Trackmania e il ritorno delle corse folli – Recensione

Il ritorno di Trackmania è un salto nel passato che guarda anche al presente, mantenendo ciò che ha decretato il gradimento del pubblico pur strizzando l'occhio al competitivo. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 30 Giugno 2020 - 17:49

Nata ben sedici anni fa, con diversi giochi all’attivo e una riuscita sortita nel mondo console, Trackmania è una serie che non ha di certo bisogno di presentazioni. Conosciuta dagli appassionati come l’espressione più genuina del divertimento su pista, capace di svincolarsi abilmente da velleità simulative e dinamiche di gioco aderenti alla realtà, la creatura di Nadeo porta in alto lo stesso vessillo che dal 2004 non è mai sbiadito. D’altra parte, cambiare i connotati a Trackmania sarebbe stato un grave errore, motivo per cui anche questa nuova versione sceglie di mantenere le caratteristiche principali che hanno decretato il gradimento dapprima di una nicchia di appassionati, e poi di un numero crescente di giocatori che preferiscono la spensieratezza ai settaggi complessi e alle modifiche tecniche da apportare ai propri bolidi.

Trackmania e le gare all’ultimo centesimo di secondo

Non facciate l’errore di pensare che Trackmania sia solo divertimento, piste fuori di testa e approcci alla guida allegri e privi di punizioni, perché sbagliereste di grosso. Se è vero che non esistono tutte quelle regole dello stile di guida che aderiscono alla realtà, è vero anche che in Trackmania bisogna sempre dare il massimo per ottenere le fatidiche medaglie che concorrono a migliorare il ranking del giocatore. Ecco dunque che anche in questa nuova versione di Trackmania bisogna per forza di cose ritentare più e più volte le piste più ostiche e assurde, quelle difficili da interpretare, quelle che creano smarrimento e che per le prime volte tendono a non dare grandi punti di riferimento.

La competizione è il pilastro portante di Trackmania, e sia giocare la campagna in singolo, il multiplayer o qualunque altra modalità significa vincere trofei e scalare dunque la classifica mondiale. In tal senso gli sviluppatori sono stati ancora più accorti nell’implementare un sistema che fosse il più possibile corretto e ben congegnato, in grado di ricompensare i migliori e basato anche sulle performance della stagione che possono venire fuori solo sul lungo periodo, migliorando continuamente i propri tempi e alzando così l’asticella anche per tutto coloro che fino a qualche attimo prima restavano seduti sugli allori.

Trackmania è un gioco di guida estremamente asciutto, senza nessun tipo di orpello, molto immediato e adatto anche a chi desidera goderselo tramite partite rapide e spensierate: freno, acceleratore e un pulsante che fa ripartire all’istante una gara andata in malora senza avere tempi di attesa e senza passare da sottomenù. Dal punto di vista della guida è davvero tutto qui, ma le variabili che è in grado di presentare sono talmente tante, e talmente strampalate, da rendere ogni gara sempre una grossa incognita. Si consideri infatti che Trackmania parte con dei circuiti piuttosto basilari e semplici, quasi a voler tirare dentro il giocatore che non ha ancora bene idea cosa lo attenderà, per poi presentargli tracciati dove si concatenano terreni ghiacciati in cui si slitta di continuo, salti impossibili da alture davvero improbabili, rampe che consentono accelerazioni anche oltre il doppio della velocità normale, giri della morte come in una versione videoludica delle Hot Wheels e molto altro che vi lasciamo tutto il piacere di scoprire. Talvolta Trackmania tende addirittura a esagerare, creando un pressante senso di smarrimento in chi davvero non riesce a comprendere quale sia la strada giusta per arrivare al traguardo.

Considerando che il gioco non vi dà mai indicazioni su come si debba proseguire, limitandosi a mostrarvi un semaforo alla partenza e un arco che corona il traguardo, capiterà non di rado di dover riavviare la gara perché ci si rende conto di aver imboccato una strada completamente sbagliata che non porta a nulla di buono. Se per le piste create dagli utenti questo non è un difetto imputabile alla produzione, lo stesso non si può dire per alcune piste create dagli sviluppatori, che si rivelano talvolta poco leggibili a primo impatto.

Trackmania e il ritorno delle corse folli – Recensione

Si dirà che si tratta di una specifica caratteristica di Trackmania, ma la realtà dei fatti è che ci si trova di fronte a consuetudini che vanno proprio a spezzare quel senso di immediatezza di cui la serie si fa portatrice. Bisogna però ammettere che è una finalità orientata verso la commistione tra puzzle e racing arcade, e che una volta dopo aver memorizzato le sezioni più folli diventa davvero un piacere lanciarsi nei consueti time attack che si trasformano dapprima in sfide personali, e poi in competizioni col resto del mondo, dove i giocatori hanno sempre dimostrato di trovare modi estremamente creativi per migliorare sempre di più i propri tempi. In Trackmania tutto è concesso, non ci sono penalità che gravano in modo severo sulla prestazione, non esistono i danni e tutto ciò che si fa è finalizzato a diventare il nuovo metro di paragone per la community.

