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Coromon | Recensione – Quando Pokémon non basta più

Tra l'omaggio ed il plagio, Coromon fatica ad uscire dall'ombra della sua fonte di ispirazione.

Pokémon è una delle saghe più celebri dell’universo videoludico, una tra le prime ad imporsi di prepotenza nella cultura popolare contemporanea, uscendo dai confini del mondo degli appassionati. Anche per questo, nel corso dei decenni ci sono stati innumerevoli tentativi di replicarne la formula, sia da parte di team e aziende blasonate che da parte di sviluppatori indipendenti.

Coromon

Piattaforma:
MOBILE, PC, SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
21 Luglio 2022
Sviluppatore:
TRAGsoft
Distributore:
Freedom Games

Proprio dal mondo indie arriva Coromon, sviluppato da TRAGsoft. Coromon è uno di quei titoli che non prova minimamente a nascondere le sue origini di Pokémon-like, abbracciandole anzi a tal punto dal posizionarsi a metà tra l’omaggio ed il plagio.

In occasione dell’uscita su Nintendo Switch il 21 luglio (il gioco è già disponibile su PC e mobile), abbiamo voluto approfondire quest’avventura, per dirvi la nostra opinione al riguardo.

Coromon può colmare la sete di catture in attesa di Pokémon Scarlatto & Violetto? Scopriamolo insieme.

Avventure nella regione di Velua

La storia di Coromon si apre in un modo che gli appassionati di Pokémon ben conoscono. Il protagonista (personalizzabile attraverso un editor abbastanza corposo per il genere) viene svegliato dalla madre in occasione di un giorno molto importante per lui. Solo che non si tratta del giorno in cui diventerà finalmente un allenatore di Pokémon.

Il nostro protagonista, infatti, sta per iniziare il suo primo giorno di lavoro alla lux solis, un centro di ricerca scientifico, come ricercatore duellante. Dietro a questa nomenclatura si cela, in realtà, un ruolo molto, molto simile a quello di allenatore di Pokémon (e vedrete che questa sarà un po’ la norma per tutte le trovate di Coromon), ma andiamo con ordine.

Una volta raggiunto il centro di ricerca, riceveremo alcune cose importanti per la nostra avventura: un guanto che consente di utilizzare delle abilità (che potremmo chiamare MN) ed il nostro primo Coromon, che potremo scegliere tra tre creature alternative. Insomma, lo avrete capito: Coromon riprende pienamente lo stile Pokémon anche sul piano narrativo. Abbiamo persino un team di cattivoni, un bestiario da completare catturando creature, e così via.

Nonostante l’incipit leggermente differente rispetto al classico episodio Pokémon, la storia non si discosta poi molto per toni e profondità; si tratta di una trama godibile, ma sicuramente non vi rimarrà impressa per gli anni a venire.

Il gioco si apre con il nostro primo giorno da ricercatori duellanti alla lux solis.

Uno degli aspetti che più abbiamo apprezzato di Coromon è però la capacità di costruire un mondo di gioco credibile anche attraverso delle missioni secondarie collegate alla storia principale, che espandono la storia del mondo; elemento, questo, da cui Pokémon potrebbe prendere qualche appunto, visto che spesso i titoli Nintendo non hanno brillato per la gestione delle missioni secondarie. Ma avremo modo di tornare su questo punto.

Tecnicamente parlando, il gioco si presenta con una grafica bidimensionale che ricorda da vicino le avventure a 32-bit dei Pokémon su Game Boy Advance. Da questo punto di vista, se siete appassionati di quell’epoca, vivrete un bel viaggio nostalgico, migliorato ovviamente dalla resa grafica di Nintendo Switch (in particolare se giocate sul modello Oled, che trovate disponibile su Amazon).

Lo stesso, purtroppo, non si può dire per quanto riguarda il design delle creature. Abbiamo trovato la maggior parte dei Coromon piuttosto anonimi, mentre in altri casi le creature sembravano fin troppo simili a dei corrispondenti Pokémon. Ci saremmo aspettati molta più cura per questo aspetto, dato che il design delle creature è uno dei fulcri di questa tipologia di gioco.

Anche il comparto sonoro ci ha lasciati piuttosto indifferenti. Le tracce del gioco non sono male, ma non hanno nulla a che vedere con quanto può offrire Pokémon (il paragone è praticamente inevitabile, anche a livello inconscio).

Vi sembra familiare questa scena?

Chiamatelo pure Pokémon

Veniamo quindi al gameplay di Coromon. Su questo fronte, le somiglianze con Pokémon sono davvero troppe per essere elencate. I due giochi condividono sostanzialmente ogni aspetto: dagli incontri casuali camminando nell’erba, alle lotte, fino ad arrivare agli strumenti di cattura e di cura.

