Immagine di Temtem | Recensione - Il miglior Pokéclone in circolazione?
Recensione

Temtem | Recensione - Il miglior Pokéclone in circolazione?

Temtem è quanto di più vicino a Pokémon si possa avere, ma l'interrogativo principale resta sempre lo stesso.

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a cura di Nicolò Bicego

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di Temtem
Temtem
  • Sviluppatore: CremaGames
  • Produttore: Humble Bundle
  • Piattaforme: PC , PS4 , XONE , XSX , SWITCH , PS5
  • Generi: Gioco di Ruolo
  • Data di uscita: 21 gennaio 2020 (Accesso Anticipato) - 6 settembre 2022

Il successo di Pokémon non conosce limiti da oltre 25 anni. Sappiamo che, dopo aver sperimentato nuovi territori con Leggende Pokémon: Arceus, la serie è pronta ad espandersi ulteriormente con la nona generazione, che avrà inizio con Pokémon Scarlatto & Violetto.

Con il corso del tempo però, soprattutto dalla sesta generazione in poi, una schiera ben nutrita di fan ha cominciato a non essere più soddisfatta di quanto offerto da Nintendo e Game Freak. Vuoi per la lentezza di evoluzione della serie, vuoi per la mancanza di novità, molti fan hanno smesso di seguire la serie con attenzione.

Ed è proprio a questi fan che si rivolgono i "Pokécloni". Si tratta di giochi che replicano in tutto e per tutto (o quasi) la formula di gioco di Pokémon, introducendo però delle novità, spesso prese a piene mani proprio da ciò che manca (almeno secondo alcuni) a Pokémon.

Tra i progetti più ambiziosi in questo senso c’è sicuramente Temtem. A differenza di progetti minori (come Coromon), questo titolo, sviluppato da Crema e pubblicato da Humble Bundle, intende presentarsi come un RPG in terza persona in tre dimensioni in grado di competere direttamente con Pokémon, grazie anche all’arrivo su diverse piattaforme (PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC).

Rispetto alla serie Nintendo, Temtem ha la caratteristica distintiva di presentarsi anche come MMO, con un universo condiviso che intende mettere in comunicazione tutti gli allenatori (ehm, domatori) del globo.

Dopo due anni in accesso anticipato, il gioco è adesso finalmente disponibile nella sua versione di lancio, e noi lo abbiamo provato per darvi il nostro verdetto.

Il migliore domatore di Temtem

Partiamo con una premessa fondamentale: Temtem è un Pokéclone. Lo abbiamo già detto, ma è bene ripeterlo: dalla storia alla grafica, fino anche al gameplay, tutto quanto è profondamente ispirato (per usare un eufemismo) alla formula Pokémon. Non stupitevi, quindi, quando noterete degli elementi estremamente familiari, perché il gioco è davvero zeppo di elementi presi di forza dalla serie Nintendo.

Partiamo quindi dalla storia. Il nostro protagonista è finalmente pronto a diventare un apprendista nell’accademia di domatori Temtem; lo troviamo quindi nel suo primo giorno ufficiale da domatore, in cui gli viene assegnata la sua Tempedia e gli viene anche data la possibilità di scegliere il suo primo Temtem, che lo accompagnerà nella cattura di altre specie.

Suona familiare, vero? Bene, sappiate che nella storia avremo anche un team di cattivoni da affrontare, domatori rivali che ci seguiranno nel corso dell’avventura e tutto quello che vi aspettereste da un qualsiasi gioco Pokémon.

Anche per questo, forse, la storia non è particolarmente memorabile, anzi. Rispetto a Pokémon, i personaggi ci sono risultati molto più scialbi, soprattutto se prendiamo come riferimento alcuni episodi (su tutti Bianco e Nero).

Vogliamo soffermarci su questo punto, perché è davvero un peccato che Temtem non abbia approfittato dell’occasione per raccontare una storia più profonda. Parliamoci chiaro: prodotti come Temtem si rivolgono principalmente a giocatori più esperti, che per un motivo o per un altro si sono stancati della formula Pokémon.

Proprio perché si rivolge a giocatori più esperti (rispetto a Pokémon che invece ha l’obiettivo di accontentare giocatori vecchi e nuovi, indipendentemente da età ed esperienza), proporre una storia interessante e, per certi versi, matura, potrebbe essere un elemento in grado di distinguere il gioco dagli episodi principali della serie Pokémon. Purtroppo, però, non è stato così.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, Temtem raggiunge risultati discreti, soprattutto se consideriamo il budget di partenza. Certo, le ambientazioni risultano piuttosto spoglie, ed i modelli dei personaggi potevano essere migliori, ma tenuto conto dei mezzi a disposizione non possiamo lamentarci più di tanto. In ogni caso, la nostra prova su PlayStation 5 è stata abbastanza fluida e priva di grandi intoppi, sebbene con qualche sporadico rallentamento.

A stupirci in positivo è stato il design dei Temtem. Rispetto ad altri Pokécloni, il design delle creature è molto curato, con una forte ispirazione derivata dal mondo animale, un po’ come per le prime due generazioni Pokémon. Certo, non tutti i Temtem sono riusciti allo stesso modo, ma rispetto ad altri Pokécloni siamo proprio su un altro livello, sebbene ancora lontani dalla qualità di Pokémon.

