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Tales of Arise | Provato – La vera sorpresa di fine estate?

La seconda prova di Tales of Arise ha rafforzato le nostre ottime impressioni. Sarà il miglior gioco della serie?

A due mesi di distanza dalla prima prova effettuata (che vi abbiamo raccontato in questo articolo), abbiamo avuto la possibilità di tornare su Tales of Arise e avere un altro assaggio di ciò che ci attenderà il prossimo 10 settembre.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
10 Settembre 2021
Sviluppatore:
Bandai Namco
Distributore:
Bandai Namco

Diversamente dal primo contatto col jrpg che promette di migliorare ulteriormente la storica saga, le circa due ore che abbiamo passato col gioco erano maggiormente incentrate sulla storia, sul mondo di gioco, sui personaggi, sulle loro caratteristiche uniche e sulle dinamiche legate alla lotta di classe che imperversa da circa trecento anni.

I combattimenti, più sparuti e meno impegnativi (per motivi legati al fatto che si trattasse solo del primo capitolo),  ci hanno comunque dato ulteriori e preziose indicazioni, confermando quanto di buono già visto in precedenza e dimostrando una buona varietà e diverse differenze nell’approccio alle battaglie.

Tales of Arise – Dove tutto comincia

La seconda prova di Tales of Arise è servita sostanzialmente per introdurre dal punto di vista narrativo quelli che saranno i due personaggi principali, Alphen e Shionne, che nel corso dell’avventura saranno accompagnati da altri membri del party che daranno loro manforte. Già da questa primissima fase è possibile rendersi conto delle grandi differenze che intercorrono tra Rena e Dahna, con quest’ultima completamente vessata e saccheggiata fino all’osso.

Alphen, che muove i suoi passi all’interno di una miniera mentre indossa ancora la sua maschera di ferro impostagli sin dalla nascita, si ritrova proprio al centro di un moto rivoluzionario che apparentemente non potrà mai invertire le sorti di due classi completamente agli antipodi.

I due indiscussi protagonisti dell'avventura.

Minatori, uomini usati per estrarre energia e consumati dal logorio sembrano ormai rassegnati alla vita di schiavitù che da tempo si tramanda da generazione in generazione, mentre la sete di potere non fa altro che aumentare a dismisura il divario tra le due fazioni. L’incontro con Shionne, idealmente dall’altra parte della barricata rispetto ad Alphen, è destinato però a cambiare gli equilibri del pianeta: la ragazza reca con sé un potere interiore incredibile, che entra in risonanza col misterioso ragazzo esattamente dopo un evento dai contorni drammatici e dagli esiti tutt’altro che scontati.

Da quel momento in poi, i due si rendono conto che qualcosa potrebbe davvero cambiare radicalmente, e dopo una rapida e rocambolesca fuga dalle miniere, al party si aggiunge anche un terzo personaggio.

Tales of Arise sembra pescare a piene mani dal prontuario dei jrpg, anche per quanto riguarda ritmi e cliché della storia. Sebbene sia ancora presto per giudicare la tenuta della narrazione, l’incipit si è già visto in altre produzioni, e molte situazioni di gioco difficilmente riserveranno sorprese ai giocatori più smaliziati. Particolare e unico è semmai il modo di raccontare, con dialoghi che vengono spesso presentati attraverso l’estetica del fumetto, ma senza balloon: con delle tavole che vanno progressivamente a riempirsi in modo diverso a seconda dei momenti.

I personaggi che controllerete (sì, potrete cambiarli) potranno poi ricordare alcuni eventi, oppure approfondire le loro vite durante i momenti di pausa prima di alcune battaglie o importanti snodi. Inoltre, l’estetica da anime interattivo viene rafforzata da diverse scene animate su cui ha lavorato Ufotable, studio che ha in realtà già esperienza col franchise ed è stato reso ancora più popolare dal grande successo di Demon Slayer.

Al di là di ciò, in questa prova di Tales of Arise è stato interessante capire anche l’apertura che il gioco avrà: una volta fuori dalle miniere ci siamo infatti diretti nella prima città, piena zeppa di personaggi con cui dialogare, informarsi su usi e costumi del luogo, approfondire il microcosmo in cui ci si trovava e prendere anche in carico le prime missioni secondarie, segnalate tramite un classica lettera.

E non sono mancate anche alcune attività secondarie che andranno senz’altro a rimpolpare il computo totale delle ore, storicamente molto elevato per la serie. Per esempio, in giro per le mappe scoverete talvolta dei mostri pericolosi che potrebbero essere fuori dalla vostra portata, ma se riuscirete a farli fuori avrete un buon boost di punti esperienza e sarete ricompensati con oggetti rari.

