immagini fisse (il gioco è in inglese con il parlato in giapponese).

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In ogni caso, oltre al videogioco d’appartenenza ciascun eroe è assegnato anche a una categoria d’attacco tra Power, Speed e Technique. Ciascuna ha dei vantaggi particolari (ad esempio le combo dei Power non possono essere interrotte dagli attacchi nemici e i Technique fanno più danno colpendo un nemico che sono riusciti a sospendere in aria) ma comunque ogni ufficiale andrà seguito individualmente tanto nella crescita quanto negli equipaggiamenti. La prima avviene sia con l’esperienza accumulata durante le battaglie che spendendo appositi Growth Points, la seconda tramite la raccolta e la gestione delle armi. Riprendendo in toto quanto fissato con Warriors Orochi 3, il tipo di arma (e quindi il moveset) è unico per ciascun ufficiale. Si potranno sia smantellare che potenziare tramite gemme particolari, e la presenza della Compatibilità farà in modo che i danni inflitti aumentino con i ripetuti utilizzi nei livelli. Ad ampliare ancora di più il ventaglio di scelte intervengono le abilità passive da sbloccare salendo di livello e il miglioramento del campo base.

WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONESette persone per una Kamehameha

Praticamente ogni scenario completato porterà nuovi guerrieri nel roster, e oltre alla storia principale (divisa in cinque capitoli) le Side Stories daranno a loro volta un contributo alla schiera. La più grossa novità a livello d’azione è però l’introduzione della magia. Attivata tenendo premuto il dorsale destro abbinato a uno dei tasti d’attacco, sono dei colpi che variano in base a quale manufatto divino l’ufficiale è in possesso, ma che di massima colpiscono ad area. La barra di energia necessaria al loro impiego è posizionata sotto i ritratti dei personaggi controllati, è condivisa tra tutti costoro e si ricarica sia col tempo che attingendo a speciali “ancore” sparse nei livelli. La novità più interessante introdotta da queste mosse sono i nemici potenziatori, chiamati Chaos Origins. Questi spettri incappucciati potranno infatti rendere sé stessi e i loro alleati invulnerabili a qualunque attacco che non sia magico, cosa che obbligherà il giocatore a concentrare i propri sforzi. Come ulteriore aggiunta vi sono i mostri (grifoni, ciclopi e wraith) che nonostante siano vulnerabili anche ai colpi normali sono particolarmente sensibili a quelli magici. Per tutte le altre eventualità rimangono attacchi normali, attacchi caricati e il normale colpo Mosou (quello in aria va sbloccato accumulando livelli).WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONE

In situazioni normali il personaggio attivo sarà uno solo, che potrà essere scambiato con un colpetto sui grilletti. Oltre ai tre in squadra vi saranno quattro ulteriori personaggi di supporto, che si faranno vedere ad esempio nelle combo o nei contrattacchi. Infine potrà essere attivata una tecnica collettiva speciale (Unit Magic) consistente in un unico e potente colpo energetico, la cui potenza dipende dai livello dei legami tra tutti gli ufficiali e dal riempimento della barra magica. Quando poi si entrerà in possesso dei bracciali si avrà la possibilità di trasformare determinati personaggi (tra cui citiamo Zhao Yun, Yukimura Sanada, Naotora Ii e Guan Yinping) allo stato divino, cosa che garantirà loro bonus e magia infinita finché riusciranno a mantenere tale condizione.

WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONE

Ciononostante questi sforzi per differenziarsi dai gemelli e dai predecessori, Warriors Orochi 4 accusa ancora una volta uno dei difetti storici del suo genere, ovvero che la maggior parte del tempo la trascorreremo sconfiggendo maree di nemici ebeti. Appena più attenzione richiederanno gli ufficiali, i personaggi e i già citati mostri, minaccia seria solo quando in numero cospicuo. Per semplificare la vita fa comunque piacere l’introduzione di un sistema di agganciamento (funziona con ufficiali e mostri) per evitare di disperdere colpi. Fa però un po’ effetto vedere una dea come Atena venire più volte sconfitta da quelli che in teoria sono solo esseri umani, e anche da questo si evince come ancora una volta il livello di sfida è basso, e spesso basta un po’ di farming su una precedente battaglia per sopravvivere anche a difficoltà discretamente alte.

