Secret Files 2: Puritas Cordis | Recensione Nintendo Switch

Per i nostalgici del "punta-e-clicca"

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 25 Luglio 2019 - 11:40

Se siete appassionati di avventure grafiche vecchio stampo, quelle spesso definita “punta-e-clicca”, per intenderci, forse avrete già sentito parlare della serie Secret Files. Per la verità, si tratta di una serie che non ha mai goduto di una larga fama, visto anche il genere di appartenenza, ma tra gli appassionati i giochi in questione (tre più uno spin-off) hanno saputo ottenere un buon successo. Su Nintendo Switch ha fatto, poco tempo fa, la sua comparsa il primo capitolo della serie, che abbiamo recensito sulle nostre pagine. Adesso è il turno del secondo episodio, Secret Files 2: Puritas Cordis, originariamente uscito anche su Nintendo Wii e Nintendo DS, ormai dieci anni fa.

Di nuovo in azione

La storia di Secret Files 2: Puritas Cordis (solamente Secret Files 2, d’ora in avanti) è ambientata qualche tempo dopo le vicende del primo capitolo. Prima di incontrare nuovamente il duo di protagonisti, i soliti Nina Kalenkov e Max Gruber, che nel frattempo hanno interrotto la loro relazione, veniamo introdotti alla storia di questo episodio attraverso un altro personaggio, il vescovo Parrey, che ha appena ricevuto una lettera in codice all’università di Cambridge. Pur non riuscendo a decifrare l’intero contenuto della lettera, Parrey riesce a scoprire che in essa viene fatto il nome di un uomo legato ad un culto. Questo culto si rivela tutt’altro che bene intenzionato, ed il vescovo ha appena il tempo di mettere al sicuro i documenti prima di essere ucciso. Lasciamo a voi il compito di scoprire in che modo questa storia si lega a quella di Nina, intenta a salire a bordo di una nave da crociera, tutt’altro che intenzionata a gettarsi in nuovi misteri dopo quelli riguardanti gli eventi di Tunguska del primo capitolo.

A questo proposito, non è necessario aver giocato il primo Secret Files per seguire la storia del secondo episodio, sebbene sia certamente preferibile per cogliere tutti i riferimenti agli eventi trascorsi. La qualità dell’intreccio narrativo si attesta su buoni livelli, senza discostarsi molto da quanto visto nel primo capitolo: avremo quindi momenti di comicità ai limiti del ridicolo che si alternano a momenti in cui potremo percepire una minaccia che pervade il nostro mondo. Non si tratta di una delle migliori storie di sempre, certo, ma quella narrata in Secret Files 2 è comunque una storia che riesce ad appassionare per tutta la durata del titolo.

Tecnicamente, il titolo mostra chiaramente la sua età: dopotutto, stiamo parlando di un gioco che, già all’epoca, non faceva certo gridare al miracolo. Considerando i mezzi a disposizione degli sviluppatori e considerando anche il prezzo budget, si tratta di un compromesso più che accettabile, soprattutto se consideriamo l’ispirata direzione artistica del titolo.

C’erano una volta i punta-e-clicca

Secret Files 2 eredita in tutto e per tutto il gameplay del suo predecessore. Siamo davanti ad un classico “punta-e-clicca”, in cui dovremo muovere il nostro personaggio in ambientazioni pre-renderizzate alla ricerca di indizi per proseguire nella trama. Su Nintendo Switch, avremo diversi modi per muovere il nostro personaggio: potremo utilizzare il puntatore dei Joy-Con, i tasti tradizionali e i comandi touch, qualora stessimo giocando in modalità portatile. In ogni caso, si tratta di comandi piuttosto intuitivi, vista anche la semplicità del gameplay. L’interazione ambientale è limitata quasi esclusivamente ad oggetti connessi alla storia, alcuni dei quali potranno essere raccolti e conservati nel nostro inventario per poi essere utilizzati al momento opportuno. Molte scoperte le faremo anche attraverso i dialoghi con i diversi personaggi che incontreremo nel corso dell’avventura. Come nel primo episodio, si tratta di un percorso lineare, che non prevede bivi, risposte alternative o cose del genere.

Al centro del gameplay, dunque, ci sono i puzzle: durante l’avventura ne incontreremo molti, e sebbene la qualità non sia sempre costante, essi sono perlopiù di buona fattura, al punto da non risultare troppo semplici o troppo complessi. Questo rende Secret Files 2 un titolo adatto anche a chi non è abituato a masticare avventure grafiche, anche se certamente non si tratta di uno tra i migliori esponenti che questo genere abbia mai visto. Certo, per apprezzare davvero Secret Files 2 occorre avere una certa passione per le avventure grafiche di una volta, visto che il titolo non propone alcuna variazione sul tema; non è un caso, dopotutto, che la serie sia finita nel dimenticatoio poco dopo la release del secondo capitolo. Secret Files 2 è dunque un titolo che punta ad una nicchia ben specifica, a chi ne fa già parte o a chi vuole avvicinarsi; sicuramente, non ha l’ambizione di far evolvere il suo genere di appartenenza o di modificarne, anche lievemente, la formula.

- Storia intrigante...
- Diversi sistemi di controllo, tutti funzionanti
- ... ma non aspettatevi una storia memorabile
- Fin troppo tradizionalista

7.0

Secret Files 2: Puritas Cordis ci riporta indietro di oltre dieci anni, ad un’epoca in cui le avventure grafiche di stampo classico non avevano ancora conosciuto il declino di popolarità odierno, con una buona storia ed un gameplay estremamente tradizionalista. Proprio per questo, Secret Files 2 è un titolo destinato ad una nicchia, agli appassionati di questo genere o a chi vi si vuole avvicinare, senza la pretesa di trovare uno dei migliori esponenti del genere. La conversione su Nintendo Switch è di ottima fattura, e grazie ai molteplici sistemi di controllo questa si rivela la versione migliore del gioco tra quelle sinora uscite.




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