Trackmania è il futuro degli arcade racing competitivi? – Provato

La mano è ottima, vediamo come verrà giocata.

Video Anteprima
A cura di Matteo Bussani - 27 Maggio 2020 - 16:30

Secondo le note leggi del reboot, Trackmania torna per dare a tutti gli amanti della velocità il frullato adrenalinico che dal 2004 con l’omonimo titolo nutre i piloti virtuali di mezzo mondo. Entrando e uscendo dal surreale, la serie arcade racing di Nadeo nelle sue diverse iterazioni ha puntato a dare agli appassionati una sfida frizzante, sopra le righe, che si esprimesse al meglio nelle modalità multiplayer, in rete o sul divano.

Rispetto a qualche anno fa l’universo videoludico è notevolmente cambiato – e il team di sviluppo con questo TrackMania si è messo alla ricerca della formula per affrontarlo al meglio. Le novità apportate con questo ritorno abbracciano ogni sfera del titolo, fino ad arrivare all’inedita strategia di release, e riflettono un ecosistema che ruota attorno pochi fondamentali aspetti: accessibilità, competizione, evoluzione e socialità.

La data d’uscita è fissata per l’1 luglio su PC, ma per ingannare l’attesa ci siamo tuffati nella versione di prova, uscendone ampiamente soddisfatti.

TrackMania è accessibilità

Non si legga facile e men che meno banale. Trackmania è accessibile perché si sviluppa su un concetto di guida essenziale e universale. Non ci sono riferimenti di sorta a competizioni ufficiali o la volontà di simulare una particolare categoria di veicoli.

Il sistema di guida è limpido: acceleratore, freno e sterzo. Tutti possono iniziare a giocare senza sentirsi in difetto di una qualche preparazione pregressa. Minuto dopo minuto, però, il gioco inizia a richiedere tempismo e precisione sempre maggiori che fanno mostrare a Trackmania il suo vero volto. I tracciati si complicano e quelle che erano le prime certezze acquisite con il tutorial si evolvono in sfide sempre più adrenaliniche, scalando in breve di difficoltà.

Trackmania è il futuro degli arcade racing competitivi? – Provato

L’accessibilità si denota anche nell’utilizzo di uno stile grafico futuristico senza fronzoli, dai colori accesi, che non si esibisce in giochi visivi articolati e risulta di chiarissima lettura fin da subito. Abbiamo apprezzato l’invidiabile leggerezza del motore di gioco che richiede veramente poche risorse per girare a dovere. I requisiti minimi citano una non meglio scheda grafica dedicata con 1GB di RAM e non ci stupiremmo quindi a vedere il titolo fluido anche sulle schede integrate delle ultime generazioni.

A ribadire ancora il concetto di accessibilità, il gioco si porrà sul mercato con una release gratuita, e con la possibilità di accedere a contenuti aggiuntivi con due tipi di pacchetti annuali. Il primo che sblocca le porte dell’editor con solo 9,99 euro/anno e l’altro che arricchisce il fattore “Social” con club e personalizzazione estetica a 29,90 euro/anno o 59,90 euro per tre anni. Un modello commerciale di questo tipo non è insolito nei Game As Service e si incastra nelle esigenze di un Trackmania che vuole ritagliarsi la sua fetta di pubblico senza ostacoli nel cosiddetto “primo approccio”.

Trackmania è il futuro degli arcade racing competitivi? – Provato

TrackMania è competizione

L’arcade racing di Ubisoft, come Trackmania Stadium e Nations prima di lui, è ambientato interamente all’interno di un’arena gigantesca. Spalti multicolore rievocano le Olimpiadi (purtroppo mancate in questo 2020) anticipandoci così la vena (e)sportiva del gioco.

Questo aspetto non ha una valenza esclusivamente estetica. Il titolo vuole marcatamente intraprendere la via competitiva da sempre battuta dalla serie per renderla ancora più centrale. Si prospettano stagioni ricche di attività ed eventi, pensati per dare seguito a questa natura del gioco e in generale aumentare le prospettive di vita del progetto.

