PlayStation ha conquistato un riconoscimento che difficilmente finirà tra i trofei da esibire: Sony Interactive Entertainment è tra i destinatari degli Shonky Awards 2026. L'associazione australiana per la tutela dei consumatori CHOICE ha inserito l'azienda nella propria Hall of Shame, contestandole di chiedere agli utenti di pagare per giocare senza possedere i giochi.
Il premio, giunto alla ventunesima edizione, prende di mira il rapporto tra acquisti digitali e licenze revocabili. La società ha ricordato agli utenti che i contenuti comprati in formato digitale sono concessi in licenza: CHOICE paragona questa formula a un noleggio a lungo termine, criticando la possibilità di perdere l'accesso anche dopo il pagamento.
L'altra contestazione riguarda l'abbandono dei supporti fisici. Nelle motivazioni del riconoscimento, l'associazione indica gennaio 2028 come termine a partire dal quale i nuovi giochi PlayStation saranno soltanto digitali. Sony ha presentato questa direzione come una risposta alle preferenze dei consumatori, sostenendo che la domanda di contenuti digitali supera nettamente quella dei dischi.
Tra i precedenti citati compare anche il cinema: a giugno 2026, la scadenza dell'accordo con StudioCanal nel Regno Unito e in Europa ha coinvolto 500 film. L'annuncio della rimozione riguardava anche contenuti già acquistati e conservati nelle librerie degli utenti, un caso richiamato da CHOICE per contestare la sicurezza degli acquisti digitali.
Le critiche investono inoltre il linguaggio del PlayStation Store. Peter Zaluzny, esperto di videogiochi dell'associazione, osserva che il percorso di pagamento parla di acquisto e termina con un invito a ordinare e pagare. Le condizioni della licenza, sottolinea, richiedono invece di aprire menu facoltativi e consultare la documentazione contrattuale.
Sul fronte economico, l'associazione denuncia le conseguenze per il mercato dell'usato: comprare un disco di seconda mano e rivenderlo permette ai giocatori di finanziare altri acquisti. Nello store non esiste un meccanismo equivalente di compravendita tra utenti; l'accordo di licenza qualifica inoltre il diritto d'uso del software come personale e non trasferibile.
CHOICE richiama infine un precedente del 2013, quando Sony pubblicò un video per mostrare quanto fosse semplice prestare un gioco fisico, prendendo di mira le restrizioni alla condivisione proposte da Microsoft. Quel filmato mostrava il passaggio di un disco da una persona all'altra.