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Soulstice | Provato – Tra Berserk e Devil May Cry, ma non chiamatelo soulslike

Un action game tutto italiano che si ispira ai classici del genere.

Questo che stiamo vivendo è sicuramente un momento storico particolarmente florido per il genere degli action game, inclusi i soulslike che tanto hanno guadagnato visibilità grazie all’uscita di giochi di spessore come l’ormai ben noto Elden Ring (che trovate su Amazon a prezzo davvero interessante, nel caso vogliate farci un pensierino).

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Sviluppatore:
Reply Game Studios
Distributore:
Modus Games

Sicuramente, col passare dei mesi verremo letteralmente invasi da giochi più o meno simili, atti a cavalcare un filone ormai radicato nella cultura videoludica generale, con buona pace dei detrattori. Soulstice, nuovo titolo realizzato dai milanesi di Reply Game Studios (creatori di piccole perle come Lupo Solitario e Theseus) è sicuramente uno di quei giochi su cui avevamo messo gli occhi da tempo.

Avendo ora potuto saggiare la bontà del prodotto, possiamo dire con certezza che si tratta di uno dei giochi più promettenti in arrivo nelle prossime settimane, essendo tra le altre cose stata fissata la data di uscita per il prossimo mese di settembre di quest’anno.

Ispirandosi al dark fantasy più puro, Soulstice è un omaggio anzitutto a una grande opera giapponese che negli anni ha creato una vera e propria legione di appassionati in tutto il mondo: stiamo parlando ovviamente di Berserk, manga che ha portato il personaggio di Gatsu nell’olimpo degli eroi più importanti di sempre, grazie alla fantasia senza freni del compianto autore nipponico Kentaro Miura.

L’opera di Reply attinge a piene mani proprio dalla serie in questione, sia per quanto riguarda le ambientazioni che per quanto concerne character design di protagonisti e comprimari.

C’erano una volta Briar e Lute…

Sorprendentemente, Soulstice non sembra attingere a piene mani dalle opere di Hidetaka Miyazaki, papà di Dark Souls e sequel, visto che in maniera quasi del tutto inaspettata il nuovo titolo d’azione di Reply non si appoggia al genere più in voga del momento, bensì vuole essere anche e soprattutto un gioco in grado di camminare sulle proprie gambe, proponendo un sistema di gioco meno ingessato e schematico rispetto alla tradizione dei souls.

Difatti, più che un Bloodborne all’italiana, Soulstice si ispira maggiormente ad action come la serie Capcom di Devil May Cry, oppure altre perle come Bayonetta e Ninja Gaiden. L’avventura delle sorelle Briar e Lute si basa infatti su un sistema di gioco maggiormente frenetico e convulso, slegandosi quindi dalle imposizioni di un soulslike qualsiasi.

Anche la trama sembra essere ispirata ad anime di successo, piuttosto che a qualche romanzo fantasy: la storia di Soulstice racconta le vicende di due cosiddette ‘Chimere‘, nate dalla fusione di due anime diametralmente opposte, intente a fermare l’invasione di mostri e non morti che hanno loro malgrado invaso il regno di Keidas.

Il Velo, ossia il punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, è stato infatti squarciato: Briar, insieme alla sua sorella fantasma Lute, saranno quindi chiamati a sconfiggere le forze del male, ancora una volta. Gli Spettri sono infatti in grado di corrompere le proprie vittime impossessandosi anche dei loro corpi inermi, ormai destinati a trasformarsi in creature affamate di esseri umani.

Soulstice ci darà modo di vedere in azione contemporaneamente entrambi i personaggi: Briar potrà infatti scatenare la sua furia in battaglia grazie alla possibilità di effettuare combo letali, con armi in tutto e per tutto simili all’Ammazzadraghi di Gatsu o all’Alruna di Bayonetta.

Di convesso, Lute (mossa in larga parte dalla IA e purtroppo non controllabile direttamente dall’utente) domina il campo di battaglia con i suoi poteri ultraterreni, sebbene sarà solo combinando le abilità da Chimera delle due protagoniste che potremo uscire indenni dallo scontro, magari trasformarci nel corso del combattimento.

Lo stilish gaming secondo Reply

Briar e Lute potranno essere viste combattere assieme durante le battaglie, con un combat system da hack ‘n’ slash puro, che non potrà non mandare in brodo di giuggiole chi ormai mastica questo sistema di gioco da generazioni. Strizzando l’occhio anche al tipo di legame che unisce Kratos e Atreus, protagonisti del soft reboot di God of War (ma con le dovute differenze), Soulstice ha quindi le idee ben chiare su cosa offrire al giocatore e in che modo farlo.

