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The Last Hero of Nostalgaia | Recensione – Un Dark Souls satirico

The Last Hero of Nostalgaia è un tentativo di fare ironia sui soulslike mentre si rende omaggio a Dark Souls. Il risultato non è però dei migliori e vi diciamo cosa è andato storto nella nostra recensione.

The Last Hero of Nostalgaia non è solo l’ultimo di una folta schiera di giochi che provano a incunearsi in quella meravigliosa ex nicchia dei soulslike. La popolarità crescente e i numeri da capogiro in termini di vendite, com’è facile immaginare, non potevano lasciare indifferenti tutti quegli sviluppatori che adesso provano in tutti i modi a salire sul carro dei vincitori e attirare a sé le luci della ribalta.

The Last Hero of Nostalgaia

Piattaforma:
PC, XONE, XSX
Genere:
soulslike
Data di uscita:
19 Ottobre 2022
Sviluppatore:
Over the Moon
Distributore:
Coatsink

Tutti i pretendenti non sono riusciti finora ad avvicinarsi alla qualità eccelsa dei titoli creati da From Software e, al di là di qualche mosca bianca che dimostra di avere in effetti grande potenziale anche in chiave futura, la guerra dei cloni si è nella maggior parte dei casi conclusa in un’ecatombe utile a sfoltire tanta, troppa mediocrità.

Chi si prende sul serio ricalcando i topoi del sottogenere finisce puntualmente nell’imitare pedissequamente la fonte d’ispirazione, cadendo però vittima di tanti micro e macro errori che frenano in modo brusco buona parte delle ambizioni. Diversificarsi diventa dunque un obbligo, se si vuole in qualche modo innovare e proporre valide alternative, ma c’è anche da fare i conti con budget ed effettive capacità di allinearsi alla modernità.

The Last Hero of Nostalgaia, la storia

L’ermetismo della narrazione nei soulslike è ciò che spinge i giocatori a parlare più lungo di queste opere: analisi di lore, mezze frasi un po’ capziose, descrizioni di oggetti, libere interpretazioni e dettagli che emergono anche dopo mesi o anni, sono tutti elementi che riescono puntualmente a generare grande curiosità tra gli appassionati.

The Last Hero of Nostalgaia, in parte, ricalca anche questa caratteristica, ma aggiunge qualcosa di piuttosto inconsueto per un soulslike: un narratore onnisciente, un po’ sbeffeggiatore e un po’ salace, che con le sue frasi punteggia le tappe dell’avventura.

Un tutorial che fa finta di farvi scegliere le fattezze del vostro personaggio.

D’altra parte, The Last Hero of Nostalgaia è per stessa ammissione degli sviluppatori un grande e appassionato tributo in chiave satirica al sottogenere. Vedendolo da fuori e facendo superficiali valutazioni di primo acchito, il titolo creato da Over the Moon potrebbe un po’ stonare, se si considera la grande solennità che aleggia attorno alle altre opere.

Se però si entra nell’ottica giusta, già dopo qualche minuto si riesce ad apprezzare quantomeno la volontà di cambiare un po’ le carte in tavola dal punto di vista del racconto. Potreste asserire che così c’è il rischio che si perda un po’ il gusto della scoperta, e se non sapessimo quale sia la storia dietro The Last Hero of Nostalgaia potremmo anche darvi ragione.

Il punto, come lasciato intendere, è che The Last Hero of Nostalgaia non si prende mai davvero sul serio, e pur incorporando in sé la tipica struttura dei primi soulslike di From Software (e non quella di Elden Ring, di cui trovate la recensione qui), trova una scappatoia narrativa per proporsi come un unicum. Lo si capisce già dalla creazione del personaggio, che vi lascia scegliere il nome, la classe e impostare dei parametri fisici solo per finta, perché il vostro protagonista è un agglomerato semplice di lineette in pixel che non può essere modellato secondo i vostri canoni estetici.

Il gioco dimostra che è possibile fare ironia in un genere dai toni così solenni.

Questo impoverimento grafico è dovuto alla condizione in cui versa il mondo di gioco, che sta lentamente regredendo fino a tornare agli albori del videogioco, quando ancora non si poteva gridare ai presunti scandali su barbe da donna o sull’ipertrofia muscolare nel gentil sesso. Quello di The Last Hero of Nostalgaia è dunque un universo che sta lentamente andando in malora, e in questo è facile trovare analogie coi mondi ideati da FromSoftware.

La variante, se così vogliamo chiamarla, è rappresentata dal fatto che qui ci sono dei momenti clou ideali che ripercorrono la storia del videogioco, con tanto di riferimenti più o meno palesi. Nel portare a termine l’operazione di restauro che si contrappone alla regressione dapprima in pixel e poi in codici sempre più scarni e poveri di dettagli, il giocatore non farà nulla di molto diverso da ciò che per anni ha fatto con gli altri titoli del genere.