Se questo fronte non dovesse avanzare come sperato, non si può comunque non riconoscere a Trackmania l’eterno senso di sfida, locale o multiplayer, di cui il gioco è pregno. Al termine di un tracciato il titolo ci dà una valutazione in medaglie e ci posiziona nella classifica mondiale, ricordandoci costantemente che non basta arrivare sani e salvi al traguardo, ma bisogna farlo nel modo più rapido possibile.

Trackmania è il futuro degli arcade racing competitivi? – Provato

TrackMania è evoluzione

Solo partendo dal presupposto che il gioco si configura come un reboot moderno dell’idea originale della serie non si può far altro che pensare a Trackmania come a un’evoluzione. Cambia il modello di distribuzione, si apre il bacino d’utenza, migliora il sistema di guida e viene mantenuto intatto il core del modello ludico.

La parola evoluzione, oltre a ciò, abbraccia il concetto sia di risultato di un cambiamento, ma anche di continuo mutamento. Dal team ci si fa riferimento al termine “live” per esprimere questo concetto: in pratica la natura GaS del gioco porta con sé un formato evolutivo che si libera dei DLC pack e trasforma gli aggiornamenti in un flusso costante di cambiamenti e miglioramenti. Riteniamo che non sia un caso che sia stato scelto il termine TrackMania vanilla per chiamare il gioco.

Non è niente di nuovo rispetto a quanto fatto negli ultimi anni con altre IP videoludiche, ma con questo tipo di applicazione pensiamo possa donare una chance di successo al mondo dei racing arcade puri. Nell’ultimo periodo questo genere glorioso non ha navigato in acque limpide, non riuscendo a fare breccia nelle mode del momento, come invece continuano a fare shooter, MOBA e card game.

Trackmania è il futuro degli arcade racing competitivi? – Provato

TrackMania è socialità

Non c’è 2020 videoludico senza social – perché la condivisione è un fattore fondamentale per il successo di un videogioco. Trackmania con i suoi club vuole che il giocatore si senta parte di piccole o grandi comunità in cui condividere le proprie creazioni e i propri progressi, oltre che organizzare tornei e competizioni interne al gruppo.

A proposito di creazioni, i maggiori sforzi di Nadeo con Trackmania sono volti a dare ai giocatori tool potenti per generare circuiti sempre più folli. Ci giunge addirittura voce che il track editor sia lo stesso utilizzato dagli sviluppatori.

Al di là delle dichiarazioni, è indubbiamente molto completo e consente di creare i tracciati più estesi dell’intera serie. Ci sono quattro tipi di fondo stradale che cambiano a loro volta lo stile di guida da adottare con il proprio veicolo. Oltre all’asfalto classico c’è quello scivoloso che riduce drasticamente l’attrito del copertone, mentre come via media è stato inserito lo sterrato. Tra le varie sezioni di tracciato si possono inserire elementi modificatori, come il turbo o il sistema di propulsione direzionabile, lo slow-motion e tanti altri.

Mescolando il bagaglio di elementi gameplay di Trackmania è inevitabile che i risultati siano imprevedibili, dinamici e potenzialmente (dannatamente) complessi.

+ Effetto patatine assicurato
+ Accessibile ma dannatamente competitivo
+ Presenza del pacchetto di lancio gratuito (non più semplice trial)
+ Motore di gioco molto leggero

Trackmania è il reboot della serie, anche se definito remake del leggendario Nations, che mira a diventare un servizio dinamico, vivo e frizzante, adeguato a supportare una possibile scena competitiva e perfetto per dare alla community gli strumenti necessari per tenere vivo l’interesse per il gioco sul lungo periodo.

Gli spunti raccolti durante l’anteprima ci hanno convinto e nel tempo a disposizione abbiamo sviluppato il tipico effetto patatine, accumulando partite su partite alla ricerca della valutazione massima o della scalata alla classifica. Tecnicamente il prodotto vale più di tanti concorrenti e combina una grafica piacevole con un engine leggero e a portata di molte piattaforme non più di primo pelo. Per il prodotto completo e una sua valutazione ci sarà d’aspettare l’1 luglio.




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