The Persistence, recensione del Rogue Like Horror in VR

Recensione
A cura di FraFont - 15 Agosto 2018 - 0:00

La paura è un’emozione affascinante, ci fa sentire l’adrenalina e il cuore che batte, poi l’istinto di sopravvivenza prende il controllo e ci fa reagire prima che il nostro cervello possa razionalmente comprendere la situazione. Per qualche masochistico motivo, a volte ci piace metterci in queste situazioni. C’è chi si avventura in edifici abbandonati, chi si lancia col paracadute e chi guarda un film horror, tutti questi, però, si stanno perdendo il vero brivido della paura: giocare a The Persistence, il nuovo roguelike di FireSprite. Metafore colorite a parte, the Persistence si erge con onore tra i giochi horror VR più validi sulla piazza, subito sotto l’acclamato Resident Evil 7, ma non per questo meno degno della vostra attenzione.
I giochi horror in VR sono proprio una meraviglia, se ben fatti, e sono forse uno dei generi che meglio sfrutta le potenzialità di questo mezzo ancora relativamente giovane. The Persistence cerca di tirare fuori il meglio dalla realtà virtuale e crea un’esperienza di gioco nata e sviluppata per questo mezzo, sfruttando tutte le sue caratteristiche e offrendo una miracolosa varietà di opzioni per limitare al minimo la motion sickness. Quest’ultima possibilità, essendo io un soggetto estremamente sensibile al visore, mi ha permesso sessioni di gioco discrete, superiori all’ora e mezza, prima di avvertire il solito disagio. Se anche voi amate la realtà virtuale ma lei non vi ama allo stesso modo, queste opzioni di personalizzazione vi aiuteranno sensibilmente.
The Persistence, recensione del Rogue Like Horror in VR
Terrore e Sci-Fi
The Persistence, con le sue 10 abbondanti ore di gioco, ci proietta nello spazio, nel clone dell’ufficiale Zimri Eder, e ci affida un’unica importante missione: riparare la nave e permettere a Serena Karim, unica sopravvissuta, di evitare una tragica fine nel buco nero verso cui vi state dirigendo. Ebbene sì, in questa avventura saremo un semplice clone, un essere tra mille, con un’importantissima missione. Non saremo, però, gli unici pezzi di carne ad aggirarsi tra i corridoi della nave: per ironia della sorte, gli stessi dispositivi che ci hanno riportato in vita hanno subito un malfunzionamento, e ora la nave ospita un numero indefinito di mutanti assetati di sangue.
La morte è sempre un evento traumatico, soprattutto in VR, ma, quando si è un clone tra molti, diventa  solo un evento come un altro! Ogni volta che una di queste orrende creature vi manderà al creatore, vi basteranno pochi secondi in un dispositivo di rigenerazione per ritornare in azione, più forte di prima; una spiegazione narrativa sicuramente non originale ma comunque molto più allettante dei soliti check point. Inoltre, in questa fase arriverete ad una schermata che vi farà potenziare il personaggio, permettendovi di tornare da quei brutti ceffi per insegnargli, con la giusta arroganza, un po’ di buone maniere. Il potenziamento del personaggio offre una discreta gamma di miglioriamenti che si adatteranno allo stile di gioco che preferite. Tutto ciò che dovrete fare, perchè ciò diventi realtà, è raccogliere Cellule Staminali, sparse in abbondanza per la nave. Una volta rigenerati, avrete la possibilità di spendere i FAB-Chip, altro collezionabile presente sulla nave, per comprare terribili armi, tutte dotate di poche ma devastanti munizioni.
The Persistence, recensione del Rogue Like Horror in VR
Vita nuova, livelli nuovi
