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Soulstice | Recensione – L’action game italiano che sfida i classici

Le sorelle Briar e Lute sono le protagoniste di un gioco d'azione di ottimo spessore.

Soulstice, nuovo titolo realizzato dal team milanese di Reply Game Studios (creatori di perle come Lupo Solitario e Theseus) è da tempo nel mirino degli appassionati, incluso quello degli addetti ai lavori. Sulle pagine di SpazioGames abbiamo potuto saggiare la bontà del prodotto alcune settimane fa, anticipando che si tratta di uno dei giochi più promettenti in arrivo nelle prossime settimane (qui trovate la nostra anteprima).

Soulstice

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Genere:
azione
Data di uscita:
20 Settembre 2022
Sviluppatore:
Reply Game Studios
Distributore:
Modus Games

Partendo da un’estetica che abbraccia il dark fantasy più puro, Soulstice è un omaggio a una grande opera giapponese che non ha certo bisogno di presentazioni: stiamo parlando di Berserk, il manga con protagonista Gatsu creato dal compianto autore nipponico Kentaro Miura.

L’opera di Reply omaggia senza troppi complimenti proprio la serie in questione, sia per quanto concerne le ambientazioni che per quanto riguarda character design dei protagonisti. Si tratta forse di un banale copia e incolla? Niente affatto: Soulstice è infatti un action game dotato di ottime idee, che fatica però un po’ a trovare una sua identità precisa.

Incominciamo subito col dire che, sebbene il nome del gioco possa in un certo qual modo trarre in inganno, Soulstice si allontana il quanto più possibile dai soulslike alla FromSoftware e dintorni. Il gioco di Reply si ispira infatti anzitutto ad action game più classici e consueti, come ad esempio la celebre serie Capcom di Devil May Cry (che su Amazon spopola), senza dimenticare anche titoli come BayonettaNinja Gaiden.

Le sorelle Briar e Lute (entrambe doppiate da Stefanie Joosten, la Quiet di Metal Gear Solid V) sono infatti le protagoniste di un gioco in cui la frenesia dell’azione va di pari passo a una certa ricerca estetica per le ambientazioni, evitando quindi di essere particolarmente punitivo per il giocatore (cosa che invece accade in qualsiasi Souls degno di tale nome).

La storia di Soulstice

La trama, quindi: la storia di Soulstice narra le vicende di due ‘Chimere‘, creature nate dalla fusione di due anime del tutto opposte, con l’obiettivo primario di fermare l’invasione di un esercito di creature che ha deciso di invadere il regno di Keidas.

Quello che di fatto è il punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, noto come il Velo, è stato ormai squarciato. Briar, assieme a sua sorella Lute – potente spettro con poteri mistici – saranno chiamate a mettere la parola fine alla minaccia, dando sfogo a tutte le loro abilità.

Da un lato gli Spettri sono in grado di corrompere le proprie vittime impossessandosi anche dei loro corpi terreni, destinati a trasformarsi in creature senza più alcuna traccia di umanità. Dall’altro le due sorelle, legate nell’anima, sono ormai divenute un’arma potente dell’Ordine della Lama di Cenere chiamata Chimera: riusciranno nel loro compito, ossia riportare la pace in un mondo ormai corrotto e logorato dalle forze del male? Poco sorprendentemente, tutto dipenderà da noi.

Ed è da questa base di partenza che Soulstice tenterà di variare l’offerta rispetto ai classici action game in terza persona: da un lato abbiamo Briar, il personaggio principale, la quale potrà scatenare la sua furia grazie alla possibilità di effettuare combo letali, grazie anche e soprattutto a una serie di armi bianche che nulla avranno da invidiare all’Ammazzadraghi di Gatsu.

Come si gioca Soulstice?

Il fulcro del gioco è poco sorprendentemente la parte giocata: Soulstice è un’esperienza che sa appagare chi proviene dalla vecchia scuola degli hack ‘n’ slash a scorrimento, inclusi i numerosissimi stylish game usciti nell’era a 128-bit di cui ancora si può percepire l’eco.

Come accennato poche righe più in alto, Briar è la sorella principale (o meglio, quella che è chiamata a prendere a schiaffi gli avversari), nonché protagonista liberamente controllabile dal giocatore, grazie anche e soprattutto ai vari attacchi a disposizione.

Grazie a lei potremo sferrare colpi veloci e letali, alternati ad altri più lenti ma sicuramente più potenti rispetto a quelli base (si va infatti dal poter utilizzare un martello, un guanto e persino un arco, ciascuno con potenza e caratteristiche differenti). Un singolo tasto è adibito all’uso della lama, mentre a un altro quello della secondaria equipaggiata.

