News 3 min

Alla scoperta di Skeletoon, platform 2D che strizza l’occhio ai grandi classici

Lo sviluppatore italiano Christian Foti sta realizzando il gioco da solo: vediamo i dettagli di Skeletoon

Per realizzare i videogiochi servono davvero tante persone. Ne parlava proprio oggi Phil Spencer, uno degli uomini chiave del gaming odierno, in riferimento al fatto che si può sapere che Xbox Series X non sarà rinviata – ma è più difficile esprimersi in merito ai software in arrivo, dal momento che bisogna far coincidere con lo smart working le necessità e i contributi di centinaia di persone.

Esiste, poi, una realtà parallela a quella delle grandi produzioni AAA, che è quella dell’universo indipendente. Qui troviamo videogiochi realizzati da team di qualsiasi misura e, in alcuni casi, anche da una persona sola – basti pensare ai casi di Stardew Valley (firmato da Eric “ConcernedApe” Barone) o di Thomas Was Alone (a opera di Mike Bithell). Ed è su questa finestra che si affaccia anche il nostro connazionale Christian Foti, che pur non avendo un background da sviluppatore ha deciso di vedere dove la passione e l’impegno avrebbero potuto portarlo, nel tentativo di realizzare un videogioco tutto suo. L’idea ha preso via via forma e oggi è un platform in due dimensioni che guarda a maestri indimenticabili del videogioco, come Super MarioGhost N’ Goblins: Skeletoon.

Lo scheletro (!) del gioco

Armatosi di Construct e della volontà di misurarsi con le sue capacità, Foti ha iniziato a far muovere i primi passi al gioco, realizzando degli scenari in cui dei quadratini potevano muoversi, «saltare, sparare, e per me era sufficiente così», ci ha raccontato.

In breve, però, la passione per l’idea di creare un videogioco completo si è fatta sentire: lo sviluppatore ha iniziato a seguire dei corsi specifici per imparare a muoversi con agilità con gli strumenti specifici del lavoro, e quei quadrati sono cambiati: da solo, ha disegnato da sé i personaggi del gioco, gli scenari. Si è poi dedicato al design delle meccaniche, a quello dei livelli: «è partito da un progetto bianco, vuoto, senza nemmeno un puntino», racconta. «Adesso il gioco conta centinaia di sprite, animazioni, un migliaio di eventi diversi – e per me significa molto.»

Armarsi di coraggio contro le forze del male

Il nostro protagonista sarà uno scheletro che si risveglierà senza sapere dove si trovi: scoprirà, in breve, di essere intrappolato in un limbo governato dal malvagio Nefron, che trattiene le anime dei malcapitati e ne dispone a suo piacimento, schiavizzandoli. Qualcosa che al nostro improvvisato e ossuto eroe, un po’ novello Sir Daniel Fortesque, non va giù: ecco perché partirà alla volta di scenari più ostili che mai (e che non faranno sconti sul livello di difficoltà) per cercare di avere ragione del signore del male, e liberarsi dal suo giogo.

Lungo il percorso di sedici livelli, però, l’eroe se la vedrà con diversi nemici, quindi non potrà limitarsi a saltare e chinarsi per superare le difficoltà delle fasi platform: dovrà anche attaccare, lanciandogli contro delle ossa – alcune delle quali saranno speciali, chiamate Ultra-Bones, e potranno anche rimbalzare e infliggere più danni. Per proteggersi, invece, il nostro eroe avrà dalla sua uno scudo, mentre in altri livelli potrà sfoggiare un mech che gli consentirà di volare e di sparare palle di fuoco.

Inoltre, ad attenderlo il nostro beniamino troverà diversi boss, proprio sul modello Super Mario, contro i quali sarà necessario ingegnarsi sfoderando le abilità e i power-up. Si tratta, in sintesi, di un platform 2D che si àncora alla tradizione dei capostipite del genere, negli sforzi però di un solo e unico sviluppatore che, pur di realizzare il sogno di un proprio videogioco, ha deciso di imparare, imparare e imparare.

«So che non si può pretendere molto da un progetto fatto da una sola persona. […] So che sarà anche modesto, in partenza, ma questo gioco è mio. È mio da cima a fondo» ci racconta Foti.

E presto per SkeleToon verrà il momento di misurarsi con gli appassionati: attualmente in fase alpha e con una UI ancora da arricchire e rifinire, entro l’estate il gioco dovrebbe esordire su Steam, ma in futuro potrebbe arrivare anche su PlayStation 4. Lo sviluppatore vorrebbe anche portarlo su Nintendo Switch, fin dall’esordio del 2017 terreno fertile per i giochi indipendenti.

Se, insomma, anche voi siete tra i nostri lettori che hanno il sogno nel cassetto di realizzare un loro videogioco, non possiamo che incoraggiarvi a non fermarvi alle prime difficoltà: mesi fa vi riportammo integralmente il discorso di Reggie Fils-Aime dedicato ai piccoli sviluppatori, in cui ricordava che ogni talento dei videogiochi ha cominciato da solo, da piccole idee nelle quali ha creduto così tanto da farle passare dalla fantasia alla realtà.