Valiant Hearts e il cagnolino coraggioso | Il Dettaglio

Avvertenza: l’articolo include spoiler relativi alla storia di Valiant Hearts e Valiant Hearts: Dogs of War

Ho iniziato Valiant Hearts senza grandi aspettative o con una particolare partecipazione. Il titolo Ubisoft, però, è stato uno di quei giochi che piano piano riesce a crescerti dentro, fino a portarti a un coinvolgimento che ha trovato il suo prevedibile picco nel finale. In questa puntata de Il Dettaglio, allora, parlerò di uno specifico personaggio di Valiant Hearts che ha saputo farsi strada nel cuore di molti giocatori, e che identifica anche una specifica dinamica all’interno della Grande Guerra.

Valiant Hearts il Dettaglio

E dopo un colpo sparagli ancora

Sappiamo bene che in Valiant Hearts impersoniamo personaggi delle tipologie più disparate: Emile, Anna, Freddie e Karl appartengono a estrazioni sociali e nazionalità differenti, ma questo non fa altro che rendere ancora meglio come la Prima Guerra Mondiale, e tutte le guerre in generale, sconvolgano la vita di qualsiasi persona, in un modo o in un altro. Accanto a questi personaggi, però, spicca anche Walt, il Dobermann che i giocatori controllano indirettamente in alcuni frangenti e che incrocia il proprio destino con tutte le fazioni chiamate in causa dal conflitto.

Per capire ancora meglio la storia del nostro cagnolino è indispensabile tornare indietro nel tempo, e uscire fuori dai confini di Valiant Hearts. Nel novembre del 2014, infatti, Ubisoft ha pubblicato il fumetto interattivo Valiant Hearts: Dogs of War, che racconta proprio la storia di Walt precedente all’incontro con Emile e ai fatti del videogioco. Veniamo a sapere che Walt aveva, tra le altre, una sorella di nome Cassie. I due cani, inseparabili, furono richiamati in guerra dall’esercito tedesco in seguito al tentativo riuscito di Walt di salvare di un giovane soldato, altrimenti destinato ad annegare. Walt era il cane simpatico e sempre pronto ad aiutare il prossimo, mentre Cassie eccelleva per velocità e scaltrezza.

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Una volta al fronte, i due diedero prova di coraggio e altruismo, fino al 22 febbraio 1915, quando la povera Cassie rimase uccisa a causa dello scoppio di un ordigno sul campo di battaglia. Walt e il medico Hans erano poco vicini alla scena, e raggiunsero subito Cassie che, però, morì poco dopo. Quello che colpisce di questa scena è però che, subito dopo l’incontro con Cassie, Walt avvistò un possibile soldato in pericolo, una giovane recluta che doveva essere salvata. Senza esitazione, Walt riuscì a mettere in salvo il ragazzo, per poi dare un ultimo saluto alla sorella. Questo finale, come peraltro il finale del videogioco, fa capire bene il continuo contrasto tra bene e male, tra necessità di andare avanti e voglia di fermarsi per piangere i propri cari, che è proprio di ogni conflitto.

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Compagni al fronte

È molto interessante, allo stesso tempo, il dato che traspare alla fine di Valiant Hearts: Dogs of War, secondo il quale nel corso della Prima Guerra Mondiale oltre 30.000 cani morirono al fronte. Cani che, citando direttamente il fumetto, potevano costituire la sola e ultima consolazione di molti soldati, come in effetti avviene anche in Valiant Hearts. Se si cerca di dare un po’ di contesto al tutto, si scopre molto facilmente che la Grande Guerra ha segnato l’entrata in scena in massa dei cani, che rispetto ad altri animali (come il mulo) offrivano maggiore rapidità, a fronte di un investimento minore in termini di cibo e cure richieste. Questo articolo del portale La Zampa.it cita una relazione della brigata Pistoia, impegnata sul fronte durante la Prima Guerra Mondiale, che si esprimeva in questi termini parlando dei cani di razza pastore sardo impegnati in battaglia:

L’addestramento dei cani non richiede molto tempo, e presto si abituano allo scoppio dei proiettili d’artiglieria. Rispetto ai muli, i cani possono giungere in maggiore prossimità della prima linea e il loro mantenimento è di pochissimo costo.

Si capisce dunque perché gli sviluppatori abbiano voluto aggiungere un cane tra i personaggi principali di Valiant Hearts, e quale sia stato l’impatto di questi animali su un conflitto tremendo, che il titolo Ubisoft riesce spesso a inquadrare in maniera corretta specie nelle sequenze all’interno delle grandi trincee, che inghiottivano i soldati e li restituivano senza vita.

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Questa è la mia ultima lettera

Tornando alle vicende del titolo Ubisoft, che tra l’altro è arrivato da poco anche su Switch, Walt appare nella sua veste di cane da assistenza medica. Ricordo di aver speso una quantità di tempo decisamente elevata non facendo altro che dargli delle belle carezze, un po’ come succede a molti cavalli o cani che incontro a Red Dead Redemption 2.

In ogni caso, durante una scena in cui accompagna Emile tra le trincee, il nostro è protagonista di una breve sequenza di un certo impatto. Il povero cagnolino rimane incastrato nel filo spinato, ed è solo grazie all’intervento di Freddie che riuscirà a salvarsi. Freddie, Emile e Walt continueranno poi il loro viaggio per arrivare a Ypres, dove i tedeschi avevano già iniziato gli attacchi a base di gas tossici. Da qui in poi, si arriverà poi al finale del gioco che, probabilmente, costituisce il punto più alto della produzione Ubisoft. Nella lunga camminata di Emile verso il luogo della sua esecuzione, il protagonista ricorda tutti i suoi compagni di viaggio, accompagnato da uno struggente accompagnamento musicale.

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Il primo personaggio che appare su schermo, anche se per pochi attimi, è proprio Walt, seguito poi da Anna, e da tutti gli altri. Dopo i colpi di fucile, e lo schermo che vira sul nero, il gioco ci porta in una nuova scena, dove Karl e Marie, la figlia di Emile, rendono omaggio all’uomo visitando la sua tomba. E vicino a loro c’è Walt, che nel suo piccolo, come le centinaia di altri cani coinvolti, aveva combattuto la sua guerra, rimanendo fedele al suo istinto e non perdendo mai la sua volontà di aiutare il prossimo. Un finale da vedere e da rivedere, capace ancora oggi di dare i brividi.

Valian Hearts è un piccolo gioco che parla di grandi cose, e molte volte lo fa in modo spesso esemplare. L’idea di introdurre il personaggio del cagnolino Walt rappresenta al tempo stesso un omaggio a tutti i cani che presero parte al conflitto mondiale, e anche il giusto mezzo narrativo attraverso il quale mostrare le varie dinamiche delle parti direttamente coinvolte nel conflitto. Quale scena con protagonista Walt ricordate con più affetto?