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Tales of Arise è davvero il miglior capitolo della saga? | Recensione

Siamo davvero di fronte al miglior Tales of? Ve lo diciamo nella nostra recensione.

Atteso come il capitolo capace di far fare un importante salto in avanti a una saga che lo scorso anno ha compiuto ben venticinque anni, Tales of Arise aveva già lasciato intravedere tutto il suo potenziale durante le fasi promozionali.

Tale of Arise

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
10 Settembre 2021
Sviluppatore:
Bandai Namco
Distributore:
Bandai Namco

Se nelle nostre due anteprime (che trovate qui e qui) avevamo apprezzato il modo in cui venivano introdotte le nuove dinamiche di gioco e l’elaborato sistema di combattimento, ancora poco si sapeva della storia e delle tematiche trattate dal nuovo capitolo.

Dopo essere stati pienamente coinvolti nell’avventura di Alphen e Shionne, idealmente agli antipodi e appartenenti a due popoli in contrasto da ben trecento anni, possiamo dire che Tales of Arise è di fatto uno dei migliori jrpg dell’anno e con ogni probabilità anche il capitolo più importante della saga. Non perché sia un punto di svolta o perché funga da trampolino verso nuovi modi d’intenderla, ma perché riesce a racchiudere al suo interno tutto ciò che ci si aspetterebbe da un gioco di ruolo giapponese degno di nota, con non troppe sbavature che vanno a intaccare la valutazione globale dell’opera.

 

Tales of Arise – La storia

I renani e i dahnani sono due popoli in conflitto da ben tre secoli, con questi ultimi costantemente saccheggiati, esautorati e ridotti in piena schiavitù con prepotenze, soprusi e senza nessuno scrupolo. Alphen è apparentemente solo un ragazzo costretto ai lavori pesanti in miniera, senza memoria e con nessuna reale speranza di dare una sferzata alla propria vita.

Alphen non ha memoria del suo passato, ma è dotato di un'abilità innata che gli consente di brandire una spada infuocata e di non sentire dolore.

Eppure, a differenza degli altri nasconde un grande potere e si ritroverà d’improvviso a guidare una rivoluzione. Durante un percorso di ricerca e crescita che ha i connotati del viaggio di formazione, Alphen verrà accompagnato da Shionne, una ribelle renana che reca con sé una maledizione. I due, uniti dallo stesso obiettivo di sconfiggere i cinque lord che governano quelle terre ormai rese aride dallo sfruttamento selvaggio delle risorse, si ritroveranno al centro di un intrigo che coinvolgerà altri quattro personaggi, ognuno spinto da motivazioni differenti e con un background piuttosto curato.

Con momenti della trama ben orchestrati e dal ritmo ottimamente cadenzato, non privi di drammi personali che riaffiorano, improvvise perdite, sanguinose vendette e anche un paio di colpi di scena, Tales of Arise riesce a presentare una storia tutto sommato buona, benché abbondante di cliché tipicamente giapponesi. Vista in superficie, quella di Tales of Arise può essere intesa come una storia di amicizia, di affettuosa e corale unione d’intenti e di azioni benevole che hanno la meglio sulle malefatte dei prepotenti.

Shionne è una ribelle che rifiuta le angherie del suo popolo e ha grande sete di rivalsa.

Sotto questa coltre apparentemente un po’ naïf si celano in realtà tematiche di primo piano come le conseguenze più truci del colonialismo, furenti lotte di classe, le battaglie disperate di chi è pronto a sacrificare la propria esistenza pur di garantire diritti al proprio popolo, la ghettizzazione e gli estremismi della deportazione, la schiavitù moderna e le derive più oltranziste del progressismo.

Certo, di Tales of Arise va anche detto che i dialoghi più frivoli hanno la netta predominanza, così come è palese la tendenza dei personaggi ad essere eccessivamente ciarlieri, ma sottovalutare l’importanza dei messaggi di fondo sarebbe davvero un errore imperdonabile.

A fare da corollario alla trama principale ci sono diverse missioni secondarie, tutte opportunamente segnalate dal simbolo di una lettera postale sulle teste di chi è pronto ad affidarvi la missiva. Oltre a farvi crescere di livello, di esperienza e a far lievitare le vostre finanze, queste attività nascondono talvolta le situazioni di gioco più interessanti.

