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Shadowverse Champion’s Battle | Recensione – Collezionismo à la giapponese

Preparete i mazzi, c'è un torneo da vincere!

Storicamente, l’accoppiata tra giochi di carte collezionabili e device da gioco portatili ha prodotto ottimi risultati, soprattutto grazie alla possibilità di giocare partite mordi e fuggi e di confrontarsi con altri giocatori anche lontano dalle mura domestiche.

Shadowverse Champion's Battle

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
gioco-di-carte, gioco-di-ruolo
Data di uscita:
13 Agosto 2021
Sviluppatore:
Cygame
Distributore:
Cygames

Memori di questo dato di fatto, e detentori della licenza ufficiale legata al marchio Shadowverse, i ragazzi di Cygames hanno dato vita ad un CCG ambizioso e contenutisticamente rilevante, che andremo oggi ad analizzare nella sua edizione per Nintendo Switch.

Scopriamolo nella nostra recensione di Shadowverse Champion’s Battle.

Una nuova storia in un universo noto

Seguendo in maniera nemmeno troppo pedissequa eventi e personaggi intravisti già nel gioco mobile e PC da cui è tratto, la narrativa di Shadowverse Champion’s Battle, nonostante i toni da cartone animato del sabato mattina, rappresenta una delle testimonianze dell’impegno profuso nella realizzazione di questo prodotto, indizio della qualità che potremo trovare nel gameplay e su cui ci soffermeremo nel paragrafo successivo.

Questo perché, nonostante le vicende seguano un nuovo iscritto ad una scuola giapponese, muto sebbene straordinariamente carismatico, come altre centinaia di JRPG nel corso degli ultimi trent’anni, il cast principale è tutto sommato ben tratteggiato, con comprimari credibili e dialoghi discretamente scritti, seppur a tratti troppo prolissi.

La tipica visualizzazione di un incontro

Il giocatore è chiamato a vestire i panni dell’ultimo arrivato, sulle cui spalle graverà presto la responsabilità di evitare la chiusura del club scolastico di Shadowverse, apparentemente il meno popolare tra quelli sul menu della Tensei Academy nonostante il grande successo che il gioco di carte sta riscuotendo nel Giappone in cui è ambientato il titolo.

Un gioco nel gioco, quindi, in cui far crescere il proprio mazzo e vincere prima i tornei eliminatori locali e poi quello mondiale, dietro il quale si celano interessi e giochi di potere insospettabili per un semplice gioco di carte collezionabili.

Lo stile quasi da visual novel nel quale vengono mostrati i lunghi scambi di battute tra i vari personaggi appesantisce un po’ l’avanzamento lungo la campagna principale, soprattutto per quei giocatori più interessati al lato gameplay che alla storia che fa da contorno, ma riteniamo che lo sforzo di Cygames di scrivere da zero una sceneggiatura originale, così da non precludere a nessuno la comprensione delle vicende, sia da premiare.

Nulla vieta ai giocatori meno pazienti, in ogni caso, di saltare a piè pari i filmati di intermezzo e le fasi dialogiche per concentrarsi solamente sui match e sulla gestione del mazzo (o sulle sfide online contro altri utenti, del tutto prive di intermezzi narrativi), a costo però di perdersi una campagna estremamente longeva (poco meno di quaranta ore nel nostro caso) e di buona fattura.

Peccato solo per l’assenza di una localizzazione italiana, che potrebbe limitare l’appeal per il pubblico nostrano più giovane.

Ogni creature possiede un valore di attacco ed uno di difesa

Tanta quantità e non solo

Lo scheletro ludico non si discosta poi molto da quello di due mostri sacri del genere come Magic The Gathering e Hearthstone, con un pool di mana che cresce ad ogni turno e da cui attingere per evocare creature di varia foggia con valori unici di attacco e difesa.

L’obiettivo è azzerare i punti vita del giocatore nemico, ma i modi per perseguirlo sono svariati, manco a dirlo: anziché passare dalle creature, è possibile fare affidamento su incantesimi ed amuleti, con effetti ad uso singolo o continuati nel tempo, e le strategia adottabili, già a partire dalle fasi successive ai tutorial iniziali, sono davvero tante, con una menzione particolare per la possibilità di evolvere le carte dopo un certo quantitativo di turni, che aggiunge un tocco di Pokemon alla produzione.

In assoluto, non c’è nulla che non si sia già visto in altri titoli similari (tranne forse proprio quest’ultima opzione), ma la grande varietà possibile nella composizione dei mazzi ed il numero di carte a disposizione (oltre seicento, stando al materiale promozionale del gioco), alcune delle quali sbloccabili solo portando a termine una delle numerose quest opzionali presenti a completamento della campagna principale, assicurano divertimento e rigiocabilità.

Come molti dei giochi che vertono anche sull’aspetto collezionistico, i valori di longevità qui riportati possono essere anche raddoppiati se non triplicati: scovare tutte le carte e tutti i mazzi di ogni livello richiede uno sforzo titanico in termini di tempo, ma siamo sicuri che non mancherà tra i fan chi vorrà dedicarsi a quest’impresa.

Una volta evolute, alcune delle creature accedono a forme piuttosto spettacolari

Nonostante l’intelligenza artificiale sia più che discreta, poi, come sempre nei giochi di carte è la variabile umana a fare la differenza quando si parla di tenere alto l’interesse sul lungo periodo, e anche sotto questo punto di vista il prodotto Cygames si difende più che egregiamente.

