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Pro
- Personaggi e dialoghi ben scritti.
- Colonna sonora curata e coerente con il tono.
- Finalmente nativo e giocabile in portatile.
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Contro
- Gameplay semplice e poco profondo.
- Frame rate con oscillazioni in alcune scene.
- Novità Switch 2 poco incisive.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PC, PS4, XONE, XSX, SWITCH, PS5
Informazioni sul prodotto
Marvel's Guardians of the Galaxy: Encore Edition è la versione per Nintendo Switch 2 di un gioco uscito nel 2021, e conviene partire da qui per tarare le aspettative. Non è un'opera nuova e non è una rivoluzione, è un'avventura già nota ai più che finalmente gira in locale su una console Nintendo, con qualche aggiunta.
Quel gioco, per chi non lo ricordasse, era un'avventura lineare, divisa in capitoli, con un solo personaggio controllabile e una quantità di dialoghi superiore alla media. Non puntava sull'open world né sulla complessità del combattimento, e per questo fu accolto con un certo scetticismo. A distanza di anni mi sembra una scelta coerente, con pregi evidenti e limiti altrettanto evidenti, che questa edizione non cancella.
La novità concreta è che su Switch di prima generazione esisteva solo la versione cloud, che richiedeva una connessione stabile e non era davvero tua. Ora il gioco è nativo e può essere giocato anche in portatile senza dipendere dalla rete. Per chi aveva rinunciato per questo motivo, è la ragione principale per cui questa edizione ha senso.
Cerchiamo però di capire cosa regge ancora oggi e cosa invece mostra la sua età. La risposta è mista. Perché alcune parti funzionano bene, altre sono semplicemente nella media, e la conversione porta vantaggi reali ma contenuti. Vediamo nel dettaglio.
Una storia che regge
La vicenda parte dodici anni dopo la guerra contro i Chitauri. I Guardiani sono un gruppo di mercenari perennemente a corto di soldi, e un incarico legato alla Regina dei Mostri Lady Hellbender va storto, innescando una serie di guai che li porta da un pianeta all'altro. La premessa è semplice e un po' prevedibile, ma serve allo scopo: mettere in scena cinque personaggi che si sopportano a fatica.
Si controlla solo Peter Quill, e il racconto ruota intorno al suo rapporto con una squadra che non lo considera un vero leader. Le scelte di dialogo hanno un effetto, ma contenuto: cambiano toni e reazioni, non il corso degli eventi. Chi si aspetta una struttura ramificata resterà deluso, mentre chi cerca soltanto una narrazione ben condotta troverà abbastanza materiale per restare coinvolto.
I personaggi sono la parte migliore. Rocket è sarcastico, Drax prende tutto alla lettera, Gamora è la più pragmatica e Groot comunica con poche parole. Le conversazioni durante l'esplorazione danno corpo al gruppo, anche se non tutte le battute funzionano e in certi momenti i dialoghi sono più lunghi del necessario. Ho apprezzato la scrittura, senza considerarla impeccabile.
Sotto la patina comica ci sono temi come il lutto e il senso di colpa, trattati con più misura di quanto mi aspettassi. Non sono approfondimenti da grande narrativa, ma bastano a dare un minimo di peso a personaggi che potevano restare macchiette. L'avventura dura sedici capitoli di circa un'ora ciascuno, una lunghezza che sostiene la storia senza stancare troppo.
Il gameplay non è il punto forte
Il combattimento si basa sugli Elementalblaster di Star-Lord, con schivate, gestione delle distanze e poteri elementali che si sbloccano nel tempo. Il sistema è chiaro e si impara subito, ma non mi ha mai messo particolarmente in difficoltà. A tratti risulta persino troppo semplice, e i tempi di recupero delle abilità mi sono sembrati più lenti di quanto sarebbe stato utile.
La meccanica più particolare è l'Huddle: a barra piena l'azione si ferma e Quill deve scegliere la frase giusta per motivare la squadra. Se azzecca il tono, i compagni ricevono un bonus accompagnato da un brano anni Ottanta. È una trovata simpatica e coerente con il tono del gioco, anche se dopo un po' perde parte dell'effetto sorpresa e diventa routine.
Gli enigmi ambientali sono basilari: Groot fa un ponte, Rocket passa da uno spazio stretto, Drax sposta un ostacolo. Servono più a variare il ritmo che a impegnare, e non mi hanno mai fermato più di qualche secondo. L'esplorazione è lineare, con percorsi secondari che regalano skin e componenti per i potenziamenti. Niente di memorabile, ma nemmeno fastidioso.
La colonna sonora è tutto
La musica è la componente che mi ha convinto di più. Oltre trenta brani anni Ottanta, con artisti come Bonnie Tyler, Rick Astley, KISS, Mötley Crüe, Europe e Iron Maiden, accompagnano combattimenti e momenti di pausa. La selezione è ben scelta e si inserisce con naturalezza nel tono del gioco, senza sembrare un semplice espediente nostalgico.
A questi si aggiungono una decina di pezzi originali della band fittizia degli Star-Lord e la partitura orchestrale di Richard Jacques, registrata agli Abbey Road Studios. Il contrasto tra rock da mixtape e orchestra è gestito con equilibrio, e il risultato è un comparto sonoro curato, forse il più rifinito dell'intera produzione.
Durante le pause sulla Milano si può lasciare girare la musica e godersi l'atmosfera. È un dettaglio piccolo, ma contribuisce a dare al gioco una personalità riconoscibile, che altrimenti verrebbe meno nelle fasi più ripetitive. Va detto che chi non ama il rock di quegli anni potrebbe trovare la selezione meno incisiva.
Resta il fatto che la colonna sonora fa da collante tra sezioni di qualità diversa. Non risolve i limiti del combattimento né rende più profondi gli enigmi, ma aiuta a mantenere alta l'attenzione. In un'avventura lineare come questa è un contributo non trascurabile, anche se non va sopravvalutato.
Cosa cambia su Switch 2
Sul piano tecnico la conversione è perlopiù onesta. Sulla TV si può scegliere tra la modalità qualità, a 1440p e 30 fps, e quella prestazioni, a 1080p e 40 fps, quest'ultima disponibile solo con schermi a 120 Hz. In portatile il risultato è buono. Non ci sono effetti avanzati come il ray tracing, e in alcune scene più concitate il frame rate ha oscillazioni percepibili.
La direzione artistica regge bene la prova, con pianeti colorati, Knowhere con i suoi neon, creature fantasiose. Non è un titolo che spinge l'hardware, ma l'impatto visivo è sufficiente e lo schermo della console lo valorizza abbastanza. Le sessioni da un'ora per capitolo si adattano bene al gioco in mobilità, che è il vero vantaggio rispetto alla vecchia versione cloud.
Le aggiunte sono cinque costumi glam rock, tra cui Glam-Lord, Glamora e Groot von Glitter, che portano il totale a cinquanta. C'è poi il supporto al mouse dei Joy-Con 2 per menu e mira e quello al giroscopio per guidare la Milano e per alcune scivolate. Sono funzioni opzionali che non cambiano la sostanza dell'esperienza, e personalmente le considero accessori più che motivi d'acquisto.
Il pacchetto include inoltre tutti i contenuti digitali già pubblicati. Il giudizio complessivo sulla conversione è positivo ma senza esagerare, fa bene quello che deve fare, cioè portare il gioco in modo stabile su Switch 2, ma lo fa con qualche incertezza tecnica.