Red Wings: Aces of the Sky, diventare assi del cielo su Switch – Recensione

Siete pronti a diventare un asso dei cieli su Nintendo Switch in Red Wings?

Recensione
A cura di Stefania Sperandio - 9 Luglio 2020 - 10:39

C’è sempre un certo fascino, all’interno dei mass media, che circonda i piloti degli aerei da guerra. Veri e propri assi del cielo, questi valorosi armati di cloche e incapaci di sentirsi messi alle strette da tonneau a botte e piroette di ogni genere, sono stati di tanto in tanto protagonisti non solo dei Top Gun di turno, ma anche di videogiochi che ce ne hanno fatto vestire i panni.

È anche il caso di Red Wings: Aces of the Sky, la più recente fatica di All In! Games che ci trascina durante la Prima Guerra Mondiale, ai tempi del leggendario Manfred von Richthofen – o Barone Rosso, se preferite – per affermarci a nostra volta come signori del cielo, rimbalzando tra Alleanza e Intesa.

Riempirsi di piombo nell’alto dei cieli

C’è un elemento che colpisce subito, di Red Wings: le sue atmosfere. Sebbene ci trasporti in un periodo storico estremamente tragico, la via scelta dagli sviluppatori con la direzione artistica è quella della leggerezza. La Grande Guerra viene così caratterizzata da un’atmosfera che sa di cartoon, con una grafica in cel-shading che ben si abbina alla colonna sonora che un po’ omaggia e un po’ scimmiotta lo stile dell’epoca. Il risultato è sicuramente gradevole e viene replicato, con lo schema di vignette semi-animate, anche per le cut-scene della campagna, che ci raccontano la (del tutto trascurabile) storia dei nostri protagonisti. Se vi aspettate un riproduzione realistica della Prima Guerra Mondiale, insomma, state guardando nella direzione sbagliata: in Red Wings è tutto molto più leggero, più immediato, volutamente non drammatico.

Interessante, invece, la scelta fatta per la modalità storia: all’inizio, il giocatore può decidere se vestire i panni di un pilota dell’Alleanza o dell’Intesa, con quindi una doppia campagna che si snoda sul fronte da quel punto in poi. La vostra preferenza determinerà gli eventi che vi saranno raccontati e, ovviamente, cambierà i modelli di aerei e le livree che avrete a disposizione.

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Rimangono invece identiche le tipologie di missione: affrontati gli accettabili tempi di caricamento, inizierete l’incarico direttamente a bordo del vostro velivolo, all’interno di una mappa di dimensioni limitate, ma nella quale potete sbizzarrirvi anche con l’altitudine – sempre entro un certo limite. In questo scorcio del cielo, gli obiettivi potrebbero essere abbattere tutti i nemici, proteggere dei palloni aerostatici del vostro schieramento, arrivare a destinazione recuperando carburante o bombardare degli obiettivi specifici.

Nei primi due casi, parliamo di missioni standard, caratterizzate dal core gameplay del gioco: il vostro aereo è dotato di una mitragliatrice dalle munizioni illimitate ma che si surriscalda, con la quale potete colpire i vostri nemici che sfrecciano nei cieli, indicati chiaramente anche nel piccolo radar. Per evitare i loro colpi potete volteggiare, produrvi in piroette o inversioni improvvise affidate ad appositi tasti: i movimenti sono agili ed evidenziano l’approccio fortemente arcade alle meccaniche da sparatutto aereo di Red Wings. Non aspettatevi di dover calibrare il bilanciamento del vostro mezzo, di dover badare a correnti, danni specifici o quant’altro: il gameplay è estremamente immediato e dopo pochi secondi starete già padroneggiando tutto quello che avete bisogno di sapere.

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Migliorabile, sicuramente, l’intelligenza artificiale: i piloti a voi avversi si mettono abbastanza facilmente sulle vostre tracce, ma spesso continuano a subire danni senza eseguire nessuna manovra evasiva che possa mettervi in difficoltà. Peggio, in diversi casi vi capiterà che vi vengano letteralmente addosso, anticipando i tempi dei futuri kamikaze dell’aviazione giapponese, abbattendovi in modo insensato e facendo così fallire la missione. Si tratta di casi estemporanei, ma che si sono ripetuti più di una volta nel corso della nostra run, e che non abbiamo trovato per niente brillanti: il giocatore dovrebbe essere chiamato a usare le schivate e le acrobazie per eludere il fuoco nemico che lo assalta e lo incrocia, mentre ha poco senso e rompe l’immedesimazione doverlo fare perché i nemici vi si gettano addosso per farvi esplodere.

Mentre tentate di proteggere il vostro obiettivo o di uccidere tutti i nemici (o entrambe le cose insieme), dovete tenere d’occhio la salute del vostro aeromobile, oltre al carburante ancora a disposizione – pena il fallimento della missione. Per fortuna, per evitare di svolgere gli incarichi con un timer sulla testa definito dal vostro serbatoio, all’interno della mappa sono di solito sparsi degli anelli che, se attraversati, consentono di recuperare sia la salute che il carburante. Significa, in sintesi, che il livello di sfida non è mai proibitivo, neanche alla lontana, ma l’esperienza risulta comunque divertente per chi è in cerca di un gameplay leggero e fumettistico, che non si prende troppo sul serio.

