System Shock: ritorno al passato – Provato

A tu per tu con il ritorno di System Shock, del quale abbiamo potuto provare una demo

Anteprima
A cura di Giulia Garassino - 17 Dicembre 2019 - 11:02

Quanto può cambiare il mercato videoludico in venticinque anni? La risposta è: moltissimo. Eppure alcune piccole perle del passato, non solo rimangono vivide, ma diventano anche fonte di ispirazione per i titoli di nuova generazione.
In particolare, in questa occasione, vogliamo parlare di System Shock, uno sparatutto in prima persona pubblicato per la prima volta su PC nel 1994, la cui demo, in occasione dei The Game Awards 2020, è stata resa disponibile su Steam per qualche ora con l’iniziativa The Game Festival.
Coloro che hanno potuto vivere l’esperienza in prima persona ricorderanno il titolo come qualcosa di più che un mero FPS: un gioco completo, con componentistiche GDR, volto a portare l’utente verso un ambiente ostile e oscuro, predominato dall’IA.

System Shock: ritorno al passato – Provato

Nel mondo di System Shock

Siamo nell’anno 2072, nelle vesti di un hacker al risveglio dopo alcuni mesi di coma. Riaprire gli occhi però non è poi così piacevole, visto che l’accoglienza non sembra delle migliori: ci ritroviamo, infatti, completamente da soli, in una stanza ricca di monitor non proprio familiari e senza alcun equipaggiamento e supporto.
Anche a livello di interfaccia i segnali sono davvero pochi: vedremo infatti comparire un puntatore al centro dello schermo, una serie di slot numerati verso il basso e due barre (stamina e vita) in alto a destra.

Dopo aver mosso qualche piccolo passo in questo angusto luogo dalle luci bluastre, iniziamo però a trovare qualche interazione con l’ambiente che ci circonda: finalmente, infatti, possiamo raccogliere qualche oggetto (in maniera non proprio mainstream visto che lo faremo con il tasto destro del mouse e non con E o F come ormai siamo abituati a vedere).

System Shock: ritorno al passato – Provato

Come prima cosa riusciamo ad afferrare un tubo di metallo (che si dimostrerà essere un’arma decisamente importante) ed ecco che una voce, appartenente a Rebecca Lansing, ci fornisce qualche dettaglio in più sull’ambientazione che ci circonda.

Pochi attimi e ci ritroveremo catapultati tra le claustrofobiche stanze della stazione spaziale, pronti a mostrare le nostre abilità. Il titolo mantiene fede alla narrazione originale, cercando non solo di non stravolgere, ma neanche di modificare quella che è la struttura di base. I Nightdive Studios hanno pensato dunque a un reboot fedele all’avventura pubblicata nel 1994, che andasse giusto a smussare qualche angolo più appuntito.

System Shock: ritorno al passato – Provato

Se però non modificare nulla sotto l’aspetto della narrazione può considerarsi una mossa vincente per quel che concerne il risultato finale, non può essere lo stesso la scelta di non andare ad affinare il sistema di combattimento.

Combattere in System Shock

Esattamente come un quarto di secolofa, ci troviamo davanti a un sistema legnoso, non godibile da tutti. Abbiamo visto di peggio, ma anche di meglio. Purtroppo, infatti quella bellissima atmosfera che si crea grazie agli angusti corridoi, penombre ben studiate e rumori poco invitanti, viene a tratti rovinata da un sistema di combattimento che non si rivela pienamente soddisfacente. Un paio di colpi di ben dati sono sufficienti a buttare a terra i nostri primi nemici e questo è quanto, nulla di più.

Ancora una volta lascia un segno la parte esplorativa: muovendoci da una stanza all’altra, non solo troveremo ad accoglierci una serie di mostri, ma anche un insieme di oggetti (come audiolog che ci raccontano le vicende della Citadel), armi e ambienti per nulla scontati, ma anzi ricchi di dettagli angoscianti.
Perdersi tra i metallici corridoi, scovare passaggi segreti, risolvere piccoli puzzle per superare alcuni ostacoli, renderà il tutto ancora più piacevole – e soprattutto mai banale.

System Shock: ritorno al passato – Provato

In ultima istanza consideriamo un po’ il comparto tecnico visto in questa demo: per la realizzazione di questo reboot, Nightdive Studios si avvale delle potenzialità dell’Unreal Engine 4, motore grafico che avvalora certamente la produzione. Sebbene non siamo davanti al miglior titolo 2019 a livello di grafica ed effetti, non possiamo lamentarci troppo del risultato ottenuto. Gli ambienti sono ricchi di particolari, ma soprattutto è il gioco di luci ed ombre a fare da padrone.

Questo vedo/non vedo, fatto di ambienti cupi e metalliche, spesso ricoperti di sangue e cadaveri, rende in generale l’atmosfera assolutamente coinvolgente e immersiva. Un lavoro che, per l’occhio, è senza dubbio interessante e piacevole.

System Shock: ritorno al passato – Provato

+ Ambientazione suggestiva e fedele all'originale
+ Buon comparto grafico
- Combat System troppo legnoso
- Qualcuno potrebbe storcere il naso

I presupposti per ricreare un titolo interessante ci sono sicuramente. System Shock non è forse un gioco per tutti, ma il prodotto realizzato da Nightdive Studios sembra avere solide basi, dopo questa prova. La ricostruzione delle ambientazioni è perfetta, la cura è buona, ma soprattutto il level design si dimostra più che suggestivo.
Ci sono forse da sistemare alcuni dettagli, come ad esempio un combat system che rischia a tratti di risultare troppo legnoso, ma considerando che quanto abbiamo visto si trovava in pre-alpha potrebbe esserci tutto il tempo di farlo.




TAG: Nightdive Studios, system shock