Il supporto di Lute in combattimento non si limiterà in ogni caso a mero personaggio di supporto, visto che lo spettro sarà in grado di generare vere e proprie barriere energetiche (o meglio, campi di forza) in grado di interagire con vari elementi dello scenario o rendere vulnerabili ai nostri colpi alcune tipologie di avversari inizialmente impossibili da sconfiggere.

Inoltre, la versione completa del gioco ci darà modo di mettere mano a quantità di armi sempre diverse, con la possibilità di potenziarle e passa dall’una all’altra nel bel mezzo di una combo, al fine di infliggere danni extra ai nemici. Un ruolo importante lo giocherà anche la città di Ilden, ambientazione principale del gioco che saremo chiamati ad esplorare in lungo e in largo: alcune fasi maggiormente platform ci daranno modo di godere delle location in maniera più approfondita, con telecamera “slegata” dalle classiche imposizioni dettate dalle fasi di combattimento, boss fight incluse.

A tal proposito, non mancheranno nemici di fine livello sempre più difficili da mandare a tappeto, come ad esempio un nemico di nome ArrowHead, una creatura di enormi proporzioni e contraddistinto da un gran numero di cristalli di colore rosso conficcati nel suo corpo, un combattimento più lungo e complesso di quanto siamo stati chiamati a immaginare.

Vero anche che il tutto ci è parso forse un po’ troppo consueto e tradizionalista, sia per quanto riguarda la progressione che per il sistema di combattimento vero e proprio, incapace di rinfrescare davvero delle meccaniche ludiche che forse forse hanno già detto tutto ciò che dovevano dire negli ultimi vent’anni, grazie a una valanga di giochi in grado di snocciolarne ogni caratteristica.

Anche alcuni palesi problemi della telecamera virtuale (croce e delizia per ogni action che si rispetti) vanno di pari passi con un targeting fisso che renderà a volte inutilmente complesse le varie battaglie – vista la tendenza a perdere di vista gli avversari più vicini a favore di quelli più lontani, e di conseguenza più difficili da raggiungere in tempi rapidi. Nulla di grave o particolarmente incisivo ai fini del gameplay, sebbene si tratta di un paio di spigoli di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Il mondo messo in piedi da Reply Game Studios trasuda in ogni caso un’atmosfera davvero molto interessante, esaltata da un comparto tecnico tutto sommato molto buono. Sia la città che i modelli dei personaggi sono sviluppati con logica e coerenza, tratteggiando un mondo gioco in cui nulla sembra gettato lì per caso.

L’uso della tecnica del cel-shading è inoltre in grado di strizzare l’occhio agli action game di inizio anni 2000, senza in ogni caso mai risultare “vecchio” o inutilmente fuori tempo massimo.

Ciliegina sulla torta, le protagoniste di Soulstice Briar e Lute sono doppiate entrambe da Stefanie Joosten (celebre per aver vestito i panni del personaggio di Quiet in Metal Gear Solid V The Phantom Pain, ultimo capitolo della saga Konami ideata da Hideo Kojima): si tratta sicuramente di un’aggiunta di un certo calibro, la quale lascia intendere la portata di un progetto ben più ambizioso di quanto si era chiamati a pensare inizialmente.

La speranza è che tutte queste qualità possano trovare conferma non appena metteremo mano alla versione completa del gioco, prevista per il prossimo 20 settembre.

Piattaforme: pc, ps5, xsx
Soulstice è un action complesso, ricco e sfaccettato, forte di un gameplay basato sulle fondamenta degli hack 'n' slash più famosi di sempre, piuttosto che appoggiarsi giocoforza alle meccaniche soulslike tanto in voga in questi mesi. I Reply Game Studios stanno quindi dando alla luce una piccola gemma, piena zeppa di riferimenti a grandi classici come Devil May Cry e Bayonetta, ma con un'estetica ispirata a Berserk e non solo. Staremo a vedere se tutto ciò basterà a rendere Soulstice un piccolo classico.

Pro

  • Ottima lore e comparto estetico
  • Sistema di combattimento funzionale al contesto
  • Gameplay frenetico e mai frustrante...

Contro

  • ... anche se forse un po' troppo classico
  • Qualche sbavatura di troppo lato telecamera