Ed è qui che entrano in gioco i primi problemi: Soulstice è sì un action game di buona fattura, ma spesso e volentieri il button mashing la fa da padrone.

La sensazione è che premere furiosamente i tasti sia spesso il modo migliore per uscire indenni anche dalle situazioni più caotiche e problematiche, mettendo quindi in secondo piano tutta la questione tattica che da sempre grazia i titoli Capcom o PlatinumGames.

Nota a parte per le boss fight, le quali – pur non toccando i picchi qualitativi di alcuni illustri titoli del genere action – riescono quantomeno a smuovere la nostra materia grigia, con il giocatore costantemente a caccia dei pattern giusti per venire a capo dei coriacei avversari.

Certo, fare man bassa di nemici in un action in terza persona è sempre fonte di ludogodimento, vista anche la presenza di alcune combo performabili davvero molto versatili nonché anche estremamente coreografiche – sebbene il loro utilizzo non sia assolutamente obbligatorio per procedere spediti all’interno dell’avventura.

A variare un sistema di combattimento altresì piuttosto canonico è quindi la presenza di Lute, che a differenza di Briar non è controllabile (o perlomeno, non completamente), sebbene il suo ruolo sia in ogni caso davvero molto importante. Lo spettro è infatti in grado di attaccare in totale autonomia, pur non infliggendo danni paragonabili a quelli della sorella maggiore.

Vero anche che Lute sarà in grado di contribuire al buon esito di un combattimento, magari immobilizzando il nemico di turno per qualche istante, il che è fondamentale per far sì che Briar infligga successivamente il colpo di grazia. Ma non solo: lo spettro è anche in grado di generare un’aura per rendere tangibili alcune creature, così come di creare piattaforme dal nulla utili a proseguire.

Purtroppo, però, l’apporto di Lute non sarà quasi mai risolutivo – specie sulla lunga distanza – visto che spesso e volentieri sarà molto più utile menare le mani a nostro piacimento, piuttosto che spendere secondi preziosi a utilizzare un’abilità della nostra sorella fantasma.

A ciò aggiungiamo un sistema di schivata non propriamente al top, il quale sembra favorire taluni attacchi a scapito di altri, rendendo il meccanismo un po’ troppo spigoloso.

Gameplay e grafica di Soulstice

A dare man forte a un gameplay altresì ripetitivo interviene anche un’esplorazione delle ambientazioni che spesso invoglia il giocatore di deviare dal percorso principale, offrendogli potenziamenti nascosti o materiale spendibile per sbloccare nuove abilità.

Nulla di particolarmente dispersivo o da open-world, bensì un level design atto a sottolineare un piacevole giusto architettonico che abbraccia in toto il fantasy più oscuro. Soulstice è in ogni caso un’esperienza fondata quasi interamente sull’azione, cosa questa che si rifletterà attraverso tutte le ore necessarie al completamento dell’avventura (ne abbiamo registrate circa dieci/dodici, procedendo piuttosto spediti in direzione dei titoli di coda).

Infine, per quanto riguarda l’offerta tecnica, Soulstice è senza dubbio un prodotto interessante e degno di carattere. Le due protagoniste sono ottimamente animate, cosa questa che testimonia come Reply Game Studios abbia deciso di fare le cose per bene.

A ciò andiamo si va ad aggiungere anche una direzione artistica convincente anche se un po’ priva di carattere forte anche di un comparto audio abbastanza puntuale nel tratteggiare l’atmosfera frenetica e dark del titolo. Peccato solo che nel corso del corso dell’avventura abbiamo trovato la gestione della camera sicuramente rivedibile, specie per via di alcune inquadrature fisse davvero troppo lontane dal fulcro dell’azione.

Versione testata: PS5

7,6

Soulstice

Piattaforme: pc, ps5, xsx
Soulstice è un action con qualche spigolo, ma sicuramente anche degno di attenzioni. Concepita come un mix ideale tra Berserk e Devil May Cry, la nuova avventura dark fantasy creata dal team di sviluppo milanese autore di Joe Deve's Lone Wolf vi porterà in un mondo oscuro ricco di misteri da svelare e sfide da fronteggiare, nei panni delle tenaci sorelle guerriere Briar e Lute. Certo, siamo lontani dall'aver trovato un nuovo grande classico del genere di appartenenza, sebbene Soulstice possa riuscire sicuramente ad appagare chi cerca una decine di ore di sano stylish gaming.

Pro

  • Frenetico e veloce, come piace a noi
  • Facile da padroneggiare
  • Tecnicamente molto buono...

Contro

  • ... ma con una direzione artistica un po' derivativa
  • Soliti problemi di telecamera
  • Il binomio Briar e Lute avrebbe potuto essere più incisivo
7,6