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Al termine di ciascuna missione, il gioco assegnerà un punteggio in stelle e dei punti che potrete spendere per migliorare le vostre specialità, come in un gioco di ruolo. Queste ultime sono in realtà abbastanza limitate, ma consentono di rendere le cose più interessanti: ciascuna ha tre livelli e potreste, ad esempio, optare per un serbatoio più grande, o per farvi seguire da più di un altro aereo alleato durante le vostre scorribande. Oltre alle piroette e alle inversioni, infatti, durante le missioni sono presenti altre due abilità – una che consente di finire rapidamente i nemici con poca vita residua e una che consente di spedire all’attacco su un bersaglio preciso gli altri membri del vostro squadrone, anche se poi sarà necessario un tempo di cooldown discretamente lungo per usarla di nuovo. Peccato, però, perché le oscillazioni date dallo sviluppo delle abilità non hanno il peso che dovrebbero.

Le valutazioni nelle missioni consentono anche di sbloccare nuovi aerei e nuove livree: ogni velivolo ha delle sue specificità, ma nella nostra prova non abbiamo rilevato differenze davvero significative nell’esperienza di gioco. Probabilmente, un bilanciamento più curato avrebbe dato più rilevanza anche a questo aspetto, evitando di dare la sensazione che, semplicemente, un aereo valga un altro.

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In cerca di bombe e carburante

Come accennavamo, per tentare di variare un po’ la formula rispetto alle missioni standard incentrate sullo shooting troviamo altre tipologie di incarico. Le prime sono quelle in cui dovete affrontare un percorso predefinito – identico in tutto e per tutti ai circuiti della serie Spyro, se ve li ricordate, e il che dice abbastanza sulle atmosfere scelte per il gioco: a bordo del vostro aereo, con il carburante che si consuma con estrema rapidità, dovete seguire un percorso passando di anello in anello, con ciascuno che riempie di nuovo il vostro serbatoio. Si tratta di una vera e propria sfida stile racing, in cui avete tempo limitato per andare da un capo all’altro del tracciato celeste.

La seconda variante è quella delle missioni di bombardamento, nelle quali (come suggerisce il nome) scendete dall’aereo da caccia per sedervi su un lento e pesante bombardiere. Con la telecamera che si sposta dalle vostre spalle all’alto, dovete così sganciare gli ordigni sugli obiettivi tattici giusti al momento giusto, stando intanto attenti alle mai davvero preoccupanti insidie che potrebbero danneggiare il vostro velivolo.

La scelta di variare la formula è sicuramente apprezzabile e aiuta Red Wings a diventare ripetitivo molto più tardi del previsto, rispetto al gameplay loop delle semplici battaglie a colpi di mitragliatrice nella volta celeste.

In due è più bello (di solito)

Alla doppia campagna, il gioco di All In! Games somma anche una speciale modalità sopravvivenza: selezionando il vostro aereo preferito tra quelli sbloccati, avrete modo di affrontare varie ondate di nemici nell’arco di dieci minuti di tempo, con livello di difficoltà a scelta. Si tratta di una sfida che non può fallire, neanche in caso di morte, e nella quale semplicemente dovete fare più punti possibili nel tempo limite. Abbattere molti aerei nemici in poco tempo, infatti, attiva dei moltiplicatori che vi consentono – in pieno stile arcade – di mettere insieme dei numeri rilevanti, da sfoggiare poi nelle vostre classifiche.

Red Wings: Aces of the Sky, diventare assi del cielo su Switch – Recensione

A rendere queste ultime (che sono in locale) ancora più interessanti è il fatto che si possa giocare la modalità sopravvivenza anche in cooperativa, in split-screen. Con una tradizionale couch co-op, che passa quindi per la persona seduta accanto a voi e non per una sconosciuta che vi affianca online, vi ritroverete ciascuno con un singolo Joy-Con, lanciati ad abbattere quanti più aerei nemici possibili nei dieci minuti.

Sebbene la modalità diventi ripetitiva in breve tempo, la possibilità di giocarla in compagnia e di confrontare i propri punteggi aggiunge un po’ di pepe e di divertimento, quindi apprezziamo la scelta operata dagli sviluppatori, volta a strizzare l’occhio alle possibilità specifiche offerte da Switch per il multiplayer in locale.

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A proposito di Switch, vale anche la pena sottolineare che il gioco supporta anche i sensori di movimento, in caso vogliate giocare con i Joy-Con staccati. Tuttavia, questi ultimi sono di difficile leggibilità ed estremamente dimenticabili: molto meglio optare per i tradizionali stick analogici, anziché complicarsi inutilmente la vita con una calibrazione tutt’altro che perfetta.

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+ Direzione artistica gradevole, atmosfera che non si prende sul serio
+ Divertente per chi cerca un'esperienza arcade
+ Apprezzabile il tentativo di variare un po' la formula con i diversi tipi di missione
- IA molto migliorabile
- Bilanciamento e differenziazione dei diversi aerei da rivedere

6.8

Red Wings: Aces of the Sky non è certamente per chi cerca di rivivere in un videogioco le atmosfere e la tensione delle battaglie aeree della Prima Guerra Mondiale. Si tratta, invece, di un titolo che prende il tragico teatro della Grande Guerra per costruirci dentro un’esperienza di gioco immediata, senza troppe pretese e migliorabile in molti aspetti – uno su tutto, l’intelligenza artificiale – ma che è in grado di offrire qualche ora di intrattenimento disimpegnato. A fronte del costo di listino, la proposta per cui opta All In! Games su Nintendo Switch è sicuramente commisurata e la co-op aggiunge qualche breve ora di divertimento extra in più. Peccato per sbavature come il bilanciamento dei potenziamenti e l’eterogeneità degli aeromobili, che se curati meglio avrebbero reso l’esperienza molto più profonda.




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