Gameplay

Considerando che la nuova porzione di Tales of Arise rappresentava poco più di un tutorial per quanto concerne il sistema di combattimento, non si registrano grandi novità rispetto alla scorsa volta. Nonostante ciò, sono comunque arrivate alcune interessanti indicazioni che rafforzano le buone sensazioni già avvertite durante la nostra prima prova col gioco. Tutti i nemici sono visibili nella mappa e nel momento in cui entrerete in contatto con loro partirà una breve transizione che vi trasporterà idealmente in un’arena delimitata, pronta a essere teatro dello scontro.

Neanche troppo alla lontana, quest’impostazione ricorda gli ultimi Star Ocean, con battaglie molto rapide dove è necessario non avere troppi indugi, se non si vuole finire col subire un quantitativo di danni elevato. L’aggressività paga quasi sempre, e sebbene ci siano dei brevi momenti in cui bisogna gestire al meglio la barra della stamina, l’uso delle combo è sempre incoraggiato.

A tal proposito, usando Alphen potrete sia attaccare con colpi semplici, sia estendere le combo con dei colpi speciali che vengono effettuati con dei tasti associati. Reiterare la stessa mossa durante lo stesso combattimento fa però calare l’efficacia dei danni, motivo per cui bisognerà essere un minimo creativi e alternare tutto ciò che in quel momento il gioco vi metterà a disposizione. Gli scontri diventano certamente più interessanti e vari quando il team è al gran completo, con azioni di concerto e arti combinate che rendono l’azione molto spettacolare, coreografica e appagante.

Nella seconda parte della demo, ossa quando anche Shionne si univa al party, abbiamo saggiato alcune differenze legate alle caratteristiche uniche del personaggio in questione. La giovane ragazza reca con sé un devastante ed enorme fucile ed è abile negli attacchi a lunga gittata. Ottima per la copertura, ma anche per il lancio delle arti astrali, può essere usata per ripristinare i punti vita degli alleati. Le arti curative, com’è facile intuire, consumano la barra dei cosiddetti PC (Punti Cura), pertanto sarà necessario sempre trovare un buon equilibrio per la gestione.

Anche perché, lo specifichiamo, i PC sono condivisi dal gruppo e possono essere recuperati con oggetti o presso le locande e gli accampamenti. Naturalmente, nel corso dell’avventura, ci sarà modo di incrementarli tramite oggetti specifici e salendo di livello.

Lo stile di combattimenti di Shionne (si può impostare una modalità automatica per farla agire) prevede una forte concentrazione sui nemici volatili, su quelli in grado di lanciare magie e sugli avversari con minor salute residua. in generale, Tales of Arise dà il meglio di sé quando riesce a creare la sua commistione tra personaggi che spingono il giocatore ad avere un approccio più strategico, mentre diventa tutto piuttosto automatizzato e semplice quando bisogna fare un po’ di grinding o semplicemente quando nel vostro tragitto troverete avversari di cui sbarazzarvi.

Non possiamo ancora sbilanciarci su questo aspetto, né su altri, visto che Tales of Arise dimostra di avere uno sviluppo molto più ampio di così. Va però detto che ha davvero tutto il potenziale per essere un grande jrpg e una buona sorpresa di fine estate, pur con la sua struttura da gioco cross-gen.

Se siete in trepidante attesa per l’uscita di Tales of Arise, vi consigliamo intanto di recuperare un altro imperdibile jrpg: Bravely Default 2, disponibile a prezzo ridotto a questo link.

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Tales of Arise è riuscito a rafforzare le nostre certezze, e pur rimanendo un gioco ancorato ad alcuni innegabili limiti legati alla sua natura cross-gen, sembra poter avere la stoffa per proporsi come il miglior capitolo della serie. Il sistema di combattimento dinamico, vario e in grado di usare le sinergie dei diversi personaggi ci ha già catturato, mentre la storia (almeno al momento) pare avere qualche difficoltà a uscire dai soliti cliché visti in decine di altri produzioni. Le sensazioni, però, rimangono molto positive.

Pro

  • Sistema di combattimento solido, vario e appagante
  • I personaggi hanno tutti delle unicità e risultano già ben caratterizzati
  • Tante attività secondarie e molti approfondimenti narrativi che appaiono ben curati...

Contro

  • ... Ma fioccano davvero molti, troppi cliché
  • Alcuni limiti strutturali legati alla natura crossgen del gioco