Considerando che il livello di sfida è piuttosto basso anche alla massima difficoltà, non possiamo far altro che apprezzare la presenza di simili attività che si discostano nettamente da quelle considerabili più di riempimento, che vanno anche a rimpolpare un computo totale di gioco che si attesta sulle media classica della serie. Oltretutto, la presenza del viaggio rapido in dei punti focali delle diverse mappe consente di evitare ogni inutile forma di backtracking.

Non ci saranno solo loro due: il cast prevede altri quattro membri del party.

Sistema di combattimento

Il fiore all’occhiello di Tales of Arise è senza dubbio il sistema di combattimento molto sfaccettato, profondo, piuttosto elaborato e in grado di lasciare libero spazio allo stile di gioco degli utenti. Per chi è lontano dal genere dei jrpg in tempo reale, la quantità di azioni da compiere potrebbe inizialmente scoraggiare, ma basta davvero una manciata di ore per entrare in sintonia con comandi che diventano naturali già dopo poche battaglie, con effetti a dir poco spettacolari e in grado di entusiasmare tutte le volte che i combattimenti si fanno più impegnativi e complessi.

Oltre a poter passare in ogni momento da un personaggio all’altro e sfruttare le loro peculiarità e caratteristiche uniche (fondamentali da alternare a seconda delle debolezze nemiche), in Tales of Arise il giocatore può eseguire degli attacchi in tandem con uno dei membri a scelta tra quelli che avranno raggiunto la ricarica dell’apposita barra. Per riuscirci, il sistema di combattimento prevede che totalizziate il maggior numero possibile di combo, così da facilitare proprio l’esplosione questi potentissimi attacchi.

Alcune missioni secondarie vi metteranno davanti ad alcune tra le battaglie più impegnative del gioco.

Il nemico potrà naturalmente interrompere la vostra striscia di colpi andati a segno, ma voi potrete contravvenire alle azioni avversarie tramite le possibilità offerte da un’altra meccanica ben studiata, che favorirà le abilità e i riflessi del giocatore. Stiamo parlando della schivata perfetta, che fa rallentare il tempo per qualche istante e consente di contrattaccare subito dopo, così da far lievitare ulteriormente il numero di colpi inferti.

Inoltre, se assieme all’aiuto dei vostri compagni riuscirete a non dare tregua al nemico, subissandolo letteralmente coi vostri attacchi, avrete la possibilità di scaricargli addosso una tra le molte limit di cui Tales of Arise si fregia, facendovi mettere spesso un punto definitivo ad alcune battaglie complicate.

Nel corso dell’avventura, il vostro party arriverà a essere composto da sei membri, e anche se non li metterete direttamente tra i quattro che si troveranno a lottare all’interno delle arene, nessuno verrà mai escluso dalla ricezione dei punti esperienza. Sebbene due di essi rimangano nelle retrovie, al raggiungimento di determinate condizioni potrete richiamarli tramite una combinazione di tasti e farli intervenire con colpi di inaudita ferocia. Oltretutto, ogni personaggio dispone delle cosiddette arti, che sono ulteriori tipologie di attacchi da associare ai tasti frontali del pad, fino a un massimo di sei quando il gioco si aprirà maggiormente.

Questi attacchi prevedono danni elementali, da stordimento, i cosiddetti launcher che consentono di infierire sugli avversari mentre a mezz’aria, colpi discendenti da concatenare, combo miste e azioni che favoriscono gli stili dei vostri compagni. Starà a voi sperimentare e trovare le soluzioni migliori per ogni combattimento, anche perché Tales of Arise prevede che non vi fossilizziate sempre con le solite mosse, altrimenti perderanno rapidamente di efficacia.

Gli attacchi in tandem son davvero devastanti e causeranno danni ingenti ai nemici.

Sistema di crescita e comparto tecnico

Da tenere costantemente d’occhio in Tales of Arise sono i punti cura (PC), che vanno a comporre in sostanza un bacino da cui può attingere tutto il vostro party per esperire gli incantesimi legati principalmente al recupero della salute. Considerando che il gioco vi pone come limite solo quindici unità di oggetti per ogni tipologia, si capisce come si tratti di un parametro a cui fare molta attenzione, se non si vuole rischiare di rimanere sguarniti proprio nel momento del bisogno. Oltretutto, alla fine delle battaglie i PC non si ripristineranno, pertanto dovrete tornare presso le locande o radunarvi attorno a un falò per riposare e recuperare le forze.