Ora, non appena uscirete dalla capsula di rigenerazione, proprio mentre pregusterete il dolce sapore della vendetta e le vostre mani tremeranno al pensiero di raccogliere extra FAB-chip, The Persistence vi coglierà di sorpresa. Ogni volta che rinascerete in un nuovo clone, oltre a perdere il vostro equipaggiamento, la disposizione delle stanze nella nave sarà diversa, proprio a causa di quel maledetto buco nero. Per creare un’esperienza horror, teoricamente il giocatore deve sentirsi disorientato e senza controllo su ciò che sta succedendo, è proprio dall’imprevedibilità delle conseguenze che nasce il senso di instabilità e terrore; mescolare le stanze e privarci del nostro equipaggiamento è un ottimo modo per farlo. Questo elemento rende ogni minuto un’esperienza unica, tra esplorazione, nuove armi e nemici dietro l’angolo, alzando anche la rigiocabilità alle stelle. Non preoccupatevi, poi, per i vostri preziosi oggetti, il gioco ve ne offrirà di nuovi. In generale, considerando la natura breve ma intensa di questi dispositivi, perdere un’arma non vi ferirà nell’orgoglio più del dovuto, dopo un paio di rigenerazioni.
The Persistence, recensione del Rogue Like Horror in VR
Da preda a cacciatore
The Persistence presenta un ritmo narrativo generalmente buono. Il gioco cambia con il giocatore e cerca di offrire spunti diversi, distinguendo in particolare le fasi iniziali da quelle finali. Nelle prime sezioni di gioco sarete più incoraggiati a scappare e puntare tutto sulle vostre abilità furtive, evitando gli scontri e agendo d’astuzia. Più avanti, quando avrete potenziato il vostro personaggio, potrete permettervi il lusso di tirare fuori il Rambo che è in voi, chiaramente con moderazione. In questa seconda fase di gioco, sarà più facile uscire allo scoperto e avere un approccio più attivo e cruento nei confronti del nemico. Tutto ciò, rimane comunque a discrezione del giocatore. In generale, è apprezzabile il fatto che The Persistence offra deliberatamente due stili di gioco in uno stesso arco narrativo perfettamente sensato, concedendo al giocatore, nelle ore finali, la soddisfazione di riscattarsi dopo aver passato diverse ore nascosto nell’ombra.
Graficamente, il titolo si presenta in uno stile pulito e piacevole, con una nota di merito per il comparto audio assolutamente raffinato. Negli horror, il sonoro è sicuramente uno degli elementi più importanti. FireSprite ha colto la palla al balzo e ci ha proposto un’esperienza uditiva suggestiva e coinvolgente in ogni dettaglio. Una piccola nota negativa va, invece, all’interfaccia con i parametri vitali del giocatore, talvolta d’intralcio e talvolta non perfettamente chiara e utilizzabile.
Cercando di riassumere, The Persistence offre una quantità di ore di gioco in realtà virtuale assolutamente onesta, condite da un ottimo ritmo, un’ambientazione intrigante e, non meno importante, un prezzo relativamente contenuto di 24,99€. Se siete amanti dell’horror o semplicemente in cerca di un gioco diverso sul PSVR, questo articolo non può mancare alla vostra collezione.


– Longevità e rigiocabilità ottima
– Ambientazione intrigante
– Sonoro eccezionale
– Ottime possibilità di personalizzazione del personaggio


– Interfaccia non ottimale


8.5

The Persistence, prende tutti gli elementi di un roguelike li combina al meglio con una raffinata VR, portandoci attraverso stanze buie ricche di macabre sorprese. L’audio eccezionale e la grafica pulita ci accompagnano attraverso molte vite e rigenerazioni, affrontando dungeon sempre diversi. Nostri fedeli compagni saranno le Cellule Staminali e i FAB-Chip, usati rispettivamente per potenziare il nostro personaggio o acquistare nuove letali armi. Ogni corsa sarà emozionante come la prima, e il ritmo del gioco vi porterà da lenti pavide sequenze stealth, a situazioni più movimentate verso la fine del gioco. Se avete il visore, e sentivate il bisogno di un’avventura da brivido, The Persistence è la scelta giusta.




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