RECENSIONE 4 min

Resident Evil: Village – Shadows of Rose | Recensione DLC

Il DLC dedicato alla figlia di Ethan Winters non ci ha convinti del tutto. Vi spieghiamo perché nella nostra recensione.

Shadows of Rose è un’espansione estremamente furba.

Resident Evil Village: Shadows of Rose

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
28 Ottobre 2022
Sviluppatore:
Capcom
Distributore:
Capcom

Lo è principalmente perché Capcom ha deciso di riproporre un paio di zone già viste in Resident Evil: Village infilandoci dentro la figlia di Ethan Winters. Detta così può sembrare una frase secca, che non ammette repliche né confronti, ma è anche la più sincera che possiamo darvi per inquadrare al meglio Shadows of Rose.

Non vogliamo dire che sia un contenuto del tutto trascurabile, né tantomeno che nelle circa tre ore che impiegherete a completarlo non ci siano un paio di buoni spunti. Dobbiamo però dirvi che gli sviluppatori hanno usato una premessa narrativa tutt’altro che brillante per giustificare il riutilizzo di ambientazioni, qualcosa che narrativamente raggiunge uno degli abissi più profondi mai toccati dalla serie.

Shadows of Rose, la storia

Resta piuttosto complicato raccontarvi di Shadows of Rose mantenendo il più stretto riserbo sulla storia di Resident Evil 7 e Resident Evil: Village (lo trovate su Amazon), che sono collegati tra di loro e a questa espansione che, di fatto, chiude il cerchio sulle tribolate vicende della famiglia Winters.

Il modo in cui lo fa non è particolarmente sorprendente, ed è in definitiva retaggio di una trovata che verso la coda dell’avventura principale ha messo in chiaro parecchie questioni rimaste in sospeso.

Il punto di contatto da cui si origina la storia di Shadows of Rose è dato dall’incontro tra i poteri della ragazza e il Megamicete. Questo potente agglomerato di muffa nera già visto nelle zone limitrofe di villa Baker, che gioca un ruolo fondamentale anche e soprattutto in Village, è in grado di assorbire i ricordi di ogni forma di vita che entra nella sua area di influenza. Il finale del capitolo principale vi ha fatto comprendere le dinamiche legate alla storia, ma con Shadows of Rose possiamo letteralmente entrare all’interno di questi mondi fallaci, composti dai ricordi residui e alterati di chi li ha vissuti.

In che modo? La chiave, com’è facile immaginare, è proprio Rose: i suoi poteri speciali le consentono di entrare in risonanza col Megamicete, accedere a questi luoghi fittizi e mantenere al contempo il controllo delle proprie facoltà. In sostanza, quando inizierà Shadows of Rose verrete catapultati immediatamente in posti che avete già visto, opportunamente rimaneggiati per l’occasione e riutilizzati senza nessuna remora.

Ecco dunque che nell’espansione vi ritroverete ancora una volta in una piccola porzione del castello di lady Dimitrescu, in casa Beneviento e in altre zone di raccordo, con l’obiettivo finale di reperire un cristallo che può definitivamente distruggere la minaccia.

I vostri poteri possono evitare che facciate questa fine.

Shadows of Rose prova anche a fare un po’ di introspezione sulla protagonista, a lungo vessata per via dei suoi poteri che la facevano inquadrare come quella strana, da tenere lontana, da sbeffeggiare. Il tentativo è però talmente blando e scontato da non riuscire minimamente a evitare il più classico dei cliché, con frasi fatte di poco conto che abbiamo letto e ascoltato una miriade di volte un po’ ovunque. Con la storia principale non va di certo meglio, e in definitiva Shadows of Rose riesce a trovare uno spunto interessante solo quando mette in scena un cruciale collegamento con un personaggio chiave di Resident Evil 7.

