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Pro
- Due nuovi personaggi validi e divertenti da usare.
- Due boss principali che si aggiungono al pacchetto.
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Contro
- Contenuto troppo striminzito.
- Siamo molto lontani dai classici DLC di FromSoftware.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PC, XSX, PS5, PS4, XONE
Informazioni sul prodotto
Elden Ring Nightreign: The Forsaken Hollows è un DLC che arriva in un momento delicato per il particolare progetto di From Software, che sin dal lancio ha diviso la community per la sua natura ben diversa dalle solite produzioni di genere. Un’espansione così striminzita, oltretutto, porta inevitabilmente a chiedersi se possa davvero sistemare o arricchire un’esperienza che molti stavano ancora metabolizzando.
Fin dal primo approccio con The Forsaken Hollows ci si rende conto che questo contenuto è pensato come un’estensione compatta, quasi un capitolo aggiuntivo concentrato su due elementi fondamentali: i nuovi Nightfarers giocabili e una manciata di attività che si innestano nella struttura esistente.
Al prezzo di quindici euro, e coi contenuti proposti, è lecito chiedersi ne valga davvero la pena o se lo studio di sviluppo avrebbe invece dovuto optare per una soluzione di tipo diverso.
DLC imprescindibile o no?
L’atmosfera di The Forsaken Hollows è coerente con il tono generale di Nightreign: un mondo crepuscolare, pieno di architetture instabili, zone sempre infide e un design ambientale che gioca molto sulla verticalità frammentata e sui cambiamenti improvvisi introdotti come evento ricorrente.
Nonostante questo, la sensazione dominante resta quella di un contenuto ridotto che prende ciò che bene o male si era già visto e lo riorganizza in minima parte, come se la direzione avesse preferito offrire un modulo aggiuntivo piuttosto che costruire una vera espansione capace di ampliare l’immaginario e la profondità ludica.
I due personaggi portano con sé due approcci diversi, uno più orientato al controllo e alla distanza, l’altro centrato su resistenza e gestione dei nemici ravvicinati, ma la loro identità narrativa è ridotta a poche righe e a qualche interazione marginale, come se la lore fosse stata volutamente compressa all’essenziale (e d'altra parte, visto il gioco principale, non ci si poteva aspettare grandi scossoni in tal senso).
È chiaro che il fulcro del DLC non vuole essere una storia nuova ma la possibilità per il giocatore di sperimentare gran parte degli stessi contenuti con due stili differenti, e in questo senso le due classi funzionano: hanno abilità caratterizzanti, animazioni proprie e un modo riconoscibile di affrontare sia le orde standard che i boss.
La progressione quindi rimane pratica, funzionale, ma senza quella scintilla che un DLC dovrebbe offrire per cambiare o arricchire il meta. La nuova area è senza dubbio il contenuto più interessante e allo stesso tempo più discusso del pacchetto. Visivamente richiama le zone più oscure e fangose degli spazi aperti classici, con segmenti dove la terra cede, si apre o si sovrappone come se fosse viva, e in alcuni momenti crea degli scorci notevoli che ricordano quanto FromSoftware sappia costruire ambientazioni evocative.
Eppure, la densità contenutistica è limitata: poche attività, alcuni incontri opzionali, due boss principali e una manciata di nemici che, pur avendo animazioni nuove o modificate, danno spesso l’impressione di essere più un riuso intelligente che una vera introduzione originale.
La navigazione della mappa inoltre può risultare confusa non per complessità organica, quanto per mancanza di punti di riferimento e per la presenza di ampie aree vuote dove ci si muove per inerzia più che per esplorazione motivata. Oltretutto, il tipo di mappa non facilità granché la necessità di correre per arrivare al momento clou, facendo pesare ulteriormente lo sbilanciamento tra senso d'obbligo e momento davvero epico, quello che dà la proverbiale ricompensa dopo la lunga traversata.
Di conseguenza, si capisce come nonostante i suoi momenti efficaci anche in termini di atmosfera, la sua capacità di sostenere il DLC in termini di contenuto è limitata e finisce per mostrare presto i suoi limiti.
I due boss introdotti rappresentano una delle parti più riuscite, perché almeno sul piano coreografico e della sfida mantengono una certa spettacolarità e una continuità col gioco base. Il boss finale del DLC propone un set di attacchi riconoscibile, un’arena ben caratterizzata e un ritmo sufficientemente serrato per risultare appagante, ma al netto di questo non si può dire che porti novità dirompenti.
L’altro boss, meno scenografico ma ben integrato, offre una sfida più diretta che compensa con aggressività ciò che manca in originalità, e nel complesso i combattimenti risultano piacevoli e ben calibrati sulla difficoltà dichiarata dagli sviluppatori, leggermente più alta ma mai punitiva.
Le solite criticità
Va tuttavia ammesso che non tutto è bilanciato alla perfezione, come nel gioco base capiterà anche qui di incappare in alcune asperità mal calcolate proprio per via della sua natura procedurale. Oppure, disgraziatamente, quando si ha a che fare con altri giocatori che anziché collaborare decidono di farvi letteralmente buttare ore e ore senza aver concluso alcunché.
È evidente che l’obiettivo fosse creare scontri che si integrassero senza strappi con il design esistente, e da questo punto di vista il DLC riesce a essere coerente, anche se mancano quei momenti memorabili capaci di giustificare il costo dell’espansione. Sul fronte tecnico si registrano ancora comportamenti altalenanti.
Sappiamo bene che From non è un team al top per quanto riguarda la realizzazione del comparto tecnico, motivo per cui in diverse situazioni emergono cali di frame rate e problemi di stabilità, soprattutto nella nuova area, dove l’effetto dello Shifting Earth sembra pesare più del previsto. Non è un disastro, ma crea quella sensazione di rifinitura incompleta che accompagna anche altri aspetti dell’espansione.
L’esperienza generale, una volta completato tutto ciò che The Forsaken Hollows propone, lascia una sensazione duplice: da un lato si percepisce che il team ha lavorato per introdurre qualcosa che si innestasse organicamente nel mondo di Nightreign, sia con le nuove classi sia con le nuove attività; dall’altro si avverte chiaramente come l’ambizione sia stata tenuta piuttosto a freno, forse troppo.
Il risultato è un contenuto che intrattiene per qualche pomeriggio, che regge bene se si entra con aspettative moderate e che non rovina l’esperienza principale, ma che allo stesso tempo fatica a giustificare il concetto stesso di DLC come ampliamento sostanziale.
Chi cercava un’espansione ricca di nuovi sistemi, armi, incantesimi, dungeon o rivelazioni narrative più incisive rimarrà inevitabilmente deluso, perché nulla di tutto questo è presente in modo tangibile. Chi invece si accontenta di una manciata di attività nuove, di un paio di scontri ben costruiti e di due personaggi aggiuntivi con cui rigiocare parti del gioco, troverà nel DLC un’aggiunta gradevole, pur senza slanci memorabili.