Resident Evil 3, dubbi e certezze dopo la prova della demo – Provato

La demo ci ha dato grandi certezze e ha fatto emergere un paio di interrogativi che potranno essere sciolti solo nella recensione di Resident Evil 3.

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A cura di Domenico Musicò - 20 Marzo 2020 - 12:00

A due settimane dall’uscita, si diradano ulteriormente le nebbie su Raccon City: abbiamo provato la demo di Resident Evil 3, scoprendo più nel dettaglio molte delle novità implementate in questo seguito e remake. Innanzitutto è importante sottolineare come l’impostazione di base rispetto a Resident Evil 2 sia rimasta pressoché la stessa, con le uniche varianti rappresentate da una maggiore ampiezza delle aree di gioco, dalla schivata perfetta e dall’implacabile Nemesis.

Resident Evil 3 appare un po’ più votato all’azione rispetto al capitolo precedente, e in tal senso c’è una grande concordanza con l’avvicendamento che avvenne tra i due titoli originali dell’epoca. Capcom ha dunque dimostrato ancora una volta enorme rispetto per la sua serie, e ciò si evince anche dal trattamento riservato a questo nuovo remake. L’apertura di Raccon City è importante e offre diverse zone facoltative da esplorare. Zone in cui potrete trovare risorse utili o, vostro malgrado, incappare in un brutto agguato di non morti. Questo stimolerà i giocatori a usare percorsi alternativi e incentiverà maggiormente l’esplorazione, lasciando spazio a una conduzione di gioco meno su binari.

La sovrabbondanza di oggetti, munizioni e cure per la salute vi porterà spesso a dover fare una cernita, se non addirittura a lasciare un po’ di roba in giro. L’inventario si riempirà in men che non si dica e l’uso ripetuto dei bauli è davvero l’unica soluzione per accumulare le scorte e usarle nel momento del bisogno. I momenti in questione potrebbero essere proprio i frequenti incontri col Nemesis, e a tal proposito sorge spontaneo un interrogativo: un Resident Evil 3 così ampio e così propositivo per lunghe e attente esplorazioni, potrà avere al suo interno la presenza costante e pressante di un nemico da cui si deve continuamente scappare? Si tratta di un enorme dubbio che potremo sciogliere solo in sede di recensione, è chiaro, ma possiamo dire già da adesso che la sovraesposizione dell’iconico avversario potrebbe danneggiare la godibilità del titolo. A scanso di equivoci, va detto che la fiducia riposta in Capcom è davvero enorme, e non abbiamo motivo di credere che l’esperta software house giapponese possa farsi un autogoal del genere.

resident evil 3

Corri, scappa…

L’altro dubbio è legato alla probabilità che la schivata perfetta possa essere esageratamente exploitabile, facendovi sfuggire sostanzialmente a tutti gli attacchi degli zombi o del Nemesis. D’altra parte, la finestra in cui eseguire questa mossa evasiva appare piuttosto ampia, e se già dopo un paio di tentativi si diventa dei maestri nel tempismo, non osiamo immaginare quanto abuso se ne possa fare nelle fasi più avanzate. Ma attenzione, perché in effetti il numero degli avversari è aumentato di parecchio e c’è anche l’incognita di cosa dovremo in effetti affrontare subito dopo gli zombi, pertanto lasciamo anche qui un punto interrogativo a cui seguiranno risposte chiare durante la recensione.

Per il resto, i veri dubbi finiscono qui. Resident Evil 3 appare già dalla demo come un capitolo che difficilmente potrà deludere, per tanti motivi. È più grande del 2, mostra una maggiore complessità del design dei livelli e delle mappe, è ancora più solido tecnicamente, la cura per i dettagli è impressionante e la città ha un impatto visivo davvero importante. Rimane molto alta la curiosità sui cambiamenti alla trama che Capcom apporterà, e anche su alcuni personaggi che sembrano avere un ruolo più di primo piano rispetto al titolo originale.

resident evil 3

Nota a margine: l’incontro col Nemesis ha mostrato la sua capacità di poter infettare attivamente gli zombie nelle vicinanze grazie al suo terribile tentacolo, che è solo un antipasto rispetto all’arsenale di cui sarà fornito nel gioco completo. Durante il tentativo di sfuggire dalle sue grinfie, mentre ci correva dietro, ci spuntava davanti con un portentoso balzo e tentava di colpirci con violenza, abbiamo notato come i non-morti mutati sviluppassero abilità differenti dal normale, con la testa orrendamente trasformata, deforme ed enfiata che pareva un’appendice del tentacolo del Nemesis, pronto a colpirci per procura. Ci chiediamo, a questo punto, se la stessa cosa potrà ad esempio avvenire con nemici molto più temibili come l’Hunter.




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