Pur trovandovi negli stessi luoghi, molte strade vi sono precluse, il raggio d’azione è più circoscritto e in generale il percorso da seguire è molto più lineare e meno dispersivo. Inoltre, la dose di backtracking risulta elevata e in buona parte anche piuttosto gratuita, soprattutto quando sarete costretti a portare a termine mansioni semplici che diventano complesse per via di blocchi piazzati dagli sviluppatori in punti strategici. Ci riferiamo a una sorta di melma rossastra da cui fuoriescono i nemici, che solo in una seconda fase può parzialmente sparire grazie all’innato potere di Rose.

Gameplay

Oltre a pochissime risorse rappresentate dalla pistola, dal fucile, dalle rispettive munizioni e da sparute soluzioni mediche, Rose ha la possibilità di raccogliere dei rametti di salvia bianca che le forniscono limitate cariche legate al misterioso potere. Si tratta principalmente di compiere un’estrema azione per salvarvi la pelle, poiché con la sola imposizione di una mano sarete in grado di respingere via un nemico quando sarete braccati, oppure di rallentarne l’incedere per qualche secondo.

Non c’è invece alcun consumo di carica quando sarete costretti a far sfiorire i boccioli malevoli da cui si originano le acque stagnanti rossastre. In certe sezioni, oltretutto, dovrete trovare l’esatta ubicazione dei fiori per poter scappare lungo la via sbarrata, magari proprio mentre gli avversari vi saranno alle calcagna. Se la parte del castello risulta discreta ma non particolarmente ispirata, a fare la voce grossa è ancora una volta la parte ambientata all’interno di casa Beneviento.

Dimenticatevi ciò che avete vissuto in Resident Evil: Village (potete trovarlo su Amazon), perché Shadows of Rose cambia in modo piuttosto importante sia gli scopi della protagonista, sia una parte dell’area presa in esame. Se per alcuni tratti potrebbe apparirvi come una rivisitazione concettuale della parte meno riuscita di Resident Evil 7 (quella con Lucas), in realtà è da apprezzare il coraggio nel cambiare le carte in tavola e proporre qualcosa di inconsueto, che mescola stealth, pianificazione e attenzione a ciò che succede negli stretti corridoi dell’appartamento da brividi a strapiombo su una scogliera.

Questa sezione di Shadow of Rose non si avvicina neanche minimamente al terrore creato nel gioco principale, ma quando incapperete nella trovata migliore dell’intera espansione, siamo piuttosto certi che rimarrete sorpresi e con una discreta tensione addosso.

Non tutto è però riuscito al meglio, e anche stavolta sarete costretti a un continuo andirivieni che allunga di fatto la durata globale del DLC. I nemici più nerboruti, assieme alle due boss fight proposte, non si distanziano granché dai classici canoni del nuovo corso della serie, configurandosi come buone ma anche sin troppo prevedibili.

Shadows of Rose è in definitiva un contenuto aggiuntivo da cui ci saremmo aspettati decisamente di più. Non solo dalla caratterizzazione della protagonista e dall’uso dei poteri che reca con sé, ma anche dalla forza della storia che parte da una premessa bislacca e si conclude in modo telefonato, con un solo colpo di scena a fare da faro in un racconto altrimenti fiacco e di scarso interesse. La saga della famiglia Winters si conclude con una nota di amarezza per l’occasione sprecata.

Versione recensita: PS5

Resident Evil Village: Shadows of Rose

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
L'espansione di Resident Evil: Village usa la più scaltra delle premesse per riciclare un paio di zone dell'avventura principale, rimaneggiandole per renderle in qualche modo diverse da attraversare. Troviamo che sia il modo più svelto per portare a termine un lavoro pigro e poco ispirato, sia a livello di gameplay, sia per quanto riguarda la storia. Sebbene sia stata data la giusta conclusione alla saga della famiglia Winters, il risultato finale sa in tutto e per tutto di potenziale andato sprecato.

Pro

  • Un paio di buone trovate di gameplay
  • Dinamiche da survival horror con qualche gradevole aggiunta di stealth

Contro

  • Premessa narrativa insulsa
  • Protagonista banale e scarsamente caratterizzata
  • Tanto potenziale sprecato a livello di storia e di gameplay