La vita è tutta un menu

A fronte della storia che coinvolge uomini, dèi e grandi eroi del mito giapponese, c’è purtroppo da constatare che l’unico momento in cui vedremo il gioco effettivamente “in movimento” saranno le battaglie. A differenza del passato il campo base sarà infatti costituito da un unico menu, da sfogliare con i tasti dorsali del pad. Con i dorsali si cambia sezione del menu, mentre con i grilletti il personaggio su cui si sta operando. Se all’inizio potreste fare un po’ di confusione coi tasti ma poi ci si abitua, è un po’ irritante come questa impostazione abbia dilungato troppo alcune operazioni altrimenti semplici. Ad esempio, per far salire di livello un personaggio e poi cambiargli arma dovremo selezionarlo una volta in una sezione, modificarlo, fare il cambio di schermata, riselezionarlo di nuovo e fare l’altra modifica, quando in qualunque altro Warriors moderno si poteva fare tutto da un menu solo. Per quanto possiamo in parte comprendere che all’origine vi fosse una questione di praticità, dobbiamo anche aggiungere che questa scelta spezza molto il ritmo tra uno stage e l’altro. A parziale palliativo interviene il comparto musicale, fatto di riarrangiamenti di tracce storiche di entrambi i brand e qualche brano inedito dal sapore più orchestrale.

WARRIORS OROCHI 4 RECENSIONE

A scanso di equivoci, non possiamo comunque negare che il sistema di fondo di Warriors Orochi 4 funzioni. Il senso di esaltazione dell’aprirsi un varco tra migliaia di soldati semplici, ufficiali e creature da incubo è ancora tutto qui, intoccato dalla “rivoluzione” che invece ha quasi travolto Dynasty Warriors 9. L’attuale generazione permette di nuovo al codice di riempire i livelli con quantità smodate di uomini sia alleati che nemici, cosa che fa crescere ancora di più la sensazione di essere dentro a un grande conflitto. Sensazione che però si scontra ancora una volta con l’altro grande limite del genere: il comparto tecnico. Se la fluidità è stata recuperata e solo in casi rarissimi perde colpi, Warriors Orochi 4 utilizza ancora il motore grafico della precedente generazione.

I personaggi principali e i soldati semplici sono tutti molto curati (cosa non scontata visto quanti sono) ed è stato tolto loro l’effetto cel-shading di Warriors All-Stars (alla lunga fastidioso da vedere) ma il resto è piuttosto deludente. Con poche eccezioni, le ambientazioni sono inspiegabilmente tornate alle texture sgranate e agli spigoli dei poligoni chiaramente visibili sugli elementi di contorno. E di nuovo le accompagna il problema del pop-in: malgrado il numero di soldati a schermo certe volte ancora li si vede “comparire dal nulla”. Perlomeno l’effetto speciale della Unit Magic è molto migliore di quello di WO3, che invece era abbastanza basico.

+ Roster da record con nuove possibilità per tutti
+ Campagna lunghissima e rigiocabile
+ Il solito senso di esaltazione dei mosou
-Narrativa al risparmio
-Tecnicamente arretrato
-Livello di sfida basso e menu macchinosi

6.3

Warriors Orochi 4 non è né il peggiore né il migliore dei mosou in circolazione. Dalla sua ha un parco personaggi gigantesco, una campagna lunghissima, la personalizzazione del proprio team e conserva intatto il senso di esaltazione dei videogiochi Tecmo-Koei, il tutto circondato da una bella colonna sonora. Di contro però i difetti del genere rimangono e non si riesce a correggerli più di tanto, ripiegandosi in una narrativa “radiofonica” e in una gestione a menu dal sapore anche troppo retrò. Solo chi, da sempre e nel bene e nel male, apprezza i mosou si sentirà davvero attratto, gli altri (specialmente i neofiti) dovrebbero pensare a qualche altro esponente dello stesso genere.

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Warriors Orochi 4 - PlayStation 4
Un gameplay da 170 personaggi, di cui 165 di ritorno da DYNASTY WARRIORS, SAMURAI WARRIORS e dall'universo di Warriors Orochi e cinque nuovi