The Division 2: Episodio 1, le nuove missioni di una Washington sempre più bucolica

Chi ben comincia è a metà dell'opera e il primo DLC di The Division 2 è sulla giusta strada!

SPECIALE
A cura di Valentino Cinefra - 30 Luglio 2019 - 10:48

Mentre viviamo un’insolitamente densa estate videoludica, The Division 2 si aggiorna per la prima volta in maniera molto corposa con Episodio 1, ovvero il primo dei DLC previsti per tutto il corso dell’anno. Non che Ubisoft Massive non avesse mai messo mano al titolo dal lancio, anzi, perché tra i contenuti endgame, i piccoli aggiustamenti, ed il primo raid, The Division 2 non è mai rimasto il videogioco che era all’inizio. Un supporto per altro, ci teniamo a ricordarlo nell’epoca di microtransazioni e lootbox che viviamo, che sarà gratuito dall’inizio alla fine. Con il pass è possibile solamente giocare le missioni aggiuntive con una settimana di anticipo, ed ottenere dei crediti premium che sono legati esclusivamente agli acquisti cosmetici, ma per il resto dal 30 luglio prossimo chiunque potrà scaricare i primi contenuti inediti di storia di The Division 2.

Cosa contiene, esattamente, Episodio 1? Due nuove missioni principali, nuovo equipaggiamento da ottenere in qualsiasi attività si svolga all’interno di The Division 2, il matchmaking per Cuore della Notte (il raid di cui sopra) che è una feature che i giocatori hanno richiesto da sempre (ma si può fare solo per la modalità più semplice, perché Massive vuole che le partite più impegnative siano immuni da troll e giocatori tossici), bilanciamento di armi ed abilità, cooldown ridotti in modo significativo per tutte le abilità, una serie di piccoli ma importanti aggiustamenti per quanto riguarda l’interfaccia, la leggibilità dei menù e dell’azione di gioco, ed infine il primo ramo dell’inedita modalità Spedizione.

 

Welcome to the Jungle

Dopo aver scoperto lo sconvolgente coinvolgimento del Presidente Ellis nelle vicende del Veleno Verde, The Division 2 ci aveva lasciato con l’invasione della Black Tusk di cui occuparci.

È la prima delle due missioni, Accampamento White Oak, a riportarci a caccia del Presidente. Nell’omonima riserva naturale di Washington DC, lo scenario che ci si pone davanti è quello che potrebbe riportare alla mente un film come Platoon, Rambo, o in generale un war movie ambientato nella giungla. Proseguendo con il lavoro di estetica e world building fatto nella parte urbana della città, dove la natura ha reclamato il suo posto tra il cemento, la costruzione della mappa di White Oak spinge ovviamente l’acceleratore di più su quell’estetica. E, ancora una volta, non possiamo che fare i complimenti ai creativi di Ubisoft Massive per essere riusciti a costruire qualcosa di palesemente inedito in termini visivi.

Ma se l’occhio vuole la sua parte, e la ottiene in questo caso, non è solo visivamente che la missione funziona. Ci ritroviamo in una missione principale abbastanza corposa (sebbene la seconda sia leggermente più lunga), con un level design che riesce sorprendentemente ad essere ancora inedito, ad avere quella particolarità in più rispetto al passato. Trovandoci in una riserva naturale, ad esempio, molte delle mappe che fanno da base per gli scontri a fuoco hanno pochi ripari, oppure piccoli come alberi, tronchi messi di traverso a terra o piccoli ripari di fortuna. I nemici, la Black Tusk in questo caso, si comporta come di consueto per chi ha già affrontato un po’ dell’endgame di The Division 2.

La seconda missione, nello Zoo Nazionale Manning, ci porta invece ad affrontare di nuovo i Reietti e la loro leader, Emeline Shaw. Anche in questo caso vale il lavoro fatto per l’estetica con alcuni passaggi che, complice l’ambientazione, strizzano palesemente l’occhio a Jurassic Park ed in generale al filone dei disaster movie. In questo caso ci troviamo di fronte spesso a delle mappe molto larghe, aperte, con molti ripari ma che non danno mai una totale sicurezza. Questa seconda missione è leggermente più lunga della prima, oltre ad essere più impegnativa per via di una gimmick che all’inizio può risultare un po’ frustrante. Nella seconda sezione della missione si viene “inseguiti” per così dire da una monorotaia che copre tutto il parco naturale, che è invulnerabile se non per i pilastri che la sostengono che vanno minati con del C4 da raccogliere dai nemici caduti.

 

Quando The Division 2 diventa un dungeon crawler (o quasi)

Se le due missioni sono perfettamente in linea con quelle viste nella campagna principale di The Division 2, ed in alcuni momenti per estetica e level design anche superiori forse, o perlomeno talmente nuove da non sembrare in alcun modo riciclate, l’inedita modalità Spedizione ci lascia ad oggi un po’ perplessi. Si tratta, in buona sostanza, di una sorta di dungeon urbano in cui bisogna completare tre ricerche. Ogni complesso rimane attivo per una settimana, ce ne sono in tutto quattro, e quindi per completarlo del tutto ed ottenere un’arma esclusiva bisogna ritornare saltuariamente su The Division 2 per un mese.

In questo caso è interessante come il focus di Ubisoft Massive sia quello di voler restituire l’idea di una indagine, invece che della classica guerriglia urbana. Ci sono oggetti da trovare, enigmi da risolvere, e sostanzialmente un tipo di gameplay finora inedito. L’idea funziona, ma la realizzazione finale non è esaltante, pertanto ci aspettiamo di riparlarne tra un po’, quando l’intera prima parte di Spedizione dedicata al Kenly College sarà completa.

Il primo DLC di The Division 2 è un’ottima prova da parte dei ragazzi di Ubisoft Massive. Oltre agli aggiustamenti, le correzioni e le novità più piccole, le due missioni principali sono ben costruite, divertenti, ed esteticamente ancora appaganti. Non era un compito facile proporre dei contenuti che non sembrassero rimaneggiati, per questo facciamo dei sentiti complimenti allo studio. La modalità Spedizione è un ottimo esperimento, per ora riuscito discretamente a dimostrazione della grande inventiva dei ragazzi dello studio di Malmo. Però, non ci ha lasciato relativamente a bocca aperta nella realizzazione finale, per cui l’appuntamento è rimandato a quando tutti i rami del Kenly College saranno sbloccati.




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