Che poche persone comprino giochi nuovi è segno dell'aumento dei prezzi che va progressivamente alzandosi di generazione in generazione di console, 80 euro a titolo per molti utenti cominciano ad essere già troppi, io stesso ne compro forse tre o quattro l'anno aspettando i tagli, gli sconti e di solito comprando solo quelli usati. Poi per quanto riguarda la tendenza generale nel veder giocare sempre gli stessi titoli ormai penso centri più la moda e soprattutto l'invasività dei social con tutti gli youtuber e streamer al seguito che influenzano la gente su determinati titoli. Call of Duty, Fortnite e GTA sono il classico trittico ahinoi duro a morire nella classifica delle vendite, nonostante siano e rappresentino la faccia più commerciale, consumistica e priva di spessore artistico nell'industria videoludica.
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Mmmm io non gioco a nessuno dei giochi della top 5, però trovo che il punto dell’articolo non sia esattamente giusto. I giochi della top 5 sono giochi multi player pensati per essere potenzialmente infiniti, che hanno una community e la gente di base vuol giocare solo a quelli perché stanno in fissa con quelli. La stessa cosa si può dire per chi gioca a LOL, a Tekken, WoW, a FFXIV… non è che è perché il mercato è cristallizzato e non c’è innovazione, ma semplicemente perché chi gioca a quei giochi si diverte con quelli e vuole giocare a quelli. Fine.
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Credo che sia un po' una visione distorta, ci sono ben 3 motivazioni principali+ quelle personali di ogniuno senza girarci tanto in tondo. 1) questi online appartengono a 2 categorie diverse, hai fortnite ad esempio che è un competitivo, e così come tanti altri competitivi è un mercato a se stante, la gente gioca a quelli e basta, altro esempio è FIFA. E poi hai un gestionale come Minecraft dove ogni ora passata e ogni cosa creata definisce il valore del tempo che ha speso li, se una persona ha giocato 1 o 2 anni a Minecraft non lo abbandona perché esattamente come un TES online o anche stesso warcraft o altri hai livellato, ottenuto oggetti unici ecc, per la persona è una conquista, perciò questi titoli così hanno un utenza che non andrà via facilmente. 2) principalmente la sensazione di "ripetizione" è causata dal passare del tempo per prima cosa, sono state esplorare tante e tante strade,scritte tante e tante storie perciò è normale che non ci sia più l'effetto Wow, poi c'è da dire un altra cosa, le case di produzioni e gli studi non lavorano più ai singoli titoli, ad oggi bisogna creare l' ip perché guadagna nel tempo, la dove veniva creato un singolo titolo e veniva curato per essere un opera di design e di narrazione che si concludeva in un unica soluzione non c'è più il margine di vendita, perciò una storia non può essere troppo determinate,i personaggi non possono avere un evoluzione completa, il protagonista deve essere sempre scritto a metà o avere un obbiettivo nell'ottica del poi, ovviamente questo non fa altro che tagliare le gambe alla storia che si vuole raccontare e mettere in difficoltà enorme gli sceneggiatori( smettiamola di dire che non c'è ne sono più,è che non possono scrivere per davvero). Infine arriviamo a 3) il prezzo, secondo me anche qui molto fraintesa la cosa, il prezzo si è indubbiamente non solo alzato ma è figlio dell'economia in cui viviamo, non è che il gioco costi tanto, siamo noi che unito all'aumento del prezzo del titolo abbiamo meno soldi in tasca e perciò ci sbagliamo contro il gaming, perciò come si riflette questo nei singoli giochi? Con la famosa mappona e lista della spesa, perché chi produce e crea i giochi ragazzi la sa perfettamente questa situazione perciò creano questi titolo sconfinati al quale poi voi che comprate siete allettati da titoli e dichiarazioni come " più di 100 ore di gioco" ," mappa più grande di Red dead 2", " open world ricchissimo" ecc ecc, perché voi che dovete comprare volete che quei 60,70,80€ "valgano", insomma avete capito. Questa è la realtà dei fatti, ora SpazioGames non so se publicherà effettivamente questo commento ma secondo e parlo con voi SpazioGames adesso secondo me dovreste parlare più di queste tematiche in un articolo del genere con un po' più di senso critico ed esponendovi di più, perché stesso l'utenza come me che vi segue da sempre vorrebbe che tornaste ad essere un po' più autoriali e smettere di essere "politicamente corretti" e fare questi articoli dove accennate un discorso e poi lo lasciate lì aperto creando l'ennesimo artico clickbait.
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Io ho un'età per cui paradossalmente, potrei comprare diversi videogiochi, perché lavoro e quindi ho la disponibilità economica di comprarne alcuni, ma quando torno a casa è tardi e non gioco!