Sebbene durante il nostro periodo di prova, avvenuto perlopiù a partire dalla seconda metà di agosto, a ridosso del lancio del gioco sul mercato, la community non fosse poi così ampia, giocare contro un avversario in carne ed ossa moltiplica esponenzialmente tanto il fattore divertimento quanto quello della difficoltà.

Anche i metodi di monetizzazione delle partite online ci sono sembrati consoni: se è vero che esiste un Battle Pass, questo richiede esborsi solamente qualora ci si volessero accaparrare migliorie puramente estetiche o si volessero trovare delle scorciatoie allo sblocco di determinate carte (o mazzi in toto).

I giocatori più metodici, sfruttando le ricompense giornaliere e settimanali, potranno sbloccare tutto lo sbloccabile senza sborsare un centesimo, sebbene impiegando molto più tempo.

 

L’origine mobile del gioco da cui Champion’s Battle trae ispirazione avrebbe potuto lasciar spazio ad un bailamme di microtransazioni, ma fortunatamente non è questo il caso, e il prezzo d’acquisto iniziale potrebbe essere tranquillamente l’unico esborso per avere accesso a centinaia di ore di gioco tanto in single quanto in multiplayer.

L’unica raccomandazione necessaria per godere a pieno del prodotto pubblicato in Europa da Xseed Games è quella di portare pazienza durante le prime sei o sette ore di gioco qualora non vi foste mai avvicinati prima ad un gioco di carte collezionabili, digitale o fisico che fosse: i tutorial sono ben fatti ed esaustivi, spiegano per esempi e riescono, nei limiti del possibile, a non annoiare, ma guardarli senza prestare attenzione o, peggio ancora, saltarli a piè pari porterebbe a non comprendere molte delle regole del gioco, pregiudicando pesantemente l’esperienza ludica.

Il gruppo di personaggi che compongono il cast principale

Impegno su tutti i fronti

Quando poi non si è impegnati in un duello, il gioco prende i connotati di un gioco di ruolo abbastanza canonico, con un mondo da esplorare non eccessivamente ampio ma che si apre man mano dinanzi al giocatore e consente di visitare diversi negozi dove acquistare bustine, equipaggiamento e tanto altro.

Queste fasi consentono di staccare un po’ dalla routine degli scontri, e aumentano la varietà dell’offerta ludica, il cui cuore pulsante rimane comunque quello collezionistico e competitivo.

I valori produttivi di Shadowverse Champion’s Battle sono soddisfacenti anche quando si passa ad analizzare l’aspetto puramente tecnico: il doppiaggio è diffuso e di buona qualità, le animazioni, seppur semplici, accompagnano praticamente qualsiasi mossa a schermo, vivacizzando match altrimenti statici, e lo stile è colorato e all’insegna del buonumore, abbastanza lontano dai toni un po’ dark del prodotto originale.

A voler essere pignoli, qualche sbavatura c’è, ma va contestualizzata nell’ambito di una produzione non certo tripla A e di un target che probabilmente chiuderà un occhio senza pensarci troppo.

Le fasi di esplorazione spezzano efficacemente il ritmo dei match a carte

Ci stiamo riferendo soprattutto alla povertà di certe costruzioni poligonali, all’eccessivo riciclo dei modelli dei personaggi secondari e non giocanti e a qualche singhiozzo del framerate, comunque migliorato dopo il rilascio dell’ultima patch in ordine di tempo.

L’atmosfera generale da anime shonen è comunque fatta salva dalla direzione artistica e dalla buona realizzazione dei personaggi principali, oltre che da una palette cromatica brillante ed estremamente variegata: laddove, soprattutto in assenza di grossi publisher alle spalle, altri team di sviluppo si sono accontentati del compitino quando di mezzo c’era una licenza di un certo peso, i ragazzi di Cygames non hanno lesinato impegno e i risultati si vedono.

Come molti altri titoli della sterminata libreria di Nintendo Switch, infine, anche Shadowverse Champion’s Battle rende meglio in modalità portatile, quella su cui abbiamo speso il maggior numero di ore di test.

Versione recensita: Nintendo Switch

Se volete giocare Shadowverse su Nintendo Switch, approfittate del prezzo ridotto su Switch Lite.

8,0

Shadowverse Champion's Battle

Piattaforme: pc, switch
Meccaniche di gioco semplici da imparare ma assai più complicate da padroneggiare e una quantità di contenuti imponente sono solamente due dei pregi di Shadowverse Champion's Battle, che, per quanto ci riguarda, va a posizionarsi su un immaginario podio dei giochi di carte per Nintendo Switch, probabilmente dietro al solo, inarrivabile Slay the Spire. E che i toni da anime per un pubblico molto giovane non traggano in inganno: la varietà e la profondità dei sistemi di gioco sono invidiabili, e, al netto di una campagna comunque molto corposa, è possibile riprendere in mano il titolo infinite volte grazie al gran numero di carte opzionali nascoste tra le pieghe delle numerosissime attività secondarie. Un ottimo punto di ingresso nel mondo di Shadowverse, quindi, oltre che un ottimo gioco di carte digitale.

Pro

  • Imponente mole di contenuti
  • Storia inedita perfetta per i neofiti del franchise
  • Meccaniche di gioco perfettamente oliate
  • Per dirla all'inglese, "Easy to learn, hard to master"

Contro

  • I toni shonen per pre adolescenti potrebbero frenare i giocatori più navigati
8,0