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La Sindrome della PC Master Race - Parte 1

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Avatar di Valentino Cinefra

a cura di Valentino Cinefra

Ex Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 23/03/2017 alle 00:00
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Il comitato scientifico interno alla redazione di SpazioGames ha deciso di pubblicare quello che, con tutta probabilità, sarà il documento più importante degli ultimi 20 anni in campo medico.C’è voluto molto tempo per poter definire nel dettaglio quella che chiamiamo “Sindrome della PC Master Race”, ma finalmente siamo in grado di rendere noti al mondo i nostri risultati. Abbiamo avuto sotto mano un grande campione di pazienti afflitti da questa malattia, e tramite loro abbiamo elaborato una diagnosi corretta di questo pericoloso morbo, oltre che una serie di trattamenti e cure di cui vi parleremo nella seconda parte di questo speciale (a breve sulle nostre pagine).Molti di voi probabilmente sono affetti da questa malattia senza saperlo, altri possono avere dei dubbi al riguardo, mentre altri rifiutano la verità o, semplicemente, si vergognano di dichiararlo apertamente. Sappiate che siamo con voi, e che se The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha preso 10 su 10, tutto è possibile nella vita. [risate registrate]

Nascita e diffusione della SindromeLa Sindrome della PC Master Race – conosciuta ai primordi come “Glorious PC Gaming Master Race” – nasce nel 2008. Il paziente zero è Ben “Yahtzee” Croshaw, ignaro untore responsabile del magazine The Escapist. Il caso clinico è la video recensione di The Witcher, il capitolo originale della saga di Geralt, dalla quale Croshaw associò l’idea della supremazia razziale (Master Race, appunto) della Germania nazista al fanatismo dell’utenza dei giocatori PC in termini di supremazia tecnologica. Contestualmente, Croshaw definisce “sporchi popolani console” (“dirty console peasants”) i possessori di console di videogiochi. In sei anni, il pezzo ha generato oltre 400 commenti e 650 like nel sito di The Escapist.“Voleva essere ironico”, dichiara Croshaw nel 2013. “Voleva illustrare quello che percepivo come un comportamento elitarista di una certa branca di utenti PC”, continua l’autore nello stesso pezzo del 2013.Dal 2010 il focolaio si è espanso con un virulenza incredibile. In quell’anno viene aperta la pagina Facebook “Glorious PC Gaming Master Race”, nel 2011 il subreddit r/pcmasterrace. La stampa specializzata incomincia ad usare ufficialmente il termine nel 2012, quando VG 24/7 pubblica un articolo sul modding riferendosi proprio alla “glorious PC gaming master race”. Il 25 novembre dello stesso anno, Kotaku pubblica una illustrazione digitale (quella che vedete qui sopra) di Saenji Oh, che diventa immediatamente l’equivalente videoludico de “Il quarto stato” di Volpedo.Quello che è nato come uno sberleffo nei confronti di una comunità di giocatori oggi è sintomo di orgoglio. Lo stesso motore dissacrante del concetto di “PC Master Race” oggi è un pregio, una medaglia da esporre ovunque e contro chiunque non la pensi come il soggetto malato, soprattutto contro i dirty peasants. Con la frenesia tipica del Web 2.0, il morbo si espande a velocità disarmante e ad oggi è possibile registrare un numero sconcertante di casi di Sindrome della PC Master Race.

Identificazione dei sintomiLa Sindrome della PC Master Race è un male feroce e implacabile, ma non invincibile. Come ogni morbo, il primo passo è capire se ne siete afflitti. La prima grande discriminante è il possedere il proverbiale “pc da gaming”, dove si intende una configurazione hardware in grado di fare girare i videogiochi usciti negli ultimi 365 giorni a un livello di dettaglio almeno medio. Se giocate solo ad Hearthstone, League of Legends o Prato Fiorito – che sia per impossibilità tecnologica o predilezione personale – siete al 99% sani.Per tutti gli altri abbiamo deciso di rilevare tre macro-aree – Linguaggio, Priorità e Psicologia – in cui raggruppare i sintomi più comuni della Sindrome della PC Master Race, con i quali vi consigliamo di raffrontare le vostre esperienze personali. Chiunque può essere colpito, non ci sono fasce di età, sesso, razza o religioni predilette. Un caso noto, tra i tanti, è quello dell’attore Terry Crews che, oltre ad essere un fan sfegatato di Overwatch, ha recentemente pubblicato su Instagram nel luglio dello scorso anno un video in cui mostra fieramente la sua clamorosa configurazione hardware appena acquistata, pronta per essere trasformata in un PC per lui e suo figlio.

