The Blind Prophet, l’apostolo che volle liberarci dal male – Recensione

The Blind Prophet è un'avventura grafica classica e cupa che si ispira alle opere dei grandi maestri del fumetto. Ve la raccontiamo nella nostra recensione.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 21 Febbraio 2020 - 10:46

All’inizio dello scorso anno, gli sviluppatori francesi ARS GOETIA presentarono un loro progetto su Kickstarter: si trattava di un punta un clicca piuttosto classico ma dalla resa estetica estremamente cupa, con un personaggio enigmatico e dall’aria tipica dell’antieroe. A poco più di un anno di distanza e col progetto completamente finanziato (ma non abbastanza da includere anche i sottotitoli nella nostra lingua), The Blind Prophet si presenta sul mercato con la certezza di sapersi distinguere dagli altri titoli del genere.

Al punto giusto, nel momento giusto

The Blind Prophet parte d’improvviso, senza un’introduzione, senza farvi capire chi siete, cosa fate e perché vi trovate in quella città buia, puzzolente e pericolosa chiamata Rotbork. È una cittadina portuale poco raccomandabile che si è espansa col tempo anche grazie all’annessione di Gore Bay, teatro di fiorenti commerci e affari loschi. Nel tempo, però, ha subito una netta inversione di tendenza, riducendo gli abitanti in uno stato economico disperato, che ha spalancato le porte alla corruzione e al malaffare.

The Blind Prophet, l’apostolo che volle liberarci dal male – Recensione

Lì, seduta nei pressi del molo, c’è una ragazza sotto shock, incapace di spiegare al protagonista cosa sia successo e perché a poco più di un metro da lei ci sia la mano recisa del suo probabile aggressore, segno evidente di una terribile colluttazione. Il protagonista, l’apostolo scelto da Dio chiamato Bartholomeus, ha un destino già segnato e una missione divina da compiere, proprio lì dove un male più grande si annida. The Blind Prophet si presenta in questo modo e vi lascia la piena libertà di esplorare le zone nel tipico stile delle avventure grafiche classiche.

Non è infatti un mistero che tra le fonti d’spirazione ci sia quel mostro sacro di Broken Sword e i suoi immancabili epigoni, segno che gli sviluppatori hanno voluto asciugare il più possibile il sistema di gioco per renderlo fruibile al grande pubblico. Le interazioni semplici, la snella interfaccia utente e la chiarezza delle missioni sono coadiuvate dalla possibilità di poter consultare in qualunque momento una sorta di diario delle missioni, assieme ai pensieri che Bartholomeus tiene dentro di sé, consultabili da un riquadro in basso a destra tutte le volte che ci si sente smarriti. Non che servano a molto, sia chiaro, ma fungono da promemoria per l’attività principale.

The Blind Prophet, l’apostolo che volle liberarci dal male – Recensione

Apostoli e demoni

Qualora doveste rimanere bloccati tra le sudice vie di Rotbork (eventualità in realtà piuttosto remota), Bartholomeus può ricorrere a un suo potere che gli consente di vedere in qualunque momento quali sono gli elementi dello scenario con cui si può interagire. Così facendo, in The Blind Prophet si elimina quel fastidioso problema che spinge i giocatori a cliccare su qualunque cosa sia presente su schermo al fine di trovare il punto esatto che apre la via alla normale progressione di gioco.

In The Blind Prophet il rischio di agire come nelle produzioni anni ’90 non esiste, ma ciò non significa che il titolo di ARS GOETIA sia di una semplicità disarmante. C’è un buon equilibrio tra gli enigmi, che risultano essere sempre onesti e mai assurdi o basati su strane casualità. A eccezione di qualche rompicapo a tempo, dunque, The Blind Prophet scorre via senza troppi problemi, in maniera anche piuttosto rapida. Si consideri infatti che basteranno circa cinque ore per portare a termine l’avventura, a cui sembrano proprio mancare dei dettagli della storia non da poco, con sparizioni improvvise di personaggi e mancati approfondimenti.

The Blind Prophet, l’apostolo che volle liberarci dal male – Recensione

Il motivo è da imputare alla struttura “modulare” della campagna Kickstarter, che prevedeva parti in più in caso di finanziamenti aggiuntivi. Risulta evidente che gli sviluppatori abbiano fatto un po’ di economia, in tal senso, e non è chiaro se alcuni contenuti verranno aggiunti post-lancio.

A brillare in maniera fulgida è la sontuosa direzione artistica, che presenta un’estetica da fumetto cupo che non può non ricordare le opere più significative di mostri sacri come Frank Miller, Mike Mignola e Moebius.

+ Direzione artistica che ricorda i grandi maestri del fumetto dark
+ Struttura classica e un'interfaccia utente snella e chiara
- Breve
- Alcuni contenuti sembrano essere stati tagliati via brutalmente

6.6

The Blind Prophet è un’avventura grafica dall’aspetto unico, che basta da solo per fare emergere l’opera di ARS GOETIA dal mare magnum dei titoli dello stesso genere. Lo stesso non si può dire per tutto il resto, che risulta essere piuttosto classico e senza guizzi narrativi né alcuno spunto di gioco davvero degno di nota. Tuttavia, gli amanti dei punta e clicca a tinte dark dovrebbero assolutamente dare una chance al gioco, a patto che la durata esigua non rappresenti un deterrente per l’acquisto.




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TAG: ars goetia, The blind prophet