Pay what you want

Nella campagna principale, che com’è facile immaginare parte proprio con la stagione estiva (per poi aprirsi alle altre quando arriverà il momento), per mantenere la progressione bisogna almeno ottenere la medaglia di bronzo. Altre competizioni, invece, possono essere affrontate in ordine sparso. A tal proposito, è importante specificare che Trackmania prevede ben tre livelli di accesso ai contenuti di gioco, adatti davvero a tutte le tasche. L’accesso Starter è gratuito e consente ai giocatori di usufruire dei contenuti del multiplayer casual e della campagna stagionale, che prevede venticinque tracciati. Si possono vincere le medaglie, accedere alla classifica regionale, godersi le creazioni degli utenti nella modalità arcade e persino provare gli editor di tracciati, dei replay e delle skin.

Trackmania e il ritorno delle corse folli – Recensione

L’accesso Standard, oltre ai contenuti gratuiti, si espande fino a includere al suo interno la selezione del tracciato della giornata, l’uso di tutte le funzionalità dell’editor di piste e replay e la possibilità di partecipare alle competizioni quotidiane e a tutte quelle ufficiali create dalla community: il tutto, a dieci euro per un anno. L’ultima, denominata Club, aggiunge la possibilità di creare club o far parte di quelli esistenti, così da accedere a contenuti esclusivi, campagne speciali, stanze online, piste di allenamento oppure organizzare eventi e condividere le proprie creazioni. Si potrà inoltre partecipare all’Open Grand League organizzata proprio da Ubisoft Nadeo; il tutto, per trenta euro all’anno oppure sessanta euro per tre anni. Alla luce di ciò è dunque chiaro come Trackmania voglia puntare tutto sulla possibilità di inclusione del più grande numero di giocatori, che potrebbero approfittare del modello freemium per poi magari farsi ingolosire dagli altri contenuti.

Possibilità, questa, che è davvero concreta se si considera la valanga di contenuti presenti già fin dal lancio, capaci di impegnare i giocatori davvero per molto tempo. E le creazioni degli utenti, già dopo pochi giorni, non potranno che far aumentare in modo considerevole l’ammontare di piste e circuiti fuori di testa.

Sebbene il modello di gioco di Trackmania funzioni ancora molto bene e sia piuttosto valido (nonostante il passare degli anni), qualche legittimo dubbio emerge sulla capacità di poter reggere nel medio-lungo periodo. E non perché manchino le competizioni o perché il sistema di ranking sia attaccabile, ma perché la sua eccessiva semplicità d’approccio potrebbe far perdere interesse in chi non si identifica in un casual e in chi, una volta aver ben compreso la portata di tutte le variabili, potrebbe sentirsi infine sempre meno stimolato.

Trackmania e il ritorno delle corse folli – Recensione

C’è certamente molta enfasi sulla quantità che arriverà dalla community, ma come visto in sede di recensione non è qualcosa che va sempre a coincidere con la qualità: i contenuti sono infatti altalenanti, e alcuni sono proprio delle strambe sperimentazioni che danno poca soddisfazione. Ottime invece le creazioni del team di sviluppo, che paradossalmente sono in numero molto più limitato per quella che dovrebbe essere invece una stagione degnamente rappresentata sin da subito. Il rischio, in definitiva, è che dopo un paio di anni Trackmania possa diventare un gioco totalmente in mano ai creatori dei contenuti e non più agli sviluppatori, che avranno avuto in tal caso il merito e la soddisfazione di aver cementato le fondamenta su cui saranno solo gli altri a edificare.

Se volete avvicinarvi a Trackmania su console, potete recuperare il precedente Trackmania Turbo.

+ Semplice, divertente e immediato
+ Quantità importante di contenuti, destinati a crescere in modo incontrollato
+ Sistema di ranking ben congegnato, che strizza l'occhio al competitivo
- Alcuni tracciati sono troppo confusionari
- In alcuni frangenti diventa davvero complicato gestire il controllo del veicolo e i suoi atterraggi dopo i salti

7.6

Trackmania non tradisce le sue solide tradizioni e rafforza quel concept che da tempo ha dimostrato di funzionare anche al di fuori di una nicchia di appassionati. Il modello di commercializzazione dinamico è un altro incentivo per avvicinarsi alla serie, grazie a tre distinte opzioni (tra cui il freemium) che daranno modo ai nuovi giocatori di avvicinarsi a Trackmania senza grandi esborsi. Semplice, immediato e divertente, quello di Nadeo è il racing arcade che potrebbe allietare la vostra estate con partite rapide in solitario o in cooperativa locale e online, esattamente come ci si aspetterebbe da un titolo che punta tutto sulla sua facilità d’approccio.




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