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Io a quasi 45 anni gioco regolarmente al PC da oltre 30. Dal 2011 iRacing porta via la maggior parte del tempo libero ma affianco sempre un titolo "classico". A me piacciono giochi immersivi, RPG isometrici o in prima persona, che spesso superano le 100 ore e per finirne uno ho bisogno di 3/4 mesi (minimo). Nella stragrande maggioranza dei casi il titolo si trascina per arrivare al completamento, non dico calando la qualità delle missioni, ma spesso in maniera un po' forzata, perso tra le decine e decine di missioni secondarie.
La disponibilità economica non e' un problema, ma perché spendere 60€ per un titolo nuovo quando trovo a 3, 5 o massimo 10 € qualcosa uscito qualche anno fa che avevo in lista dei desideri?
Mi fanno ridere i preorder, e tutte le varie edizioni speciali, extended, definitive, Deluxe ecc, ma se le fanno é perche c'è qualcuno che le compra, permettendo di incassare con poco sforzo, e va bene così.
Il pubblico e' cambiato, l'offerta di titoli è immensa, semplicemente non c'è spazio per tutti. Ci sono decine di gemme nascoste per chi apprezza ancora il gioco fine a se stesso. Per il resto ci sono quei game as a service di cui sopra. Che sono stati progettati dall'industria stessa per portarli avanti il più possibile esattamente in questo modo.
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Che poche persone comprino giochi nuovi è segno dell'aumento dei prezzi che va progressivamente alzandosi di generazione in generazione di console, 80 euro a titolo per molti utenti cominciano ad essere già troppi, io stesso ne compro forse tre o quattro l'anno aspettando i tagli, gli sconti e di solito comprando solo quelli usati. Poi per quanto riguarda la tendenza generale nel veder giocare sempre gli stessi titoli ormai penso centri più la moda e soprattutto l'invasività dei social con tutti gli youtuber e streamer al seguito che influenzano la gente su determinati titoli. Call of Duty, Fortnite e GTA sono il classico trittico ahinoi duro a morire nella classifica delle vendite, nonostante siano e rappresentino la faccia più commerciale, consumistica e priva di spessore artistico nell'industria videoludica.
Che poche persone comprino etc etc è segno che è pieno di gente ignorante che ignora che mai come oggi sia su console MS/Sony che su PC già dal day one è possibile pagare molto meno i giochi. Negli ultimi anni mai speso più di 30 euro day one per un gioco se non per versioni jap/limited in edizione fisica per collezionismo. E che il prezzo dei giochi sia più alto di generazione in generazione è una falsità, i videogiochi sono sempre stati di lusso anzi facendo il rapporto con l' inflazione dei periodi erano più costosi qualche generazione fa'. Tralasciando il rapporto qualità/prezzo visto pagavamo 100. 000 giochi sviluppati in due mesi da tre persone oggi abbiamo produzioni da centinaia di persone milioni di investimenti e anni di sviluppo e un gioco di tre persone in due mesi è un indie da 10/15 Euro
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finalmente PapaNehro ci dimostra le sue capacità di postare qualcosa senza cadere nel passivo-aggressivo più becero
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"sequel su sequel, remake di giochi usciti pochi anni prima e una generale sensazione di stanchezza creativa." Lo stesso discorso si potrebbe fare con le dovute specifiche ormai anche per musica cinema letteratura e arte moderna.
"Nintendo continua a giocare una partita a sé stante. La sua filosofia, basata sulla "purezza del gioco" e sull'assenza di un sistema di trofei o obiettivi (che spesso alimentano la dipendenza da checklist tipica dei GaaS), sembra voler proteggere il videogioco come atto ludico fine a se stesso." No Nintendo è solo pigra e fortemente anacronistica e ha la fortuna di avere brand che fanno scattare l effetto nostalgia+ Zelda Mario ( e un ip forte come i Pokémon. Se dopo Wii U avessero cannato un' altra console ora avremmo una Nintendo con trofei un online decente e molto più aperta al mercato.
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Che poche persone comprino etc etc è segno che è pieno di gente ignorante che ignora che mai come oggi sia su console MS/Sony che su PC già dal day one è possibile pagare molto meno i giochi. Negli ultimi anni mai speso più di 30 euro day one per un gioco se non per versioni jap/limited in edizione fisica per collezionismo. E che il prezzo dei giochi sia più alto di generazione in generazione è una falsità, i videogiochi sono sempre stati di lusso anzi facendo il rapporto con l' inflazione dei periodi erano più costosi qualche generazione fa'. Tralasciando il rapporto qualità/prezzo visto pagavamo 100. 000 giochi sviluppati in due mesi da tre persone oggi abbiamo produzioni da centinaia di persone milioni di investimenti e anni di sviluppo e un gioco di tre persone in due mesi è un indie da 10/15 Euro
Toh non sapevo che l'ignoranza in persona sapesse parlare..il bue che da del cornuto all'asino. I giochi nella settima generazione costavano settanta euro al lancio, col tempo il prezzo è aumentato. Dove starebbe scritto poi che al day one paghi meno? Forse magari se fai il preordine, se lo acquisti normalmente lo paghi al prezzo di listino.
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