Certo, cambiano i nomi e gli oggetti: qui abbiamo gli spinner al posto delle Poké Ball ed i tortini al posto delle pozioni, ma la sostanza rimane fondamentalmente la stessa.
Non andremo quindi ad analizzare il gameplay di base del gioco, perché davvero sarebbe come parlare di Pokémon come se fosse una serie neonata. Vogliamo però concentrarci su quegli aspetti che Coromon gestisce diversamente, talvolta con un guizzo di originalità davvero niente male.

Uno di questi è sicuramente la gestione delle creature. Dopo ogni battaglia, proprio come in Pokémon, i Coromon ottengono punti esperienza, che li portano a salire di livello e a migliorare le proprie caratteristiche in modo automatico.

Di tanto in tanto, però, saremo chiamati ad intervenire in prima persona nel processo. Ciò significa che potremo distribuire a nostro piacimento dei punti extra da assegnare alle diverse specifiche del Coromon in questione. Può sembrare un dettaglio marginale, ma le implicazioni sono molteplici, perché questo dà un maggiore controllo strategico sulla crescita dei propri Coromon.

A questo si aggiunge un sistema di combattimento funzionante e divertente (al netto del fatto che sia completamente derivativo), che potrà facilmente appassionarvi se vi piacciono le lotte a turni. Purtroppo, il comparto multigiocatore non è stato sviluppato a dovere; potrete comunque sfidare gli amici online (a patto di avere un abbonamento a Nintendo Switch Online, che potete recuperare su Amazon), ma l’esperienza è piuttosto spoglia.

Un altro aspetto interessante è costituito dal guanto che ci viene fornito all’inizio del gioco. Esso ci darà accesso ad una serie di abilità (che sbloccheremo nel corso dell’avventura) che ci permetteranno di risolvere piccoli enigmi ambientali.

Il sistema di combattimento è divertente, per quanto derivativo.

In sostanza esegue la stessa funzione delle MN in Pokémon, è soltanto la resa ad essere differente; c’è però una maggiore presenza di puzzle ed enigmi in Coromon rispetto ai titoli Nintendo, quantomeno se prendiamo come punto di riferimento gli ultimi giochi della serie.

Infine, un altro aspetto che abbiamo trovato particolarmente interessante sono le missioni secondarie e la loro gestione. Il gioco è pieno zeppo di attività opzionali, che ci verranno assegnate da NPC sparsi sulla mappa di gioco. Completando le missioni riceveremo delle ricompense, riscattabili da un’apposita voce nel menù di gioco, che potremo utilizzare per acquistare oggetti.

Si tratta di un metodo efficace per incentivare l’esplorazione e per dare maggiore profondità alle missioni secondarie, che spesso riescono ad andare oltre al mero riempitivo. Questo, in particolare, è un aspetto in cui Coromon riesce meglio di Pokémon, almeno rispetto (di nuovo) agli ultimi episodi.

Per il resto, il gioco è davvero Pokémon, niente di più e niente di meno. Ci sono altre differenze minori, certamente, tra cui la presenza di una difficoltà selezionabile ad inizio partita. Tutto ciò però non cambia la sostanza: siamo di fronte ad un clone in tutto e per tutto.

Le poche cose nuove portate sul tavolo non bastano per permettere a Coromon di uscire dall’ombra della sua illustre fonte di ispirazione. E neanche Coromon riesce a fare qualcosa meglio di Pokémon (tranne la gestione delle missioni secondarie) al punto da renderlo un’esperienza superiore.

Semplicemente, il gioco si “accontenta” di replicare fedelmente l’esperienza Pokémon dell’era 32-bit, con qualche piccolo ritocco qua e là. Al netto dei suoi difetti, potreste farci un pensierino se sentite particolare nostalgia di quell’era di Pokémon o se sentite una viscerale mancanza di catturare mostriciattoli.

In alternativa, la scelta migliore rimane quella di aspettare l’ormai imminente uscita di Pokémon Scarlatto & Violetto.

6,5

Coromon

Piattaforme: mobile, pc, switch
Seppure non intenda nascondere la sua origine di Pokémon-like, Coromon fatica nel trovare una sua identità. Le trovate originali sono davvero troppo poche, ed in generale il gioco non riesce ad uscire dall'ombra di Pokémon sotto quasi nessun fronte. Sia chiaro, questo non toglie che sia divertente da giocare, e che possa persino appassionarvi grazie alle sue meccaniche semplici ma efficaci; viene però difficile consigliarlo quando sulla stessa console ci sono diversi esponenti della saga che lo ha ispirato e da cui non è riuscito a staccarsi.

Pro

  • Sistema di combattimento divertente ed appagante
  • Qualche novità da cui Pokémon potrebbe prendere spunto...

Contro

  • ... ma tutto il resto è estremamente derivativo
6,5