E anche narrativamente potremmo disegnare un parallelo tra l’ineluttabile caducità in cui si è immersi e la volontà ultima di ripristinare un nuovo ordine che riporta un po’ di nuova luce nel buio del grande caos.

Le boss fight di peso sono purtroppo poche.

Gameplay

Il sistema di gioco di The Last Hero of Nostalgaia è croce e delizia per i puristi che non vorrebbero mai vedere variazioni sostanziali. Avanzerete esattamente come in Dark Souls (trovate l’intera trilogia su Amazon) con le stesse movenze del personaggio, facendo le stesse azioni e avendo anche la stessa mappatura dei comandi. Ecco dunque che sarà possibile eseguire un colpo forte, uno più leggero, la parata con scudo, la classica rotolata, la corsa e il tasto azione per raccogliere oggetti, parlare con gli NPC o tirare le leve. Anche menù e gestione dell’inventario non differiscono granché, e questi sono i sostanziali motivi per cui i giocatori si sentiranno immediatamente a proprio agio con le meccaniche di base del gioco.

Non mancano i falò, la stamina da tenere sott’occhio mentre viene esperita ogni azione e anche buona parte delle situazioni di gioco sono in modo evidente richiami, consuetudini e momenti già vissuti innumerevoli volte. In poche parole, The Last Hero of Nostalgaia è una sorta succedaneo che interrompe l’astinenza di coloro che non ne hanno mai abbastanza di soulslike.

A che prezzo gli estimatori del sottogenere dovrebbero avvicinarsi a questo progetto, se non può nemmeno vedere da lontano i mostri sacri? L’ironia da sola può bastare? E soprattutto, funziona tutto come dovrebbe? Le risposte non sono purtroppo delle migliori.

Se è vero che The Last Hero of Nostalgaia è un prodotto da fan per i fan, che trova nella sua formula rodata e nel suo stile unico le proprie ragioni d’essere, è vero anche che non si può chiudere un occhio sulle più evidenti problematiche che affliggono il progetto. Com’è noto, questa tipologia di giochi, nel tempo, si sono sempre più affinati e al contempo il loro pubblico è diventato sempre più esigente.

Oltretutto, i giocatori hanno imparato ad adattarsi a quelle difficoltà quasi elitarie e hanno trovato i propri metodi per rendere più abbordabili le sfide proposte. Arrivare oggi sul mercato con delle falle nei pilastri portanti del gameplay è dunque un problema non da poco, che fa crollare precipitosamente la valutazione legata al giudizio finale.

Nella fattispecie, The Last Hero of Nostalgaia ha dei problemi strutturali che influiscono sulla godibilità dell’avventura, che si esaurisce in meno di venti ore e ha la non trascurabile aggiunta dei sottotitoli in italiano. Il livello di difficoltà, anziché seguire una curva uniforme, in non pochi frangenti dimostra parecchi sbilanciamenti. Certo, è pur sempre un soulslike e non ci si può aspettare che tutto vada liscio, ma non si può nemmeno accettare una conduzione di gioco problematica, che passa da eccessiva semplicità a picchi acuti. In generale, per chi è già stato forgiato da altri giochi simili, The Last Hero of Nostalgaia non è un’impresa che fa sudare le proverbiali sette camicie.

Eppure le molte imprecisioni, hitbox non perfette, la mobilità del personaggio un po’ limitata e una serie di ingenuità che gravano sulla qualità dei combattimenti, pesano di fatto come macigni.

A ciò si va ad aggiungere un design dei livelli con tanti bassi, soprattutto quando si rivela confusionario e inutilmente contorto, assoggettato a lungaggini che nel 2022 non vorremmo più vedere. Come avrete intuito, soprattutto questi due punti (che sono il fiore all’occhiello dei soulslike più riusciti) si rivelano dei punti dolenti che si vanno a sommare a una qualità non al top da tutti i punti di vista.

Alcune trovate sono indubbiamente buone, va detto, ma non possono bastare per porre in rilievo The Last Hero of Nostalgaia.

Versione recensita: PC

6,4

The Last Hero of Nostalgaia

Piattaforme: pc, xone, xsx
A The Last Hero of Nostalgaia non può bastare l'ironia e la capacità di saper omaggiare il genere per poter emergere. E non possono bastare nemmeno le indubbie capacità di saper proporre narrativamente un racconto accattivante e in grado di deridere in modo bonario i soulslike. Le ingenuità sono molte e le imprecisioni anche, e quando il livello medio è così alto, riuscire a farsi notare diventa ancora più difficile. Chi è perennemente in astinenza può però dargli una chance, perché troverà molte delle caratteristiche chiave dei Dark Souls.

Pro

  • Ha l'impalcatura dei Dark Souls
  • Fa ironia sul genere mentre propone una curiosa alternativa alla narrazione

Contro

  • Design dei livelli talvolta confusionario
  • Tante imprecisioni legate a hitbox e movenze chiave durante i combattimenti
  • Difficoltà mal bilanciata
6,4