Avventure nell’Airborne Arcipelago

Il gameplay di Temtem è sostanzialmente identico a quello di Pokémon. Saremo inviati alla scoperta dell’Airborne Arcipelago, con lo scopo di affrontare altri domatori di Temtem e di ottenere quante più creature possibile.

Se avete giocato ad un qualsiasi gioco di Pokémon saprete quindi cosa aspettarvi. Il gioco funziona esattamente allo stesso modo, semplicemente cambiando nome a tutti quegli elementi che definiscono un gioco di Pokémon.

L’esplorazione dell’Airborne Arcipelago è piuttosto elementare. Oltre alla nostra missione principale, troveremo sulla mappa anche numerosi NPC pronti ad assegnarci missioni secondarie. Difficilmente, però ci troveremo ad affrontare dei puzzle ambientali e difficilmente le quest secondarie proporranno contenuti narrativi interessanti. Solitamente si tratterà di recuperare un determinato oggetto o di recarsi in un certo posto, e niente di più.

Rispetto a Pokémon, abbiamo sentito un po’ la mancanza del world building; per quanto anche gli ultimi episodi della serie Nintendo non abbiano brillato in questo senso, in Temtem abbiamo avuto l’impressione di trovarci semplicemente in un mondo che mette insieme diversi tipi di biomi, senza però raccontare una storia di fondo che renda interessante l’esplorazione del continente.

Il battle system presenta invece qualche differenza rispetto a Pokémon; la più importante consiste sicuramente nel fatto che in battaglia invieremo sempre due Temtem, il che obbliga a creare delle strategie che tengano conto della presenza di quattro creature sul campo. Oltre a questo, troviamo una barra della stamina, esaurita la quale il nostro Temtem non potrà eseguire una mossa; se non staremo attenti ad essa, rischieremo di farlo affaticare eccessivamente e di doverlo ritirare dalla battaglia.

Per il resto, il battle system è sostanzialmente identico a Pokémon: ritroviamo resistenze e debolezze (sebbene differenti rispetto a quanto visto in Pokémon), IV e EV (con nomi diversi), e così via.

Può sembrare riduttivo trattare un gioco come se fosse semplicemente la copia di un altro, ma con i Pokécloni è quasi impossibile fare altrimenti. Non si tratta semplicemente di riprendere le meccaniche di un altro gioco (pensiamo, ad esempio, ai soulslike o ai metroidvania, veri e propri sottogeneri nati da singoli titoli), qui si tratta proprio di riproporre la stessa, identica formula di gioco, con modifiche talmente minime da essere impercettibili o quasi.

La vera, grande differenza di Temtem (di cui potete recuperare l'edizione fisica PlayStation 5 su Amazon) sta nella sua componente MMO. Sulla mappa di gioco vedrete infatti comparire altri giocatori da tutto il globo e, qualora lo decideste potrete interagire con loro, collaborando nella vostra avventura oppure sfidandovi in battaglia. Gli sviluppatori hanno avuto molta cura per questo aspetto, e rispetto ad altri Pokécloni è chiaro che Temtem punta molto sull’aspetto competitivo.

In questo, il gioco potrebbe avere qualcosa da insegnare a Pokémon; certamente non ci aspetteremmo di ritrovare un sistema simile in un futuro episodio della serie Nintendo, ma sicuramente alcune meccaniche sono interessanti e Game Freak potrebbe integrarle tranquillamente in episodi futuri della sua creatura.

Per il resto, però, rimane lo stesso, grande interrogativo. Dato che Pokémon è una serie vive e vegeta, di cui escono episodi ogni anno, perché qualcuno dovrebbe preferirgli Temtem?

Certo, l'avventura in questo gioco è consigliata per chi non possiede una Nintendo Switch e cerca qualcosa di simile a Pokémon; ma per il resto, pur essendo Temtem un gioco discreto, non c’è niente qui che non si sia già visto in Pokémon.

L’obiettivo di inserire in Temtem qualcosa che in Pokémon manca è centrato solo in parte con la componente MMO; per il resto, il gioco si limita a riproporre pedissequamente la formula di Game Freak, risultando peraltro inferiore in diversi ambiti (come nel world building o nel design altalenante delle creature).

Se siete in astinenza completa da Pokémon potrebbe tenervi piacevolmente compagnia per qualche mese, ma se vi siete stancati della serie Nintendo, difficilmente qui troverete qualcosa in grado di intrattenervi, perché purtroppo l'innovazione non è il suo punto forte.

Versione recensita: PS5

Voto Recensione di Temtem - Recensione


7

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Formula di gioco divertente...

  • Una larga mappa da esplorare

  • Design delle creature quasi sempre convincente

Contro

  • ... ma totalmente derivativa e meno efficace

  • Ripropone tutti i limiti di Pokémon

Commento

Temtem è forse uno dei migliori Pokécloni in circolazione. Sicuramente è il più ambizioso, con un forte accento su una componente MMO inedita per la serie da cui prende ispirazione. Ciò detto, per quanto il gioco sia sicuramente stato sviluppato con competenza, rimane inevasa la domanda: perché scegliere un Pokéclone quando esiste Pokémon? A meno che non siate privi di una Nintendo Switch, non ci sono veri motivi per preferire Temtem. La formula di gioco è la stessa, ed il gioco perde qualsiasi occasione (o quasi) per proporre qualcosa di nuovo rispetto a Pokémon, o anche solo per migliorare la storica formula. Peccato, perché prendendosi qualche rischio sarebbe potuto risultare più fresco e avere qualcosa di davvero unico da proporre.
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