Dentro i dungeon non sarà possibile, ma il gioco, prima di una boss fight importante, vi farà comunque la grazia di ripristinare tutti i valori entrando in contatto con una misteriosa fonte energetica. Portando a compimento le missioni secondarie, esplorando a fondo gli ambienti e imbarcandosi in avventure che deviano dal percorso principale, avrete spesso come ricompensa un piccolo aumento permanente dei PC, oltre a una serie di pezzi rari dell’armamentario.

Se ciò non dovesse bastarvi, considerate inoltre che potrete forgiare nuove armi, nuovi amuleti, potenziarli offrendo i giusti materiali, cucinare per rinvigorire i membri del party e conferire loro buff di diversa natura, gestire un ranch per avere continui rifornimenti di latte e carni, pescare e una serie di altre mansioni facoltative che vi lasciamo il piacere di scoprire.

Ogni personaggio ha poi delle abilità da dover sbloccare progressivamente attraverso un’apposita schermata che prevede dei cerchi con sei punti in rilievo separati tra loro (e idealmente suddivisi in distinte specialità), che necessitano dei punti esperienza accumulati per attivare lo sblocco. Con personaggi votati alla magia sarà dunque utile sbilanciarsi verso le arti arcane e quelle curative, mentre per quelli più rapidi è preferibile avere maggiore rapidità e un forte accento sulla capacità di far aumentare la barra degli attacchi speciali, ma tutto sommato Tales of Arise vi lascia piuttosto liberi di gestire il vostro party come meglio preferite.

Tecnicamente la natura cross-gen dell’opera tradisce un po’ la sua bellezza globale, facendo notare uno stacco qualitativo piuttosto netto tra personaggi e scenari, soprattutto durante i filmati. Lo stile grafico è quello tipico delle ultime produzioni Bandai Namco, ormai irrigidita sulla volontà di far somigliare a tutti i costi le proprie produzioni agli anime. In questo caso specifico ha un senso, perché la serie ha sempre seguito una traccia artistica ben precisa; ciononostante, le texture fuori posto sono parecchie e siamo ancora lontani da un’estetica realmente next-gen.

Siamo completamente all’oscuro di come giri il gioco su PC, dato che l’unico codice fornitoci è stato quello PS5; per questo motivo, non abbiamo avuto modo di verificare la veridicità delle dichiarazioni legate ai 120 fps di quella versione, né tantomeno possiamo fare una panoramica sui dettagli tecnici. Sulla console Sony, al di là del genere che è solitamente avaro di sorprese tecniche capaci di mandare in visibilio il pubblico, la nostra esperienza è stata piuttosto appagante, soprattutto per le evoluzioni offerte dal sistema di combattimento.

Si tratta di un jrpg molto classico, con dungeon labirintici, ripetitivi e un design degli ambienti di vecchia concezione. Al di là di questi doverosi appunti, Tales of Arise riesce con merito a elevarsi come uno dei migliori jrpg dell’anno, tra ferrea tradizione e alcuni passi in avanti davvero niente male.

Versione recensita: PS5

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8,3

Tale of Arise

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Tales of Arise aveva già lasciato intendere di essere un titolo di alto livello durante le fasi di anteprima, ma le aspettative sono state addirittura superate in sede di recensione. Sebbene ci siano alcuni difetti tipici della saga, e più in generale del genere stesso, il sistema di combattimento stellare dona una nuova dimensione alla serie, che da questo momento in poi ha una solidissima base e grandissime prospettive future.

Pro

  • Sistema di combattimento davvero notevole, profondo e sfaccettato...
  • Al di sotto della superficie, la storia presenta importanti temi
  • Personaggi solidi e ben diversificati sia nel background che nelle caratteristiche uniche

Contro

  • ... Ma la difficoltà, anche al massimo, è tarata verso il basso
  • Graficamente lo stacco qualitativo tra personaggi e scenari è evidente
8,3