LinguaggioNon è una esclusiva della Sindrome della PC Master Race, ma abbiamo notato che chi soffre di questa patologia tende a prediligere l’uso eccessivo della lingua inglese, o di inglesismi propriamente detti inseriti in modo eccessivo in contesti impropri. In particolare c’è una sorta di attaccamento a certe terminologie, una sorta di complesso di Edipo in chiave tecnologica.La tendenza è un utilizzo elevato di termini inglesi in proporzione a quelli italiani. Se in una giornata media, parlando di tecnologia, non riuscite proprio a stare sotto la soglia del 35% di parole inglesi legate al mondo dell’elettronica di consumo (nel nostro caso i videogiochi) tra cui teraflops, fps, stuttering, anti-aliasing, ed un’altra serie di parole poco utili e sconosciute ai più, rientrate nella fascia di persone a rischio.C’è una frase in particolare che, nel corso delle nostre rivelazioni, è risultata collegata al 100% dei casi di Sindrome della PC Master Race. Se, anche solo una volta nella vita, avete pronunciato la frase in questione – oppure l’avete sentita pronunciare da un vostro caro – sappiate che non c’è alcuna possibilità che non siate afflitti dal morbo.La frase (o le sue declinazioni più somiglianti) è: “La mia console fa i giochi per la tua”.

PrioritàChi convive con la Sindrome della PC Master Race mostra un cambiamento repentino nelle sue priorità. I soggetti studiati presentano dei gravi deficit in termini di compilazione di quello che noi chiamiamo “il corretto ordine delle cose”.La sfera di interesse è ovviamente quella tecnologica: avere una concentrazione smodata nella ricerca e lo sviluppo dell’hardware più performante ad intervalli inferiori di 90 giorni vi rende soggetti a rischio. Altri comportamenti che, se rilevati, vi rendono soggetti afflitti dalla sindrome: avere un mouse da gaming con più di quattro tasti senza essere un giocatore professionista; cercare driver aggiornati per l’hardware in possesso ad intervalli minori di 45 giorni; calcolare le cosiddette “spese vive” come affitti, bollette, tariffe varie ed eventuali legate alla sopravvivenza in relazione ad eventuali acquisti di prodotti tecnologici; investire in tecnologia a discapito dei generi alimentari e igiene personale; investire nella propria configurazione una somma pari al prodotto interno lordo di un paese africano, per poi piratare ogni singolo gioco per via del costo eccessivo dello stesso.

PsicologiaL’aspetto più importante, nonché ancora in via di definizione per la sua natura mutevole, è quello psicologico. Chi è affetto dalla Sindrome della PC Master Race ha dei comportamenti molto particolari ed evidenti verso sé stesso e gli altri, inesistenti in altri soggetti.Nella sfera videoludica sono due, in particolare, gli atteggiamenti rilevati: l’esposizione di paragoni improbabili, e i continui riferimenti a The Elder Scrolls V: Skyrim a distanza di anni.Nel primo caso abbiamo avuto una rilevazione anche abbastanza recente con l’uscita di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il quale è stato dissezionato per evidenziare le performance tecniche deludenti in confronto alle versioni PC di, tra i tanti, The Witcher 3: Wild Hunt e lo stesso Skyrim. L’anomalia risiede nel non considerare le evidenti differenze in termini di sviluppo e hardware di riferimento dei due titoli, frutto di una dissociazione dalla realtà come conseguenza della Sindrome della PC Master Race.Nel secondo caso, il lavoro di Bethesda del 2011 ha creato un fortissimo imprinting nei membri della cosiddetta PC Master Race, i quali continuano a menzionarlo (anche con paragoni come dicevamo) a volte arrivando ad attribuirgli aggettivi tipici delle schiere religiose. Alcuni nostri collaboratori hanno rilevato casi (ancora da verificare) di correlazioni esposte tra Mario Kart e Skyrim, dove quest’ultimo sarebbe stato giudicato, cito testualmente: “molto meglio”.Altri comportamenti che rientrano in questa sfera sono: malsano attaccamento al portale Digital Foundry; la risoluzione 4K come chiave per l’affermazione personale; rapportarsi all’esterno tramite terminologie e comportamenti inappropriati, come scegliere un partner sessuale per il numero di fps a cui gira; impossibilità, dai primi anni duemila ad oggi, di concepire l’esistenza di sparatutto in prima e terza persona giocabili attraverso l’uso di un controller; allineamento verso Gabe Newell negli atteggiamenti e nel vestiario.

In questo primo articolo abbiamo esaminato quali sono i sintomi della Sindrome della PC Master Race, per aiutarvi a compilare autonomamente una diagnosi. Nel caso i vostri profili risultino simili a quelli tracciati da noi, non allarmatevi. C’è una cura, e ve ne parleremo nella seconda parte di questo speciale. Nel frattempo, per contribuire alle ricerche, aiutateci ad espandere la nostra casistica con le vostre esperienze.

Voi o qualche vostro conoscente siete membri della PC Master Race? Perché secondo voi?

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