The Elder Scrolls: Blades, il capitolo della saga che delude – Recensione

Il fantasy mobile di Bethesda non è dei migliori.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 26 Maggio 2020 - 10:28

La conversione di The Elder Scrolls: Blades per Nintendo Switch non è stata delle più facili: a novembre 2019 Bethesda aveva infatti confermato il rinvio del gioco fino all’inizio del 2020, cosa resa ancora più complicata dall’emergenza sanitaria in corso. Ora, dopo mesi di attesa, lo spin-off della saga di TES è finalmente arrivato anche sulla piattaforma ibrida, considerando anche che si tratta dell’unica versione di gioco per console possibile, vista la natura strettamente mobile del gioco (e di conseguenza, la modalità handheld dell’ibrida Nintendo si sposa che è una meraviglia).

In maniera del tutto identica alle edizioni del gioco viste su sistemi iOS e Android, The Elder Scrolls: Blades promette di riportare i giocatori all’interno di un gran numero di dungeon e scenari tratti da una delle saghe fantasy più sorprendenti – e amate – di sempre (il tutto, in maniera assolutamente gratuita, trattandosi di un free-to-play). Sarà davvero un prodotto imprescindibile come quasi tutti gli altri capitoli della saga, oppure qualcosa è andato storto?

The Elder Scrolls: Blades, il capitolo della saga che delude – Recensione

Bentornati a Tamriel, più o meno

La trama di Blades è decisamente più snella e meno complessa rispetto a quella dei titoli della serie maestra: nei panni di un guerriero solitario vedremo il nostro villaggio natio ridotto a macerie dopo l’attacco della temibile Regina Sanguinaria. Dopo aver creato da zero il nostro personaggio – tramite il consueto editor – saremo chiamati a ricostruire la città completando quest e guadagnando denaro a sufficienza per ritirare su il nucleo abitativo (dalle case passando per i negozi di armi e oggetti).

A differenza della serie classica di The Elder Scrolls, Blades ci darà infatti modo di approcciarci a tutta una parte gestionale mai vista prima. Questa particolare formula di gioco ci permetterà di accedere a nuovi armamenti e di entrare in contatto con vari personaggi non giocanti, i quali ci spiegheranno man mano la trama principale sbloccando di conseguenza nuove missioni da portare a compimento.

Le varie quest ci porteranno infatti ad esplorare diverse zone della mappa principale, tutte chiaramente ispirate al classico canovaccio fantasy della serie Bethesda: si va infatti da foreste zeppe di insidie, passando per roccaforti abbandonate e catacombe infestate da non-morti e creature degli inferi (alcune delle quali prese di peso dalla serie base).

Purtroppo, però, una volta che The Elder Scrolls: Blades tenterà di avvicinasi ai suoi illustri fratelli maggiori, tutti i difetti della produzione mobile verranno inevitabilmente a galla. Grazie allo stick analogico sinistro potremo muovere il nostro personaggio, mentre con quello destro regoleremo la visuale di gioco.

I tasti dorsali sono invece adibiti gli attacchi da destra e da sinistra (se avete giocato un qualsiasi capitolo di TES, avrete capito al volo il funzionamento). I problemi iniziano con il level design, povero di idee e ancor meno di guizzi creativi, che ci darà modo di attraversare una lunga sequela di corridoi e stanzoni spesso davvero troppo simili tra loro.

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La spada si è spezzata

Dimenticate gli intricati labirinti di Skyrim o le lande di Oblivion, qui non v’è traccia. Ciò vanificherà quindi il senso di esplorazione, da sempre uno dei punti di forza della saga di TES, sebbene sarebbe bastata una maggiore attenzione all’architettura dei dungeon per rendere le varie quest primarie (e secondarie) lontane dallo sbadiglio perenne. A deludere è anche il grado di interazione ambientale pressoché nullo, per via anche dei numerosi muri invisibili che ci impediranno di esplorare oltre i confini del livello pre-impostato dagli sviluppatori.

Anche dal punto di vista puramente grafico, Blades non mette in mostra chissà quali performance tecniche, visto che il gioco risulta essere una conversione 1:1 dell’edizione precedente apparsa su smartphone e tablet. Alcuni problemi di lag in varie zone – specie alcuni dungeon affollati di mostri e avversari di ogni genere – renderanno non poco frustrante il tutto (sperando che una patch correttiva possa intervenire in tal senso al più presto).

The Elder Scrolls: Blades, il capitolo della saga che delude – Recensione

Altro malus che non è di certo passato inosservato è la totale assenza delle feature esclusive di Nintendo Switch, vale a dire il motion control e il supporto ai 60 fotogrammi al secondo. Un vero peccato, visto e considerato che entrambe le caratteristiche avrebbero permesso al gioco di brillare di luce propria (o perlomeno, un po’ di più rispetto allo stato attuale).

Fortuna vuole che Bethesda abbia invece scelto di includere una delle chicche più interessanti, ossia il cross-save con la versione mobile del gioco. Basterà infatti collegare il proprio account Nintendo al gioco, per trasferire i nostri salvataggi tra Switch e l’edizione mobile (e viceversa). I progressi raggiunti nella nostra precedente partita saranno quindi conservati, avendo anche modo di scegliere a quale versione di Blades dedicarci. Nota: il titolo è un free-to-play anche per quanto riguarda questa edizione per la piattaforma ibrida, ma è ovviamente scontata la presenza di alcuni acquisti in-app all’interno del gioco.

+ L'atmosfera è quella classica di TES
+ Il cross save
+ Combat System rapido e funzionale...
-... a differenza del senso di esplorazione, nullo.
- Problemi di lag e vari bug di sorta.
- Nessuna feature esclusiva per Switch

5.5

Pur trasudando la classica atmosfera fantasy che i fan della saga conoscono fin troppo bene, The Elder Scrolls: Blades su Nintendo Switch è un gioco decisamente poco riuscito, un mero passatempo per i fan sfegatati di Tamriel e dintorni che proprio non riescono a fare a meno dell’ennesima avventura prodotta da Bethesda Game Studios. Va detto che l’anima da free-to-play ben si sposa con il concept di gioco, lontano (ovviamente) dall’essere un nuovo capitolo della saga a tutto tondo. Purtroppo, però, l’assenza di feature esclusive per la piattaforma ibrida, alcuni fastidiosi bug di percorso e un comparto tecnico buono ma non troppo, vi priveranno di quel guizzo d’eccellenza a cui la serie ci ha abituato da anni.




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